<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666</id><updated>2012-02-08T08:43:12.490+01:00</updated><category term='Storie: Aiuto'/><category term='Le feste'/><category term='Promesse...'/><category term='Storie: Bloggy Mumy'/><category term='Storie: Kray'/><category term='Spiegazioni'/><category term='Storie a caso'/><category term='Postebasta'/><category term='Sadding...'/><category term='Consistructions'/><category term='Links...'/><category term='Poetry (o quasi...) from the heart'/><category term='Problems'/><category term='Il mio pg'/><category term='Frasi'/><category term='Reflexions'/><category term='Ringraziamenti'/><category term='Primo post'/><category term='Middy... a mitic couple'/><category term='Tra i primi post... ancora sola'/><category term='Simple Plan'/><category term='Kray special'/><category term='Canzoni'/><title type='text'>The Candy Jojo</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>96</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-5168575346991056728</id><published>2011-11-28T15:43:00.000+01:00</published><updated>2011-11-28T15:43:00.427+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray60</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;"A-aspetta..." cominciai, ma venni interrotta dal pianto. "Michele!" esclamai con la voce rotta, prima di erompere in una fontana di lacrime, che mi scorsero giù per le ciglia e le guance e poi lungo il collo, e Michele mi stinse a sé e questo mi fece piangere ancora più forte. Era la prima persona di fronte alla quale piangevo, dopo mia madre e Marty, ma l'unica che mi avesse mai stretta così, a darmi un senso di protezione."C'è qualcosa di talmente sbagliato in me... che mi rende così maledettamente diversa... così schifosa, ed egoista, egocentrica, insensibile... e fa scappare gli altri, &lt;em&gt;è solo colpa mia se Martina mi ha lasciata così!!&lt;/em&gt;" gridai, e cominciai a singhiozzare, e pensai che non aveva senso piangere e gridare ma sentivo che volevo farlo, e &lt;em&gt;dovevo&lt;/em&gt; farlo fino alla morte, perché meritavo di soffrire. Anche se non avrei mai potuto farlo, perché ero vicina a Michele, che mi aiutava ed era un angelo come lo era sempre stato per me, c'era sempre stato e io ero così ingrata, così schifosa CAZZO quanto facevo schifo, non lo meritavo assolutamente e lui continuava ad essere così MALEdettamente MERAVIglioso...E di tutte quelle persone che avevo ferito, lungo il corso della mia inutile vita (Marty, mia madre, tutti i miei amici e persino i miei conoscenti), Michele era stato quello che ne aveva patito di più: non gli avevo mai dato niente, avevo sempre preso, e avevo sempre aspettato che fosse &lt;em&gt;lui&lt;/em&gt; a dirmi quello che lo faceva soffrire, quando sarei dovuta essere &lt;em&gt;io&lt;/em&gt; a capirlo, e ad aiutarlo, e a dargli una mano persino nel caso in cui non avessi capito. Proprio come stava facendo lui ora con me, senza che gli avessi spiegato niente, dopo tutto quel tempo che gli avevo nascosto i miei timori e le mie preoccupazioni, tutti i miei problemi. Eppure era ancora lì, lui, e cercava di trasmettermi qualcosa, anche se sapeva che non lo meritavo minimamente...E piangevo, piangevo e pensavo, mi maledicevo, mi compiangevo, mi condannavo, gridavo dentro, scaricavo tutto, addosso a me e addosso al resto del mondo, e mi insultavo, e mi stingevo a quel bellissimo ragazzo che era la mia ancora di salvezza, l'unica cosa che ancora mi legava veramente alla vita."Cristina."Bellissima voce. Dolce, delicata. Preziosa, come il ragazzo a cui apparteneva, semplicemente Michele.Tremai di pianto, ma smisi. Presi un bel respiro, e la mia gola bruciò, faceva male. Poi guardai Michele negli occhi... e notai che anche lui stava piangendo."Non sentirti così. Non lo meriti."Mi sembrò un'eco della mia voce. Ma era lui, dolcissimo, avrei voluto poterlo rendere felice, anche soltanto la metà di quanto lui rendeva felice me, e non dover vedere più i suoi occhi bagnati di lacrime, anche se era stupendo: perché questo non contava. Semplicemente non doveva provare dolore, perché era meraviglioso, e non c'era nessuno al mondo che meritasse di meno di soffrire. Però aveva torto."Sì che lo merito."Michele mi guardò ancora, senza esitare un attimo nella sua sicurezza: "Non meriti nè dolore nè sofferenza, credimi. Non dico che sei meravigliosa solo perché lo penso."Ed era una frase stravagante, ma era così bella...Mi travolse completamente, e mi accorsi di amarla.Amavo quella frase, e quel modo di parlare, quella voce, e quelle labbra, e quei denti, e quella pelle, e quel naso e quegli occhi, quelle sopracciglia e quelle mani e quel calore, tutto esattamente com'era... era incredibile come non avrei cambiato niente in lui, niente, nemmeno il più piccolo particolare. Ogni piccolo episodio, ogni gesto, ogni parola, ogni sguardo: più pensavo a lui, più ero legata a lui, e lo amavo, faceva male ma lo amavo, alla follia, volevo essere sua e sua soltanto e che lui fosse mio e di nessun altro. In ogni momento, per sempre, io sarei sempre stata lì per lui se lui fosse stato disposto ad accettare me, ad amarmi, e sarei stata disposta ad essere qualsiasi cosa per lui. E così lo baciai.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-5168575346991056728?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/5168575346991056728/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=5168575346991056728&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/5168575346991056728'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/5168575346991056728'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2011/11/kray60.html' title='Kray60'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-6195070216412887275</id><published>2011-11-20T17:43:00.000+01:00</published><updated>2011-11-20T17:43:00.215+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray59</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Avevo decisamente bisogno di qualche attimo per riflettere!O almeno questo era quello che pensavo, perché mi ero presa molto più di un attimo, per riflettere: pensavo ad ogni pasto, ad ogni passo, con FreeDay o con Michele, durante le lezioni e durante le ripetizioni, mentre facevo i compiti e mentre ascoltavo la musica, la mattina prima di aprire gli occhi e la sera prima di chiuderli. Avevo un unico pensiero fisso, e riguardava un rapporto più profondo fra me e Michele.Perché francamente era difficile non pensare a noi due come fidanzati, per quanto mi ci sforzassi, e per quanto faceva male. E se solo lui avesse smesso di essere così incredibilmente carino con me, così dolce, così divertente, così comprensivo, e non solo, magari avrei potuto pensare con più chiarezza, magari avrei anche potuto rendermi conto di quanto lui fosse inarrivabile: lui continuava ad essere il Re della scuola, e io non ero nessuno. Se ero conosciuta da un po' di gente era perché non potevano farne a meno.Non arrivavo mai ad una conclusione, per quanto questi pensieri mi tormentassero. Avevo bisogno di andare via, di fuggire, ma sapevo che la mia vita era lì, e ogni mattina mi avrebbe aspettato invano se me ne fossi andata...Perché la situazione era così difficile da gestire? E il solo fatto che non potessi parlarne a nessuno mi faceva esplodere. Non mi interessavano nemmeno tanto i consigli, perché poi se non mi fossero piaciuti non li avrei seguiti, ma avevo bisogno di aprirmi; e l'unica persona con cui lo avrei potuto fare, be', non era certo quella con cui lo avrei potuto fare, in realtà.E così, una sera, mi venne in mente Marty, la mia ex migliore amica. Quella che credevo di conoscere da sempre, e che aveva cominciato ad essere tutt'altra persona... lei se n'era andata quando io avevo cominciato a stare tutto il tempo con Michele, e magari questo non era un caso.Era dunque colpa mia, che lei se ne fosse andata? Che lei fosse diventata un'altra, e avesse cominciato a parlare soltanto alle altre di me, e non direttamente a me (e non dico &lt;em&gt;soltanto&lt;/em&gt; a me)? Mi ero così totalmente isolata dal mondo che avevo lasciato lei fuori dalla mia vita??Era insopportabile il pensiero... e continuai a dirmi che non era possibile, che doveva esserci un'altra spiegazione, ma più ci pensavo meno ci credevo. Il mio mondo era diventato Michele, lui era &lt;em&gt;veramente&lt;/em&gt; diventato la mia vita, e io avevo perso di vista tutto il resto: la mia famiglia, la scuola, i miei amici, e tutte le altre persone intorno a me... Non ero mai stata granché sveglia, ma ora ero totalmente concentrata soltanto su una persona. E questa persona aveva &lt;em&gt;molto&lt;/em&gt; a che fare con me.Lasciai che il mio cervello mi tormentasse per circa una settimana, e poi non ce la feci più. Avevo davvero bisogno di parlarne, anche a costo di esporre i miei sentimenti, che d'altronde non avrei potuto mettere in mani più sicure... Così decisi di andare da Michele.Lo beccai che si stava dirigendo verso la nostra via di casa, e stavo correndo verso di lui quando all'improvviso mi accorsi che non sembrava affatto felice. Allora mi bloccai, e mi domandai cosa potesse farlo sentire così... e mi sentii peggio di uno straccio.Lo affiancai delicatamente, ma mi avvolse una strana paura di attirare la sua attenzione. Poteva darsi che avesse bisogno di stare da solo... ma se così non fosse stato? In quel caso non avrebbe potuto dirmelo, non sapendo che io ero accanto a lui...Io ero vicino a lui, eppure lui era lontano da me.Presi coraggio, pensando 'O la va o la spacca...', e lasciai che le mie dita sfiorassero le sue. Lui saltò per aria, e per un attimo potei vedere una sorta di terrore nei suoi occhi, che mi bloccò completamente. Ma poi lui mi avvolse fra le proprie braccia, e mi chiese: "Cristina, dov'eri?", con la voce piena di preoccupazione... come vidi che erano i suoi occhi, quando si sciolse dall'abbraccio e mi guardò negli occhi, per dire: "Cazzo, mi vuoi dire come stai??"Rimasi attonita. Non c'era altro che dolore nel suo sguardo, mentre continuava: "Ti prego, sono settimane che ti chiudi sempre di più, e non ti riconosco più... cosa c'è che ti preoccupa?"Aveva quasi il respiro affannato, mentre stringeva le mie mani fra le sue, e a me venne voglia di piangere."Io... Mi dispiace, Michele... credo di essere..." cominciai, quando una scarica di adrenalina mi attraversò la schiena. "Mi sembra di essere una stronza..." La mia voce si alzò pericolosamente, prossima ad esplodere in lacrime e a scaricare tutto quanto, ma cercai comunque di non scoppiare e ingoiai il groppo che avevo in gola. "Sto estromettendo tutto dalla mia vita..." Dio quant'era difficile dirlo... "... per te."Michele sembrava aver appena ricevuto un pugno nello stomaco.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-6195070216412887275?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/6195070216412887275/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=6195070216412887275&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/6195070216412887275'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/6195070216412887275'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2011/11/kray59.html' title='Kray59'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-349283498693938688</id><published>2011-11-14T18:41:00.000+01:00</published><updated>2011-11-14T18:42:43.391+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray58</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Mentre stavo svuotando la lavastoviglie dei piatti puliti (e ne tenevo uno in mano), mia madre venne verso di me, mettendomi la mano sulla fronte, e mi chiese: "Stai bene?"La guardai un po' sorpresa e le domandai: "Sì, perché?"Mi fissò. "Hai messo i tuoi cd in ordine alfabetico.""Sì, be'? Lo faccio sempre...""Hai messo anche &lt;em&gt;le medicine nel mobiletto&lt;/em&gt; in ordine alfabetico" aggiunse lei, e mi accorsi solo in quel momento di quanto potesse sembrare stravagante.Be', forse di quanto &lt;em&gt;era&lt;/em&gt; stravagante."Volevo solo mettere un po' di ordine nella mia casa. E nella mia vita" dissi. Perché forse usare una frase ad effetto come questa l'avrebbe trattenuta dal fare ulteriori indagini.Lei mi squadrò per un attimo. "Brava bambina" concluse, per poi lasciar concludere me andandosene.Evidentemente preferiva rimanere nel dubbio piuttosto che farmi smettere di occuparmi della casa.Perché in realtà era questo che stavo facendo. Era uno dei pochi metodi che conoscevo per non cercare di pensare a ciò che il mio cervello cercava continuamente di farmi pensare, ovvero a quel momento in cui mi era sembrato che Michele fosse stato geloso, e quando si era scontrato contro Marco e questo gli aveva detto che lui 'c'era riuscito' e Michele no, e ogni singolo complimento e quel momento in cui&lt;em&gt;"Come si fa a non desiderarti?"&lt;/em&gt;Profondo respiro. 'Pensa ad altro, pensa ad altro, pensa ad altro.' Ma era come se non ci fosse nient'altro a cui pensare. Era un pensiero continuo, che mi circolava per la testa continuamente, qualsiasi fosse il mio pensiero precedente o ciò su cui avevo posato lo sguardo. Avevo fatto di tutto per non sospettare quello che stavo sospettando (tutti i compiti fino all'ultimo dettaglio e senza sbirciare le soluzioni, riordinare la mia stanza, aiutare mia mamma nei lavori domestici), ma in realtà non mi distoglievano dai miei pensieri, come invece avrebbe potuto fare soltanto Michele, che però non era la persona più indicata visto che era lui la causa del mio problema...Un problema enorme, gigantesco, insormontabile, soprattutto perché non c'era stato altro nella mia vita per quei mesi che lui, che mi aveva coinvolta e mi aveva sconvolta, e si era reso straordinario ai miei occhi. Come a quello di tutti gli altri, meno che del ragazzo che sembrava averlo reso geloso.Geloso... geloso... come suonava strana quella parola, però...Una musichetta idiota mi disse che il mio cellulare stava suonando. Lo presi in mano, e lessi il nome che più sbagliato non si poteva, in quel momento: 'Michele'.'No, no, no, Michele &lt;em&gt;no&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;non&lt;/em&gt; lui...'"Heilà!"Il mio dito si era mosso da solo verso il tastino verde."Ciao Michele!!!"La mia voce si era entusiasmata da sola."Volevo chiederti se ti va di venire da me tra un paio d'ore! Ti va?""Certo!! Anche subito!"Insomma, ovvio che ero contenta di vederlo, siamo logici."Che cos'hai in mente?" gli domandai, del tutto dimentica di ciò che dovevo dimenticare. (Finché uno dei due parlava, quindi, ero a posto.)"Ehehehe..." rispose Michele, e si fece una risata solitaria senza motivo alcuno."Che cos'hai in mente?" ripetei, perché non sapevo che dire o fare se non scoppiare a ridere."Un cervello" fu la vera risposta, e allora non potei fare a meno di ridere perché quel ragazzo era troppo meravigliosamente scemo.Lo salutai, chiudendo la telefonata, senza smettere di ridere, perché in fondo pure io avevo la mia dose di stupidamente scemità.Ma non ci volle nemmeno un'ora (come resistere...!?!?) perché mi rendessi conto che la mia dose di scemezza era nettamente inferiore a quella di Michele."Ma... cosa...""Il mio cervello" disse Michele, come se fosse normale avere un cervello in un piatto posato sul tavolo..."&lt;em&gt;Ma stai scherzando?!?!?&lt;/em&gt;""No, &lt;em&gt;toccalo dai!!&lt;/em&gt;" esclamò lui, come un bambino..."Nemmeno se mi paghi!"Ero orripilata!! Cioè, non poteva essere vero... ma quel cervello &lt;em&gt;sembrava davvero&lt;/em&gt; un cervello. &lt;em&gt;Umano&lt;/em&gt;! Quello che lo ricopriva era esattamente color sangue, e &lt;em&gt;oddio&lt;/em&gt;..."Okay, allora dovrò costringerti."Michele sembrava davvero intenzionato a costringermi, e mi venne dietro con uno sguardo incupito che mi fece venire un brivido. Finché non posò le mani intorno alla mia vita, e mi immobilizzò stringendovi contro le mie, e le sue, braccia. La mia schiena premeva contro il suo petto, e il mio respirava sempre più velocemente, e Michele avvicinò le sue labbra al mio collo...All'improvviso mi spinse in avanti, con una risata malvagia, e la mia faccia finì dritta dentro al cervello. &lt;em&gt;Bleah!!!&lt;/em&gt; Era troppo orrida la cosa... ma non riuscivo a concentrarmici. Che cos'era appena successo? Era tutto frutto della mia immaginazione? Perché? Perché? Perché?Ad un certo punto però mi resi conto che c'era un profumo di fragola nell'aria."E' una torta!!!" esclamai, e mi misi a ridere. Che idiota, Michele, che favolosamente fantastico dolce divertente adorabile idiota."Certo che è una torta, credevi veramente che fosse vero?""Dai, &lt;em&gt;sembrava&lt;/em&gt; vero..."Michele si fece una bella risata, sciolto, spensierato, a suo agio, e non potei fare a meno di ridere anch'io, sentendo ancora il suo calore contro il mio collo e tutto il piacere che mi portava quella sensazione."E' buono?"Assaggiai il quello che aveva sulla faccia. (In fondo non mi poteva fare male, un po' di cervello in più.)"E' buonissimo!!" Spalancai gli occhi. "Aspetta! &lt;em&gt;L'hai fatta tu?&lt;/em&gt;"Michele non seppe nascondere un sorriso compiaciuto. "Per fare il sangue ho usato succo di fragola e un po' di cannella, perché il sangue non è proprio rosso-rosso, no? E sopra la torta vera e propria c'è gelato, che ho personalmente... Che c'è?" s'interruppe. Avrei detto che era entusiasta del suo lavoro, eccitato come un bambino, non fosse che lo aveva appena distrutto. Ma forse, per lui, non era andato distrutto perché era semplicemente contento, o perché lo aveva condiviso con me."Sei bravissimo!" gli dissi, e Michele sorrise ancora.Il mio umore era inspiegabilmente alle stelle.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-349283498693938688?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/349283498693938688/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=349283498693938688&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/349283498693938688'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/349283498693938688'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2011/11/kray58.html' title='Kray58'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-432251235012166088</id><published>2011-07-29T15:21:00.000+02:00</published><updated>2011-07-29T15:21:00.942+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kray special'/><title type='text'>J&amp;K, consecutive</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-1FTGBkwcGJY/TihdDvZwG-I/AAAAAAAAAp8/aUpYU6tJAdM/s1600/239_Mod.jpeg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 248px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-1FTGBkwcGJY/TihdDvZwG-I/AAAAAAAAAp8/aUpYU6tJAdM/s400/239_Mod.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5631853652872272866" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;In questi giorni Kray ha riposato. Era stanca, stanca di pensare al suo Michele, perché si trova sempre più confusa da ciò che prova, o che crede di provare, per lui. Ha paura d'innamorarsi, e chi non potrebbe averne? Tutte le altre volte le è andata talmente male, con i ragazzi. Solo Marco ha saputo darle quello che lei avrebbe voluto avere (ma non da lui).&lt;br /&gt; E' confusa, ragazzi. Avete provato a mettervi nei suoi panni? I suoi panni neri e verdi, che le ricordano di un cappellino che ama quasi quanto sembra amare Michele... ma è il suo migliore amico, e non può farlo: sarebbe come tradirlo.&lt;br /&gt; Okay, lo ammetto, una volta è successo pure a me: qualcosa lo abbiamo in comune, io e Kray, ad esempio l'amore per il cantare, l'insistenza del nostro migliore amico affinché entriamo nel coro, il pensare pensare pensare alle questioni e non arrivare mai ad una conclusione per il timore di fare la cosa sbagliata, o l'alta opinione che abbiamo di noi stesse e tutti questi &lt;em&gt;paturnici&lt;/em&gt; pensieri... Siamo adolescenti tutte e due, che ci volete fare?&lt;br /&gt; Io odio la mia adolescenza, e lei ha ereditato (anche se inconsciamente) questo mio disprezzo. Ha ereditato una vera e propria passione per il proprio migliore amico, che crede essere pronta ad affiancare in qualsiasi caso, e per cui pensa di essere pronta a rinunciare a tutto. Lo stima, lo ammira, lo adora, lo idolatra, e questo sentimento che prova è così vicino all'amore che non può fare a meno di domandarsi se Marty (la sua ex migliore amica) non avesse ragione, quando diceva che fra i due era scoccata una scintilla.&lt;br /&gt; Strano a dirsi, ma le righe superiori (che pure ho ideato quasi un anno fa)  si sono incredibilmente avverate completamente in questi mesi. Ho pensato anche di scrivervi la mia storia da quando ho cominciato la scuola superiore, ma sarebbe così simile a questa che non ci sarebbe quasi nulla di nuovo. (A parte certe incredibili rivelazioni verso il terzo anno.) E non sarei molto contenta della cosa; mentre - anche se non mi piace moltissimo questa storia - mi sono affezionata a Kray, e soprattutto a Michele, e a tutti i personaggi che ruotano intorno a loro. Per questo, anche se ho avuto diverse idee ultimamente, continuo a scrivere soltanto questa storia e nessun'altra.&lt;br /&gt; (Se non la mia, vivendo.)&lt;br /&gt; Per cui sì, qualcosa ho di Kray. Ma Kray è Kray... e io la considero un ente a parte, in cui spiccano i miei peggiori difetti.&lt;br /&gt;E a voi piace Kray?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-432251235012166088?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/432251235012166088/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=432251235012166088&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/432251235012166088'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/432251235012166088'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2011/07/j-consecutive.html' title='J&amp;K, consecutive'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-1FTGBkwcGJY/TihdDvZwG-I/AAAAAAAAAp8/aUpYU6tJAdM/s72-c/239_Mod.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-1024395135930509389</id><published>2011-07-25T16:05:00.000+02:00</published><updated>2011-07-25T16:05:01.242+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray57</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Durante tutta la strada cantai, cantai per Michele una canzone che non mi aveva dato per compito, ma che, seppi dopo, lui non conosceva. Quando gli ebbi proposto di passargliela, inaspettatamente lui rifiutò: "No, no... tanto non credo che mi piacerebbe così tanto se non la sentissi da te."&lt;br /&gt;Era meraviglioso, &lt;em&gt;veramente&lt;/em&gt; meraviglioso. Per tutta la mattinata non feci altro che pensare a lui, e non soltanto perché volevo pensare a lui, ma anche perché tutto il resto non m'interessava. La vita intorno a me continuava, ma Michele era &lt;em&gt;davvero&lt;/em&gt; la cosa più importante per me, al disopra di qualsiasi altra, e io ero veramente un'idiota a pensare di non volerlo vedere. Ogni secondo con lui era il più bello della mia vita, e non potevo pensare di non voler stare con lui quanto più a lungo possibile, ogni giorno, ogni ora, ogni secondo. Eppure continuava ad ossessionarmi il pensiero di poter essere innamorata di lui. Avrebbe rovinato tutto, tutto quanto. Per questo non poteva essere così, semplicemente.&lt;br /&gt;Alla campanella della sesta ora uscii con un sospiro di sollievo dall'ultima letale ora di lezione. Stavo veramente soffocando, e non vedevo l'ora di respirare il profumo del mio migliore amico; così cominciai a correre, verso la porta a fine corridoio, anche se era quella che dava sulla scala antincendio. Corsi anche giù per le scale, fino al cancello, a guardarmi intorno.&lt;br /&gt;Evidentemente, però, non ero abbastanza attenta, perché ad un certo punto sbattei contro qualcuno. Mi voltai per provare a guardarlo in viso mentre gli chiedevo umilmente: "Scusa!", e all'improvviso ebbi una strana sensazione di 'déjà-vu'...&lt;br /&gt;"Non importa..." mi rispose una voce maschile, accentuando la mia sensazione. Cominciavo a chiedermi che cosa potesse mai significare quell'incontro, se fosse una sorta di segno del destino, e desiderai di essere da tutt'altra parte, quando lui aggiunse: "Hey! Ma tu sei Cristina, vero?", e rimasi spiazzata per un attimo... ma poi guardai i suoi capelli biondi e i suoi occhi marroni, e l'eco di quel "Hey!" mi tornò alla mente: era uno dei ragazzi che mi aveva presentato Michele (d'altronde in quale altro modo avrei mai potuto conoscere un ragazzo, io??)... Sembravano passati anni luce da quella fatidica gita su quel fatidico pullman.&lt;br /&gt;"Sì sì, sono io. E tu sei...?" gli chiesi, un po' dispiaciuta di non ricordare più il suo nome. Certo era, però, che aveva uno strano viso; ma sembrava educato, almeno, al contrario di quel qualcun altro che avevo conosciuto a quello stesso modo.&lt;br /&gt;Il ragazzo che avevo di fronte rispose allegramente, "Nicola Simonatti!", e sorrise, emanando un'aura di disponibilità. All'improvviso mi sentii quasi a mio agio.&lt;br /&gt;"Hai visto Michele?" gli domandai, per riempire il silenzio (e ottenere l'informazione per cui mi stavo lambiccando il cervello da sei ore). Nicola rispose subito: "Certo... seguimi", e mi afferrò per la manica per condurmi verso un gruppetto di ragazzi. Mi venne da sorridere, per la spontaneità del gesto, e quando avemmo visto Michele, poco più in là, Nicola lo salutò: "Ciao Michele!", e corse ad abbracciarlo.&lt;br /&gt;Michele sorrise (proprio come me), mentre ricambiava. Mi fece l'occhiolino, e dopo esclamò: "Nick! Dov'eri stamattina, che non ti ho visto?"&lt;br /&gt;Nick fece una espressione da furbetto, e rispose: "Eeeheehee...", poi si ricompose. "Ero con Giulia."&lt;br /&gt;Michele esibì il suo mitico sorrisetto, anche se per un attimo ebbi l'impressione che non fosse esattamente divertito. In quel momento Nicola aggiunse: "E ti ho portato la &lt;em&gt;tua&lt;/em&gt; Giulietta", prendendomi delicatamente per le braccia per spingermi un po' verso di lui, e Michele sembrò avere voglia di dargli una botta in testa. Io, invece, stavo sorridendo.&lt;br /&gt;"Ora vado, Giulia mi aspetta... ciao, Michele! &lt;em&gt;Criao&lt;/em&gt;, Cristina" ci salutò di punto in bianco Nicola, disponendo momentaneamente la faccia in un'espressione alla "come-sono-figo" (palesemente ironica), e si diresse verso una bella ragazza, magra e dai capelli scuri.&lt;br /&gt;Sollevai le sopracciglia. Michele, dopo aver storto il naso nella direzione di Nicola, sembrava senza parole, e questo non era da lui...&lt;br /&gt;"Be', che ti prende?" gli chiesi, divertita.&lt;br /&gt;"E' Nick che è scioccante..." mi rispose lui, già ripresosi dall'evidente shock.&lt;br /&gt;Risi di Michele, e glielo dissi pure: "Rido di te!"&lt;br /&gt;"Ah, grazie" s'inchinò Michele, serio come la serietà. "Ma se lo conoscessi capiresti..."&lt;br /&gt;"Conoscerlo? Non è che mi aspettano altre brutte sorprese...?"&lt;br /&gt;Michele sorrise. "Sei stata fantastica con Marco."&lt;br /&gt;E tu sei straordinario, capace di far volare il cuore nel torace con una semplice frase.&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Tu&lt;/em&gt; sei stato fantastico" lo ripresi, attirandomi il suo finto sguardo-di-rimprovero-anti-complimento. Mi corressi, contrita: "Cioè, non &lt;em&gt;sei stato&lt;/em&gt;. &lt;em&gt;Sei&lt;/em&gt; fantastico, scusa."&lt;br /&gt;Fece una bella risata dolce. "&lt;em&gt;Tu&lt;/em&gt; sei fantastica. Ma cambiamo discorso, se no ci stiamo un mese..."&lt;br /&gt;Risi di nuovo. Pensai: 'E' così bello stare con te! Che mi fai ridere, e sei così spontaneo', e all'improvviso mi venne una curiosità; stupida, e anche molto, ma folgorante. Quasi come un fulmine: rapidissima, eppure aveva lasciato una strana traccia dentro al mio cervello, e sapevo di doverla tirare fuori al più presto.&lt;br /&gt;"Però Nicola non sembra male come Marco" sentenziai, e aspettai...&lt;br /&gt;Michele rise, ma mi sembrò stringere i denti, mentre lo faceva. "No, credo che in pochi siano peggio di Marco" continuò, facendosi un'altra risata. Lo accompagnai, ma avevo un nodo dalle parti dello stomaco, che dovevo assolutamente sciogliere: in questo modo aveva sminuito Nicola, in un certo senso...&lt;br /&gt;Era solo frutto della mia immaginazione?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-1024395135930509389?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/1024395135930509389/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=1024395135930509389&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/1024395135930509389'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/1024395135930509389'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2011/07/kray57.html' title='Kray57'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-6275077179614478487</id><published>2011-07-21T20:04:00.000+02:00</published><updated>2011-07-21T20:04:00.890+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray56</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Non mi sento tanto bene..." dissi a mia madre, quando venne a svegliarmi.&lt;br /&gt;Mi guardò con una strana espressione, che non riuscii ad indentificare. Mi stava analizzando... Forse pensava che stessi mentendo per non andare a scuola. La cosa che mi dava più fastidio era che aveva ragione.&lt;br /&gt;"Non è che hai una verifica, oggi?" mi domandò alla fine, e io sbottai: "MA è mai possibile che tu debba pensare subito che voglio tagliare?? &lt;em&gt;Lasciami in pace&lt;/em&gt;!!"&lt;br /&gt;Dovevano essermi arrivate, per comportarmi così.&lt;br /&gt;"Alzati subito" m'intimò comunque mia madre, autoritaria.&lt;br /&gt;Cercai di nascondere l'irritazione, mentre dicevo: "E' &lt;em&gt;vero&lt;/em&gt; che non mi sento bene!". Mi parve evidente che il tentativo non fosse riuscito, ma comunque avevo detto la verità: mi sentivo veramente una schifezza, stanca e infelice, e soprattutto molto poco motivata. Mi sentivo come se mi mancasse qualcosa, qualcosa che di certo a scuola non avrei trovato.&lt;br /&gt;Mia madre sembrò rifletterci sopra, cosa a cui non potevo credere. Alla fine concluse: "Sono le sette meno un quarto, sbrigati altrimenti farai tardi."&lt;br /&gt;Incredibile, non mi credeva nemmeno quando dicevo la verità!!! Ma improvvisamente non avevo voglia di discutere: aspettai semplicemente che se ne andasse, e poi mi preparai. Non avevo nemmeno voglia di mettere la felpa dei Green Day, cosa che era un evidente segno di ciò che provavo, e del fatto che sarebbe stata una pessima giornata.&lt;br /&gt;Incrociai FreeDay davanti alla mia stanza da letto, che si dirigeva esattamente verso di me. La presi in braccio e la accarezzai, ascoltando il tranquillo e morbido ronzio delle sue fusa, e le dissi: "Ciao... Come stai? Mi sei mancata stanotte...", mentre sentivo un senso di rilassamento entrare dentro di me, ancora una volta per merito di FreeDay. In quel momento sentii di volerle un mondo di bene, ma come potevo dimostrarle quanto gliene volevo? Decisi di farle un regalo il più presto possibile, anche se probabilmente solo con un regalo non avrei dimostrato proprio niente. La lasciai andare, e le diedi un'altra carezza prima di dirle: "Ci vediamo tra qualche ora! Riuscirai a pazientare?" FreeDay miagolò, e lo interpretai come un sì. Doveva avere una pazienza infinita, in effetti, per essere la mia gattina.&lt;br /&gt;Uscii di casa quasi rinfrancata, ma mi demoralizzai quando notai che la giornata - pur essendo metà marzo, il mese della primavera - era insolitamente cupa. Tutti gli edifici sembravano grigi, mentre il cielo si ricopriva di nuvole e io mi ricordavo, colta da un brivido, che non avevo portato l'ombrello. Sperai che almeno Michele potesse essere così prudente, ma all'improvviso (per la prima volta da quando l'avevo conosciuto) mi accorsi di non avere voglia di vederlo. Una pazzesca follia, indicibilmente insensata.&lt;br /&gt;Respirai, e mi domandai che razza di mostro ero. Insomma, era evidente che mi voleva bene, no? Cosa avrei mai pensato, io, se avessi scoperto che una mia amica non voleva vedermi? Sarei stata così disperata, soprattutto se si fosse trattato della mia migliore amica...&lt;br /&gt;Improvvisamente mi venne in mente Marty, che da un mucchio di tempo a quella parte mi trattava come se fossi peggio di una qualunque. Era strano a dirsi, e anche molto, ma la cosa non mi aveva fatto male più di tanto... E se fosse stato così anche per Michele? Se anche a lui non fosse importato niente nel caso in cui io non lo avessi voluto?&lt;br /&gt;Questa era la dimostrazione che Kray era un'imbecille. E per fortuna, prima che potessi darmi ragione, quella familiare voce mi arrivò alle spalle e mi disse: "Madame...", quasi cantando tanto era bella - persino quando stonava. Mi voltai e lo vidi sorridente, e per un attimo ebbi un flash dell'incubo di quella notte. Mi spaventai quasi, ma fu bellissimo capire che non sarebbe mai potuto succedere.&lt;br /&gt;"Michele!" urlai, e lo abbracciai. Anche lui mi avvolse fra le proprie braccia, e io desiderai di rimanere così per sempre, ma ci lasciammo comunque; lui sorrise ancor più dolcemente. Con una voce degna di quella dolcezza mi chiese: "Perché stavi fuggendo? Ti faccio paura??", e assunse un'espressione che sarebbe voluta sembrare paurosa, ma che sul suo bel viso, ancora dolce, non avrebbe mai avuto un effetto del genere. Risi della sua intelligenza, ed esclamai: "Sei troppo scemo!"&lt;br /&gt;Si vede che ero confusa?&lt;br /&gt;"Sembri un po' confusa, madame."&lt;br /&gt;Michele, l'uomo-sorpresa per eccellenza...&lt;br /&gt;"Sì, sono confusa eccome."&lt;br /&gt;E Michele fu meraviglioso, perché mi guardò come a domandare: 'Ti va di parlarmene?', all'improvviso serio, attento, comprensivo, ancora pieno di dolcezza nei suoi meravigliosi occhi profondi. Ma non aspettava una risposta, era solo lì: mi aveva teso una mano, per aiutarmi a rialzarmi, e io avrei potuto benissimo decidere se prenderla o no. Era l'offerta d'aiuto di un vero amico, sincero e leale, che completava l'immagine meravigliosa che avevo di lui... Ed era proprio questo il problema: lui era troppo meraviglioso, e io non riuscivo a trovare niente in lui che mi potesse impedire di innamorarmi.&lt;br /&gt;Mi facevano tremare quelle parole...&lt;br /&gt;Sentii una mano stringersi alla mia, e fondersi alle mie dita. Michele mi teneva stretta la mano, e la sua voce dolce ma allegra disse: "Allora, ti va di fare un attimo i compiti qui?"&lt;br /&gt;Risi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-6275077179614478487?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/6275077179614478487/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=6275077179614478487&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/6275077179614478487'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/6275077179614478487'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2011/07/kray56.html' title='Kray56'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-6962167437695392050</id><published>2011-05-28T15:43:00.000+02:00</published><updated>2011-05-28T15:43:00.230+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray55</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sullo schermo del mio orologio erano le sei e mezza. Allo specchio avevo gli occhi ancor più pesti del solito, nella mia faccia comune e solitaria, ma uscii di casa lo stesso, senza nemmeno fare colazione, senza nemmeno incontrare mia madre nel salotto, e decisi di svoltare a destra.&lt;br /&gt;Non conoscevo la strada, ma non m'interessava. Osservavo le case senza nemmeno degnarle di uno sguardo, e fissavo ignorandolo il loro colore bianco accecante. Forse era la calda e tenue luce del mattino, o forse era vero che la gente di quel paese che non conoscevo, essendoci passata così tante volte, era così inaccortamente maniacale nel lucidare il cemento delle pareti esterne della casa, così utilmente nella copertura in cui esse erano avvolte.&lt;br /&gt;Il cielo, così limpido e terso, era ricoperto di nuvole, e tutto era buio; e nella nebbia che ricopriva la strada facevo fatica a vedere dove stessi andando. Eppure sembrava che sapessi esattamente dove andare, guidata da me stessa, una forza invisibile.&lt;br /&gt;All'improvviso, vidi qualcosa muoversi nell'angolo dell'occhio. Era qualcosa di nero, che spiccava nel colorato mondo intorno a me, ed era veloce come la luce, perciò pensavo che potesse essere facile coglierlo in flagrante, e mi voltai; ma non c'era niente, e tornai a guardare davanti a me, sollevata e delusa. Allora saltai per aria, perché era comparso qualcuno davanti a me.&lt;br /&gt;Era bellissimo. Portava uno smoking blu, e mi guardava con il suo bellissimo sorriso: "Ti piace il posto che ho scelto per sposarci?"&lt;br /&gt;La sua voce era ancora più bella del solito, mentre mi prendeva per mano e mi mostrava una fila di persone in bianco sedute dietro di noi. Quando tornai a guardare avanti c'era un uomo vestito di tutto punto, in una tunica bianca, che cominciò a proclamare: "Siamo qui riuniti per celebrare il matrimonio fra questi due ragazzi, tanto giovani quanto innamorati... Pronunceranno il sacro voto infrangibile, e rimarranno legati per sempre, fin oltre la loro morte, nel loro amore, alla presenza di Dio. Giuri di amarlo per l'eternità, e di non tradirlo mai?" si rivolse a me, e io risposi in un sussurro: "Sì", senza nemmeno pensarci, e guardai lui... sul qual viso comparve una strana espressione...&lt;br /&gt;"SEI &lt;em&gt;MIAAAA&lt;/em&gt;!!!!!" gridò, e io mi ritrovai a fissare la parete. Mi ero addormentata, e avevo sognato di sposare Marco.&lt;br /&gt;Il cuore mi batteva forte. Sullo schermo del mio orologio erano le sei e mezza, e fuori della finestra il cielo era insolitamente denso di nebbia.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-6962167437695392050?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/6962167437695392050/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=6962167437695392050&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/6962167437695392050'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/6962167437695392050'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2011/05/kray55.html' title='Kray55'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-1793549029457588206</id><published>2011-05-24T09:42:00.000+02:00</published><updated>2011-05-24T09:42:00.777+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray54</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Allora, come va con Michele? Nessuno &lt;em&gt;sviluppo&lt;/em&gt;?"&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Cosa???&lt;/em&gt;" saltai su dal divano, quasi rischiando di far cadere FreeDay che stava riposando tranquilla sulle mie ginocchia. "Ma che ti prende??? Che domande sono?!?!?"&lt;br /&gt;Bruciavo di vergogna. E anche qualcos'altro, sotto la mia pelle, stava andando a fuoco... semplicemente perché &lt;em&gt;di cosa s'impicciava?!? Lei non aveva alcun diritto di domandarmi certe cose!!! E meno che mai di saperle!!!!!&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;"Avanti... Vivi nella tua testa in questi giorni, sembri su un altro pianeta... e se hai ereditato da me dev'essere per forza successo qualcosa, e soprattutto qualcosa di &lt;em&gt;romantico&lt;/em&gt;..."&lt;br /&gt;"MAMMA!"&lt;br /&gt;"Cosa c'è? Volevo so-"&lt;br /&gt;"NON TI INTROMETTERE NEGLI AFFARI MIEI!!! &lt;em&gt;IO&lt;/em&gt; NEI TUOI NON M'INTROMETTO!!!!!" gridai, fuori di me dalla rabbia. Perché voleva sapere? Che importanza aveva? Che gliene fregava a lei di come andava con Michele??&lt;br /&gt;Sbattei la porta della mia camera mentre mi ci chiudevo. Probabilmente le importava molto più del muro che poteva spaccarsi che di me, sua figlia, della quale se ne fregava soltanto quando poteva "farsi male", e poi le impediva di fare le cose che più le avrebbero importato, che l'avrebbero resa più felice al mondo. Per puro gusto rischiava di farle perdere la cosa a cui lei importava più al mondo e...&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;La cosa di cui le importava di più al mondo?&lt;br /&gt;Kray. Lo sai che cosa perderesti se ti lasciassi prendere da questo. Che cosa succederebbe se ti lasciassi pensare che lo ami...&lt;br /&gt;Insomma, lo sai quello che pensi di lui. Che lui sia straordinario, e che sia stupendo, e che sia intelligente e meraviglioso, e sai come ti fa sentire... semplicemente &lt;em&gt;felice&lt;/em&gt;, ogni volta che lo guardi. Ma non lo ami. Questo è... è solo...&lt;br /&gt;E' terribile non sapere che cosa...&lt;br /&gt;Sentii dei passi felpati al di fuori della porta. Avevo voglia di urlare, di dire: '&lt;em&gt;Che cosa vuoi da me? Pensi che Michele mi piaccia? Pensi veramente che io voglia passare la mia vita con lui&lt;/em&gt;!?!?' Ma avevo anche tanta voglia di crederci, in quella rabbia. Mi sentivo sprofondare, giù nel mio pouf verde, di fronte al mio poster dei Green Day... davanti ad una passione che avevo sempre avuto fin dalla mia tenera età, che avevo sempre creduto parte integrante di me, l'unica cosa che mi definisse veramente... ma che in quel momento scoprii non significare niente. Avrei dato qualsiasi cosa pur di capire quello che provavo per Michele.&lt;br /&gt;Un miagolio uscì dalla porta. La aprii, pronta ad accogliere FreeDay fra le mie braccia e dirle che le volevo bene, e di non preoccuparsi, e che non l'avrei mai lasciata andare, e che con me poteva sentirsi al sicuro, e... E vidi che si trovava fra le braccia di mia madre. "Vattene."&lt;br /&gt;"Mi dispiace" disse lei. Non lo aveva mai detto prima, e mi fece sentire come un budino al sole, pronta a crollare sul pavimento e scoppiare a piangere.&lt;br /&gt;"Parlagli."&lt;br /&gt;Lo aggiunse semplicemente, e se ne andò. La odiavo, ma come non pensare che si meritasse molto di meglio di quello che io potevo offrirle? Di tutte quelle storie che tiravo fuori, delle lotte e delle battaglie, delle guerre e di wars guerras batailles pugnae e tutti i sinonimi esistenti sulla terra di ogni lingua, che tutte Michele avrebbe saputo pronunciare. Che tutte Michele avrebbe ricordato, e...&lt;br /&gt;Basta. Basta, smettila. Finiscila di sentirti così. Potrebbe anche darsi che tua madre abbia ragione, e che tu debba parlargli. Forse lei se ne intende almeno un po'.&lt;br /&gt;Basta alzare il telefono, e dire: "Ciao, Michele, come va? Dobbiamo parlare."&lt;br /&gt;Ma lo posai appena ebbi sentito il primo squillo...&lt;br /&gt;Chiamatemi Codarda, altro che Kray.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-1793549029457588206?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/1793549029457588206/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=1793549029457588206&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/1793549029457588206'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/1793549029457588206'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2011/05/kray54.html' title='Kray54'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-4038275733115722477</id><published>2011-05-22T09:03:00.000+02:00</published><updated>2011-05-22T13:21:12.157+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Postebasta'/><title type='text'>Un'idea un po' usurata e un'idea un po' nuova</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cari ragazzi dei blog&lt;/span&gt;...&lt;br /&gt;mi mancate tantissimo, ma io riesco a collegarmi raramentissimamente. Non potrei nemmeno spiegare perché, dato che non lo so.&lt;br /&gt;Includendo quello che è anche di Isa, &lt;a href="http://candyjojoandlunastorta-thefriendship.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;The Friendship&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, tre dei miei cinque blog sono abbandonati da mesi, e (purtroppo) parlo anche di questo. Per lungo tempo ho avuto il blocco dello scrittore per quanto riguardava &lt;a style="color: rgb(0, 153, 0);" href="http://thecandyjojo.blogspot.com/search/label/Storie%3A%20Kray"&gt;Kray&lt;/a&gt;, perché continuo a trovarla una storia troppo banale... piena di quei capitoli barbosi che non riesco a sopportare in nessuno dei romanzi che leggo. (Mi piace la roba buona, come disse lo sniffatore di coca, no?) Ma ieri ho finalmente trovato l'ispirazione, un'idea che mi piace molto, perfetta per andare avanti con il racconto (in almeno 20 puntate - credo).&lt;br /&gt;Comunque sia ben presto (tra due giorni) ne pubblicherò la prossima "puntata", anche se è cortissima e credo che sia una delle "puntate" più deludenti dell'intera storia (vi ricordo che finora siamo arrivati a 53... non ho infatti idea di come abbiate potuto reggere così tanto). Ho già scritto la successiva, e mi sono messa sotto per accorciare ulteriormente il percorso fino all'ultimo capitolo (per il quale, come ho già ripetuto 800 volte, mi odierete tutti quanti a morte - e soprattutto Isa). Nel frattempo...&lt;br /&gt;... &lt;b style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;mi è venuta in mente un'idea&lt;/b&gt; per una storia, una storia che non si potrebbe pubblicare in nessun altro modo che in un blog. Una storia che parla di un blog che viene scritto, e delle inter-relazioni che avvengono con i commentatori... &lt;b style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;tutti voi sareste parte integrante della storia!&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Mi piacerebbe veramente moltissimo mettere in pratica questa idea, mi tremano già le mani solo al pensiero. Sarebbe lentissimo il lavoro, è vero... ma m'impegnerei tanto. (Sicuramente più che con Kray...) Pensavo di fare un blog a parte (ancora un altro, sì; oppure no, vediamo), in cui potrei veramente fare come se fossimo nella storia, e ciascuno di noi reciterebbe una parte: io sarei una blogger qualsiasi, e comincerei ad interagire con uno di voi (dipende da chi volesse partecipare), a seconda del ruolo (anche fantasioso, ma pur sempre realistico) che ha scelto; e pian piano nascerebbe una storia, che decideremmo (in &lt;em&gt;questo&lt;/em&gt; blog) come se ne fossimo gli sceneggiatori. Sceneggiatori delle nostre vite... potremmo veramente decidere chi siamo, se fantastici o fetenti o noiosi o divertenti, con qualche bellissimo colpo di scena.&lt;br /&gt;Ditemi nei commenti se volete partecipare...&lt;br /&gt;(Ho avuto anche una terza idea, ma ve la esporrò prossimamente...)&lt;br /&gt;&lt;b style="color: rgb(204, 102, 204);"&gt;Un bacio e un abbraccio a tutti voi!!!&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;(Vi adoro!)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-4038275733115722477?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/4038275733115722477/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=4038275733115722477&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/4038275733115722477'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/4038275733115722477'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2011/05/unidea-un-po-usurata-e-unidea-un-po.html' title='Un&apos;idea un po&apos; usurata e un&apos;idea un po&apos; nuova'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-4801216282676501660</id><published>2011-01-16T14:13:00.000+01:00</published><updated>2011-01-16T14:13:00.191+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray53</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;em&gt;Michele!!!&lt;/em&gt;" gli corsi dietro all'uscita da scuola, ma lui, a circa dieci passi da me, non mi sentì. Era stranamente cupo in viso. Davanti a lui c'era Marco, che camminava ridendo insieme ad un altro tizio che mi pareva di ricordare di aver conosciuto quello stesso giorno sul pullman. Probabilmente non sarebbe stato saggio avvicinarmi a Michele, che sicuramente si stava incavolando non poco. Sentivo ancora l'eco delle sue parole irate nella mia testa, e non avevo un buon presentimento.&lt;br /&gt;"Marco? Marco, ti devo parlare" lo chiamò Michele, stringendo i denti. Odiavo pensare a quello a cui avrei assistito.&lt;br /&gt;"Michele! Che piacere" si stese un sorriso tutto denti, che del sorriso aveva solo il nome, sulla faccia di quello.&lt;br /&gt;"Com'è andata la serata di ieri?" continuò Michele, quasi tranquillo. Quasi non avrei detto che era stato lui ad arrabbiarsi a quel modo, appena poche ore prima.&lt;br /&gt;La risposta fu una grassa risata presuntuosa. "La tua ragazza bacia bene, lo sai?" gli fece, aggiungendo un'altra risata ancora più odiosa, e Michele socchiuse le labbra, incredulo. &lt;em&gt;Cavolo&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;"Cosa intendi?" domandò Michele, mentre gli cadevano le braccia, letteralmente.&lt;br /&gt;"Oh, non lo sai? Be', si è lasciata infilare la lingua in bocca come una professionista."&lt;br /&gt;Marco troneggiava sopra Michele. Avrei fatto qualsiasi cosa perché si stesse zitto e non gli desse la possibilità di picchiarlo, cosa che sembrava deciso a fare... Nel frattempo si stava formando un nugolo di spettatori intorno a loro. Qualcuno sussurrava: "Che è successo?", ma nessuno si dava la briga di rispondere.&lt;br /&gt;Michele cominciò a tremare, tremare di rabbia, come la sua voce: "&lt;em&gt;Non provare a insultare Cristina&lt;/em&gt;." Stringeva i pugni, all'altezza del bacino. Io sentii un tuffo al cuore.&lt;br /&gt;"Insultarla? Perché dovrei? Non ne ha alcun bisogno, per come è già messa" ribatté Marco. Stava facendo arrabbiare anche me, mentre Michele cercava di mantenere il controllo.&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;E come sarebbe già messa? Dammi solo un motivo per darti questo pugno&lt;/em&gt;..." Cavolo... dovevo fermarlo. &lt;em&gt;Subito&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;"Tu? Darmi quel pugno? Ma non farmi ridere! Una femminuccia come te?" lo provocò Marco. Michele scattò.&lt;br /&gt;"Ehi!" lo bloccai. Mi ero messa fra i due, e lui mi guardò sorpreso; quasi subito, però, si fece di nuovo serio: "Togliti di mezzo, Cristina."&lt;br /&gt;Non lo feci, e nemmeno gli risposi. Mi rivolsi invece all'idiota: "Non dare della femminuccia a Michele!"&lt;br /&gt;Quello rise di gusto, e scattai anch'io. Quasi mi partì un pugno, mentre immaginavo la sua bella faccia spiaccicarsi sulla piccola ghiaietta cementata dell'esterno della scuola.&lt;br /&gt;"Come potrei definirlo altrimenti? Siete stati insieme per dei mesi e non ha avuto il coraggio di dirti niente, mentre io in un'ora sono riuscito a baciarti due volte... chi è più uomo?"&lt;br /&gt;Ah, allora la pensava così. Sembrava così carino... così dolce, nei suoi grandi occhi espressivi, e invece era così... così... &lt;em&gt;disgustoso&lt;/em&gt;. La cosa che mi bruciava di più è che in un certo senso avesse ragione. Ma solo in parte.&lt;br /&gt;Lo fissai negli occhi, piena di orgoglio per Michele. Non poteva capire quello che provavo... e mi chiedeva 'chi è più uomo?', voglio dire, pensava davvero d'incastrarmi con una domanda del genere?&lt;br /&gt;"Quello al quale importa di più di me."&lt;br /&gt;Gli occhi di Marco si riempirono di stupore, ma non m'interessava. Afferrai Michele per il polso, e lo condussi con leggerezza verso la strada di casa. La &lt;em&gt;nostra&lt;/em&gt; strada di casa.&lt;br /&gt;Solo dopo qualche metro Michele spezzò il silenzio: "Wow.", disse.&lt;br /&gt;Non risposi, lasciandolo semplicemente andare dalla mia presa.&lt;br /&gt;"Sei veramente straordinaria" proseguì lui, imperterrito.&lt;br /&gt;"Dopotutto ho preso 10 in latino, oggi" conclusi io, senza poter evitare che un pizzico di orgoglio filtrasse nella mia voce. Non mi ero accorta di quanto fossi diventata euforica, all'improvviso.&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Dieci&lt;/em&gt;!?!? Wow!!!" si meravigliò. Ma non potevo dargli torto: era probabilmente il primo dieci che quella prof sganciava, e senza nemmeno tanti preamboli... (EVVAI!!!)&lt;br /&gt;"Dovevo solo trovare uno &lt;em&gt;stimolo&lt;/em&gt;..."&lt;br /&gt;Michele mi guardò, e sorrise, di un sorriso dolce che mi intenerì. Ero veramente felice di averne dette quattro a quello... e a quello giusto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-4801216282676501660?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/4801216282676501660/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=4801216282676501660&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/4801216282676501660'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/4801216282676501660'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2011/01/kray53.html' title='Kray53'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-2908523050673379240</id><published>2011-01-11T15:33:00.000+01:00</published><updated>2011-01-11T15:33:00.198+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray52</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Così ero arrivata assai sconvolta a scuola, per entrambe le cose. Insomma, erano passate ore ed erano accadute assai molte cose in quel frattempo ma mi sentivo proprio come la sera precedente. Confusa, e, soprattutto, rimbambita.&lt;br /&gt;"Iulia? Iulia??" mi stava chiamando la voce della prof di latino. Ommioddio, c'era l'interrogazione.&lt;br /&gt;"Sì, prof?" le domandai, improvvisamente uscita dal mio mondo dei sogni. Nel frattempo, tre idioti ridacchiavano: Lu "Cocò", Marty, e, naturalmente, Giovanni, il più idiota di tutti.&lt;br /&gt;"Hai fatto i compiti?"&lt;br /&gt;E come no? Quando puoi farli con un vero figo che è pure dolce e gentile e (come se non bastasse) ti spiega quel che cavolo stai facendo, non sarebbe idiota non farli? Insomma, non sono mica Giovanni, voglio dire. Così, risposi: "Certo."&lt;br /&gt;Altre risatine idiote.&lt;br /&gt;"La finite, per favore? O volete essere interrogati voi, al posto della vostra compagna?" domandò la prof irritata. Per una volta il suo carattere acido era servito a qualcosa, perché si erano azzittiti come se qualcuno avesse premuto un pulsante magico.&lt;br /&gt;"Allora, Iulia" non smise di essere irritata la prof. Okay, la loro scemenza avrebbe influito anche sul mio giudizio.&lt;br /&gt;"Leggimi la frase 6, e poi dimmi come l'hai tradotta" concluse secca lei. Feci un piccolo sospiro interiore, e mi dissi: 'O la va o la spacca', che come frase non ha granché senso ma non importava.&lt;br /&gt;"Tam urbanus nunc te praebes, quam superbum tum te praebuisti" lessi. Che orrenda quella virgola nel mezzo della frase. "Tanto gentile ti presentavi ora quanto allora ti eri presentato superbo."&lt;br /&gt;"Sì. Ora traducimi la 10."&lt;br /&gt;La 10? "Non era di compito..."&lt;br /&gt;"Lo so. Falla adesso, no? Se sei stata in grado di tradurre la 6..."&lt;br /&gt;Cavolo, la prof pensava veramente che avessi imbrogliato? La frase non me l'aveva mica fatta Michele!!! Quindi okay, niente panico. Potevo anche farcela.&lt;br /&gt;La frase era: "Amicus Plauto sed amica veritas mihi est". Era del grande maledettissimo Aristotele.&lt;br /&gt;"Soggetto, verbo, forza" mi incitò la prof. Evidentemente dava per scontato che conoscessi i termini, quindi... 'Amicus'='amico', della 2^ declinazione, per cui doveva essere per forza soggetto. 'Plauto'='Platone'... e doveva essere soggetto pure quello... E... 'Amicus' poteva sempre essere apposizione! E se io...&lt;br /&gt;"Platone è amico, ma..." il mio cervello lavorava.&lt;br /&gt;Se 'veritas'='verità', 'mihi'=... che senso aveva? 'A me'? 'Platone è amico ma la verità a me?'... forse...&lt;br /&gt;"Platone mi è amico, ma lo è di più la verità?" conclusi. Mi ero arresa.&lt;br /&gt;La prof, però, non saltò subito su ad urlare: "HAI SBAGLIATO IULIA, MUHAHHAHHHHHAAAAA!!!": invece, se ne rimase seduta a riflettere, come se sembrasse in difficoltà. Mugolava: "Amicus Plauto... Platone ma la verità..."&lt;br /&gt;Un lieve mormorio si diffuse per la classe. &lt;em&gt;?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Finalmente la prof socchiuse le labbra. Il responso stava per arrivare. "Hai ragione, Iulia. Manca una parola, qui. Brava."&lt;br /&gt;Spalancai gli occhi, e mi diedi un pizzicotto senza farmi notare. Non poteva essere vero, non &lt;em&gt;quella&lt;/em&gt; prof doveva aver pronunciato la lettera 'r' seguendo la 'b', e via discorrendo. Stavo sognando: non c'era altra spiegazione.&lt;br /&gt;"Vieni alla lavagna e scrivimi l'indicativo imperfetto attivo del verbo 'ago', e poi abbiamo finito."&lt;br /&gt;Questo invece era assolutamente reale... ma ero assolutamente sicura di non essermi svegliata. Strano... Pensai a Michele quando mi aveva spiegato l'indicativo imperfetto attivo, e scoprii di ricordare perfettamente quello che mi stava chiedendo. Non esitai nemmeno mentre mi avviavo alla lavagna, come invece molti facevano; invece, scrissi sicura:&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Egi/egisti/egit/egimus/egistis/egerunt&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Supino del verbo, senza desinenza, più '-i', '-isti', '-it', '-imus', '-istis', '-erunt'.&lt;br /&gt;"Va bene. Dammi il diario, Iulia."&lt;br /&gt;Camminai cautamente verso il mio banco. Cosa sarebbe accaduto, ora? Quando era ora di dare il voto tendeva sempre ad esplodere, come una bomba ad orologeria... (e, visto che se la guardavi era peggio, e visto che non è che fosse proprio necessario guardarla, evitai il suo sguardo mentre prendeva in mano il mio caro diario).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-2908523050673379240?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/2908523050673379240/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=2908523050673379240&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/2908523050673379240'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/2908523050673379240'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2011/01/kray52.html' title='Kray52'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-5510496870545280785</id><published>2011-01-08T15:42:00.000+01:00</published><updated>2011-01-08T15:42:00.301+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray51</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il mattino dopo mi sentivo uno straccio. Avevo i capelli ancor più scompigliati del solito, e non bastarono due ripassate di pettine. Ma non me ne importava. Uscii di fretta e furia, rimettendo i jeans verdi e la felpa di Michele che avevo messo la sera prima, e corsi fuori con la speranza di congelarmi prima di arrivare da Michele, per non dovergli confessare tutto.&lt;br /&gt;Ma non accadde. Appena vidi la persona più meravigliosa della mia vita, le corsi incontro e l'abbracciai, felice di poterlo fare. Era come se non avessi potuto farlo mai più, e sentivo di non meritarlo. Lo lasciai andare.&lt;br /&gt;Un pochino perplesso, ma non molto, Michele mi salutò dicendo: "Ciao dolce Madame... com'è andato il tuo... &lt;em&gt;importante incontro&lt;/em&gt;?", alzando le sopracciglia e facendomi l'occhiolino.&lt;br /&gt;Mi sentivo in colpa da star male. L'avevo tradito. E non sarei nemmeno riuscita a dirglielo, da codarda qual ero. Il mio misero tentativo fu: "Oh, be'... non è granché semplice da...", ma già avevo terminato la frase, perché da 'spiegare' non c'era niente. Non c'era alcun motivo per cui l'avessi fatto.&lt;br /&gt;"...Da? Non tenermi sulle spine, dai... Hai ricevuto il mio messaggio?" ebbe un'illuminazione.&lt;br /&gt;"Sì." Non potevo anche mentirgli.&lt;br /&gt;Silenzio. Tremavo, e non per il freddo, perché la sua felpa mi teneva calda non soltanto perché era una felpa, ma anche perché me l'aveva regalata la persona a cui tenevo di più al mondo. Già, proprio.&lt;br /&gt;"Rilassati, cavolo, nemmeno a un'interrogazione saresti così tesa... calmati. Non è successo niente, ieri, ero solo un po'..." quasi farfugliava Michele.&lt;br /&gt;"Un po'?" lo incitai. Mi preoccupava ancora quello che gli era successo il giorno prima... prima che lo abbandonassi.&lt;br /&gt;"Depresso. Ma può succedere, no? E' permesso?" rispose, un po' irritato. Lui, sempre così dolce e divertente e simpatico... Che cosa stava succedendo?&lt;br /&gt;"Tutto bene?"&lt;br /&gt;"Sì ma mi stai mettendo un nervoso, cos'è successo? &lt;em&gt;Ti ha messo le mani addosso??&lt;/em&gt;" fece d'un tratto, bloccandosi, la calma precedente sostituita da un'agitazione indicibile, che rendeva il suo viso alterato dal solito, come se qualcosa mancasse. Qualcosa che mi mancò indicibilmente.&lt;br /&gt;"N-no..." risposi, incredibilmente sorpresa dai suoi timori. Allora si rilassò un pochino, ma quel qualcosa ancora non era ricomparso sul suo viso; sembrava quasi sciupato, come se avesse dormito poco e male, e io brava che non avevo risposto al suo sms. Complimenti, sei davvero un'ottima amica.&lt;br /&gt;"Allora? Mi racconti com'è andata?" stava dicendo Michele mentre io mi maledicevo. Aveva un falso tono tranquillo, ed ero quasi contenta di non essere morta congelata, ma soltanto perché lui sembrava dipendere dalle mie risposte. ... (&lt;em&gt;oh&lt;/em&gt;...)&lt;br /&gt;"Be', sono arrivata davanti al CineMax e c'era lui che mi aspettava..."&lt;br /&gt;"Ah. Il CineMax. Che film aveva scelto?" mi guardò Michele, indagatore. Mi faceva quasi paura, proprio come se fossi ad un'interrogazione.&lt;br /&gt;"Biancaneve al College" gli risposi. A quel punto lo persi, direi.&lt;br /&gt;"BIANCANEVE AL COLLEGE??? CHE BASTARDO!!! CHE BRUTTO S*****O SCHIFOSO!!!!! MI FA &lt;em&gt;VOMITARE&lt;/em&gt;!!!!! C***O, LO SAPEVO CHE AVREI DOVUTO FARGLI IL DISCORSETTO PRIMA CHE SI METTESSE QUESTE IDEE IN TESTA... BRUTTO FIGLIO DI"&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;MICHELE!!!&lt;/em&gt;" urlai. Era tutto rosso dalla rabbia, sembrava posseduto. Mi stava facendo venire una paura terrificante, di quelle che ti devastano il mondo interiore.&lt;br /&gt;"Sì, scusa." si placò improvvisamente, stringendo le dita fra i pugni. Non riuscivo ancora a capire che cosa gli fosse preso, e glielo chiesi: "Cosa c'è che non va?"&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;C'E'&lt;/em&gt;... hm. C'è, che guardandoti in determinate scene del film, il &lt;em&gt;bastardo&lt;/em&gt;, può facilmente capire che intenzioni hai, mi segui?"&lt;br /&gt;No.&lt;br /&gt;Michele mi guardò, con uno sguardo allarmato che mi fece sprofondare il cuore giù, giù fino alle dita dei piedi, da dove probabilmente non sarebbe mai risalito.&lt;br /&gt;"Vedendo le tue reazioni a determinate scene... può capire che tipo di persona sei..." cominciò Michele, come stesse cercando di spiegare qualcosa di molto delicato con parole che non gli andavano esattamente a genio. "Anche se eri disposta a fare... &lt;em&gt;sesso&lt;/em&gt;."&lt;br /&gt;Michele non mi guardava, e per una volta la cosa non mi dispiaceva. Aveva un qualcosa di scioccante quello che aveva detto, e di scioccante non poco. Non potevo crederci! Insomma...&lt;br /&gt;"L...lui? Ma è stato così carino con me..." sussurrai a Michele, rabbrividendo.&lt;br /&gt;"H! Certo. Secondo te perché ti ha portata in un cinema così poco frequentato?"&lt;br /&gt;Oh mio Dio.&lt;br /&gt;"Ma perché proprio io?" mormorai, quasi a me stessa. Era come se, chiedendolo ad alta voce, avessi potuto rendere più reale quello che Michele aveva appena detto. Lui smise di camminare, e mi prese le mani nelle sue, e mi guardò dritta negli occhi: "Oh Cristina! Perché sei bellissima, e dolcissima! Fai un effetto pazzesco ai ragazzi, lo sai? Sembri sempre così lontana, aldisopra di tutto, e vedi le cose che danno più crucci agli stupidi con tanto distacco! Tu sei così fantastica, e si vede!, come si fa a non desiderarti?"&lt;br /&gt;Non c'erano parole per descrivere quello che provavo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-5510496870545280785?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/5510496870545280785/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=5510496870545280785&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/5510496870545280785'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/5510496870545280785'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2011/01/kray51.html' title='Kray51'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-7998856843060877467</id><published>2011-01-07T18:32:00.000+01:00</published><updated>2011-01-07T18:32:00.205+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Postebasta'/><title type='text'></title><content type='html'>Ciao ragazzi... &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;CI AVVICINIAMO AL 2000° VISITATORE&lt;/span&gt;!!! E' incredibile quanto tempo sia passato dalla prima volta che ho postato qui... Era molto tempo che desideravo aprire un blog, perché sapevo che mi sarebbe piaciuto, ma non avrei mai sperato di poter arrivare a questo punto... di potergli piacere a mia volta, intendo. Ma sono così felice di aver incontrato voi... come sarebbe potuta andare, altrimenti?&lt;br /&gt;Come sono emozionata... sono accadute tante di quelle belle cose, qui con voi... vi voglio tanto di quel bene...&lt;br /&gt;Be', non perdiamoci in sentimentalismi. Invece, volevo presentarvi il forum &lt;a href="http://piupennesonomegliodiuna.blogfree.net/"&gt;Più penne sono meglio di una&lt;/a&gt;! E' dedicato a chi piace scrivere... come tanti non avrei mai immaginato di trovarne... e anche a quelli a cui piacciono le sorprese, perché qui &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;saranno più persone a scrivere le storie!!! &lt;/span&gt;Che ne dite, vi piace l'idea? A me moltissimo: sono curiosissima di vedere che cosa ne verrà fuori... soprattutto dopo aver letto il &lt;a href="http://fatadelletenebre.blogspot.com/2011/01/kray-40.html"&gt;Kray50 di Isa&lt;/a&gt;!!! Quando mi ha proposto di scriverlo avevo già una mezza idea di fare storie a due e a più mani, e ora mi sono decisa. Per cui, ragazzi, non vedo l'ora di incontrarvi fra le pagine del nostro forum!!!&lt;br /&gt;Per ora è un po' provvisoria la skin, e così via... ma presto verrà su meglio... dopo i vostri preziosi consigli... :) Siete tutti benvenuti: dovrete soltanto iscrivervi al forum (inserendo un nick e la vostra e-mail), se non lo siete già.&lt;br /&gt;Ho ancora diverse sorprese da proporvi, perciò al più presto!!! xD e un abbraccio!&lt;br /&gt;:) :*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;img src="http://www.emailexpress.it/public/simax/img/macchina-da-scrivere.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/_XE0U3WizNu8/TEK02lW-AWI/AAAAAAAAAko/wXzgKeiZnls/s1600/scrivere+%28IMMAX%29.jpg" /&gt;&lt;/center&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;E così, come potrà mai essere scrivere insieme? ;*&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-7998856843060877467?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/7998856843060877467/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=7998856843060877467&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/7998856843060877467'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/7998856843060877467'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2011/01/ciao-ragazzi.html' title=''/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_XE0U3WizNu8/TEK02lW-AWI/AAAAAAAAAko/wXzgKeiZnls/s72-c/scrivere+%28IMMAX%29.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-7118077017601870675</id><published>2011-01-05T13:41:00.000+01:00</published><updated>2011-01-05T13:41:00.262+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray50</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Durante il film la sua mano scivolò intorno alle mie spalle, e rimase lì, a proteggermi dal male. Ogni volta che mi giravo, di soppiatto, lo trovavo a guardarmi; non una volta aveva riso, e sospettavo fortemente che non stesse guardando per niente il film, nonostante avesse scelto con cura dove sederci. Appena mi ero ripresa dallo shock, infatti, mi aveva guidata verso i posti migliori, dicendo con voce del tutto casuale: "Vieni", certamente non come se sapessi a stento il suo nome e mi avesse baciata con il trasporto di Romeo con Giulietta. Ma ora guardava solo me: ed ero confusa, estremamente confusa. Non riuscivo a capire perché, e lui non sembrava intenzionato a spiegarmelo.&lt;br /&gt;Non riuscivo nemmeno a concentrarmi sul film: vedevo delle sagome colorate da cui uscivano dei suoni, e nulla più. Ripassavo ancora la sensazione che avevo provato pochi minuti prima... sentivo ancora Marco che mi modellava le labbra, come non fossero state mie, come se lui mi desiderasse. Vedevo ancora me che mi lasciavo baciare, e che mi lasciava delicatamente da una stretta di cui non mi ero resa conto, e sentivo ancora le sue mani intorno alla mia vita, e arrossivo, senza capire quello che capivo veramente, confusa, sorpresa e un po' indignata, ma anche piacevolmente colpita...&lt;br /&gt;Mi sentivo strana. Era come se lo volessi... ma io NON LO VOLEVO!!! &lt;em&gt;Cosa ci facevo ancora lì?!!??!&lt;/em&gt; Dovevo scappare. Via, subito.&lt;br /&gt;"Scusa, devo andare in bagno" gli rifilai, in una frase che speravo essere casta e pura, oltre che molto meno agitata di quanto non mi sentissi io. Lui mi guardò con i bellissimi occhi pieni di desiderio, e disse: "Ok" come se la cosa non gli andasse per niente giù, e aggiunse, con quella sua espressione da licantropo: "Ti aspetto". Per fortuna oramai mi ero alzata, perché sapevo che altrimenti non l'avrei fatto mai più.&lt;br /&gt;Mi diressi quindi verso il cartello "bagni" con una fretta non certamente riconducibile al bisogno, ma non m'importava. Avevo bisogno di riflettere per qualche minuto, e la porta con la donnina disegnata sopra era l'unica cosa che mi avrebbe consentito di farlo in pace e tranquillità. Mi sentivo già abbastanza sconvolta senza dover pensare al fatto che mi stesse aspettando di là, come se io gli dovessi qualcosa.&lt;br /&gt;Già, completamente sconvolta. Dalle punte dei piedi fino a quelle dei capelli, avevo la sensazione di aver appena fatto qualcosa di assolutamente sbagliato, ma di eccitante. Mi mancava il fiato, che cercavo di riprendere con avide sorsate d'aria, e mi tremavano le gambe, tanto che riuscivo a stento a stare in piedi. Ma il fatto che mi sconvolgeva di più era quello che continuava a tornarmi in mente, e cioè che Marco mi piacesse. &lt;em&gt;Perché continuavo a pensare una cosa del genere&lt;/em&gt;!?!?!? Lo sapeva l'intero universo che a me piaceva Michele!!!!! Eppure...&lt;br /&gt;... eppure riuscivo a ficcarmi Michele in mente solo con la forza. Mi sembrava che sarei potuta fuggire con Marco e non fregarmene più niente di niente, pensare solo al suo sguardo e ai suoi baci possessivi e desiderosi e a... STA' ZITTA!!! Avrei voluto poter smettere per un attimo di pensare, e provare a respirare decentemente: dovevo stare pensando quelle cose perché non arrivava abbastanza ossigeno al cervello. Sì, doveva essere così: come potevo voler fuggire con Marco, quando avevo Michele? Tutte quelle cose che avevamo fatto insieme - le battute, il cantare, gli abbracci, i baci, le cuscinate, persino l'intervista di mia madre! - allora non contavano niente? Bastava un ragazzino qualsiasi, per quanto mi volesse trascinare con sé, per portare via tutto questo?&lt;br /&gt;Dio, COM'ERA POSSIBILE!!! Michele era tutto per me... e Marco era solo un'espressione da playboy, niente più. Quello era un appuntamento al buio in praticamente tutti i sensi, e io mi stavo lasciando tanto andare... Dio, perché ero nata così... Dio, perché mi aveva invitata... Dio, PERCHE' DIAMINE AVEVO ACCETTATO...&lt;br /&gt;Ma dovevo prendere una decisione. Non potevo rimanere lì tutto il tempo, anche se &lt;em&gt;quella&lt;/em&gt; decisione l'avrei presa volentieri. Dovevo andare di là, ed affrontarlo, indipendentemente dall'effetto che mi faceva guardarlo.&lt;br /&gt;"Marco" gli dissi, quando fui tornata al 'mio posto'.&lt;br /&gt;"Sì, bellissima?"&lt;br /&gt;Cavolo, un salto di qualità... No. &lt;em&gt;Non t'interessa&lt;/em&gt;. "Senti... tu..." cominciai, ma prima che finissi la frase lui aveva già assunto un'espressione di stiamo-al-gioco, e disse: "Sì?", con fare annoiato, per esortarmi ad andare avanti. Non vi dico quanto mi stessi innervosendo.&lt;br /&gt;"Tu mi piaci, ma io..."&lt;br /&gt;"Okay. Vuoi che ti riaccompagni a casa?" fece, in una frase che sarebbe sembrata gentile se colui che l'aveva pronunciata si fosse sforzato almeno un po' di non avere quell'aria di sufficienza.&lt;br /&gt;Non dissi nulla. Lui si alzò, e gridò: "PINO, PUOI SPEGNERE IL MACCHINARIO!" come se ci fosse stato qualcuno in ascolto, e magicamente il proiettore si spense e le luci si accesero. Senza dire una parola, Marco mi sfiorò la vita per condurmi al corridoio, guidandomi tra le sedie, mentre io provavo sgomento e fastidio, e allo stesso tempo quell'indefinibile piacere che ancora provavo pensando al bacio che mi aveva dato.&lt;br /&gt;Devo ammettere che fu gentile ad accompagnarmi fino a casa. In un certo senso l'avevo bidonato, ma mi salutò comunque dicendo: "E' stata una bella serata, finché è durata." Mi dispiaceva quasi di lasciarlo andare via così, e lui dovette averlo notato perché mi saltò praticamente addosso per baciarmi di nuovo. Maledizione, non dovevo lasciarglielo fare, ma non avrei nemmeno potuto respingerlo.&lt;br /&gt;Mi stringeva a sé come se fossi stata l'unica sua fonte di vita, come se mi stesse dicendo: 'Addio, amore mio'; anch'io avrei voluto poter fare una cosa del genere, o almeno avere lo stesso effetto su una persona...&lt;br /&gt;"Casa mia non è lontana" sussurrò la sua voce quando mi ebbe lasciata andare. Perché mi stava dicendo questo? Perché avevo il forte impulso di seguirlo? Perché non riuscivo a pensare lucidamente?&lt;br /&gt;"No, ti prego, lasciami andare."&lt;br /&gt;Mi lasciò andare, e se ne andò camminando orgoglioso, come se mi avesse appena conquistata. Quell'atteggiamento che aveva mi fece venire voglia di gridargli contro: 'CHI TI CREDI DI ESSERE??', cosa che effettivamente pensavo... ma come potevo esprimerlo? Lui era stato così carino con me...&lt;br /&gt;Entrai in casa, tentando di non fare rumore. Ero di nuovo confusa, e non mi andava di parlare a mia madre di quello che era accaduto quella sera, a costo di sembrare una ladra. Mi infilai in camera mia, ancora socchiusa come l'avevo lasciata, e vi trovai FreeDay: la presi tra le mie braccia, e mi lasciai cadere casualmente sul mio pouf verde, a gambe scomposte e disordinate come mi sentivo io in quel momento. Mi sembrava di sfruttare FreeDay ogni volta che avessi bisogno di lei... e improvvisamente avevo paura, paura di parlare di quello che mi era successo. Non potevo spiegarlo, non a FreeDay e figurarsi a Michele... Dio, stavo impazzendo.....&lt;br /&gt;"Che cosa devo fare?" le domandai. Nel momento in cui mi guardò, qualcosa tremò. Era il mio cellulare, che stava ricevendo un messaggio. (Magico gatto.)&lt;br /&gt;Sullo schermo, lessi: 'Com'è andata? Michele'&lt;br /&gt;Ero congelata. Cosa rispondere, a quello straordinario ragazzo che si era procurato il mio cellulare senza che gliel'avessi mai dato? A quel meraviglioso ragazzo che mi dava sempre tutto quello di cui avevo bisogno, senza chiedere assolutamente nulla in cambio?&lt;br /&gt;Ed era stato &lt;em&gt;Marco&lt;/em&gt; a rubare il mio primo bacio.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-7118077017601870675?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/7118077017601870675/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=7118077017601870675&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/7118077017601870675'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/7118077017601870675'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2011/01/kray50.html' title='Kray50'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-7295045023966894228</id><published>2011-01-02T14:50:00.000+01:00</published><updated>2011-01-02T14:50:00.426+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray49</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stavo davanti allo specchio, e mi curavo senza motivo. Mi sembrava che fosse passato un secolo da quando Marco mi aveva invitata al cinema, e mi ero dimenticata del perché avessi accettato. Ma forse non c'era nemmeno mai stato un perché.&lt;br /&gt;Mi sarei vestita da suora, se avessi avuto un vestito adatto, ma non ce l'avevo. Per cui decisi di puntare su nero e verde, per mettere la felpa di Michele e dimostrare a Marco che di lui non m'importava niente. Che ero uscita con lui soltanto per educazione, visto che ero stata invitata. Ma MALEDIZIONE!, &lt;em&gt;perché avevo accettato&lt;/em&gt;!?!?!?&lt;br /&gt;Guardai FreeDay dall'alto in basso, e mi parve che avesse uno sguardo accusatore. Soltanto il giorno precedente mi aveva lasciata da sola con Michele, nonostante la celeberrima possessività dei gatti... e oggi... "Lo so" le dissi, "ti giuro che non lo farò mai più. Mi sento stupida a tradirlo in questo modo... so che dovrei essere da lui..."&lt;br /&gt;Lo sguardo di FreeDay si addolcì leggermente.&lt;br /&gt;"Non posso mancare, o sì?" le chiesi, prendendola in mano per guardarla dritta negli occhi; ma aspettai una risposta che non arrivò, interrotta da una voce: "Come mai sei vestita così?" mi domandò la voce di mia madre. Era entrata, aprendo una porta che non le avevo dato il permesso di aprire, ascoltando qualcosa che non avrei voluto ascoltasse; ed era pure acida nel tono che usò.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Stranamente&lt;/em&gt;, le risposi male: "Come ti aspettavi che mi mettessi? In &lt;em&gt;baby-doll&lt;/em&gt;!?". Normalmente non mi ci sarei rivolta così, ma mi aveva veramente irritata in quel mezzo secondo, e già prima ne avevo abbastanza per conto mio.&lt;br /&gt;Per fortuna capì l'antifona, e uscì dalla stanza. Anche se aveva sentito il mio monologo a FreeDay e questo mi faceva uscire dai gangheri, non mi andava di litigare in quel momento.&lt;br /&gt;"Grazie, FreeDay. Sai, a volte mi sembra che tu sia quasi umana."&lt;br /&gt;FreeDay miagolò.&lt;br /&gt;"Come farei senza di te?" le chiesi, grattandola dietro alle orecchie. Il solo suono delle sue fusa sciolse un nodo che avevo allo stomaco di cui mi accorsi soltanto ora. Il rimorso si attenuò un pochino, e mi preparai ad uscire. Salutai mamma, aprii la porta, e guardai fuori l'aria di febbraio, respirando il freddo. Ebbi un brivido, e lasciai che mi percorresse il corpo, quasi fosse una punizione che meritavo.&lt;br /&gt;Corsi alla fermata del bus appena in tempo per prenderlo, e mi sedetti nel primo posto disponibile. Cominciavano a tremarmi le gambe, e non era perché avevo freddo.&lt;br /&gt;Finalmente il bus si fermò, proprio davanti al cinema. Scesi guardando l'orologio (anche se francamente non m'importava granché dell'ora): erano le otto e cinque minuti, ovvero mi ero fatta attendere sufficientemente da fargli pensare che volevo farmi desiderare. Maledizione.&lt;br /&gt;Quando lo vidi aveva la schiena poggiata contro l'entrata del cinema, e guardava l'orologio, impaziente. Almeno non aveva l'aria presuntuosa di chi sa che prima o poi lei arriverà, nella sua bellissima tenuta quasi elegante: aveva un jeans di un blu molto bello, che aderiva alle gambe soltanto per farne vedere la forma e non per modellarla, e soprattutto il cavallo era al posto giusto; ma il particolare che mi affascinò di più, mentre mi avvicinavo, era la giacca che aveva sopra, di un blu più scuro ma comunque molto abbinato, la quale sembrava da appuntamento galante.&lt;br /&gt;"Ciao, bella" mi fece quando mi vide, nascondendo l'aria sollevata di chi pensa di essere stato scaricato che gli avevo visto un attimo prima che alzasse lo sguardo su di me. Peccato, perché mi era piaciuta molto anche se dava l'impressione di un'impazienza un po' eccessiva.&lt;br /&gt;"Ciao" lo salutai, guardando (sorridendo, con l'impressione di sembrare un pesce lesso, mio malgrado) il suo bel viso che a sua volta mi sorrideva. Compiaciuto, oserei dire. "Wow, sei proprio bella."&lt;br /&gt;Mi sentii le guance avvampare. Avevo voglia di essere in qualsiasi altro posto nel mondo, anche se era così carino.&lt;br /&gt;"Ho scelto 'Biancaneve al college'. Ti va? Ho pensato che fosse abbastanza romantico per te e abbastanza divertente per me. Se no possiamo vedere 'Terminator 2'" mi propose, dandomi molto imbarazzo di scelta...&lt;br /&gt;"Va bene Sydney White" gli risposi, maledicendolo. Era un bel film, e anche se l'avevo già visto non volevo vederlo in sua compagnia. Anzi, volevo annoiarmi a morte, quella sera, per poter dire a tutti che avevo passato una serata orrenda e avere una scusa per non uscire con lui.&lt;br /&gt;Ma entrai lo stesso, seguendolo. Andammo alla biglietteria, e diede loro i biglietti, che aveva prudentemente già comprato prima che arrivassi, mossa assai furba perché così non avremmo ritardato ulteriormente. "E' meglio che vi sbrighiate, il film è già cominciato" disse infatti l'uomo aldilà del bancone, e passammo oltre le tende.&lt;br /&gt;"Dove ti vuoi sedere?" mi domandò Marco, accomodante. La sua galanteria mi intimidì, e quando lo guardai in viso, nella semioscurità del cinema e fissando i suoi occhi verdi (mio malgrado bellissimi) provai lo strano impulso di dirgli che era un bellissimo ragazzo.&lt;br /&gt;"Non so, non vengo spesso al cinema."&lt;br /&gt;"Peccato, è un bel posto. Ti va di venirci ogni tanto con me?" disse, e senza lasciarmi il tempo di rispondere mi baciò.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-7295045023966894228?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/7295045023966894228/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=7295045023966894228&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/7295045023966894228'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/7295045023966894228'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2011/01/kray49.html' title='Kray49'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-8550943486378147414</id><published>2010-12-30T14:05:00.000+01:00</published><updated>2010-12-30T14:05:00.334+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray48</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un'altra lezione di inglese. Di quelle belle.&lt;br /&gt;Io cantavo, e Michele mi guardava, con negli occhi quel qualcosa d'indefinibile che c'era sempre quando lo faceva. Era uno sguardo strano, ammirato, e dolce soltanto come Michele sapeva essere. Mi lusingava, oramai che non ero più imbarazzata, anche se a volte rimanevo mortificata perché stonavo.&lt;br /&gt;"Ripeto quanto ti ho detto l'ultima volta" mi lodò. Me lo aspettavo, e passai al contrattacco: "Anche io."&lt;br /&gt;"Anche io."&lt;br /&gt;Saremmo andati avanti così fino a notte?&lt;br /&gt;"Dai" aggiunse lui, per rispondere alla mia domanda. "Ti prego, prova ad entrare nel coro. Dai. Ti prego."&lt;br /&gt;Lo guardai. Intendeva veramente dire quello che aveva appena detto, e con questo intendo anche il pregarmi e tutto il resto.&lt;br /&gt;Mirando i suoi occhi incredibilmente belli ed espressivi, con quelle conviventi ombre di speranza e di tristezza, che talvolta parevano un tutt'uno, decisi di accettare. "Okay" dissi; a quella risposta, Michele cominciò una sorta di danza felice: saltava in giro per la stanza, muovendosi come un vero ballerino.&lt;br /&gt;"Balla con me!"&lt;br /&gt;Eh!?!?!? "Una cosa alla volta!"&lt;br /&gt;"Non hai ancora provato ad entrare nel coro!" ribatté lui, e mi prese per la mano; volente o nolente, mi costrinse ad intraprendere una sorta di danza, che pareva il risultato di due anni di psicoterapia assai malriusciti.&lt;br /&gt;"Oddio, cosa mi fai fare??" gli domandai piena di vergogna... mai piaciuto ballare. Soprattutto non così. (Ma almeno eravamo soli...)&lt;br /&gt;"Non lamentarti, dai, che oggi mi devi tradire" rispose tutto allegro. Risi, anche se fu una risata un po' amara, perché ricordavo ancora della prima volta che avevamo parlato di quell'appuntamento quasi al buio, di cui soltanto ora mi ero ricordata.&lt;br /&gt;Michele se ne accorse, e si fermò. "Vuoi un po' di cioccolata che ti salvi dai Dissennatori?" mi stava porgendo un cioccolatino, che chissà da dove (e quando) aveva tirato fuori.&lt;br /&gt;La tentazione salì alle stelle. Ma tutti sanno che i brufoli spuntano giusto prima dell'appuntamento, e se te la vai a cercare...&lt;br /&gt;"DaiDaiDai... lo so che lo vuoi..." mi provocò, sventolandomi la buonissima pallina di grassissimo cioccolato davanti al naso. Quasi stavo tirando fuori la lingua, a fare come i cani affamati.&lt;br /&gt;"No" m'imposi, e mi voltai dall'altra parte per riflettere senza tentazioni. Ma il cioccolatino mi ricomparve davanti come per magia...&lt;br /&gt;"Eddai... no..." tentai di resistere... anche dal ridere.&lt;br /&gt;"Non puoi rovinare questo bel viso."&lt;br /&gt;Lo guardai.&lt;br /&gt;"A meno che non ti faccia questo" concluse, dandomi una cuscinata in faccia. "Guarda, ti si è spostato il naso..." fece, serissimamente. Altro che me, che quasi caddi a terra tante che erano le risate che mi scuotevano.&lt;br /&gt;"Nooo!!! Come farò ora?" provai a dire, tra un "ahahaha" e l'altro.&lt;br /&gt;"Scherzi? Così c'è più spazio per mettere il naso quando ti si bacia" commentò Michele, facendo terminare le mie risate. Era una mia impressione, o era triste mentre lo diceva??&lt;br /&gt;"Michele..."&lt;br /&gt;"Sì?" alzò lo sguardo su di me. E nei suoi bellissimi occhi vidi che la mia non era stata un'impressione.&lt;br /&gt;Decisi che lo avrei fatto, finalmente. Era come se qualcosa dentro di me avesse atteso per anni e anni, e all'improvviso fosse esplosa, decisa a farsi strada fino alle mie labbra. Se potevo renderlo felice, lo avrei detto, gli avrei detto tutto quello che pensavo, ma completamente e senza protezione. Con lui, così meraviglioso, così vicino, non sarebbe stato nemmeno difficile.&lt;br /&gt;"Io..."&lt;br /&gt;Ma suonò il mio cellulare.&lt;br /&gt;Michele lo guardò, poi guardò me. Mi disse: "Dai, non far attendere le persone dall'avere il piacere di parlarti", quasi allegramente, quasi cancellando gli ultimi secondi.&lt;br /&gt;Maledissi il mio maledetto cellulare. E chi era?&lt;br /&gt;"Pronto, papà? Perché mi chiami???"&lt;br /&gt;"C'è tua madre? Le devo parlare, e non risponde da nessuna parte."&lt;br /&gt;"No, sono fuori."&lt;br /&gt;"Ah. Be', auguri." E riattaccò, lasciandomi di sasso. Due frasi, solo per rovinare Michele e me fino a chissà quando... Quando avrei mai potuto ritrovare il coraggio di fare una cosa del genere?&lt;br /&gt;"Tuo padre?" mi domandò Michele, sinceramente sorpreso.&lt;br /&gt;"Sì. Perché sei sorpreso?"&lt;br /&gt;"Non sapeva che eri qui?" mi spiegò perplesso, e mi venne in mente che non gliel'avevo mai detto.&lt;br /&gt;"I miei genitori sono divorziati."&lt;br /&gt;"Oh" alzò le sopracciglia Michele. "Non lo sapevo."&lt;br /&gt;"Scusa se non te l'ho mai detto... è una cosa che trovo quasi naturale, sai..."&lt;br /&gt;"Non preoccuparti" sorrise lui. Negli occhi aveva ancora quello sguardo che non potevo sopportare.&lt;br /&gt;"Oh, Michele, vorrei..."... poter fare qualcosa, qualsiasi cosa per te.&lt;br /&gt;"Non puoi."&lt;br /&gt;"Io..."&lt;br /&gt;"Non me la sento di dirtelo adesso, okay? Fidati di me, ce la faccio... non preoccuparti per me, viviti la tua serata. La tua vita."&lt;br /&gt;... Io...&lt;br /&gt;Avrei voluto dire qualcosa, ma l'unica cosa che mi venne da fare fu l'abbracciarlo.&lt;br /&gt;Ci stringemmo fortissimo, per cinque minuti buoni.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-8550943486378147414?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/8550943486378147414/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=8550943486378147414&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/8550943486378147414'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/8550943486378147414'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/12/kray48.html' title='Kray48'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-6785828070551410244</id><published>2010-12-28T12:35:00.000+01:00</published><updated>2010-12-28T12:37:05.709+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray47</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non avrei mai pensato di poter tirare un respiro di sollievo quando Michele se ne fosse andato... e non lo pensavo nemmeno ora, nonostante lo avessi fatto.&lt;br /&gt;Io gli volevo bene, lo adoravo perdio, era l'unica cosa per cui vivessi dannazione. E lui non lo sapeva. Chiaramente: non poteva saperlo; capiva sempre tanto bene quello che provavo, ma come capire una cosa così profonda...? Voglio dire, lui era fantastico, era meraviglioso, e intelligente molto più di me...&lt;br /&gt;Ma, a meno che non fosse innamorato...&lt;br /&gt;No. &lt;em&gt;Zitta&lt;/em&gt;. Si può sapere perché continui a pensare a voi due insieme? E' assurdo: assurdo. Completamente assurdo... Voi due stare insieme? No, ma dico, ti sei vista? Se lui è un angelo, tu sei nell'ultimo girone dell'Inferno...&lt;br /&gt;E poi...&lt;br /&gt;Poi. Era un po' ci tempo che conoscendo un ragazzo mi chiedevo istantaneamente se fosse carino, e soltanto per seconda scelta come si chiamasse. &lt;em&gt;Per terza come sarebbe stato stare insieme&lt;/em&gt;. Insopportabile: mi odiavo quand'ero così. Mi piacevo soltanto quando ero insieme a Michele... o forse no? Forse semplicemente non pensavo a quella mondezza che ero, così concentrata su di lui, sul cogliere uno di quei piccoli gesti che sempre mi dedicava; ma mi stava egualmente bene. In fondo, bastava che la parte conscia di me pensasse che non lo ero: se il subconscio continuava a sapere la verità gli avrei impedito di rivelarla... in quanto all'inconscio, finché non sognavo non era un problema.&lt;br /&gt;In effetti era un po' che non sognavo... e quindi il problema era risolto. Soltanto che... no, &lt;i&gt;niente&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;zitta&lt;/i&gt;, tu sei una banalissima ragazzina qualunque: né molto buona né molto cattiva. Eppure, ripensando al viso sereno di Michele quand'era uscito, negavo la mia stessa frase. Il suo viso perfetto... quanto gli volevo bene.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Insieme, NO...&lt;/i&gt;... Quanto ti odio, ragazza.&lt;br /&gt;E improvvisamente ebbi un'illuminazione... &lt;i&gt;fosse stata gelosia quella che mi aveva colta?&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-6785828070551410244?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/6785828070551410244/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=6785828070551410244&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/6785828070551410244'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/6785828070551410244'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/12/kray47_28.html' title='Kray47'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-4568156928716794180</id><published>2010-12-23T18:27:00.001+01:00</published><updated>2010-12-23T18:30:39.280+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ringraziamenti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Reflexions'/><title type='text'>Anima Immeritata</title><content type='html'>&lt;b&gt;Ella era codarda&lt;/b&gt;, poiché non si prendeva mai le proprie responsabilità e preferiva che se le prendessero gli altri.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ella era totalmente inaffidabile&lt;/b&gt;, perché spesso dimenticava e ancor più spesso (difficile a dirsi, ma possibile) tradiva tutti, se stessa compresa.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ella era capricciosa&lt;/b&gt;, essendo che non aveva alcun riguardo verso le persone con cui si arrabbiava, e poi, ad arrabbiatura terminata, pretendeva che la si perdonasse altrimenti si arrabbiava ancor di più.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ella era viziata&lt;/b&gt;, non volendo mai fare quello che avrebbe dovuto fare, anche se sentiva dentro che avrebbe dovuto farlo.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ella era un'ipocrita&lt;/b&gt;, che vedeva negli altri soltanto qualcuno a cui appoggiarsi e si diceva di voler loro bene.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ella faceva &lt;i&gt;assolutamente schifo&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;. Ma la gente continuava a volerla nella propria vita. La gente continuava a credere in lei, e a credere a lei, e ad aspettarla per tutto il tempo che fosse stato necessario. La gente - Luna, Vinci - continuava a tenere a lei.&lt;br /&gt;Sapete qual era l'unica cosa che lei sapeva fare, di fronte a tutto questo?&lt;br /&gt;Soltanto scrivere post assurdi, sperando che qualcuno dimenticasse che voragine che aveva lasciato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ragazzi, quante parole dovrei dirvi per chiedervi scusa?&lt;br /&gt;Mi mancate tantissimo.&lt;br /&gt;Speravo che questa fosse una punizione soltanto per me, e invece non lo è.&lt;br /&gt;Ho rivisto il mio blog dopo tanti mesi, e sono quasi scoppiata a piangere. Non riuscire più a connettermi è stato terribile, ma scoprire che vi mancavo è stato molto peggio. Vorrei che mi poteste dimenticare.&lt;br /&gt;Fate parte della mia vita, e ogni volta che penso a voi mi si spezza il cuore. Non so quante volte l'ho già ricucito, tentando di non pensarci, ma spero che regga ancora a lungo, per poterci magari incontrare una volta.&lt;br /&gt;Grazie di esistere, e di tutto il resto.&lt;br /&gt;Kiss.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-4568156928716794180?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/4568156928716794180/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=4568156928716794180&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/4568156928716794180'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/4568156928716794180'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/12/anima-immeritata.html' title='Anima Immeritata'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-8298011603178297641</id><published>2010-04-17T13:53:00.000+02:00</published><updated>2010-04-17T13:53:00.233+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Reflexions'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Frasi'/><title type='text'>La Vita</title><content type='html'>&lt;img src="http://www.colligite.net/anima12/LaStanza/Icone/ViviVita_.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riflettete mai sulla vita?&lt;br /&gt;Chi ce l'ha data?, Perché?, Siamo già vissuti precedentemente?&lt;br /&gt;Ma se avessimo le risposte a queste domande, come passeremmo il tempo? Non avrebbe più senso vivere... (oppure sì?)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi domando cosa sia la vita per gli altri. Che da grande voglia fare la scrittrice o no, riesco raramente a calarmi in identità altrui quando non si parla del personaggio di un libro... e questo non è un grande pregio per uno scrittore, ma mi consente di scrivere questo post per domandarvi: &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 204, 102);"&gt;come passate voi la vostra vita&lt;/span&gt;?&lt;br /&gt;Molti aspettano. Aspettano... sognando, cercando di scoprire che cosa saranno da grandi, o tentando di diventare ciò che sognano. Altri... secondo me lo fanno anche loro, ma non lo sanno...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Vivere è la cosa più rara al mondo: la maggior parte della gente esiste, e nulla più.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Oscar Wilde&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;L'egoismo non consiste nel vivere come ci pare ma nell'esigere che gli altri vivano come pare a noi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Oscar Wilde&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;L'uomo è nato per vivere, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;non per prepararsi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt; a farlo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Boris Pasternak&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;L'eccessivo valore che diamo ai minuti, la fretta che sta alla base del nostro vivere, è senza dubbio il peggior nemico del piacere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Hermann Hesse&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Ogni giorno è un giorno in più per amare, un giorno in più per sognare, un giorno in più per vivere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Padre Pio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Chi insegnerà agli uomini a morire, insegnerà loro a vivere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Michel De Montaigne&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Chiunque consideri la propria e l'altrui vita come priva di significato è non soltanto infelice ma appena degno di vivere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Albert Einstein&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Ci sono due modi di vivere la vita: uno è pensare che niente sia un miracolo. L'altro è pensare che ogni cosa sia un miracolo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Albert Einstein&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Io sogno per vivere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Steven Spielberg&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Se devi vivere tutta la vita strisciando come un verme, alzati e muori!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Jim Morrison&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Se sei triste e vorresti morire, pensa a chi è triste e vorrebbe vivere ma sa di dover morire.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Jim Morrison&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Vivere senza tentare significa rimanere con il dubbio che ce l'avresti fatta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Jim Morrison&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;"La spada logora il fodero", si dice qualche volta: ecco la mia storia. Le mie passioni mi hanno fatto vivere, e le mie passioni mi hanno ucciso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Jean Jacques Rousseau&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Saggio è chi riesce a vivere inventandosi le proprie illusioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Woody Allen&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Tutte le arti contribuiscono all'arte più grande di tutte: quella di vivere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Berthold Brecht&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Vivi come se dovessi morire domani. Impara come se dovessi vivere per sempre.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Gandhi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Non serve a niente rifugiarsi nei sogni e dimenticarsi di vivere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;J.K. Rowling&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;La vita è come un gioco da vivere perdutamente; a volte vinci il primo premio e poi ti accorgi che non serve a niente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Francesco De Gregori&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Morire non è nulla; non vivere è spaventoso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Victor Hugo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Se il mio dottore mi dicesse che mi rimangono solo sei minuti da vivere, non ci rimuginerei sopra: batterei a macchina un po' più veloce.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Isaac Asimov&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-8298011603178297641?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/8298011603178297641/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=8298011603178297641&amp;isPopup=true' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/8298011603178297641'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/8298011603178297641'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/04/la-vita.html' title='La Vita'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-425082472097296677</id><published>2010-03-29T17:41:00.000+02:00</published><updated>2010-03-29T17:41:00.185+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray46</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mia madre era rimasta a guardarlo mezzo stordita. Sapevo di per certo che non era proprio un asso con le lingue, ma sapevo anche che in genere tendeva a sottovalutare le persone belle, considerandole soltanto "belle". Niente di più sbagliato con Michele, naturalmente.&lt;br /&gt;"Ha detto che non è proprio un maestro per quanto riguarda le lingue, ma che sa quanto si deve studiare e... che ho soltanto bisogno di una spintarella per padroneggiare perfettamente inglese e latino... e che potrei fare molti progressi in poco tempo" tradussi, rompendo il silenzio di uno sbalordimento dal quale, in effetti, ero rimasta presa anch'io... Sapevo che Michele era &lt;em&gt;molto&lt;/em&gt; bravo, ma così esagerava.&lt;br /&gt;"Frasi semplici: è la terza regola, Krayna" mi sorrise Michele, dimenticandosi quasi di mia madre, ma soltanto per un attimo: perché il suo sguardo tornò su di lei, quasi a sfidarla a dire qualcosa.&lt;br /&gt;Mia madre si arrese. "D'accordo, ragazzo, sembri sapere il fatto tuo. Michele Collina, hai detto?"&lt;br /&gt;"Sì, signora."&lt;br /&gt;'Signora' si aprì in un sorriso: "Rilassati, soldato. Sembri molto in gamba, e credo che mia figlia abbia scelto bene."&lt;br /&gt;"Credo che sia stata una qualche divinità dell'amicizia a decidere la coppia, signora" ribatté educatamente Michele all'insinuazione, e non potei fare altro che sorridergli.&lt;br /&gt;Mamma annuì, quasi volendo apparire comprensiva, e non la sopportai: perché continuava a insistere sul suo punto?!?! Rimanevamo sempre e solo amici.&lt;br /&gt;"Dunque, mi dicono, vai a Lingue... è un indirizzo facile? Siediti, siediti pure."&lt;br /&gt;Ci sedemmo tutti, chi qua chi là (io accanto a Michele) mentre l'nterrogato rispondeva: "Non proprio... c'è molto da studiare, e ci danno verifiche molto spesso. Una ogni settimana, in media."&lt;br /&gt;Ventotto l'anno? Sapendolo, non ci sarei mai andata... "Ma ti avevano avvertito?"&lt;br /&gt;"Certo che no, altrimenti ne sarei fuggito."&lt;br /&gt;"Non ti piace la scuola?" s'inserì mia mamma.&lt;br /&gt;"Non mi piacciono i compiti, a dirla tutta. Ma in compagnia è un'altra cosa" ammiccò verso di me, impedendomi di non sorridere: "Già".&lt;br /&gt;"E all'università ci vuoi andare?"&lt;br /&gt;Ma cos'era, un'intervista a una celebrità?&lt;br /&gt;"Vuoi chiedergli anche l'autografo, mamma?"&lt;br /&gt;Forse misi un po' troppa enfasi nell'ultimo nome, ma altrettanto forse mia madre colse. Sorridendo forzatamente, disse: "Non è mica Johnny Depp." (Mia mamma aveva una fissa per Johnny Depp.)&lt;br /&gt;'Appunto' avrei voluto dire, leggermente irritata; ma Michele sorrideva, e sembrava a suo agio, così preferii non dire niente... pensando che quel ragazzo diventava di giorno in giorno una sorpresa sempre più piacevole, e che io l'adoravo allo stesso modo: sempre più. Cosa c'era che non mi piaceva di quel ragazzo? Più ci pensavo, meno idee mi venivano, e guardandolo la situazione peggiorava... E fui quasi in procinto di commuovermi, pensando a tutto ciò che avevamo passato: piccoli episodini quotidiani, che però avevano lasciato un segno così profondo dentro di me. Il solo pensare di poterlo perdere... mi avrebbe fatto perdere qualsiasi inibizione, in quel momento; ma mi trattenni, fingendo di aver ascoltato il discorso di Michele fin dal suo inizio, non comprendendone nemmeno la fine.&lt;br /&gt;Annuii, sperando che non si notasse, e sporattutto che c'entrasse qualcosa con l'argomento. Ma i due erano assorbiti l'uno dall'altra, ormai: non badavano più a me. Chissà: probabilmente se avessi cominciato a sbuffare avrebbero pensato a me come a un tagliaerba di un vicino. Una situazione un tantino irritante, devo dire... eppure mi piaceva che fossero tanto "presi" l'uno dall'altra... Cioè...&lt;br /&gt;Respiro profondo. Cosa pensi, tesoro? Dove diamine sei?&lt;br /&gt;Non arriva risposta. Non riesco veramente a capire se sono contraria o no... e mi irrita pensare che potrei essere contraria per via della gelosia...&lt;br /&gt;"Non devi tornare a casa, Michele?" domandai: sì, io, improvvisamente diventata un orrendo inospitale mostro asociale. (Ovvero semplicemente evoluta da com'ero prima.)&lt;br /&gt;"Non subitissimo" evidenziò gli zigomi lui. Sembrava che non si fosse totalmente dimenticato di me, e per questo gli mandai mentalmente un bacio; provai una strana sensazione morbosa nel farlo davanti a mia madre, come se... come se &lt;em&gt;cosa&lt;/em&gt;?!? Che diavolo ti prende, Kray?!?!?!&lt;br /&gt;Finché la risposta non arrivava mi sarei sentita un mostro, tentando di non mostrare di esserlo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-425082472097296677?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/425082472097296677/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=425082472097296677&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/425082472097296677'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/425082472097296677'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/03/kray46.html' title='Kray46'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-3658151345154679390</id><published>2010-03-26T18:46:00.000+01:00</published><updated>2010-03-26T18:46:00.667+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray45</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Non hai paura di sfigurare davanti ai tuoi amici?" dissi, quando ebbi ripreso fiato.&lt;br /&gt;Sorrise, quasi beffardo, ma troppo bello. "Io non ho paura di niente... e loro mi credono un 'fighetto'."&lt;br /&gt;"Anche io ti 'credo' un fighetto..."&lt;br /&gt;"Ma tu già hai capito molto più di me."&lt;br /&gt;Tacqui, e quello che pensai, "E' per questo che così spesso stai con me?", mi piacque molto.&lt;br /&gt;Non rispose subito. Poi aggiunse: "Anche."&lt;br /&gt;Quello che mi piaceva di più della sua risposta, però, era quell''anche' che non era espresso, e che mi sarei dovuta ricavare da sola. Ma gli chiesi: "Oltre a cosa?"&lt;br /&gt;Di nuovo elaborò la sua risposta, che fu: "Perché sei meravigliosa."&lt;br /&gt;Be', come avrei potuto non commuovermi? E con la gola otturata gli sorrisi, e con i denti perfetti mi sorrise, e un abbraccio non fu necessario. Ci capivamo al volo, almeno da ora, ma purtroppo per esprimere ore e concetti concreti dovevamo per forza comunicare oralmente, perché non bastavano gli occhi per quanto fossero espressivi i miei, e meravigliosi i suoi.&lt;br /&gt;"Sei libera domani per ripetizioni? Dalle quattro alle sette?"&lt;br /&gt;"Ehm... non posso fino alle sette... fino alle sei?"&lt;br /&gt;"Appuntamento con l'uomo fatale, eh???" mi strizzò l'occhio, e nascosi il divertimento dietro ad un'aria da finta offesa che però lui ignorò deliberatamente, continuando a parlare: "Per me fino alle sei va bene, sei tu che ci rimetti stando un'ora in meno con me..."&lt;br /&gt;Ma che &lt;em&gt;carinoooooooooooo&lt;/em&gt;!!!&lt;br /&gt;"Lo so! Ma dovrò tagliare questo cordone ombelicale, prima o poi, no?" tentai di far finta che il sorriso non fosse dolce.&lt;br /&gt;"Certo, figlia mia" sbattè le ciglia quel pazzo, aggiustandomi i capelli, e gli diedi una spinta: "Ma dai!", ridendo.&lt;br /&gt;"Ma che spingi!!!" mi spinse, e io spinsi lui, che andò a finire sul divano, lasciando cadere per terra tutti i cuscini.&lt;br /&gt;"Ma che sbadato che sei!!!" lo rimproverai, proprio nonostante la magagna gliel'avessi procurata io, e mi chinai a prenderne uno da terra.&lt;br /&gt;"Oh! Scusa!" dissi, quando l'ebbi colpito, palesemente dispiaciuta esattamente zero, aspettando il colpo.&lt;br /&gt;'Paff' arrivò: disegnai una 'o' perfetta con la bocca, prima di colpire di nuovo: "Ah, cane!, ah, marrano! Come osi?", e, be', di cuscinata in cuscinata il risultato fu che caddi per terra, ceduta al riso e alle cuscinate, morbide ma letalmente divertenti, che ancora mi colpivano.&lt;br /&gt;Ero ridentemente coperta di cuscini quando dei passi felpati giunsero accanto alla mia testa, che scoprii per vederci (più chiaro, diciamo).&lt;br /&gt;"Che ci fai ricoperta di cuscini, Cristina?": mia madre non ha mai gradito molto i diminutivi.&lt;br /&gt;Ecco, generalmente è una persona abbastanza simpatica. Soltanto, non sopporta i ragazzi quando si parla di me: cosa stupida, perché non ne ho mai avuto uno, e probabilmente mai ne avrò, quindi non vedo che problema ci sia. D'altronde a fare ripetizioni con Michele mi ci ha lasciata andare, no?&lt;br /&gt;"Giocavamo" spiegai, lapidaria. Non vedevo chiaramente niente di male nel lanciarsi cuscini: lo fanno in metà film americani.&lt;br /&gt;"Chi sarebbe questo giovanotto?"&lt;br /&gt;Quasi dimenticavo. Non è semplicemente che mia madre ce l'abbia coi ragazzi: il guaio è quando sono carini. Quindi, immaginate come sarebbe stata inflessibile con lo stupendo Michele.&lt;br /&gt;"Michele Collina, signora Iulia" si presentò garbatissimamente lui, da perfetto galantuomo quale era.&lt;br /&gt;"Piacere... e...?"&lt;br /&gt;"Sono il ragazzo che dà ripetizioni a sua figlia."&lt;br /&gt;"Ah, e sono sempre così le ripetizioni?!"&lt;br /&gt;"Certo che no. Non credo di essere esattamente un maestro &lt;em&gt;pour ce qui concerne ces langues&lt;/em&gt;, pero soy bastante capaz para comprender cuanto se debe estudiar. Your daughter just needs an input to perfectly use English and Latin, and I think she could do a lot of progress in a little time."&lt;br /&gt;Michele aveva parlato davvero molto velocemente, passando da una lingua all'altra come se nulla fosse, e calò un silenzio sbalordito nella stanza.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-3658151345154679390?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/3658151345154679390/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=3658151345154679390&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/3658151345154679390'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/3658151345154679390'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/03/kray45.html' title='Kray45'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-8239644221722472878</id><published>2010-03-24T15:33:00.000+01:00</published><updated>2010-03-24T15:33:00.928+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray44</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La risposta era no, chiaramente, stupida illusa che non ero altro. Che non ero altro che &lt;em&gt;peggio&lt;/em&gt; che stupida e illusa.&lt;br /&gt;Stupida: soltanto tremendamente urtante, pirla, imbecille e deficiente assoluta. Suona benissimo, e come si potrebbe contraddire un acronimo del genere?&lt;br /&gt;Presi FreeDay più saldamente, e la portai in camera mia, al mio fianco. Era molto tempo che non le raccontavo qualcosa di quello che mi succedeva, allenandomi nell'arte dell'oratoria e sfogandomi, dimostrando complicità per FreeDay e ricordando i bei momenti passati.&lt;br /&gt;Qualcosa da raccontarle c'era, eccome.&lt;br /&gt;"Allora... è un po' che non ti racconto come va la vita... è un po' che non mi occupo veramente di te. Mi perdonerai?"&lt;br /&gt;FreeDay si limitò a lasciarsi accarezzare, e a fare le fusa, e lo presi per un buon segno. Così cominciai a raccontarle della scuola e delle ripetizioni più recenti (perché dei compiti che avevo da fare si ricordava bene...), di Marco e di Michele, ma appena nominai quest'ultimo mi venne un groppo in gola. Mi mancava. Mi mancava, assolutamente, da morire, da sgolarmi, da rovinarmi per sempre la voce che Michele diceva essere bellissima. Avrei fatto qualsiasi cosa per riaverlo di nuovo, e come no? Ma come poteva avermi piantata in asso a quel modo? &lt;em&gt;Se voleva uccidermi, perché non praticarmi l'eutanasia???&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Vedendo che piangevo, FreeDay miagolò. Ma purtroppo tutto quello che poteva fare per le mie lacrime era asciugarle con la coda.&lt;br /&gt;"Io faccio la doccia!" mi urlò mia madre da dentro il bagno. Dirlo prima no.&lt;br /&gt;"Va bene."&lt;br /&gt;In quello, suonò in campanello.&lt;br /&gt;"Vai a vedere chi è!"&lt;br /&gt;Obbedii, anche se la voglia di farlo era, vediamo: zero. Infatti me la presi comoda: stringendo FreeDay, senza troppa forza, soltanto per dirle che le volevo bene. Mi aveva fatta sentire meglio, dopotutto.&lt;br /&gt;Attraverso la porta, domandai: "Chi è?"&lt;br /&gt;"Il postino. Una consegna."&lt;br /&gt;Ma naturalmente tutti gli adulti erano momentaneamente irreperibili, e io non potevo di certo firmare alcunché.&lt;br /&gt;"Non posso firmare."&lt;br /&gt;"Posso aspettare dentro? Qui fa un freddo cane."&lt;br /&gt;"Non mi fido degli sconosciuti."&lt;br /&gt;Non avevo alcuna intenzione di aprire, men che mai a un uomo che pretendeva d'entrare senza che gliene avessi dato il permesso a priori.&lt;br /&gt;La voce cambiò. "Ma non sono uno sconosciuto, madammie."&lt;br /&gt;Il cuore mi balzò in petto, la porta balzò verso di me e io balzai in avanti, ad abbracciare Michele forte forte forte forte forte.&lt;br /&gt;"Ma cosa ti salta in mente di andartene così..."&lt;br /&gt;Ho ancora il viso umido.&lt;br /&gt;Michele mi circonda dolcemente la vita con le dolci mani e mi guarda, dolce, senza riserve, e dice dolce: "Pensavo che mi avresti sbattuto la porta in faccia."&lt;br /&gt;"Ma cosa diamine spari?!?!? Mi sei mancato stra-tantissimamente", non m'importava d'essere sgrammaticata.&lt;br /&gt;"Sono state solo poche ore."&lt;br /&gt;"Quelle poche ore in cui ti ho a disposizione."&lt;br /&gt;"Ogni giorno."&lt;br /&gt;"E' poco."&lt;br /&gt;Mi abbracciò e mi sollevò dal pavimento, quel poco che gli bastò per fare una giravolta sul posto.&lt;br /&gt;Ci guardammo senza motivo per diversi attimi, e decisi che l'avevo perdonato prima che bussasse alla porta; e che quando avrebbe voluto dirmi il motivo per cui mi aveva fatta soffrire tanto me l'avrebbe detto da solo, a suo tempo, mai che fosse.&lt;br /&gt;Non c'era bisogno di dirglielo, e lui lo capì. Il mio meraviglioso Michele: ero così orgogliosa di poterlo dire... (se davvero potevo dirlo. Potevo? Ero sul punto di chiederglielo.)&lt;br /&gt;"Entriamo?" esortai, accortami che fui del freddo che faceva, finalmente... e che non era vestito molto più pesante di me!&lt;br /&gt;"Ma che fai, esci così leggero?!?" lo rimproverai, mentre chiudevo la porta, entrati che fummo; e mi rispose, divertito: "Perché imiti mia madre?"&lt;br /&gt;Lo abbracciai.&lt;br /&gt;"Da oggi in poi farò sempre così. Posso?"&lt;br /&gt;"Certo che puoi" rispose; "e io farò sempre così" aggiunse, e mi riempì le guance di baci.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-8239644221722472878?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/8239644221722472878/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=8239644221722472878&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/8239644221722472878'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/8239644221722472878'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/03/kray44.html' title='Kray44'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-7975749795745411048</id><published>2010-03-22T16:12:00.000+01:00</published><updated>2010-03-22T16:12:00.178+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray43</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo aspettai davanti alla porta, nell'intervallo, ma non arrivò. L'odio per me stessa aumentò a dismisura, e pensai che Giovanni e Marty in fondo avessero ragione a prendermi in giro: ero un essere spregevole, assolutamente abominevole. D'altronde, perché altrimenti Michele avrebbe dovuto evitarmi?&lt;br /&gt;Mi dimenticai che c'era la verifica di scienze alla quarta ora, e la feci una schifezza. La prof d'inglese m'interrogò, ma nella mia testa c'era semplicemente vuoto e presi un cinque regalato. Alla sesta ora, di italiano, non risposi a nessuna delle domande della professoressa e mi preparai ad uscire verso metà dell'ora, lentissimamente, anche se per a un quarto d'ora dalla campanella mi mancavano da mettere in cartella solo la penna e il foglio su cui fingevo di appuntarmi qualcosa.&lt;br /&gt;Quando suonò, sentii quasi urla di giubilo provenienti dalle altre classi e mi precipitai fuori.&lt;br /&gt;La gente che prendeva la navetta arrivava sempre prima di me e avevo spesso pensato che fossero nati lì, accanto alla fermata, come funghi. Ma quel giorno non fu così, perché io arrivai prima di loro, per la prima volta nella mia vita: non ne fui felice, perché, chissà.&lt;br /&gt;Tenni d'occhio la finestra che sapevo essere della classe di Michele. Avrei voluto che la sua capigliatura perfetta spuntasse e il sorriso perfetto si affacciasse, ma non accadde nulla di nulla, zero, assolutamente nada. Aveva preso e se n'era andato, ma l'avrei aspettato finché non l'avessi visto tornare a casa.&lt;br /&gt;Aspettai.&lt;br /&gt;Guardavo la finestra, mentre aspettavo, ma non vedevo movimenti: soltanto, la luce si spense, e poi più niente. Forse stava arrivando, o forse se n'era già andato: ma aspettai, e aspettai, finché non scoppiai a piangere.&lt;br /&gt;Perché mi faceva questo?&lt;br /&gt;Mi asciugai le lacrime e me ne tornai a casa, senza seguire la strada, o guardare le macchine che avrebbero potuto arrotarmi. Tanto meglio: peggio di certo non mi sarei potuta sentire. Ero vuota, saccheggiata devastata e sconfitta: il barbaro mi aveva dato completamente fuoco, senza nemmeno accendere un fiammifero, ed era questo quello che più mi bruciava. Avessi visto quale fosse la fiamma che aveva scatenato tutto l'avrei accettato, senza lacrimare, ma...&lt;br /&gt;... l'avrei fatto?&lt;br /&gt;Chiunque avrebbe potuto dire che ero cotta, stracotta e strainnamorata di Michele. E io sapevo, oh, sapevo che era così!... Ma... comunque il succo non cambiava. Avrei pianto lo stesso, certo, però almeno sarebbe stato diverso: &lt;em&gt;sapere&lt;/em&gt; perché stai soffrendo rende la tua sofferenza tanto più leggera. Per questo i miei migliori amici di sempre mi avevano abbandonata senza dirmi perché: volevano farmi soffrire.&lt;br /&gt;Ma questo era un motivo che non mi bastava.&lt;br /&gt;Ero arrivata davanti a casa senza nessuna voglia di entrarci. Michele sapeva il mio indirizzo?: no, e allora non aveva alcun senso entrare. Non per questo sarei andata a casa sua, non l'avrei pregato in ginocchio per domandargli di tornare, nossignore, che idea stupida e debole mi era venuta prima. Io non avevo bisogno di Michele, era lui ad avere bisogno di me. ... quante bugie...&lt;br /&gt;Entrai in casa domandando a me stessa di non dire più tante scemenze, di star zitta e piantarla un po'. Mi ascoltai giusto per il tempo di raccomandarmelo, ma furono pensieri eguali ai precedenti, egualmente sprezzanti, vuoti, piangenti, spezzati. Egualmente struggenti, per me, anche se alcuni non volevano esserlo.&lt;br /&gt;FreeDay mi salutò miagolando, e quando mi sedetti mi saltò in grembo. Perché gli animali sono tanto adorabili? Come fanno a capire quando sei triste, o arrabbiato, o impaurito?...&lt;br /&gt;I cani sentono l'odore della paura... Michele non aveva bisogno di avere un naso così fino, eppure ci riusciva, e mi dava tutto ciò di cui avevo bisogno a parte la sua presenza venticinque ore su ventiquattro. Ma ora mi avrebbe negato anche le tre che passavamo insieme ogni giorno.&lt;br /&gt;Oppure...?&lt;br /&gt;Mi avrebbe dato ripetizioni lo stesso?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-7975749795745411048?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/7975749795745411048/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=7975749795745411048&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/7975749795745411048'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/7975749795745411048'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/03/kray43.html' title='Kray43'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-8585448363802331840</id><published>2010-03-20T15:01:00.000+01:00</published><updated>2010-03-20T15:01:00.718+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray42</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fu Michele a pararsi di fronte a me, inginocchiandosi e dicendo: "Perché te ne vai, perché, perché?", in un falso tono drammatico, ma davvero, davvero triste.&lt;br /&gt;"Non lo so."&lt;br /&gt;Si alzò in piedi, tenendomi per entrambe le mani, sorridendo: "Allora non farlo."&lt;br /&gt;Silenzio: lui guardava me, io guardavo per terra, e mi sentivo stranamente vuota anche se sarei dovuta essere felice, con lui accanto.&lt;br /&gt;"Perché hai risposto con quel tono freddo?"&lt;br /&gt;Silenzio: lui guardava me, io guardavo le sue scarpe.&lt;br /&gt;"Perché tu eri stata fredda con me."&lt;br /&gt;"Di norma non l'avresti fatto."&lt;br /&gt;Silenzio: io guardavo lui, lui guardava il fondo dei miei pantaloni.&lt;br /&gt;"Volevo vedere se ti avevo ferita."&lt;br /&gt;Questo mi spiazzò. Come poteva pensare di avermi ferita??? "&lt;em&gt;Tu&lt;/em&gt;, ferito &lt;em&gt;me&lt;/em&gt;??? Perché avresti dovuto?????"&lt;br /&gt;"Però l'ho fatto."&lt;br /&gt;Io guardavo la sua espressione sconsolata, lui guardava le mie tasche vuote. Ebbi l'impressione che fosse tale anche il suo cervello, se la pensava così.&lt;br /&gt;"Ma non è vero."&lt;br /&gt;"Se non è per questo che te ne stavi andando, allora per cosa può essere?"&lt;br /&gt;Finalmente incrociavamo i nostri sguardi, e l'aria sembrava ancora più stranamente densa, e penetrava nelle ossa come sarebbe accaduto solo senza la pelle.&lt;br /&gt;"Per il mio stupido orgoglio. Mi succede tanto spesso... e non... non lo so cosa mi sia preso... ti giuro che..." tentai di spiegarmi, ma tacqui, taciuta dal suo dito posato sulle mie labbra. Era una scena che non avrei dimenticato tanto facilmente, e tantomeno l'avrei dimenticata quando Michele alzò uno sguardo di rassegnazione su di me, alzò i tacchi e mi piantò in asso in mezzo al cortile, senza "a" né "ma".&lt;br /&gt;Osservai la sua figura elegante, slanciata, perfetta, entrare nella scuola e rimanerci, senza voltarsi indietro per farmi 'ciao ciao' con la manina: niente. Se ne andò, punto e basta, di punto in bianco, senza lasciarmi nemmeno uno spazio da riempire o il numero di pagine che ancora mi avrebbe dettato. Che cosa significava questo? Che diamine voleva dire?&lt;br /&gt;Sarei stata disposta a perdonargli qualsiasi onta, sempre: e ora più che mai, pur di vederlo tornare. Mi ero tanto affezionata a lui e non ero mai riuscita veramente a immaginare a come sarebbe stata vuota la vita senza di lui, ora: ancor più di prima, grigia e senza vita, una successione senza fine di giorni senza nessuna ora ventiquattresima.&lt;br /&gt;Non volevo assolutamente accettarlo. Sperava forse di spaventarmi, di farmi pregare in ginocchio che tornasse indietro? No, non l'avrei fatto. Sarei stisciata ai suoi piedi, lo giuro, di fronte a tutti pur di farlo tornare nella mia vita. Lo desideravo più di qualsiasi altra cosa, non c'era dubbio, e se non si fosse presentato di fronte alla mia classe nell'intervallo sarei andata a cercarlo, e a menarlo, se necessario.&lt;br /&gt;Fu per questa promessa che entrai nella scuola. Infatti avrei tagliato volentieri: molto, molto volentieri; perché non m'importava niente se non l'avevo mai fatto prima, o se qualcuno poteva avermi vista dalle finestre. Se avevo di fronte a me la prospettiva di non avere più il nome "Michele" tra le righe dei miei diari che al passato o al congiuntivo allora avrei fatto qualsiasi cosa.&lt;br /&gt;Per cui, appunto, non tagliai: entrai nella scuola, e non erano che le sette e cinquantadue minuti. Avrei mille volte preferito arrivare alle otto e mezza, per il significato che aveva il ritardo, ma almeno la classe era in sintonia con me: vuota, come a tutti i "fighetti" e le "fighette" piaceva lasciarla, per cercare nella scuola i loro tipi, le loro tipe, e peggio.&lt;br /&gt;Odiavo le persone superficiali, ma odiavo anche me stessa, in qualche modo: intanto, mi sedetti ad aspettare, aspettando qualcosa che chissà se sarebbe mai arrivato.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-8585448363802331840?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/8585448363802331840/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=8585448363802331840&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/8585448363802331840'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/8585448363802331840'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/03/kray42.html' title='Kray42'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-6100726253096875815</id><published>2010-03-18T15:27:00.000+01:00</published><updated>2010-03-18T15:27:00.361+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray41</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mercoledì mattina. Un giorno all'appuntamento fatidico. Spontaneo, per di più. Che cosa voleva da me quel ragazzo? Che gli facessi i compiti di matematica?&lt;br /&gt;Ma non volevo vederla negativamente. Tutto sommato, se non contavo la depressione che mi causava Marty, la scocciatura che mi dava in continuazione Giovanni, il diario strapieno che mi ritrovavo, le verifiche sempre impellenti... andava tutto bene.&lt;br /&gt;Vidi FreeDay sconsolata camminare per il corridoio, e sperai che non ce l'avesse troppo con me. Gli animali, e soprattutto i gatti, sono molto gelosi dei loro padroni: ma non m'importava che mi graffiasse, e mi ci avvicinai lo stesso.&lt;br /&gt;La accarezzai, e cominciò a fare le fusa. Me la presi tra le braccia e pensai: 'Non l'ho ancora fatta vedere a Michele... gli prenderebbe un colpo!'&lt;br /&gt;Chissà cosa avrebbe detto... ma mi segnai in un post-it della memoria di fargliela conoscere il prima possibile, mentre affondavo le dita nel suo pelo. (Quello del gatto, non quello di Michele.)&lt;br /&gt;La lasciai andare, con la promessa: "Non preoccuparti, tornerò presto, e ti racconterò tutto degli ultimi giorni. Contenta? Sono stata un po' scorbutica ultimamente, e ti prego di perdonarmi, ma è davvero un periodaccio..." mi scusai, e, nella sua grande magnanimità, FreeDay si strusciò contro i miei pantaloni. Considerai che fosse un buon segno, la accarezzai tra le orecchie, afferrai un paio di Kinder Fiesta e uscii di casa, senza fare colazione.&lt;br /&gt;Ultimamente avevo perso l'appetito, e mi chiedevo perché fosse così: ma la cosa non mi preoccupava più di tanto, perché sapevo che non me lo stavo imponendo nello sciocco tentativo di dimagrire e piacere di più ai ragazzi. Mi vedevo con due di essi, in fondo, no? Non erano abbastanza?&lt;br /&gt;Ma non mi piaceva parlare di ragazzi. Non mi è mai piaciuto, ed è sempre stato per me un mondo a parte almeno quanto lo è stato quello delle ragazze... perché non mi sento appartenente a nessuno dei due gruppi, e spesso non capisco nemmeno me stessa, figuriamoci uno degli altri. Una volta riuscivo a capire Marty, ma ora non capivo nemmeno lei.&lt;br /&gt;Per fortuna avevo Michele che capiva me...&lt;br /&gt;"Buonjorno! Dormito bene?"&lt;br /&gt;"Sì. Hai fatto colazione?"&lt;br /&gt;"Latte e cereali, come sempre."&lt;br /&gt;Ho sempre ammirato la gente che mangia qualcosa di fisso per colazione.&lt;br /&gt;"Io oggi niente" riassunsi, per quel poco che c'era da riassumere, e mi sarei data tre perché in fondo il pezzo 'ora mangio qualcosa' non l'avevo inserito. Pessima.&lt;br /&gt;"Vuoi un cioccolatino? Per caso ho qui un Torroncino...", che, per la cronaca, era il mio preferito.&lt;br /&gt;"Quanto ti odio, tesoro. No, grazie" gli sorrisi, tentando disperatamente di non pensare al cioccolatino che teneva in mano, una morbida crema al cioccolato che avvolgeva un sottile strato di torrone e... &lt;em&gt;yum&lt;/em&gt;!&lt;br /&gt;"Lungi da me!!!" lo minacciai con la mia colazione, allontanandomi da Michele. Per un soffio non venni investita da una macchina, perché il celeberrimo Mickey Mouse mi aveva afferrata per la maglia... (&lt;em&gt;la sua splendida felpa&lt;/em&gt;...)&lt;br /&gt;"Wow, grazie."&lt;br /&gt;"E tutto perché sei a dieta."&lt;br /&gt;"Io &lt;em&gt;non sono&lt;/em&gt; a dieta."&lt;br /&gt;"Certo."&lt;br /&gt;"Io &lt;em&gt;odio&lt;/em&gt; quelle che sono a dieta!!!"&lt;br /&gt;"Lo so che odi te stessa, ci sto provando a farti smettere, ma tu..." sfumò la sua frase, incenerita da un mio sguardo.&lt;br /&gt;"Che c'è? E' un tasto scoperto?"&lt;br /&gt;"Io sono diversa dalle altre ragazze. Non me ne frega proprio niente di voi ragazzi."&lt;br /&gt;"Lo so."&lt;br /&gt;C'era un che di offensivo nella sua risposta, anche se non saprei esattamente definire &lt;em&gt;che cosa&lt;/em&gt;. Eppure c'era un'aria di sorriso in lui, quando mi voltai a guardarlo; non riuscii a volergliene, anche se non mi andava a genio la situazione.&lt;br /&gt;"Ci si vede?" spezzai il silenzio, tre metri prima di arrivare al cancello della scuola.&lt;br /&gt;"Ci stiamo vedendo" rispose Michele, e mi sorprese scoprire la freddezza del suo tono. Il mio non era stato &lt;em&gt;così&lt;/em&gt; freddo... oppure sì?&lt;br /&gt;"Già" risposi, di nuovo fredda, e lo piantai in asso. Perché aveva risposto così freddamente alla mia freddezza?, perché non aveva invece sciolto il ghiaccio come fosse burro al sole, come faceva sempre?: per questo me ne andavo, e non per altro. Per questo lo trovavo un motivo stupido, e non altro: il non voler ritardare, che fingeva d'essere il mio motivo, nella mia testa, non c'entrava affatto.&lt;br /&gt;Be', non feci più di dieci passi, ma non mi voltai.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-6100726253096875815?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/6100726253096875815/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=6100726253096875815&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/6100726253096875815'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/6100726253096875815'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/03/kray41.html' title='Kray41'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-4661954581005831144</id><published>2010-03-15T19:24:00.000+01:00</published><updated>2010-03-15T19:24:00.194+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray40</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Sono arrivata &lt;em&gt;molto&lt;/em&gt; in ritardo, sì... e tu?"&lt;br /&gt;"La prof di francese ritarda sempre" ghignò Michele in risposta. Era troppo mitico.&lt;br /&gt;"Allora, vuoi sentire i compiti?": mi divertì questa frase.&lt;br /&gt;"Eccome".&lt;br /&gt;Allora presi l'ipod, scelsi la canzone giusta (la prima che trovai delle cinque assegnatomi per compito) e cantai. Ero ancora un po' congelata e intimidita come la prima volta che lo avevo fatto, ma lo feci, e mentre lo facevo mi sciolsi: non mi era mai successo, ma fu bellissimo scoprire quanto mi veniva facile cantare in presenza di qualcuno oltre che da sola, con una stretta allo stomaco così gradevole che mi sembrò d'essere innamorata.&lt;br /&gt;"Dio, che voce stupenda che hai."&lt;br /&gt;Solo questo mi tolse il fiato. Non l'acuto, o l'allungamento della nota, o il non prendere fiato tra una riga e l'altra come facevano assai pochi cantanti, ma quello che mi disse Michele: così, d'improvviso, era meraviglioso, proprio come lui.&lt;br /&gt;"Dio, come sei meraviglioso."&lt;br /&gt;Arrossì. "No."&lt;br /&gt;"Eccome."&lt;br /&gt;"No..."&lt;br /&gt;"Perfetto, allora?"&lt;br /&gt;"Nooo!"&lt;br /&gt;"Perché non vuoi riconoscere i tuoi meriti!?!?"&lt;br /&gt;Mi fissò. Poi, preso dalla foga, disse in tutta velocità: "Vuoi che riconosca i miei pregi? Va bene: sono bravo a scuola, ho un'ottima pronuncia francese, sono bravo in inglese, in spagnolo non sono niente male, ho una bella pelle, delle mani da musicista, so suonare bene, e basta!"&lt;br /&gt;Prese fiato, e la mia smorfia accondiscendente non gli fece alcun effetto. Infatti dovetti dire: "Sei appena all'inizio dell'elenco, credo" per fargli avere una qualche reazione, che fu: "Veramente avevo finito anche prima."&lt;br /&gt;"Va bene, allora elenco io. Tu sei: bravissimo a scuola, in inglese, in francese, in spagnolo; sei intelligente, capace, divertente, gentile, dolce, generoso, onesto, sincero. Tu hai: una pronuncia perfetta inglese e francese, e probabilmente anche spagnola; un gran cuore, una bella pelle, dei begli occhi, un bel naso, una bella bocca, delle belle sopracciglia, dei capelli troppo simpatici, delle mani perfette, e che altro?" m'interruppi, perché qualcos'altro da elencare c'era, ma ero già abbastanza imbarazzata così, e quello che avevo da dire e premeva per uscire era assai, ma molto molto molto molto mooolto più imbarazzante... una di quelle parole che comincia per "s" e ti fa venire i brividi.&lt;br /&gt;"Come no."&lt;br /&gt;"Come sì."&lt;br /&gt;Ci fissammo. Mi venne la strana voglia di mangiarlo, per saggiare il sapore della sua pelle perfetta, e poi mangiarmi tutto il suo corpo perfetto senza lasciarne nemmeno un ossicino al cane del vicino. Naturalmente, però, non potevo di certo farlo, anche se secondo me sarebbe stato molto, molto buono.&lt;br /&gt;"Smettila di farmi i complimenti."&lt;br /&gt;"Mai. Ovvero: quando tu smetterai di meritarli."&lt;br /&gt;E ci scappò un suo bacio su una mia guancia. Per fortuna era l'altra: un po' per tutte e due. Certo che avrebbe potuto baciarmele tutte e due la prima volta, così almeno avrei cominciato a non lavarle lo stesso giorno, e non che vi fosse una coltre di sporcizia più spessa di là che di qua. Adesso come avrei fatto? Me ne avrebbe mai dati altri?&lt;br /&gt;Uno strano pensiero s'impadronì di me... e lo scacciai con tutta la forza che riuscii a tirar fuori, anche se esitai nel farlo perché era un pensiero davvero molto bello. Non con Michele, però. Lui era soltanto...&lt;br /&gt;"Soltanto"!? Ma stiamo scherzando???; però cos'era Michele per me? Era davvero il mio migliore amico, come pensavo?&lt;br /&gt;Aprii la bocca per chiederglielo, ma la richiusi. Strano. Strano strano strano strano strano. Perché non volevo domandarglielo? Perché?&lt;br /&gt;Ma temevo di conoscere la risposta... forse credevo che mi avrebbe detto che non lo eravamo, anche se l'altra volta ero sicura che avrebbe detto di sì.&lt;br /&gt;Fatto sta che non glielo chiesi. A lui non passò per la mente, e proseguì la lezione privata: mi chiese di cantare ancora per lui, e l'idea mi divertì; ci misi tutto l'impegno possibile, nella canzone dopo, e quasi non mi saltò al collo tanto era emozionato da come avevo cantato, come disse.&lt;br /&gt;"Dovresti entrare nel coro della scuola."&lt;br /&gt;"... eh???"&lt;br /&gt;"Con la voce che hai ti prenderebbero sicuramente."&lt;br /&gt;"E poi dici a me. Sei &lt;em&gt;tu&lt;/em&gt; che fai troppi complimenti a me..."&lt;br /&gt;"Veramente no... ne meriteresti molti di più."&lt;br /&gt;"Non è vero..."&lt;br /&gt;"Invece sì..."&lt;br /&gt;"Non essere bugiardo..."&lt;br /&gt;"Mai..."&lt;br /&gt;"Lo so..."&lt;br /&gt;"Grazie..."&lt;br /&gt;"Prego..."&lt;br /&gt;"Di niente..."&lt;br /&gt;E risi. (XD.)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-4661954581005831144?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/4661954581005831144/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=4661954581005831144&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/4661954581005831144'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/4661954581005831144'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/03/kray40.html' title='Kray40'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-6413877624438648282</id><published>2010-03-13T17:08:00.000+01:00</published><updated>2010-03-13T17:08:00.712+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray39</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Inutile dire che ero arrivata in ritardo. &lt;em&gt;Irrimediabilmente&lt;/em&gt; in ritardo, ma non me ne pentii nemmeno un po', nonostante la predica lunga dieci minuti della prof (che non capii: perché se era così disturbata dal mio ritardo, se 'le avevo interrotto la lezione', perché non recuperava tempo anziché stare a perderlo sgridandomi? Ma la logica con i professori non funziona. Così proseguì...)&lt;br /&gt;"Arrivi sempre in ritardo questo mese. O arrivi in ritardo solo quando ci sono io, ed è un caso? Com'è che arrivi a scuola? Sempre a piedi? Abiti qua vicino, fatti accompagnare dai genitori, ma se lo facevi anche prima e arrivavi in orario perché adesso arrivi in ritardo? Ne parlerò al consiglio di classe..."&lt;br /&gt;'Qual è il problema? Perché devono per forza preoccuparsi di quello che succede a me? Che gliene importa di me? Non sono mica me, loro. Altrimenti che loro sarebbero?' erano i miei deliranti pensieri mentre mi si faceva la predica. Quando capii che aveva finalmente finito andai a sedermi, pronta a sorbirmi la lezione di una storia di cui avevo già letto perché la trovavo interessante.&lt;br /&gt;Marty mi sibilò: "Ciao Cristina, ancora il tuo innamorato?"&lt;br /&gt;Io risposi: "Ciao Martina, sono fatti tuoi?", e andai a sedermi nel mio vuoto, desolato posto. Ma la sfortuna volle che "Cocò", quel giorno, avesse tagliato con le sue amiche di sempre, e nell'ora successiva la prof d'inglese avesse deciso di farci fare un lavoro a coppie: e chi erano le uniche due senza una compagna di banco?&lt;br /&gt;"Forte, vai vicino a Iulia e fate l'esercizio insieme."&lt;br /&gt;Le frasi della prof d'inglese erano tutte da manuale, ma a me piaceva molto anche se la materia non la trovavo granché. Di fatto, però, mi sentivo pronta: ero reduce delle ripetizioni della persona più squisita e più inglese della Terra.&lt;br /&gt;Marty una volta era più brava di me, ma ultimamente era la materia che le si era abbassata di più. Ero in vantaggio... ad esempio, non mi potè punzecchiare dicendo: 'Allora, come va in inglese, ancora cinque?', perché lei di media aveva quattro e mezzo. Infatti mi punzecchiò con: "Come sta il tuo fidanzatino?"&lt;br /&gt;E poi non vedo cosa ci dovesse essere di fastidioso visto che un fico più fico si trovava solo aldilà dell'oceano, e Michele gli era secondo. (Sto parlando di Billie Joe, naturalmente. Che inoltre aveva trent'anni o giù di lì, quindi non era papabile...)&lt;br /&gt;"Vuoi continuare a fare la deficiente tutto il tempo o magari ti va di fare l'esercizio?" mi arrabbiai.&lt;br /&gt;"Come sta il tuo fidanzatino?" ripetè, e per la prima volta da, mai, in effetti, mi venne voglia di ucciderla. Non volevo rispondere alla domanda, non volevo proprio, e così passai all'attacco: "E la tua, di fidanzatina, come sta?"&lt;br /&gt;"Quale fidanzatina?" cascò dalle nuvole, e mi si strinse il cuore. Le volevo ancora tanto di quel bene.&lt;br /&gt;"Quella a cui hai permesso di cambiarti così!" quasi alzai la voce, e giusto in quel momento la prof fece: "Ssst!", permettendomi di ricordare che dopotutto eravamo circondate da circa venti persone, e che in realtà avremmo dovuto fare un esercizio d'inglese.&lt;br /&gt;Marty mi fece il muso e non mi guardò più. L'esercizio, che era un dialogo, della categoria che già facendo i compiti insieme veniva male, non facendolo insieme faceva tanta di quella pena che avrei pensato che la prof si mettesse a piangere. Per fortuna così non fu, anche se il voto che ci mise per ripicca (un quattro ciascuna) non fu molto meglio (anzi, fu molto peggio: se si fosse messa a piangere sarebbe stato penoso, ma almeno ci avremmo rimesso solo un paio di fazzoletti).&lt;br /&gt;Un tempo un'ingiustizia del genere ci avrebbe fatte riappacificare. Questa volta no, e, anzi, Marty diede a me la colpa dell'averle fatto prendere un voto così basso (cosa che non capii proprio per niente, perché, a parte il fatto che era stata lei a iniziare tutto, un quattro in più o un quattro in meno non le avrebbero cambiato la vita). Per questo, oltre alle angherie di Giovanni, si unì anche lei alla battaglia e quando non mi attaccava l'uno mi attaccava l'altra, come se si stessero dando i turni: quando uno riponeva le armi e si ristorava, l'altro pensava a tenere occupato il nemico. Per fortuna c'erano altre cose a cui pensare, per esempio studiare (che, anche se non avevo molta voglia di farlo, mi aiutava ad avere una vittoria certa su di loro almeno in un campo), Michele (che era sempre meravigliosamente magnifico e consolatore anche se non gli parlavo dei miei problemi) e Marco (che tra due giorni mi aspettava di fronte ad un cinema carinissimo che adoravo).&lt;br /&gt;Era una situazione opprimente, lo ammetto, ma non riuscivo a tirarmene fuori... l'unica soluzione sarebbe stata quella di andare nella classe di Michele, dove c'era Michele (per l'appunto), da studiare in abbondanza (anche se c'era qualche casino, direi, con le materie con cui andavo meno d'accordo che diventavano d'indirizzo) e anche Marco, così mi sarei potuta godere la sua vista... ma c'era il piccolo particolare che loro andavano in terza, mentre io ero ancora in seconda. Quindi, volente o nolente, sarei per forza dovuta rimanere nella mia classe ad affrontare i miei schifosissimi problemi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-6413877624438648282?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/6413877624438648282/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=6413877624438648282&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/6413877624438648282'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/6413877624438648282'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/03/kray39.html' title='Kray39'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-2793667262852807447</id><published>2010-03-11T16:07:00.000+01:00</published><updated>2010-03-11T16:07:00.209+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray38</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Ma non puoi trattenerti dal farmi regali a lungo, vero???" ironizzai, traboccante di gratitudine.&lt;br /&gt;"Come potrei."&lt;br /&gt;Lo guardai: sorrideva. Sorrideva troppo ultimamente: davvero troppo. Perché sorrideva tanto???&lt;br /&gt;"Di' un po', ma perché sorridi tanto ultimamente?"&lt;br /&gt;La sua risposta fu un sorriso... e la mia uno sguardo che lo fulminava, seguito da una leggera risata, che mi fece l'effetto di una spolverata di zucchero a velo sul Pandoro.&lt;br /&gt;"Pandoro o Panettone?"&lt;br /&gt;"Ma Pandoro, naturalmente..."&lt;br /&gt;"Yee!!! Lo sapevo che eri perfetto in tutto e per tutto!"&lt;br /&gt;Il sorriso di Michele diventò un ghigno, per dire: "Ma neanche un po'", e poi tornare un sorriso.&lt;br /&gt;"Ah no???": la mia incredulità era raramente a questi elevati livelli.&lt;br /&gt;"No. Non esiste la perfezione."&lt;br /&gt;"Invece esiste, tu ne sei la prova e non provare a dire il contrario."&lt;br /&gt;"Io non ci provo: lo faccio."&lt;br /&gt;"E allora io non provo ad andarmene..." e me ne corsi via.&lt;br /&gt;Non mi è mai piaciuto correre: e meno si corre meno riesce facile correre, portando la persona a odiare ancor più la corsa. La corsa non mi aiutava a pensare, o a riflettere, o a stendere i nervi: pensare lo faccevo fin troppo, a riflettere mi ci costringevano pure e l'effetto era tutto il contrario che rilassante... anche se, devo dire, quel freddo giorno di metà gennaio era quasi divertente. Correre mi riscaldava, e mi sentivo più in contatto con la mia &lt;em&gt;meravigliosa&lt;/em&gt; maglia dei Green Day... ma credo che il merito maggiore fosse di Michele: quando si faceva qualcosa con lui, era impossibile non farsela piacere. (Anche se si parlava del latino, devo ammetterlo.)&lt;br /&gt;Ma per fortuna mi raggiunse. Stavo per stramazzare al suolo, perché col freddo è faticoso correre (proprio come lo è col caldo), e mi salvò in extremis: mi ci aggrappai come alla mia ancora di salvezza, e vi rimasi ad ascoltare il suo respiro affaticato predere fiato. Avevo la sensazione di non prenderlo, perché non ascoltavo la mia fatica, bensì solo la presenza di quel ragazzo perfetto al mio fianco, dal viso perfetto, il carattere perfetto, il cervello perfetto, le mani perfette, il respiro perfetto. E il battito cardiaco perfetto, ne ero certa: quasi mi venne voglia di ascoltarlo.&lt;br /&gt;Non lo feci: avevo un certo decoro, e il silenzio teso di quel qualcosa di strano si spezzò, interrotto dalla sua voce, ormai non più molto affannosa, come invece lo era la mia. "Okay, pensala come vuoi..."&lt;br /&gt;"Lo farò" lo sfidai. Lo adoravo, semplicemente, e lui non avrebbe potuto far niente per farmi cambiare idea.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Niente&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;"Va bene... però poi se ti deludo sono cavoli tuoi."&lt;br /&gt;"Non mi deluderai."&lt;br /&gt;Prima di rispondere, assunse un'aria triste, accarezzandomi la spalla con il dorso della mano. Quel gesto mi elettrizzò, ma non saprei spiegare perché: seppi solo che mi rese triste, molto, molto triste, perché non era il suo gesto a cui pensavo, bensì alla sua espressione. Forse così &lt;em&gt;poteva&lt;/em&gt; ferirmi...&lt;br /&gt;"Spero di no."&lt;br /&gt;"Non potresti."&lt;br /&gt;Non rispose, facendomi sentire vuota dentro come se avessi finito tutte le patatine del sacchetto unto che ero: sarei stata felice di essermi finita se avessi potuto riempire Michele, ma se io ero San Carlo, lui era Pringles, mille volte più buono... (e molto meno, almeno per me, che ne avrei voluto avere molto di più).&lt;br /&gt;Gli strinsi la mano. Forse, con quel gesto, volevo dirgli di tirarsi su; o dirgli che mi faceva male. Io non lo sapevo, e a lui non servivo, ed ero un essere inutile, e meritavo di essere affogata nel water anziché che mi ci s'immergesse soltanto tutta la testa, come succedeva ai poveri secchioni nei film americani.&lt;br /&gt;"Non voglio deluderti."&lt;br /&gt;"Per questo non puoi" lo consolai, abbracciandolo stretto stretto perché non vedesse che avevo gli occhi lucidi, e mi prese e mi strinse dolcemente, e mi sentii rincuorata: perciò piansi, e anche se erano lacrime silenziose erano una liberazione, come se in ogni lacrima scorresse il dolore di Michele, che aveva soltanto perché era troppo meraviglioso. Il mondo non lo meritava, come non lo meritavo io.&lt;br /&gt;"Non ti darò la soddisfazione di deludermi" me ne uscii, decisa, ancora con le gote inumidite delle sue lacrime, che asciugò delicatamente, e dolcemente, sorridendo allo stesso modo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-2793667262852807447?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/2793667262852807447/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=2793667262852807447&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/2793667262852807447'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/2793667262852807447'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/03/kray38.html' title='Kray38'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-1283355853792748755</id><published>2010-03-09T18:41:00.000+01:00</published><updated>2010-03-09T19:53:35.537+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie a caso'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Links...'/><title type='text'>Ryda (v. il contest)</title><content type='html'>Ecco a voi il racconto per &lt;a href="http://thechroniclesofthemagickingdomstory.blogspot.com/2010/02/contest-fantasy.html#comments"&gt;il contest di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Crystal&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;...&lt;br /&gt;Le regole sono queste:&lt;br /&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;Il racconto può essere di qualsiasi tipo, ma si prega di non farlo &lt;span style="color: rgb(255, 153, 255);"&gt;rosa&lt;/span&gt; perché si sa che Crystal va matta per quel genere. (A me l'ha detto lei, perché non lo sapevo, comunque pazienza.)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Si prega di non fare errori ortografici (perché se sbagliate i vostri errori concorreranno al giudizio finale... e non certo positivamente......)&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;In racconto non può superare le due pagine di &lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;Word&lt;/span&gt; in &lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Times New Roman&lt;/span&gt; carattere 12 (e non dite che è poco, viene anche aggiunto).&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Dovete postarlo tra i commenti del post del contest (&lt;a href="http://thechroniclesofthemagickingdomstory.blogspot.com/2010/02/contest-fantasy.html#comments"&gt;http://thechroniclesofthemagickingdomstory.blogspot.com/2010/02/contest-fantasy.html#comments&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Il vincitore è &lt;span style="font-style: italic;"&gt;uno&lt;/span&gt; soltanto...&lt;/li&gt;&lt;li&gt;... e il premio un disegno fatto dalla magica Crystal!&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;Allora, in quanti già partecipano? Ecco a voi quelli che partecipano che io conosco: &lt;a href="http://ianel-lafantasianonhalimiti.blogspot.com/"&gt;Iany&lt;/a&gt; &amp;amp; &lt;a href="http://lalocandadellafantasia.blogspot.com/"&gt;Vinci&lt;/a&gt;!!! &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 0);"&gt;Un applauso&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 51, 153);"&gt;&amp;amp;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 204, 0);"&gt;Buona Fortuna&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 51, 153);"&gt;!!!!!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; :)!!!&lt;br /&gt;Futuramente saranno qui pubblicati i loro racconti (se sono autorizzata, naturalmente), ma soprattutto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;quello vincente&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Badate bene, non ho mirato a vincere: ma soltanto a scrivere qualcosa, che (magari) potesse piacere (soprattutto a Crystal, che mirava al leggere delle storie indicendo questo contest...).&lt;br /&gt;A me è piaciuto scriverlo, e spero che a voi piaccia leggerlo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I passanti guardavano la bambina, che, incurante, si lasciava dietro pezzi di sciarpa, frutta schiacciata e urla adirate...&lt;br /&gt;Eppure non dava fastidio a tutti quella strana ragazzina che ogni giorno passava di là correndo: non era brutta; e soprattutto era pulita, a parte i piedi, nudi, intinti sempre di rosso o arancione. Ma in fondo finché quei “pigmenti” non scadevano, avevano di certo un odore migliore di quelli dei piedi altrui.&lt;br /&gt;Non era un periodo in cui la gente si curava molto della propria igiene personale. Per questo morivano giovani, e tentavano di godersi la vita finché potevano: e, non avendo blog con cui passare il tempo, dedicavano un quarto della loro giornata ad arricchire le voci che giravano sulla bambina, che non passava mai alla stessa ora o per lo stesso posto due volte, alimentando le strane idee che circolavano.&lt;br /&gt;La maggior parte della gente del villaggio le aveva parlato, a sentir loro. Tutti sapevano il suo nome, ma era un nome diverso dalla bocca si ognuno; tutti conoscevano la sua storia, e il suo segreto, ma la bambina era una brava ragazzina che andava a scuola ogni mattina e una pazza psicopatica, un orfana per il caso o per l’omicidio, un angelo e la figlia del diavolo, una strega e una fata dei boschi.&lt;br /&gt;Almeno tutti erano d’accordo su una cosa: il chiamarla “Piedini”... perché tutti i loro sicurissimi informatori, curiosamente, la chiamavano al medesimo modo, e così tutti nel villaggio si potevano capire dandole quel soprannome.&lt;br /&gt;Una cosa che nessuno sapeva, perché tutti tenevano segrete le sembianze dei propri informatori, era che tutti quanti portavano un nero mantello lungo fino ai piedi, logoro, nero e bucato laddove la caviglia destra strusciava contro il vestito. Nessuno aveva mai notato che gli occhi, pur coperti, emanavano gli stessi riflessi verdi, quasi eccessivi; e nessuno sembrava aver fatto caso alla forzatura che c’era in quella voce da uomo...&lt;br /&gt;La gente guardava soltanto l’altezza, che era nella media. La gente vedeva soltanto l’ombra, in quel viso, e non la luce così bella che emanavano quegli occhi vivi; la gente ascoltava quello che la voce diceva, e non l’inflessione o il timbro; la gente badava alle notizie, e non a chi le dava, e Ryda era stuzzicato più da questo che da tutto il resto.&lt;br /&gt;O forse no... forse a lui bastava inventare storie, e basta. Forse il suo sorriso, quando la lavandaia diceva al fabbro che la bambina era una figlia della Luna, sorella delle Stelle, era dovuto soltanto al fatto che lo dicesse, e non al fervore con cui i suoi gesti ammettevano che vi aveva creduto... In fondo quello che piaceva di più a Ryda era inventare storie: esse erano il suo pane quotidiano, e senza il pan di grano non gli sarebbe cambiato niente pur di poter continuare a fantasticare. Due parole soltanto erano per lui fonte d’ispirazione di mille storie... e la verità? Quanto contava per lui?&lt;br /&gt;Neanche Ryda lo sapeva, perché non fu lui a seguire Piedini quel giorno, ma i suoi piedi: e la seguivano senza dare retta agli occhi, o ascolto alle orecchie: badando soltanto a... a... qualcos’altro. Cosa, vi dirò, non so dirvi: volete seguire Piedini anche voi, al seguito di Ryda? Io sono pronta.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-1283355853792748755?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/1283355853792748755/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=1283355853792748755&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/1283355853792748755'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/1283355853792748755'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/03/ryda-v-il-contest.html' title='Ryda (v. il contest)'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-8026390701070402043</id><published>2010-03-08T13:06:00.000+01:00</published><updated>2010-03-08T13:06:00.404+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray37</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La battuta non mi fece ridere per niente. Ebbe una strana eco nella mia mente, che durò molto a lungo e mi frastornò, finché non pensai che davvero sembravamo tali e io mi stavo comportando proprio come se fossimo fidanzati. Forse era un rapporto un po' più intimo che come tra amici, ma non così...&lt;br /&gt;"Allora, chi ti ha sedotta così seducentemente da renderti capace di farmi le corna?"&lt;br /&gt;Questo era più carino a sentirsi.&lt;br /&gt;"Marco..."&lt;br /&gt;"Mmm... gli piaci, eh??? Ehee..."&lt;br /&gt;"Ma scemo! Cosa dici!?"&lt;br /&gt;"Va bene, va bene... comunque sei scusata" sorrise, e mi abbracciò dondolandomi, come a dire che era per sempre. Sperai tra le nuvole che fosse così, assolutamente, anche per la nostra amicizia, e quando mi lasciò scivolare verso terra non avevo ancora aperto gli occhi.&lt;br /&gt;"Sveglia..."&lt;br /&gt;"Mmm... Mamma, non voglio andare a scuola..."&lt;br /&gt;"Ma come, ti aspetta Michele..."&lt;br /&gt;"Mmm!" aprii gli occhi all'improvviso, ma gli feci una linguaccia (molto ben sporta).&lt;br /&gt;Ricambiò, senza esitazione, e altrettanto senza esitazione mi domandò: "Qual è il problema, Krayna cara?", e sbattè le ciglia in fretta, per farmi ridere, e risi.&lt;br /&gt;"Non saprei così, sul momento..."&lt;br /&gt;"E' perché ti mancavo, allora?"&lt;br /&gt;Mi fermai.&lt;br /&gt;"E se dicessi di no?"&lt;br /&gt;Si fermò.&lt;br /&gt;"Ci rimmarrei male" e tirò su col naso. Gli diedi una spinta, e lo rassicurai... (a mio modo...): "Non mi mancavi tu, no... ma vedere le cose in maniera pessimistica è molto più difficile quando tu non ci sei."&lt;br /&gt;Sorrise, e disse: "Okay, però sbrighiamoci che altrimenti faremo tardi... a forza di fermarci..."&lt;br /&gt;"Ma vaa, quando mai è successo?"&lt;br /&gt;Mi spinse. "Diciamo sempre, dalle ultime ripetizioni di latino" mi fece l'occhiolino, e mi affiancò sull'asfalto un po' infreddolito di metà gennaio, di un gennaio ancora un po' freddo per i miei gusti... ma a causa del quale non avrei mai rinunciato ad indossare la mia leggera giacchetta di jeans nera sopra i miei amatissimi jeans neri. E tirai fuori il mio bellissimo cappellino verde, regalo di Natale della persona più meravigliosa che conoscessi: avevo i capelli lavati di fresco, e lo sostituii all'altro banalissimo insignificante "cappello-'da-rapper'", aspettando che Michele se ne accorgesse...&lt;br /&gt;Aspettando che Michele se ne accorgesse...&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Aspettando che Michele se ne accorgesse&lt;/em&gt;...&lt;br /&gt;... Aspettando invano, insomma...&lt;br /&gt;"Mickey Mouse" lo rimproverai.&lt;br /&gt;"Sì, Pluto?"&lt;br /&gt;Si meritò una bella linguaccia.&lt;br /&gt;"Preferisci Pippo?"&lt;br /&gt;Veramente preferivo Minnie.&lt;br /&gt;"Basettoni? Manetta? Trudy? Qualcosa???"&lt;br /&gt;"Ecco, 'qualcosa' è meglio. Ma di' un po', tu ogni tanto ti guardi intorno?"&lt;br /&gt;Per tutta risposta guardò ovunque, tranne che me, e seppi che lo stava facendo apposta: gli diedi una spinta... quando uno strano brivido di freddo mi salì su per la schiena.&lt;br /&gt;"Freddo?"&lt;br /&gt;Ma che carino, se n'era accorto subito... "No."&lt;br /&gt;"Caldo, allora?"&lt;br /&gt;"Logico, in gennaio!"&lt;br /&gt;"Allora vieni qua, lasciati sventagliare..."&lt;br /&gt;"Ma certo..." e mi allontanai di tre passi.&lt;br /&gt;"Dove corri? Vieni qui..."&lt;br /&gt;"Ho freddo" ammisi, ma temevo le conseguenze della mia frase. Ed esse furono...&lt;br /&gt;"Ah, cerchi una scusa per farti abbracciare, eh!?!? Furbacchiona... e invece no! Invece ti regalo la maglia" fece, sfilando magicamente dallo zaino una felpa nera... con sopra la foto dei Green Day.&lt;br /&gt;"WOW!!!!! GRAZIEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE" fu tutto quello che riuscii a dire, ma dal sorriso di Michele capii che gli bastava. Mettendo la felpa, che mi stava alla perfezione, una vocina mi disse che sarebbe stata per me come una seconda pelle da quel giorno in poi...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-8026390701070402043?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/8026390701070402043/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=8026390701070402043&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/8026390701070402043'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/8026390701070402043'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/03/kray37.html' title='Kray37'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-4290266841176340395</id><published>2010-03-06T15:01:00.000+01:00</published><updated>2010-03-06T15:01:00.413+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray36</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Cinemax, a dispetto del nome, era un piccolo cinema alla periferia della città, all'"incrocio" tra diversi piccoli paesi, che però lo evitavano come se fosse stato contagioso (e loro non avessero avuto il vaccino). Io l'avevo sempre trovata una cosa strana, perché era un posto tutto sommato carino anche se c'era sempre un po' troppa polvere...&lt;br /&gt;Probabilmente il motivo per cui i "fighetti" lo evitavano era perché il proprietario proiettava film gà usciti da tempo, ancora registrati su nastro, e non nuovi fiammanti di dvd. Per cui, ripensadoci, mi sembrò piuttosto strano che un tipo carino come quello mi avesse invitata a vedere un film in un posto così "out"... poi, però, capii subito: probabilmente pensava che io fossi una perdente... no?&lt;br /&gt;E allora perché mi aveva invitata?&lt;br /&gt;Mi ero ricordata dove avessi già visto quell'espressione: sul suo viso. Quando mi aveva detto il suo nome, Marco, avevo avuto un lampo di genio: era il primo ragazzo che Michele mi aveva presentato, quella fatidica giornata del pullman, "il licantropo"... quello che non riuscivo a spiegarmi era come non avessi potuto accorgermi di quanto fosse &lt;em&gt;incredibilmente&lt;/em&gt; carino...!!!&lt;br /&gt;Forse stavo un po' esagerando, ma era &lt;em&gt;davvero&lt;/em&gt; carino. Aspettavo giovedì solo per poterlo vedere di nuovo, perché era &lt;em&gt;esageratamente&lt;/em&gt; carino, davvero molto carino...&lt;br /&gt;"Heilà madame?" mi domandò un certamente sconosciuto alle mie spalle, e gli sorrisi ancor prima d'incrociare il suo sguardo.&lt;br /&gt;"Ciau Mickey Mouse" scherzai, e lui rise con la sua risata sincera: l'avevo quasi dimenticata, tutta presa da quel ragazzo pazzo che mi aveva incrociata il giorno precedente nel vuoto corridoio dei tre minuti dopo la campanella.&lt;br /&gt;"Com'è che ieri non c'eri, a tornare a casa con me?" smise quasi subito, e notai con preoccupazione la preoccupazione sul suo viso. Mi dispiaceva vederlo preoccupato, e dispiaciuto, e assunsi l'espressione di un cane preso a bastonate... ma molte, molte bastonate.&lt;br /&gt;"Ho avuto un problemino..."&lt;br /&gt;"Proprio '-ino'?" indagò il mio interlocutore, e mi venne voglia di abbracciarlo, ma mi trattenni perché c'era gente per strada... e ancora non avevo dimenticato cosa successe quando lui stesso mi prese per mano sul pullman, anche se nessuno ci vide. ...&lt;br /&gt;Il solo pensiero mi riscaldò il cuore, e mi diede quasi lo slancio per poterlo fare. Ma non lo feci: e, poco dopo, ebbi la sensazione che me ne sarei pentita per sempre... quando Michele mi chiese: "Che tipo di problema?... Vuoi dirmelo?"&lt;br /&gt;Lo fissai quasi esterrefatta: "Ma che domande fai??? Io ti direi qualsiasi cosa!"&lt;br /&gt;Una leggera sfumatura rosa di piacere gli tinse le guance; poi fece: "Aaah, al diavolo!" e mi abbracciò. Lo abbracciai anch'io, anche se non avevo la coscenza esattamente pulitissima, e rodevo dentro.&lt;br /&gt;"Allora, cos'è che ti ha trattenuta dal tornare a casa con questa very important person?" finse di guardarmi male, ma non sorrisi...&lt;br /&gt;"Qualcosa non va?"&lt;br /&gt;Lo guardai.&lt;br /&gt;"Sì."&lt;br /&gt;Mi strinse le mani nelle sue, e quel calore non fece che farmi sentire peggio: mi sentivo una traditrice, e non realizzavo nemmeno il perché.&lt;br /&gt;"Mi dispiace."&lt;br /&gt;Non lo guardavo negli occhi, ma intuii che la voce gli avrebbe sorriso se avesse parlato prima di me... e non lo fece proprio.&lt;br /&gt;"Ho ritardato perché... perché... ero depressa..."&lt;br /&gt;Fece scivolare l'indice perfetto sotto il mio imperfetto mento, attraendo il mio sguardo nei suoi occhi, e mi guardò dolcemente. Ma non lo meritavo, e lo sentivo dentro: mi distolsi dalla posizione, e quasi gli avrei lasciato le mani non fosse stata per la forza della sua presa.&lt;br /&gt;"Dai, lasciami..."&lt;br /&gt;"Prima mi spieghi perché ti senti così tesa."&lt;br /&gt;Silenzio.&lt;br /&gt;"E' come se ti avessi tradito."&lt;br /&gt;Silenzio.&lt;br /&gt;"Sembriamo due innamorati."&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-4290266841176340395?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/4290266841176340395/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=4290266841176340395&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/4290266841176340395'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/4290266841176340395'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/03/kray36.html' title='Kray36'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-1944432991200646007</id><published>2010-03-02T15:59:00.000+01:00</published><updated>2010-03-05T21:11:22.142+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray35</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;'Avete presente la ghigliottina? Ecco, il latino è come lei: solo che la caduta della lama è lenta, molto lenta, e l'incaricato di farla cadere continua a ridacchiare della vostra sofferenza.'&lt;br /&gt;Con Michele non era così. Non era certo diventata la mia materia preferita, ma nemmeno la odiavo tanto quanto prima: ero indifferente, nei suoi confronti, quando nei paraggi c'era Michele. (Più si allontanava, meno apprezzavo.)&lt;br /&gt;Come avrete capito, non l'avevo strozzato. Come avrei fatto senza di lui? Era diventato per me come... come un gelato d'estate, e ne avevo bisogno ad ogni ora altrimenti diventavo o depressa, o irritabile, o sconsolata.&lt;br /&gt;Ma non eravamo in classe insieme, e Marty non faceva che peggiorare la situazione: da quel maledetto giorno sul pullman per Firenze non aveva più preso un voto superiore al sei, non aveva più ascoltato mezza lezione e aveva preso a calcarsi la matita sugli occhi e il lucidalabbra sulla bocca come se fosse stata una Brats, con i pantaloni nettamente più stretti e abbassati. Prima era carina, ora sembrava... &lt;em&gt;un'altra cosa&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;E mi veniva un brivido. Io le volevo bene, certo che le volevo bene anche se a volte la odiavo. Come non avrei potuto, dato che era passata dalla parte del nemico? Quando parlavamo da sole biasimavamo le ragazze così, erano per noi come tante bambocce con lo stampino che facevano tanta pena. Purtroppo, quella che faceva più pena di tutte era lei...&lt;br /&gt;Lei, che cercava di essere accettata da un gruppo di ragazze che in realtà le sparlava alle spalle e dalle quali non sarebbe mai stata accettata.&lt;br /&gt;Lei, che cercava di diventare parte d'una banda che guardava solo all'aspetto esteriore e cercava soltanto di renderla uguale alle altre.&lt;br /&gt;Lei, che aveva deciso di essere 'diversa', e di combattere contro quella mancanza di personalità che spingeva le altre ad imitarsi l'un l'altra, partendo da un modello comune.&lt;br /&gt;Lei, che aveva giurato che avrebbe puntato il pugno in alto ogni volta che le avessero detto "Non indossare quella maglietta", comprandone ottocento e mettendone una ogni giorno della settimana.&lt;br /&gt;Lei, che prima mi diceva essere 'insostituibile' e ora mi disdegnava, condannandomi a restare da sola nel banco e quindi a sorbire gli sguardi e le frasette di scherno di quel tal Giovanni.&lt;br /&gt;Lei, che prima scherzava dicendo d'essere 'la mia ragazza', e che mi avrebbe sempre protetta.&lt;br /&gt;Lei un corno. Questa non era la Marty che io conoscevo: la Marty che era mia amica non ancheggiava davanti a tutti i ragazzi nei paraggi, non prendeva in prestito specchietti per aggiustarsi il trucco durante la lezione, non andava a farsi un giro ad ogni ora, non rispondeva male ai professori... e non tagliava. La mia 'ragazza' doveva essere andata in vacanza: presto sarebbe tornata...&lt;br /&gt;Nel frattempo, mi chiedeva se avessi dormito con i jeans, perché li avevo indosso già il giorno precedente.&lt;br /&gt;"Certo, non sai come sono comodi per dormire: dovresti provare... tanto quelli sono così stretti che non vedo come potresti toglierli."&lt;br /&gt;Chissà perché mi faceva male risponderle a tono, e chissà perché nessuno notava la depressione che portavo dentro. Eppure mi sembrava di sbandierarla ai quattro venti.&lt;br /&gt;"Cos'è quella faccia, bella? Su col morale!" esclamò una voce accanto a me, e mi girai: chi diamine era???&lt;br /&gt;Mi voltai a guardarlo, per quel poco che era necessario. Per un attimo avevo sperato che fosse Michele, ma non lo era: si capiva dalla voce, molto diversa da quella di Michele (e più profonda della sua). Il ragazzo che mi guardava con tanta curiosità, e un po' di malizia nei luminosi occhi verdi con i quali mi ricordava i Green Day, aveva i capelli di un bruno scuro ed era quasi eccessivamente carino. Era tutt'un altro tipo rispetto a Michele, ma non si poteva affatto dire che non fosse attraente... E questo pensiero mi fece arrossire.&lt;br /&gt;"Così va meglio" mi fece l'occhiolino il ragazzo, e proseguì dicendo: "sei persino più carina, così."&lt;br /&gt;Si vedeva che mi ci voleva far restare, imbarazzata... mi sentivo rossi persino i capelli.&lt;br /&gt;"Pensavo di dover ricorrere all'invitarti al cinema con me, ma non sembri più depressa come prima... vero?"&lt;br /&gt;Lo guardai. (Dio quant'era carino.)&lt;br /&gt;"Oppure vuoi venirci lo stesso?" mi provocò. Chissà se era coscente di quanto era incredibilmente carino...&lt;br /&gt;"Allora, ti va?" fece con aria cospiratoria, e divenne ancora più carino...&lt;br /&gt;"Diciamo così" gli accordai, pensando che se avessi detto di sì avrebbe pensato di piacermi... anche se probabilmente anche dalla risposta che avevo dato avrebbe pensato così.&lt;br /&gt;"Okay... allora giovedì alle otto, ti va? Al Cinemax?" ghignò, assumendo una strana espressione che mi sembrò d'aver già visto.&lt;br /&gt;"Se così si può dire" annuii, ma anche se la mia risposta era neutra il ragazzo mi guardò come dicendo: 'Sei già mia'.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-1944432991200646007?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/1944432991200646007/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=1944432991200646007&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/1944432991200646007'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/1944432991200646007'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/03/kray35.html' title='Kray35'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-477224930935213639</id><published>2010-03-01T15:27:00.001+01:00</published><updated>2010-03-01T15:27:00.309+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray34</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I nostri rapporti erano come prima... o forse no. C'era più affetto nei suoi occhi quando mi guardava, anche se cercava di non darlo a vedere, e aveva per me tanti piccoli riguardi che non si facevano notare agli occhi altrui ma soltanto ai miei. Ad esempio, quando tornai da lui per le ripetizioni (stavolta anche di latino, ci saremmo regolati meglio col tempo) mi accolse con un sorriso che era più grande del suo soggiorno e continuò a sorridermi praticamente tutto il tempo, finché non assunse un tono severo: "Allora, signorina Iulia, ha fatto i compiti???!?!?"&lt;br /&gt;Io feci finta d'essere terrorizzata e dissi, con una vocina flebile: "No... li ho lasciati a casa..."&lt;br /&gt;Michele mi guardò come se volesse scannarmi, e dovetti ricorrere a tutto il mio sangue freddo per credere davvero che non volesse farlo. E tuonò: "BENE..."&lt;br /&gt;"... li farai per la prossima volta. Allora, dov'è il libro di latino?" picchettò le dita sul banco... mi venne voglia di strozzarlo... "Come &lt;em&gt;'sarà per la prossima volta'&lt;/em&gt;!?!?"&lt;br /&gt;Mi fissò, e nei miei occhi dovette passare un lampo d'ira perché il tono che usò era eccessivamente dolce: "Scherzavo."&lt;br /&gt;Mi sciolsi. I suoi problemi non dovevano di certo essere con le ragazze... Ma cosa mi veniva in mente!? Certo che non erano con le ragazze!!! Lui era un figo unico!!!, anzi, un figo e mezzo!!!!!&lt;br /&gt;"Eccolo" feci finta d'aver finto, tirando fuori il libro di cui aveva domandato.&lt;br /&gt;"Allora... latino... uao... bellissima materia, come sai..." cominciò.&lt;br /&gt;"Stupenda."&lt;br /&gt;"Esatto. Devi solo studiare."&lt;br /&gt;"Appunto."&lt;br /&gt;Mi guardò male. "Nelle scienze per caso non devi studiare?"&lt;br /&gt;"E' diverso... completamente diverso... è una lingua, e..."&lt;br /&gt;"...devi tradurre" completò, anche se non c'era niente da completare perché io ce l'avevo con le lingue e basta. "Ma non trovi interessante il riuscire a ricavarti le radici delle parole italiane?" mi chiese, quasi irritato.&lt;br /&gt;Indisponente, io: "Be'... &lt;em&gt;no&lt;/em&gt;."&lt;br /&gt;Mi fissò. "Tanto sono io a dare gli ordini..." cantilenò, con un ghigno un po' cattivo un po' malizioso, ma soprattutto troppo carino. (E 'perfetto', direi.)&lt;br /&gt;"Apri quel libro. Devi fare degli esercizi per domani?"&lt;br /&gt;Lo guardai male: "Sì."&lt;br /&gt;Mi sorrise. "Allora li facciamo insieme."&lt;br /&gt;Mi ammorbidii, persino parlando della mia materia più odiata: mi aveva quasi fatto venire voglia di fare latino... (ma 'quasi', eh.)&lt;br /&gt;"Esercizio due pagina duecentotre" s'impossessò del mio diario, e non potei trattenermi dal fargli il solletico; "Mollalo, mollalo, che ci fai col mio diario???"&lt;br /&gt;La sua bella (perfetta) risata riempiva la stanza, e venne presto seguita dalla mia: un po' per la mia scemenza, un po' per il 'favore restituito'.&lt;br /&gt;"Mollami... moll-aaah" provavo a dire, ma non ci riuscivo: per fortuna smise, giusto nell'istante in cui pensavo di stare per morire, chiedendomi a chi lasciare tutte le mie cose... i trucchi accidentalmente regalatomi a Marty, e il resto a Michele, mettendo da parte qualcosa per gli altri.&lt;br /&gt;Riprendendo fiato, respirando, dandomi aria alla faccia, ripresi il mio contegno (sempre che ne abbia mai avuto) e mi rivolsi a Michele con la seria intenzione di non ridere. Ma non dissi niente... quel sorriso era troppo stupendamente bello.&lt;br /&gt;"Allora?" sorrideva, e pensai che l'avrei anche baciato quando mi ricordai il motivo per cui eravamo lì: il latino. Il cervello mi si raggrinzì come una prugna secca.&lt;br /&gt;"Ho mal di testa..."&lt;br /&gt;"Sarà perché l'hai sbattuta... speriamo che non ti abbia messa peggio di prima, perché..." mi punzecchiò, e non finì la frase.&lt;br /&gt;"Ha - ha" risi falsamente, e cercai la pagina giusta. Com'era? Duecento... tre???&lt;br /&gt;"Eccola" mi fermò il mio prof: ero arrivata alla pagina giusta. (Duecentotre.)&lt;br /&gt;"Allora... &lt;em&gt;Declina i seguenti nomi e aggettivi&lt;/em&gt;..."... Mi venne voglia di strozzare qualcuno. Peccato che il più vicino fosse Michele.&lt;br /&gt;"Posso strozzarti?"&lt;br /&gt;"Certo. Dopo, però."&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-477224930935213639?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/477224930935213639/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=477224930935213639&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/477224930935213639'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/477224930935213639'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/03/kray34.html' title='Kray34'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-169107582151657524</id><published>2010-02-28T18:56:00.000+01:00</published><updated>2010-02-28T18:56:00.492+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ringraziamenti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Postebasta'/><title type='text'>Wow... ♥</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Cosa&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 102, 0);"&gt;suc&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 204, 0);"&gt;ce&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 0);"&gt;de&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(51, 255, 51);"&gt;u&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 204, 0);"&gt;l&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;t&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);"&gt;i&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;m&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;a&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;m&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;e&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 102, 255);"&gt;n&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 204);"&gt;t&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;e&lt;/span&gt;...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Non mi capita spesso di scrivere post "veri e propri", secondo la definizione che in generale si dà ai blog: "diari virtuali" Infatti, &lt;span style="color: rgb(51, 102, 255);"&gt;come ben sapete&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;preferisco scrivere storie&lt;/span&gt;...&lt;br /&gt;In questo post volevo dire molte cose, e naturalmente me ne sono scordata la metà aprendo la pagina. Però ho ancora delle cose da dire... la prima è che, per coloro che hanno assunto una espressione depressa vedendo che il titolo di questo nuovo post non era "Kray34", il post appena nominato arriverà molto presto, perché &lt;span style="color: rgb(204, 102, 204);"&gt;la voglia di scrivere vien scrivendo&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Poi, guardando i commenti da voi a me lasciati, e anche guardandomi un po' in giro, sono andata a sbirciare &lt;a style="font-weight: bold;" href="http://thechroniclesofthemagickingdomstory.blogspot.com/"&gt;il blog di Crystal&lt;/a&gt;... e, direi, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;I&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;b&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 102);"&gt;elieve&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;in&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(51, 204, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;f&lt;/span&gt;riendship&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;img src="http://fc06.deviantart.net/fs71/i/2010/050/d/4/F3CV_by_Cry96.jpg" weight="400" height="300" /&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;Guardate che bel disegno che ha fatto &lt;a style="font-weight: bold;" href="http://thechroniclesofthemagickingdomstory.blogspot.com/"&gt;Crystal&lt;/a&gt; :):):)!!!&lt;br /&gt;Così vorrei ringraziarla, per l'immagine che ha fatto, per fare quello che fa e per essere mia sostenitrice!!! :) e anche &lt;a href="http://lanostraricchezza.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Anna&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; (per commentare nel blog dovete cliccare su "Verifica parole", così potrete inserire la parola e premere "invio" per postare il vostro commento), che ha solo dieci anni ma scrive bene quanto uno scrittore ben maturo, ed è davvero una bella persona :):):)&lt;br /&gt;E in terzo... &lt;span style="font-style: italic;"&gt;grazie a tuttiiii :):):):):)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Non ce n'è motivo, dite? Ma sì, ma sì...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(guarda, &lt;a href="http://fatadelletenebre.blogspot.com/"&gt;Luna&lt;/a&gt;, per te!&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://www.aurorablu.it/postcard/conpensiero/grazie_infinite.jpg" weight="250" height="300" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;XD)&lt;br /&gt;Come si suol dire? &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 153, 255);"&gt;Kikkes&lt;/span&gt;!!! (So che "suolgo" dirlo soltanto io, ma pazienza con me... sono solo una povera bimba dal cervellino un po' leso... ;P XD)&lt;br /&gt;(Appello... che fine ha fatto Anonyma? Attendo sue notizie!!! :D -XD)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-169107582151657524?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/169107582151657524/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=169107582151657524&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/169107582151657524'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/169107582151657524'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/02/wow.html' title='Wow... ♥'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-1823428166683988461</id><published>2010-02-26T17:42:00.001+01:00</published><updated>2010-02-26T17:42:47.821+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray33</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non mi ci volle molto per apprendere le parole di "I Want It That Way", anche se quando l'avevo sentita per la prima volta (Michele TI VOGLIO BENE!!!) ne avevo capito circa... "I want it that way", e basta...&lt;br /&gt;E le altre canzoni che c'erano, non vi dico. Quel ragazzo era semplicemente &lt;em&gt;meraviglioso&lt;/em&gt;, semplicemente, non avrei mai pensato di poter conoscere qualcuno così, così assolutamente &lt;em&gt;perfetto&lt;/em&gt;, se vogliamo dirla tutta. Cosa c'era che Michele non aveva? Soltanto quelle cose strettamente femminili, ma per il resto aveva assolutamente tutto.&lt;br /&gt;L'indomani riuscii ad incrociarlo sulla via per scuola, e lo vidi con a testa per aria. Già abbastanza distratto, volli distrarlo ulteriormente: "Miche...le?" esitai, vedendo che era &lt;em&gt;davvero&lt;/em&gt; immerso in qualcosa.&lt;br /&gt;Si voltò come se si fosse reso conto di me soltanto in quell'istante, e mi sorrise con i suoi smagliantissimi e bellissimi denti perfetti; con la sua voce perfetta mi salutò: "Bonjour", in un francese perfetto, ancor più perfetto dell'inglese che aveva tirato fuori ieri come fosse la sua lingua madre.&lt;br /&gt;"Monsieur" lo salutai io, tentando di fare del mio meglio, e lo guardai sollecita. Lui mi guardò sollecito, e nemmeno ci muovemmo tanto eravamo concentrati a sollecitarci a vicenda.&lt;br /&gt;Rendendomi conto della situazione, risi, e sciolsi anche la sua risata perfetta.&lt;br /&gt;"Che succede? Sembri un po' andata oggi" disse la sua voce perfetta, e io ribattei con la mia cornacchiosa: "Sarà stato l'inglese di ieri... ma un momento... sei tu quello che si è reso conto che c'ero anch'io quando ti guardavo da due minuti!!!" mi lamentai, ma il sorriso rimase là dov'era comparso.&lt;br /&gt;"Pensavo... a una cosa..." fece il misterioso, e negli occhi gli guizzò una lucina assai maliziosa.&lt;br /&gt;"Aha... sarà una di quelle di cui parlate sempre voi maschi...", pensando alle cose sconce che sentivo a questi dire ogni volta che passavo loro accanto.&lt;br /&gt;"Io non le dico" mi sfidò, e io raccolsi la sfida. "Certo..."&lt;br /&gt;"Non mi credi?"&lt;br /&gt;"Sei troppo fighetto per non dire quelle cose. Uno come te può fare quello che gli pare."&lt;br /&gt;Ammutolì. "Ti sbagli, sai?" fu la sua amara conclusione.&lt;br /&gt;Lo fissai, e lui mi fissò. C'era qualcosa di triste nei suoi occhi, qualcosa che mi fece venire voglia di abbracciarlo e dirgli: 'Tutto passerà'. Ma fa male non sapere cosa fa male ai tuoi amici, nè sapere cosa li farebbe stare meglio o cosa li farebbe invece morire.&lt;br /&gt;"Lo so."&lt;br /&gt;Decidemmo finalmente di camminare, cominciando quasi contemporaneamente senza esserci consultati. Procedevamo l'uno al fianco dell'altra, e sorrisi perché era una cosa dolce, che lo divenne ancor più quando le sue dita scivolarono tra le mie, e le strinsero. Quella pelle era calda, e morbida, e liscia; ma la stretta era distruttiva, così forte da poter benissimo riuscire a schiacciarmi il cuore, come il dolore che voleva trasmettere così era pesante, e duro.&lt;br /&gt;Riuscivo a sentire il suo dolore, e faceva male, anche se non riuscivo a capire perché lo provasse, e così quel dolore era moltiplicato per se stesso, due volte contando anche il fatto che non potevo dargli proprio niente se non l'orrore di persona che ero, e che lui non meritava.&lt;br /&gt;Se si apriva con me, io potevo aprirmi con lui. Aprii le braccia e ce lo strinsi dentro, senza preavviso, senza richiesta, senza contratto: non aveva firmato alcunché, e rimase imbambolato per un attimo prima di ricambiare.&lt;br /&gt;Non volli stringerlo troppo forte, perché sapevo che poi sarebbe diventato magrissimo e mi avrebbe resa triste: ma lui strinse me, e rimanemmo così per molto, molto tempo.&lt;br /&gt;Quando arrivammo davanti al portone della scuola erano le otto e dieci, e ancora chilometri e chilometri ci separavano dalle nostre aule, come presto avrebbero separato noi: ma il sorriso che comparve sul viso di Michele mi disse che sarebbe venuto a trovarmi il prima possibile, e gli strinsi le mani perfette guardandolo negli occhi perfetti pensando alla sua perfezione ma soprattutto alla perfezione di quella mattinata che non sarebbe mai potuta morire nella mia memoria, con tutte le sensazioni che mi aveva portato.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-1823428166683988461?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/1823428166683988461/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=1823428166683988461&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/1823428166683988461'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/1823428166683988461'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/02/kray33.html' title='Kray33'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-3984977158649132692</id><published>2010-02-22T14:54:00.000+01:00</published><updated>2010-02-22T14:54:00.317+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Postebasta'/><title type='text'>Un po' di respiro...!!!</title><content type='html'>Carissimi tutti,&lt;br /&gt;come sempre un grazie a tutti voi che avete aperto questa pagina, che ci capiate qualcosa o no.&lt;br /&gt;Questo mio blog è diventato il mio libro virtuale. Lo uso per lasciare che le parole, unite da me nella mia incasinatissima testa, vengano avidamente divorate dalle vostre voraci menti, di giorno in giorno, o quasi, come è successo con gli ultimi ventinove post di questa mia storia che tanto vi ha appassionato, che tanto sta durando come non avrei mai immaginato, che tanto, devo dire, ha preso anche me.&lt;br /&gt;In questo postebasta, stile diario, parlerò come mi accadeva nei primi post: e cioè, a caso. Un attacco d'ispirazione mi ha colta in fallo mentre leggevo le righe del mio post numero 14, e poi del mio post numero 19, ma sono state zaffate di follia sporadiche, sempre meno efficaci. Così, prendo un po' di fiato lasciando che le mie mani scrivano da sole (come sempre, invero, faccio; ma stavolta, almeno, non mi costringo troppo a controllare quello che ho scritto - a proposito, io in genere non rileggo quello che ho appena scritto. Chiusa).&lt;br /&gt;E quindi che cosa dire? Credo che, più vado avanti con questa storia, meno mi ci raccapezzo e più mi viene da scrivere. Più momenti ho per pensare da sola, più idee s'impadroniscono di me per proseguire la pazza storia di Kray, che potete continuare a definire "bella" se ci tenete, come io tengo a voi.&lt;br /&gt;Oh sì, sono abbastanza dolce. Come dice il mio nome, come diversi post di questa &lt;em&gt;fatidica&lt;/em&gt; storia vi avranno fatto notare, come alcuni miei amici (perlopiù maschi, credo, e non capirò mai perché instauro sempre un legame per me più stretto con i "&lt;em&gt;maschietti&lt;/em&gt;" - muhahaha) potrebbero confermarvi. Mi succede di perdermi in pensieri "dolci", come li chiamo io, e dover essere richiamata alla realtà: forse è a causa di uno di quei momenti che Michele è diventato tanto prezioso per Kray, chissà?&lt;br /&gt;Esattamente questa stessa domanda: "chissà?", va posta per il post (ha-ha) che sto scrivendo. Che cavolo significa!?!? Non lo so perché, quando non seguo delle righe le mie lettere tendono sempre ad andare fuori...&lt;br /&gt;Mi collego con quest'ultima frase per dirvi una cosa, e poi vi lascio dormire senza interrompervi con questi oscuri simboli neri che chissà come, nonostante la noia, v'impediscono di chiudere completamente gli occhi. La cosa che vi dirò è che sto pensando a molte altre storie da creare, ma non vi trovo alcun legame come mi è successo per Kray. Così mi domando: quando avrò finito Kray (se mai accadrà...) come farò? Come riempirò gli spazi dei vostri pisolini pomeridiani???&lt;br /&gt;In realtà questo pezzo di frase era nato per dire: "credo che posterò qualcosa, e voi mi direte se vi piacerà così m'inventerò qualcosa per proseguirlo, se volete", ma non lo ha fatto, anche se soltanto così avrebbe avuto un legame con la frase precedente. Intanto, mantenendo la mia promessa (come mai ho fatto per i miei post in cui promettevo qualcosa -etichettati "Promesse..."-, finora), vi saluto... un bacio! :)!&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="color:#ffcc33;"&gt;Your&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#cc66cc;"&gt;Candy&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#48d6b6;"&gt;Jojo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-3984977158649132692?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/3984977158649132692/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=3984977158649132692&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/3984977158649132692'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/3984977158649132692'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/02/un-po-di-respiro.html' title='Un po&apos; di respiro...!!!'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-3549510239490516511</id><published>2010-02-19T16:55:00.002+01:00</published><updated>2010-02-19T16:55:00.608+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Canzoni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray32</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Inutile dire che sembrava stra-noiosissima quella canzone, destinata a farmi morire. E non c'era modo di sottrarmene... (dato che non l'avrei fatto nemmeno se avessi voluto, e volevo, perché in fondo ancora mi dispiaceva per quello che mi era preso contro il dolcissimo Michele, che non avrebbe mai meritato una cosa del genere, e tantomeno da un'essere inutile e superfluo al mondo intero come me).&lt;br /&gt;Comunque, mi concentrai sulle sue parole. Non quelle della canzone, ma quelle di Michele: come dicevano? "Leggi prima il testo. Poi ascolta la canzone, e leggi di nuovo il testo; leggilo di nuovo mentre ascolti la canzone... poi ascoltala, al massimo volume, e chiudi gli occhi.", o quasi. E l'immagine di Michele che respirava la musica mi riempì il cuore e la mente per un buon lustro, anche se consisteva in minuti. Era &lt;em&gt;così&lt;/em&gt; bella quell'immagine che avrei voluto dedicarmici per sempre: ma non c'era tempo, dopotutto, anche se il "per sempre" è infinito: in fondo, è relativo. Mi aspettavano interminabili esercizi di matematica, quel pomeriggio, e tre verifiche, quella settimana, di cui una era una prova d'ascolto d'inglese. Per fortuna c'era Michele a illuminarmi la serata, la cui luna non era mai stata così luminosa, e la quale m'incantai a guardare, perso tutto l'interesse per il mio affaticato fisso di molti anni prima... interesse, in verità, incentrato soltanto su quel ragazzo che tanto mi animava, in quei giorni, e che tanto apprezzavo in tutto e per tutto, e che tanto ammiravo, ed elogiavo, e idolatravo. Com'era possibile (ancora una volta) che perdesse il suo tempo con me, e il suo sorriso fosse tanto illuminato quando mi guardava?&lt;br /&gt;Bene, ora che ero arrivata a questa domanda potevo anche piantarla e concentrarmi sul compito che m'aveva assegnato. Compito audace, non c'è che dire: come ci si poteva fare affidamento, si di &lt;em&gt;me&lt;/em&gt;, cosiderando che si parlava &lt;em&gt;di una lingua&lt;/em&gt;!?!? E' davvero bello avere la fiducia di qualcuno, tanto più se lo consideri amico, e lui per me era l'amico più grande... che avessi mai avuto, anche se m'imbarazzava molto ammetterlo. Non avevamo mai chiarito di essere "amici", in fondo, e io mi vergognavo un po' a chiedergli se lo eravamo... perché a quel punto avrebbe accettato, no?, punto e basta, senza mezzi termini... e non sarebbe stata una cosa spontanea, e mi sarei andata a seppellire sotto la sabbia...&lt;br /&gt;Ora che ci pensavo... (perché volevo pensarci...) Michele non mi aveva parlato di &lt;em&gt;tradurre&lt;/em&gt; la canzone... era stato davvero così buono?&lt;br /&gt;E di colpo mi ricordai del bacio che aveva regalato alla mia guancia... Vi posai la mano, riprovando la sensazione che avevo provato. Una strana domanda mi balzò alla mente: tra le canzoni che mi aveva dato Michele, ce n'erano d'amore?&lt;br /&gt;Scossi la testa: violentemente... cosa diavolo andavo a pensare!?!? Un tipo come &lt;em&gt;lui&lt;/em&gt; con una come &lt;em&gt;me&lt;/em&gt;!?!?!? Proprio da farsi quattro risate!!! Se un giorno fosse arrivato quel giorno, sarebbe stato un giorno d'agosto in cui fosse caduta &lt;em&gt;la grandine&lt;/em&gt;!!!!!&lt;br /&gt;Per cui, mi concentrai nuovamente sulle parole della canzone...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote style="color: rgb(51, 102, 255);"&gt;Yeah-he&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;You are, my fire&lt;br /&gt;The one, desire&lt;br /&gt;Believe&lt;br /&gt;When I say&lt;br /&gt;I want it that way&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;But we, are two worlds apart&lt;br /&gt;Can't reach to your heart&lt;br /&gt;When you say&lt;br /&gt;That I want it that way&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;[chorus:]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;(Tell me why)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;Ain't nothin' but a heartache&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;(Tell me why)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;Ain't nothin' but a mistake&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;Tell me why&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;I never wanna hear you say&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;I want it that way&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Am I, your fire?&lt;br /&gt;Your one, desire?&lt;br /&gt;Yes I know, it's too late&lt;br /&gt;But I want it that way&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;[chorus:]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;(Tell me why)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;Ain't nothin' but a heartache&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;(Tell me why)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;Ain't nothin' but a mistake&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;Tell me why&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;I never wanna hear you say&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;I want it that way&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Now I can see that we've fallen apart&lt;br /&gt;From the way that it used to be, yeah&lt;br /&gt;No matter the distance&lt;br /&gt;I want you to know&lt;br /&gt;That deep down inside of me...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;You are, my fire&lt;br /&gt;The one, desire&lt;br /&gt;You are&lt;br /&gt;(You are, you are, you are)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Don't wanna hear you say&lt;br /&gt;Ain't nothin' but a heartache&lt;br /&gt;Ain't nothin' but a mistake&lt;br /&gt;(Don't wanna hear you say)&lt;br /&gt;I never wanna hear you say (Aww, yeah)&lt;br /&gt;I want it that way&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;[chorus:]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;(Tell me why)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;Ain't nothin' but a heartache&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;(Tell me why)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;Ain't nothin' but a mistake&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;Tell me why&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;I never wanna hear you say (I wanna hear you say)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;I want it that way&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Tell me why)&lt;br /&gt;Ain't nothin' but a heartache&lt;br /&gt;Ain't nothin' but a mistake&lt;br /&gt;Tell me why&lt;br /&gt;I never wanna hear you say (I wanna hear you say)&lt;br /&gt;I want it that way&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;'Cause I want it that way&lt;/blockquote&gt;Era davvero carino il sito di parole che avevo trovato: accanto alle parole c'era anche un piccolo video della canzone: molto pratico. Cliccando "play", guardai l'immagine: e la guardai male, perché capii all'istante che era live... ed è risaputo che i live sono antipatici, perché si sentono male e sono sempre un po' variati rispetto agli originali, i registrati in studio. Infatti il primo ascolto non mi stupì per la sua qualità orrenda... ma la sensazione familiare che mi trasmise, perché era una delle mie preferite quando l'avevo sentita per la prima volta, solo che l'avevo sentita tanti anni prima e non ero riuscita mai più a ritrovarla. Michele... quando ti trovo...&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;Ti voglio beneee!!!!!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="265" width="320"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/MRpZ_Zg9U10&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/MRpZ_Zg9U10&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="265" width="320"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-3549510239490516511?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/3549510239490516511/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=3549510239490516511&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/3549510239490516511'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/3549510239490516511'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/02/kray32.html' title='Kray32'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-7402434728681586130</id><published>2010-02-16T17:34:00.000+01:00</published><updated>2010-02-16T17:34:00.167+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray31</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Se pensavo a quanto era stato difficile convincere mia madre a farmi andare a prendere ripetizioni da un ragazzo diventavo isterica. Non perché mi avesse fatto tante di quelle storie da farmela odiare, perché per il solo fatto che alla fine avesse finito per soccombere ero troppo felice... ed eccoci al problema iniziale: &lt;em&gt;ecco&lt;/em&gt; perché mi sentivo isterica... Non euforica, o pazza, o ossessionata: proprio &lt;em&gt;isterica&lt;/em&gt;, perché ero eccessivamente felice. &lt;em&gt;Michele era fantasticooo!!!!! Come avrei potuto pensare di poter passare qualche pomeriggio in più con lui???&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Sentivo che mi avrebbe condotta sulla via della ragione, anche se inglese l'avevo sempre odiato. Con latino facevo un po' fatica ad immaginarmi il come avrebbe potuto farmelo piacere, ma pensai lo stesso che ci sarebbe riuscito: poi, quando avessi sospettato che Michele sarebbe un giorno non potuto riuscire in qualcosa, allora avrei potuto dubitare di lui.&lt;br /&gt;Ma non certo in quel momento.&lt;br /&gt;Al solo pensare al concetto "Michele" era difficile che non mi scappasse da urlare dalla contentezza, figuratevi da sorridere; anzi, figuratevi &lt;em&gt;me&lt;/em&gt;: una ragazza un po' pazza, dalle lacrime non molto facili, per niente convincente quando piange o quando ride o quando si arrabbia, dalla faccia quasi di plastica per la sua odiosa precisione, naso preciso, bocca precisa, occhi precisi e scurissimi. Immaginatevi questa ragazza, destinata ad avere il viso serio, mentre fa capovolte per la strada e sorride agli sporadici passanti, un po' cantando un po' ridendo, un po' sbattendo contro i pali e contro i muri senza che sembri accorgersene (come non sembra accorgersi dello stare cantando, o ridendo, o qualsiasi altra cosa stia facendo). Dov'è?, Ha uno zaino sulle spalle?: non lo sa, non lo sa! Che scema, che scema, vergogna!!!&lt;br /&gt;C'è da vergognarsi!? C'è da vergognarsi di essere troppo felici??? Sempre meglio che essere tristi!!! Al diavolo la gente che ti guarda male perché stai cantando! Come se fossi una scimmia... almeno sono intonata!!!&lt;br /&gt;Giusto, Michele???&lt;br /&gt;O' Michele o, o'... o Michele o, o'... sei il campione del mondooo...&lt;br /&gt;Com'era quella cosa? Prima il testo... poi la canzone... di nuovo il testo? Poi contemporaneamente... sì, lo ricordavo... poi c'era ancora la canzone, da ascoltare a occhi chiusi immersa in quella sensazione di stare respirando la musica, e nulla più. Probabilmente, immersa nella musica così tanto come ora mi sentivo, come ora il mio cuore mi trasmetteva essere, ed esistere, probabilmente in quel modo non avrei patito della mancanza d'ossigeno, perché l'ossigeno sarebbe stato per me come il colore per una rosa: senza i suoi colori abituali, una rosa non perde il proprio profumo. E io non avrei perso la mia vita.&lt;br /&gt;Non osavo immaginare cosa mi sarebbe successo, in quel momento, se avessi acceso l'I-pod. Probabilmente sarei volata nel cielo, per toccare le stelle, sfiorare la luna, e capire che c'era qualcosa di molto più importante che mi teneva legata a questa terra, che probabilmente non avrebbe permesso nemmeno alla morte di strapparmene. Un solo legame con una persona può renderti esistente, contraddistinto e persino vivo; può darti un'identità, una ragione di vita, un polmone, qualsiasi cosa sia quello di cui hai bisogno...&lt;br /&gt;Non osavo ricordare quel momento di tensione tra me e lui. Era stato... come dire... attanagliante la sensazione dell'aver gridato contro di lui... &lt;em&gt;lui&lt;/em&gt;, voglio dire, anche se se lo fosse meritato... Anche se si era concluso nel modo &lt;em&gt;più dolce&lt;/em&gt; che avrei mai potuto immaginare.&lt;br /&gt;Michele.&lt;br /&gt;Michele.&lt;br /&gt;MicheleMicheleMicheleMichele...&lt;br /&gt;Non avevo mai pensato che potesse assumere questo sapore nella mia bocca un nome che precedentemente avevo considerato... poco più che zero, a dire il vero...&lt;br /&gt;Arrivando a casa, accesi il computer, con una strana idea in testa... Andai su Google, e guardai male il mio indirizzo, theonekray@msn.com, che ostinatamente non era ancora diventato un account gmail, e passai oltre: avevo un piano da portare a termine.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-7402434728681586130?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/7402434728681586130/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=7402434728681586130&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/7402434728681586130'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/7402434728681586130'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/02/kray31.html' title='Kray31'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-503803141504921795</id><published>2010-02-14T15:35:00.000+01:00</published><updated>2010-02-15T11:13:41.674+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Le feste'/><title type='text'>San Valentino!!!</title><content type='html'>&lt;div&gt;Cosa pensate voi, personalmente, del &lt;span style="color: rgb(255, 102, 102);"&gt;San Valentino&lt;/span&gt;? Qual è la prima cosa che vi viene in mente quando si pronunciano quelle due maledette parole???&lt;br /&gt;Non ce l'ho con San Valentino, no. Non penso che sia una festa stupida: come potrebbe esserlo considerata qualsiasi altra, dato che tutte sono state rese a loro modo "pagane" (o "pagate", insomma...). E' semplicemente che... perché diavolo si dovrebbero festeggiare gli innamorati una volta l'anno soltanto? L'amore è un sentimento &lt;em&gt;così grande&lt;/em&gt;, ma &lt;span style="font-size:180%;"&gt;COSI' GRANDE&lt;/span&gt; che nemmeno dedicargli un anno ogni anno sarebbe sufficiente. Non trovate?&lt;br /&gt;Io, personalmente, trovo. Farsi i "regalini" (preconfezionati, per di più) è una cosa sciocca, che fa perdere il senso di quest'avvenimento: bigliettini, cuoricini, cavolatini vari, insomma!!! A che servono??? Uno sguardo dolce dovrebbe poter dire tutto, senza bisogno di servirsi d'altro.&lt;br /&gt;Comunque, &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;strong&gt;BUON SAN VALENTINO A TUTTI&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;!!! :)!!! Dedichiamo questo post all'amore (e al San Valentino):&lt;br /&gt;- in francese "San Valentino" è femminile ("&lt;span style="font-style: italic;"&gt;la Sainte Valentine&lt;/span&gt; " O_O che dire, Valentino avrà cambiato sesso entrando in Francia)&lt;br /&gt;- è proprio vero che l'amore è &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;rosso&lt;/span&gt;? E se fosse &lt;span style="color: rgb(153, 51, 153);"&gt;viola&lt;/span&gt;??? (XD)&lt;br /&gt;- vi ricordo l'esistenza del &lt;a href="http://thecandyjojo-loveandkisses.blogspot.com/"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 102);"&gt;mio blog sull'amour&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, ma non vi consiglio di andarci perché vi farebbe venire il vomito. Già non sapete quanto mi scocci scrivere un post sull'amore &lt;em&gt;qui&lt;/em&gt;, nel mio bloggy principale, nonostante ultimamente sia "&lt;em&gt;così romantica&lt;/em&gt;" e cavolate varie...&lt;br /&gt;Ecco a voi alcune informazioni sul San Valentino, perché?, tanto per riempire lo spazio vuoto d'una pagina che merita d'essere lunga. (Oddio cosa sto dicendo.)&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;San Valentino [detto anche san Valentino da Terni o san Valentino da Interamna]&lt;br /&gt;(II secolo d.C.) fu un vescovo e un martire Cristiano. Venerato come Santo dalla&lt;br /&gt;Chiesa Cattolica, da quella Ortodossa e successivamente dalla Chiesa anglicana,&lt;br /&gt;è considerato impropriamente patrono degli innamorati.&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;Sulla festività, ecco un collage:&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;La festività prende il nome dal santo e martire Cristiano San Valentino, e venne istituita nel 496 da Papa Gelasio I, andando a sostituirsi alla precedente festa pagana delle lupercalia, una festa pagana (romana) che si celebrava nel 15 febbraio, nei "giorni nefasti" di questo mese, per "purificarsi", con all'origine due ipotesi: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;1&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;) dedicata a Luperco, il dio che poi sarebbe Fauno, ma con una "accezione protettrice delle greggi dai lupi".&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:courier new;"&gt;2&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;) una celebrazione del "miracolo della lupa che nutrì Romolo e Remo".&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;"&gt;Probabilmente la tradizione che ne abbiamo oggi, invece, risale all'Alto Medioevo, con l'abitudine dello scambio delle Valentine (le letterine ♥♥♥ -XD) derivato dai Paesi Anglosassoni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;"&gt;Cupido è sempre di origine romana, perché è il dio greco della bellezza, e, attenzione, sedetevi bene, dell'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;EROTISMO&lt;/span&gt;!!!&lt;/span&gt; (O_o...)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;"&gt;Il più antico poema mitologico greco, &lt;em&gt;Teogonia&lt;/em&gt; di Esiodo, narra che Cupido fu creato contemporaneamente al sesso, ma i Romani ne avevano un'idea un po' diversa (io mi schiero dalla parte dei Greci: come si sarebbe fatto senza amore, anche solo agli inizi???)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;"&gt;Inoltre: non aveva arco e frecce, prima che lo si abbinasse alla festività di cui potete leggere nel titolo, e di cui allo stesso modo vi sarete ormai dimenticati tra tutte le delirazioni che ho scritto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt; &lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Il cuore (&lt;span style="color: rgb(255, 102, 102);"&gt;♥&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;♡&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;❤&lt;/span&gt;), eterno simbolo dell'amore, originariamente (e religiosamente) simboleggiava la spiritualità eccetera, e ancora oggi mantiene il suo significato di "anima". La sua forma (solo lontanamente simile a quella del cuore umano, che somiglia di più a una palla da football americano, in effetti) ha ancora a quanto pare origini sconce, dalla forma di un sedere a peggio. Comunque sorvoliamo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;Mia interpretazione personale della colomba come simbolo dell'amore non è che la colomba è simbolo di pace, perché la guerra in amore lo rafforza: bensì, si riferisce al &lt;em&gt;colore&lt;/em&gt; della colomba, il &lt;strong&gt;bianco&lt;/strong&gt;, simbolo di purezza e dolcezza come solo l'amore potrebbe essere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene, con questa stomachevole riflessione, vi lascio... o meglio, facciamone un'altra (che potrebbe essere il titolo del prossimo post di San Valentino): "&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 102, 102);"&gt;La &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;C&lt;/span&gt;accia al &lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;P&lt;/span&gt;rimino è la consolazione del single&lt;/span&gt;". A voi la linea, miei cari!&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(255, 153, 255);"&gt;Kikkes&lt;/span&gt; anche da qui... un po' più teneri del solito, va' ;)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-503803141504921795?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/503803141504921795/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=503803141504921795&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/503803141504921795'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/503803141504921795'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/02/san-valentino.html' title='San Valentino!!!'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-6294476623096909686</id><published>2010-02-13T15:22:00.000+01:00</published><updated>2010-02-13T15:22:00.787+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray30</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;C'ero rimasta secca quando Michele aveva pronunciato la parola 'compiti'. Perché non era nel contesto 'che schifo fanno i compiti', oppure 'non ti darò i compiti'. Era proprio il contrario.&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;COME!?!?&lt;/em&gt;" gli feci, sperando che parlasse così ben chiaro anche lui; ma ripeté di nuovo, con il suo tono calmo di prima: "Segnati i compiti per la prossima volta."&lt;br /&gt;Mi bloccai di nuovo. "&lt;em&gt;E quando li faccio!?!?!?&lt;/em&gt;"&lt;br /&gt;Stavo diventando isterica.&lt;br /&gt;"Anche per domani, se vuoi" fece pacato Michele, dando un'occhiata a un block notes che aveva tirato fuori.&lt;br /&gt;Quella frase mi fece alterare un po'. "&lt;em&gt;Che vuol dire 'ANCHE PER DOMANI SE VUOI'?!?!? Non ho certo tempo da perdere dietro a cose stupide come questa!!!&lt;/em&gt;" mi feci valere, ma la ragione che avrei sperato illuminasse Michele non comparve... sostituita invece da una specie di amara tristezza. E così mi sentii anch'io: "Scusami..."&lt;br /&gt;"Prima di aggredirmi... chiedi un po' in cosa consistono i compiti..."&lt;br /&gt;Già arsa dal rimorso, non dissi nulla, per paura di... di cosa? Mi sentivo solo una stupida; avrei voluto scomparire, chiedergli di dimenticare le mie ultime parole per sempre, di tornare indietro e registrarci sopra un semplice divertito sbuffo. Ma non potevo, e lo sapevo io, e lo sapeva lui.&lt;br /&gt;"Devi solo cercare le parole delle tue canzoni preferite inglesi, e cantarle" fece un Michele senz'allegria, senza guardarmi negli occhi, senza azzardare un ghigno o un sorriso.&lt;br /&gt;Questo mi rese ancor più ferita.&lt;br /&gt;"Mi dispiace Michele..." mi scusai, più sommessamente e dolcemente possibile, anche se avrei voluto urlare, e urlare: '&lt;em&gt;Non fare così, ti prego!!! Sono solo una stupida ignorante deficiente rimbambita imbecille idiota che non capisce niente!!! Dimentica tutto!!! Cancella tutto!!! Non è così che doveva andare!!!!!&lt;/em&gt;'&lt;br /&gt;Ma avevo come la gola ostruita.&lt;br /&gt;"Non fa niente" mi sorrise. Poi mi si avvicinò, e mi diede un bacio su una guancia...&lt;br /&gt;Lo guardai alquanto sorpresa......&lt;br /&gt;"Che c'è?" mi domandò lui, con il suo solito ghigno allegro, e quasi non ci credetti: era davvero già tutto passato???&lt;br /&gt;"Allora, devi cercarti il testo di 'Wake Me Up When September Ends'... naturalmente sai quali sono i suoi musicisti" mi assegnò il ragazzo, pazzesco, meraviglioso.&lt;br /&gt;"Le so già le parole" feci io, orgogliosa.&lt;br /&gt;"Lo immaginavo... e allora sentiti queste" ribatté Michele, ancora con il suo ghigno, porgendomi un foglio con poche righe della sua sottile, elegante, stretta scrittura.&lt;br /&gt;Lessi i nomi delle canzoni: c'erano autori che avevo già sentito, ma altri mi erano totalmente sconosciuti.&lt;br /&gt;"Chi sono...?" cominciai a domandare, ma Michele si posò un dito sulle labbra e mi si avvicinò a sussurrarmi con tono cospiratore. O almeno supposi che dovesse farlo, per ora, perché i suoi occhi erano fuggenti e circospetti, stretti a fessura come le labbra.&lt;br /&gt;Quando le aprì ero tutt'orecchi, pronta a sentire un segretissimo segreto...&lt;br /&gt;"Che ore sono?" mi sussurrò, e non potei trattenermi dal dargli uno spintone (non soltanto il secondo della giornata) dopo essere scoppiata a ridere.&lt;br /&gt;"Sei proprio una sagoma!" disse LUI a ME, e risi di nuovo.&lt;br /&gt;"Grazie" commentai; quanto ero felice di conoscerlo, quanto che fosse bravo nelle materie in cui facevo più schifo, quanto del fatto che fosse proprio così, Michele, e in nessun altro modo.&lt;br /&gt;"Allora, come vedi sono cinque canzoni" si riprese lui, nel frattempo, dopo aver riso con la sua contagiosa risata che adoravo, anche se la sentivo raramente.&lt;br /&gt;"Devi ascoltarle tutte, e studiarti il testo, non m'importa se ti fanno schifo, tanto te le chiedo lo stesso... ma, ti dico una cosa: leggi prima il testo. Poi ascolta la canzone una volta, e leggi di nuovo il testo; leggilo di nuovo mentre ascolti la canzone... poi ascolta la canzone, al massimo volume che puoi, e chiudi gli occhi mentre lo fai."&lt;br /&gt;Mentre lo diceva, da un falso tono professionale che aveva, i suoi occhi si chiusero, come succedeva a me quando mi lasciavo prendere dalla musica; la sua voce divenne quasi suadente, e seppi benissimo quello che sentiva dentro. Quasi mi sentii anche io così, in comunione con me stessa come solo finora la musica riusciva.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-6294476623096909686?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/6294476623096909686/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=6294476623096909686&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/6294476623096909686'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/6294476623096909686'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/02/kray30.html' title='Kray30'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-4155869339919329255</id><published>2010-02-11T17:10:00.000+01:00</published><updated>2010-02-11T17:10:00.372+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray29</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;'&lt;em&gt;Il mio problema in inglese&lt;/em&gt;'. Bene. Molto facile da spiegare.&lt;br /&gt;"My problem in English is... English, sir..."&lt;br /&gt;Un'altra gustosa risata mi fece sorridere, anche se ero ancora un po' tesa: "...?" Non sapevo come esprimere le mie parole, ed era proprio questo che odiavo delle lingue.&lt;br /&gt;"Did you study English at the elementary school?"&lt;br /&gt;Se avevo studiato inglese alle elementari? Mah, se così si può dire, "Yes."&lt;br /&gt;"Yes, I did. Okay - w-well, &lt;em&gt;of course&lt;/em&gt;" si corresse. "Can you understand me?"&lt;br /&gt;Questo non l'avevo capito. "Prego?"&lt;br /&gt;Michele non sembrò avermi capita. "Potresti ripetere più lentamente?" spiegai; Michele fece una faccia da perfetto idiota, e allora ci arrivai. "Can you repeat?"&lt;br /&gt;"...&lt;em&gt;Please&lt;/em&gt;? Of course, my darling Madam" fece, con gentilezza, e lo apprezzai molto perché non è facile fare l'insegnante senza essere antipatico... e me lo immaginai quarantenne, da qualche anno in là, con alle spalle una lavagna con sopra parole inglesi complicatissime e d'innanzi una platea di studiosi universitari, pronti a rendere le sue labbra esangui dal prepotente succhiarne il sapere. Eppure non riuscivo a immaginarmelo. Lui era Michele, quindicenne, compleanno otto febbraio, via Galilei quindici, un sogno nel cassetto... che ancora non conoscevo, in effetti.&lt;br /&gt;"Cosa vuoi fare da grande?" gli chiesi, dimenticandomi della sua fissazione per i dialoghi in inglese.&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Pardon&lt;/em&gt;?"&lt;br /&gt;"Excuse me. I wanted say" tradussi velocemente, ma dalla smorfia che gli attraversò il naso mi fermai. "Che c'è?"&lt;br /&gt;Desistette. "I wanted &lt;em&gt;to&lt;/em&gt; say" mi corresse, nella grammatica come nella pronuncia, e nei suoi occhi vidi un tono quasi di scusa per il dovermi fare da maestro. Lo guardai con indulgenza, in una maniera che voleva dire: 'Ma te l'ho chiesto io', anche se avrei voluto anche dire: 'Ma se sei bravissimo!', 'Non c'è bisogno che ti scusi', 'Non c'è altro modo di cui tu possa servirti, sono io la mela marcia', ma non sapevo come dirlo. Non sapevo nemmeno come si dicesse 'bravo'.&lt;br /&gt;"Pardon. Excuse me. I wanted &lt;em&gt;to&lt;/em&gt; say, 'what do you want to do when you...?'"&lt;br /&gt;Mi sembrava una frase molto stupida. E Michele annuì, cosa che non mi rassicurò.&lt;br /&gt;"'What's your job when you grow up?' I don't know what I want to be." liquidò brevemente.&lt;br /&gt;"'Understand' vuol dire 'capire', e 'crescere' si dice 'grow up'. Appun... tatelo?" mi domandò, terminando come una domanda quella che era un'affermazione, e che accettai con un "Sì!" di sfida per la sua maledetta insicurezza.&lt;br /&gt;Mi guardava mentre scrivevo, e, nonostante avessi gli occhi fissi sul mio foglio, avevo notato le sue labbra incurvate.&lt;br /&gt;"Ehi, cos'è questo?" mi rimproverò quasi, indicando una parola sui miei appunti di Micheleità (il titolo in alto del foglio).&lt;br /&gt;Seguendo il suo dito, notai la parola che indicava: "Groww". Ops.&lt;br /&gt;Corressi, con tante rigacce l'una sull'altra, e Michele storse il naso, ma non disse nulla.&lt;br /&gt;"Patito dell'ordine?" sogghignai; non parve farci caso, mentre mi rispondeva in tono di sfida: "Sì. Perciò lava quegli appunti..." e tirò fuori due Coca-Cola dal nulla.&lt;br /&gt;Gli sorrisi, cominciando ad aprire la mia. Non era proprio una delle mie bevande preferite, ma mi piaceva staccarne le linguette con calma e pazienza, ascoltando le mie labbra sussurrare pian piano: "A... B... C..."&lt;br /&gt;"Dillo in inglese."&lt;br /&gt;Oh cavolo. E chi se lo ricordava l'alfabeto???&lt;br /&gt;"Non me lo ricordo..."&lt;br /&gt;Michele mi prese di mano la lattina, e anche se il gesto tutto sommato non mi piacque, mi piacque molto.&lt;br /&gt;"Ripeti con me..." sorrise lui, al mio sorriso, e cominciò: "Ei."&lt;br /&gt;Quella era la 'A'?&lt;br /&gt;"Ei."&lt;br /&gt;"Bi."&lt;br /&gt;"Bi."&lt;br /&gt;"Sì dì ì eff jì heich ai gei kei el em enn ou pì kiù a: es tì iù vì dabolvì ix uài zed."&lt;br /&gt;Lo guardai male. "Cattivo."&lt;br /&gt;"Molto. Prova senza che ti guidi."&lt;br /&gt;Ma erano, quante?, una, due, tre, cinque parole. Perché non riuscivo a seguire il filo del mio pensiero, voglio dire, le lettere in italiano mi venivano senza nemmeno richiamarle alla mente...&lt;br /&gt;"Non ci riesco!"&lt;br /&gt;"Devi sentirle e risentirle" mi sorrise Michele, conciliante, "così ti ci abitui", dandomi un CD chiamato "per inglesi principianti". Un nome stupido, un CD per stupidi; ci rimasi quasi male.&lt;br /&gt;"Non guardarmi così. Non è vero che non ci riesci. Devi solo provare" continuò a sorridermi Michele, sempre più dolce, ma non riuscendo a guadagnarsi un mio sorriso. Non volevo farlo, &lt;em&gt;punto&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;"Provaci. Ti chiedo solo di provarci un'altra volta."&lt;br /&gt;Gli sorrisi. "Ei, bì, sì, dì, i, eff" tutto sommato erano simili all'italiano... e già mi bloccai.&lt;br /&gt;"Cosa pensavi, sciocca?"&lt;br /&gt;"Niente." E, tentando di essere sincera su quello su cui avevo già mentito, con la testa vuota arrivai fino a "kei": poi non mi raccapezzai più...&lt;br /&gt;"Vedi che sei brava? Eccoti lo zuccherino..." mi sorrise ancora Michele, porgendomi un Ferrero Rocher oltre che alla Coca-Cola. Gli diedi uno spintone, e in men che non si dica ci rotolavamo sul pavimento a farci il solletico.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-4155869339919329255?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/4155869339919329255/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=4155869339919329255&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/4155869339919329255'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/4155869339919329255'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/02/kray29.html' title='Kray29'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-3522539255845546030</id><published>2010-02-09T16:08:00.000+01:00</published><updated>2010-02-09T16:08:00.413+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray28</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Gli sorrisi, imbarazzata di stare là.&lt;br /&gt;"Entra" mi sorrise lui, e mi fece scivolare una mano sulla giacca prima di togliermela con maestria.&lt;br /&gt;Lo guardai stupefatta. "Ma cosa...!?!?"&lt;br /&gt;"L'ho visto fare in un film" si scansò lui, appendendo con delicatezza la mia giacca ad un soprabiti fatto di palline (perché erano palline quelle a cui si appendevano i vestiti). Io non dissi nulla, e lui mi fissò insistentemente: "Embe'?" mi fece, e esplosi a ridere.&lt;br /&gt;"Tu che dici?" rimandai io, pensando a chissà come mi fosse venuto in mente di rispondere così.&lt;br /&gt;Lui alzò le spalle, e sospettai che stesse pensando lo stesso prima che dicesse: "Fai come se fossi a casa mia."&lt;br /&gt;Risi di nuovo, e mi sedetti sulla sedia che quel galantuomo teneva lontana dal tavolo.&lt;br /&gt;"Da cosa si comincia?" gli domandai, curiosa di ascoltare la sua bellissima voce spiegarmi qualsiasi cosa. (A parte latino, s'intende.)&lt;br /&gt;"Da un'introduzione generale, direi" sorrise lui, e scrocchiò le dita, quasi fosse un suonatore di pianoforte deciso a mettersi all'opera, sedendosi sulla sedia di fronte a me.&lt;br /&gt;"Allora, ahehemm" si schiarì la gola. "Le lingue non sono mai state una cosa facile.&lt;br /&gt;"C'è stato un grande genio che si è seduto sul suo sasso, un giorno, in mezzo ai suoi amici, e ha detto: 'Ricordatevi che &lt;em&gt;akkullà&lt;/em&gt; vuol dire &lt;em&gt;fuoco&lt;/em&gt;'. O forse non è stato proprio così, ma insomma le lingue sono delle convenzioni, o almeno lo sono alla base perché sono tutte imitazioni di altre lingue, oppure sono complicatissime (vedesi il latino); con le loro regole, le loro pronunce inventate, eccetera. Poi, ci sono persone che le capiscono, e persone che non se ne fanno nulla, e io capisco anche quelle (modesta-&lt;em&gt;meeen&lt;/em&gt;,te...) perché a volte mi chiedo: 'Perché non potrebbe esistere una lingua soltanto?'&lt;br /&gt;"Ma ci godo troppo a parlare spagnolo e vedere mia madre che fa una faccia tutta strana perché non capisce nulla di quello che sto dicendo. Per cui, oggi, ti darò ripetizioni di inglese, anche se è una lingua che si sta diffondendo sempre più rapidamente in tutto il mondo; qui soltanto, nella nostra 'amatissima' Italia, abbiamo adottato moltissimi termini inglesi, e non solo nel campo informatico o nel campo turistico, addetto al far capire quel che diamine diciamo ai turisti, che altrimenti probabilmente non verrebbero più... insomma, ad esempio puoi trovare molti &lt;em&gt;menu&lt;/em&gt; con i piatti dal nome doppio (se non peggio, ma comunque in genere l'altra lingua è l'inglese se non è il dialetto locale).&lt;br /&gt;"Naturalmente, gli Inglesi in genere non si prendono il disturbo di imparare l'italiano. Primo perché tanto ci siamo già noi, qui, che impariamo la loro lingua. Secondo, perché l'italiano è una lingua molto più complessa, distinta da sesso, plurali strani, espressioni inusuali, pronunce difficili, preposizioni sghembe, e anche peggio. Naturalmente non gli passa nemmeno per la mente che noi potremmo avere gli stessi problemi, e lasciano a noi studiare la loro lingua mentre loro (devo concederglielo) si studiano il tedesco, che poi molto più facile non è... ma, anche se ha circa dieci plurali diversi, è molto più vicina a loro di quanto non lo sia l'italiano.&lt;br /&gt;"Tutto questo per dire...? Non lo so, in effetti, sei stata tu a chiedermi di impartirti ripetizioni d'inglese, e anche se non mi sento molto adatto per questo ho accettato, ed eccoci qui, no?"&lt;br /&gt;Battei le palpebre dopo un poco, dopo aver capito che la sua introduzione era finita. Era stata carina.&lt;br /&gt;"Dunque?" gli diedi un input.&lt;br /&gt;"Dunque partiamo dalle basi, o quelle le sai?" mi domandò, quasi stesse dicendo una cosa scontata.&lt;br /&gt;"Le so... ma è meglio ripassare, no?" fece il mio cervello, ignaro di quello che pensavo, o forse più consapevole di me in proposito.&lt;br /&gt;"Oh, eccome" fece Michele tutto contento, quasi volesse aggiungere un "&lt;em&gt;yuk!&lt;/em&gt;" alla fine, alla Pippo.&lt;br /&gt;"Allora partiamo. What's your name?" andò subito al punto, con la sua pronuncia perfetta che mi fece vergognare.&lt;br /&gt;"Oh, ecco, ehm" cominciai, imbarazzata dalla sua familiarità con la lingua, ma m'interruppe: "Ehi, niente 'ehm'. Prova a pensare in inglese."&lt;br /&gt;La faceva facile lui. Mica ero inglese, io.&lt;br /&gt;"Don't know."&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Pardon&lt;/em&gt;?" mi domandò, e quella parola francese letta all'inglese mi fece impazzire.&lt;br /&gt;"Don't... I can't" m'imbarazzai, sperando già che quella lezione finisse, nonostante l'avessi desiderata così tanto.&lt;br /&gt;"Let's pronounce '&lt;em&gt;Ai kant&lt;/em&gt;'. '&lt;em&gt;Ai kent&lt;/em&gt;' is American English. There's no international certificate accepting American English."&lt;br /&gt;Be', quello che diceva più o meno lo capivo... era la sua struttura rigida che mi sembrava strana, &lt;em&gt;estranea&lt;/em&gt;, insomma, innaturale.&lt;br /&gt;"What?" feci, e mi ripeté la frase, solo che la modificò: "Let's say '&lt;em&gt;Pà:don&lt;/em&gt;'. '&lt;em&gt;Uòt!?!?&lt;/em&gt;' is American English. There's no international certificate accepting American English."&lt;br /&gt;Dio quant'ero felice di conoscerlo. Gli sorrisi, un po' addolcita, un po' divertita.&lt;br /&gt;"Okay - oh, &lt;em&gt;pardon&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;of course sir&lt;/em&gt;."&lt;br /&gt;Michele rise. Poi mi sorrise: "Everyone says 'Okay' all over the world, but you're too nice. So, please, tell me what's your problem in English, please."&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-3522539255845546030?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/3522539255845546030/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=3522539255845546030&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/3522539255845546030'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/3522539255845546030'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/02/kray28.html' title='Kray28'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-8701488743231013613</id><published>2010-02-06T15:17:00.000+01:00</published><updated>2010-02-06T15:17:00.232+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray27</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;"Dimmi una cosa" interruppe lui il silenzio imbarazzato... diciamoci la verità, quella dei due amici che non hanno bisogno di capirsi è valida solo per pochi&lt;em&gt;ssimi&lt;/em&gt; fortunati&lt;em&gt;ssimi&lt;/em&gt; rari&lt;em&gt;ssimi&lt;/em&gt; amici&lt;em&gt;ssimi&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;"Sì?" gli sorrisi, aldilà del filo, pronta a sorridergli di nuovo e una volta ancora non appena avesse espresso la qua domanda.&lt;br /&gt;Colsi l'esitazione, attraverso le righe dei suoi respiri, prima di incitarlo a parlare. "Dai" gli sorrisi, prima della sua domanda nonostante le aspettative.&lt;br /&gt;Fece un respiro profondo prima di esporre la domanda: "Su cosa vuoi che ti dia ripetizioni?" suonò questa, insicura tutto sommato, e mi domandai perché lo fosse, quasi sollevata e quasi delusa dalla bassa portata della domanda.&lt;br /&gt;Con la voce più dolce che mi riuscisse, domandai: "Perché tutta questa esitazione?"&lt;br /&gt;Un altro respiro profondo. "Pensavo che t'imbarazzasse parlare della cosa."&lt;br /&gt;Silenzietto pre-risposta. "Non più di quanto imbarazzi a te, a quanto pare" gli feci, anche se avrei voluto evidenziare di più che a lui imbarazzava &lt;em&gt;di più&lt;/em&gt;, di più &lt;em&gt;a lui&lt;/em&gt;, insomma.&lt;br /&gt;"Ah, ok" rise lui, sollevato: potei quasi sentire sul &lt;em&gt;mio&lt;/em&gt; stomaco quanto si fosse alleggerita la pietra che c'era sul suo.&lt;br /&gt;Risposi. "Latino... e inglese" tentai di sembrare meno imbarazzata di quello che ero... perché qualcosa che m'imbarazzava &lt;em&gt;c'era&lt;/em&gt;, in effetti, ma non era prendere ripetizioni da lui... era chiederglielo, più che altro. Era così intelligente che mi sembrava quasi naturale che tutti dovessero prenderne da lui, ma domandargli un favore era davvero pesante, e lo odiavo proprio. (Chiedergli il favore, s'intende.)&lt;br /&gt;"ohoho, latino" mi rese meno tesa lui, così giocoso e leggero nelle sue azioni, così &lt;em&gt;disinvolto&lt;/em&gt;, ecco, tanto da rendere tutti disinvolti quanto lui, e così incredibilmente geniale da rendere ogni situazione piacevole quanto lui. (Ovvero insuperabile.)&lt;br /&gt;"Non mi soprende che non ti venga" aggiunse, ma prima che potessi riderne, aggiunse ancora: "voglio dire, non che tu sia stupida, ma non viene a nessuno... cioè, non &lt;em&gt;piace&lt;/em&gt; a nessuno, non è questione di stupidità... è solo... solo, voglio dire..."&lt;br /&gt;"Lo so cosa vuoi dire" lo interruppi, con lo strano desiderio di voler aggiungere a quella frase un soprannome carino, tipo quello "sciocco", o quel "brigante", ma non mi sembravano abbastanza, abbastanza cosa?, boh.&lt;br /&gt;"B-beh, okay" balbettò, e lo immaginai con lo sguardo evasivo, le guance tinte di rosso e il sorriso imbarazzato: chissà come, mi sembrava ancor più carino conciato a quel modo.&lt;br /&gt;"Tu non sei mai stato presuntuoso e non lo sarai mai" mi lasciai scappare, ma mi resi presto conto che volevo davvero dirlo, come suggerivano i miei polmoni, pieni d'un respiro preso prima di prendere il coraggio per parlare; come mi suggeriva un senso di quasi-colpevolezza al percepire il suo sorriso imbarazzato e sopreso dall'altra parte del filo, consapevolezza strettamente, stranamente, legata al fare complimenti: perché diavolo mi sentivo colpevole nel fargli complimenti!? "Troppi" mi suggeriva il cervello, e naturalmente (credo...) non lo capii...&lt;br /&gt;"Perché sei sempre così carina con me?" mi sorrise Michele, e sentii che lo strato di epidermide sulle mie guance s'infiammava.&lt;br /&gt;"Perché sei sempre &lt;em&gt;tu&lt;/em&gt; così carino con me?" rimandai, ancora più imbarazzata.&lt;br /&gt;"Mi viene naturale. Ora rispondi tu." mi liquidò. (Aveva fatto così anche con la canzone: maledetto... Ma il mio cantare gli era piaciuto, quindi magari...?)&lt;br /&gt;Per tutta risposta gli sorrisi. "Ti adoro."&lt;br /&gt;Ora sì che ero imbarazzata...&lt;br /&gt;"Anch'io."&lt;br /&gt;Spalancai gli occhi... e, be', non c'è modo di definire come mi sentii. Solo, sorrisi, trovando piacevole la sensazione di calore ai miei zigomi.&lt;br /&gt;"Grazie."&lt;br /&gt;"Te lo meriti."&lt;br /&gt;"Grazie."&lt;br /&gt;"Te lo meriti, ti dico."&lt;br /&gt;Accidenti ai walkie talkie... come abbracciare una persona aldilà d'un... '&lt;em&gt;telefono&lt;/em&gt;'!?!?!?&lt;br /&gt;L'unica risposta che mi veniva in mente era 'ti adoro.'&lt;br /&gt;"A quando?" interruppe Michele, come un ago su un disco che gira. Eppure la sua voce conservava ancora la dolcezza della panna precedente.&lt;br /&gt;"Non lo so." Avrei voluto proporre 'oggi', ma mi sarei sentita così stupida...!&lt;br /&gt;"Domani?"&lt;br /&gt;Silenzio; poi mi uscì un impaziente "Davvero?!?!"&lt;br /&gt;"Oh sì" mi sorrise lui, e gli sorrisi anche io: "Ma certo!", con un po' troppo entusiasmo, forse, ma credo che mi sarei sentita un po' stupida lo stesso.&lt;br /&gt;"A che ora?"&lt;br /&gt;"Fai tu."&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-8701488743231013613?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/8701488743231013613/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=8701488743231013613&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/8701488743231013613'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/8701488743231013613'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/02/kray27.html' title='Kray27'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-7935296355431563542</id><published>2010-02-04T18:04:00.000+01:00</published><updated>2010-02-04T18:04:00.267+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray26</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;"Pronto??? Pronto, sei lì?????" quasi gridai nella mia '&lt;em&gt;cornetta&lt;/em&gt;', ben memore di ciò che era accaduto due giorni prima (o quasi, poiché era pur sempre nelle prime ore della mattina del venticinque). Non ricordavo più nemmeno che palla mi fossi inventata per giustificare quel regalo inaspettato, di cui tutti avevano chiesto, mentre lo posavo sulla testa e lo mostravo da tutte le sue angolazioni ad una platea alla quale, veramente, avrei preferito nascondere persino la mia stessa faccia, che pizzicava di uno spiacevole calore.&lt;br /&gt;"No" mi rispose una voce dall'altra parte del filo. "E' presto." proseguì.&lt;br /&gt;"Oh certo" lo liquidai, ansiosa di proseguire il discorso; ma, prima che aprissi bocca, la bocca dall'altra parte del walkie talkie mi precedette: "Allora, cos'hai ricevuto per Natale?"&lt;br /&gt;Possibile che mi fossi sbagliata? Possibile che non me l'avesse inviato lui?&lt;br /&gt;Insomma, era chiaramente al 100% il tipo di ragazzo che avrebbe finto di non avermi inviato un regalo, per poi ascoltarne la mia felicità e poi dire: 'Aha! Te l'ho inviato io!!!'... ma se mi fossi sbagliata?&lt;br /&gt;"Qualche CD dei Green Day?" mi chiese dall'altra parte del, come dire, 'filo', lasciandomi un po' sorpresa: come faceva a ricordarsi che mi piacevano i Green Day?&lt;br /&gt;"In effetti no, ma qualcos'altro di verde..." si espressero le mie labbra, prima che potessi dire loro qualcosa. La prossima volta, basta: avrei messo loro del nastro adesivo sopra. Mi ero davvero scocciata del sentirle prendere vita autonomamente: a un certo punto diventava davvero seccante!!! Cos'era, non sapevo esprimermi da sola?!?!?&lt;br /&gt;"Davvero? Cosa?": il suo tono sembrava sinceramente curioso, e io mi sentii sinceramente dubbiosa, e insicura, sul mittente di quel pacchetto rosso dai bagliori bronzei.&lt;br /&gt;"Cosa? Cosa?" insistè Michele, e mi fece sorridere: ma che gli prendeva? Tutt'a un tratto, sembrava un bambino piccolo.&lt;br /&gt;"Un cappellino" risposi, troppo intenerita (o almeno credo) per poter evitare di cedere. Ma almeno le parole le scelsi io.&lt;br /&gt;"Fatto come?"&lt;br /&gt;Lo fissai male dall'altra parte della linea, ma gli sorrisi. "Uguale a quello che hai vinto per scommessa."&lt;br /&gt;Aspettai la sua reazione, desiderando ardentemente qualcosa che l'altra parte di me, oltre che impossibile, riteneva più grande di me. (Una parte di me che avrei tanto voluto strozzare.)&lt;br /&gt;"Davvero? Sicura-sicura?" fece lui, sempre con quel tono curioso che non riuscii a comprendergli: cosa diamine voleva dire!?!&lt;br /&gt;"Certo... non ho fatto altro che guardarlo."&lt;br /&gt;Sentii il suo sorriso attraverso la sua voce. "Guardalo meglio."&lt;br /&gt;Guarda caso, era proprio lì sulla mia testa, in quell'esatto istante. Lo tolsi, per guardarlo meglio, e i miei occhi seguirono delle linee fin troppo facili da seguire, proprio come se le stessi immaginando io e non come se fossero reali. Qualcosa di innaturale mi disse, da dentro, che in quel cappellino non ci sarebbe potuto essere qualcosa di cui io non fossi a mia conoscenza.&lt;br /&gt;"Troppo bello" fu la mia recensione.&lt;br /&gt;Michele stava ancora sorridendo quando disse: "Guarda dentro, sciocca."&lt;br /&gt;Guardai, e vi vidi una tasca che non avevo notato: dentro vi era un biglietto, che estrassi senza esitazione, leggendovi le sue righe: &lt;blockquote&gt;Cara Madame,&lt;br /&gt;devo dire che oltre che madame sei proprio sciocca. Perché dubitavi che te lo avessi mandato io???&lt;/blockquote&gt;E non c'era la firma, bensì un sorrisino, in basso a destra. Non credo che ce ne sarebbe stato bisogno.&lt;br /&gt;"Ma com'è che prevedi sempre quello che penserò?" gli chiesi, la voce densa della felicità che provavo, della sincerità del sorriso che avrei voluto rivolgergli, dell'innocenza del bacio che avrei voluto dargli.&lt;br /&gt;"Eeeeh... tu pretendi di scoprire i miei segreti del mestiere..." fece lui, e risi: troppo felice, troppo euforica per trattenermi.&lt;br /&gt;"Tu sei pazzo."&lt;br /&gt;"Lo so."&lt;br /&gt;Un dialogo davvero '&lt;em&gt;molto ottimo&lt;/em&gt;'.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-7935296355431563542?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/7935296355431563542/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=7935296355431563542&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/7935296355431563542'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/7935296355431563542'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/02/kray26.html' title='Kray26'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-2202290395883076105</id><published>2010-02-02T17:03:00.000+01:00</published><updated>2010-02-02T17:03:00.673+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray25</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;I regali erano otto. Naturalmente, uno sarebbe stato un vestito; un altro un libro; un terzo un bagnoschiuma, o comunque qualcosa del genere che mi dicesse che dovevo farmi una doccia: insomma, il mistero regnava su praticamente metà soltanto di essi. Ma non avevo &lt;em&gt;affatto&lt;/em&gt; intenzione di lamentarmi: c'era una specie di allegria nell'aria. Forse era colpa del Natale... ma molto più probabilmente era colpa di quello che sarebbe successo tra poche ore, alle tre e dieci.&lt;br /&gt;Afferrai il primo regalo, morbidissimo tra le mani, sicura di quello che sarebbe stato. Nonostante ciò, strappai la carta verde con energia, ma soprattutto con un sorriso sulla faccia, e feci una battuta: "Che sia... una sedia?", ironizzai, senza troppa convinzione poiché avevo sparato la prima parola che mi era venuta in mente.&lt;br /&gt;Quel regalo era da parte dei miei zii, ed era una felpa, nera, e fucsia dentro al cappuccio, come il disegno sul davanti: 'Usually'. Aprii la bocca, per richiuderla piacevolmente colpita; era bellissima!&lt;br /&gt;La provai senza che nessuno m'invitasse a farlo; naturalmente, il vincolo di sangue che mi legava agli altri membri della mia famiglia presenti nella stanza gli impose di dire: "Ma come ti sta bene!", "Che bella ragazza...", e cose simili. Mi feci uscire quelle voci dalle orecchie, e mi rivolsi a mio zio: forse il più simpatico della stanza, e gli dissi: "Grazie...", e a mia zia: "E' bellissima..."&lt;br /&gt;'Bellissima' non era un aggettivo che usavo spesso. Non so perché, ma mi faceva venire i brividi; mi faceva venire i brividi ringraziare, così come odiavo essere ringraziata anche se amavo fare favori. Che dire?: ero assai strana.&lt;br /&gt;Ora era il turno di mia cugina aprire i suoi regali. Era una bambina piuttosto alta per la sua età, e, per quattro anni che aveva, sette ne dimostrava. Tuttavia, si comportava già come se fosse una signorina: era gentile, educata, e faceva attenzione a quello che combinava; tutti le volevano bene, e, vi assicuro, non era impossibile per la dolcezza che si ritrovava.&lt;br /&gt;La serata andò avanti: mia cugina aprì i suoi sette regali, trovandovi due peluche (per cui andava pazza, e quelli erano &lt;em&gt;morbidissimi&lt;/em&gt;...!!!), un mazzo di chiavi di plastica colorate (che adorò subito), una bambola di pezza (che disse somigliare al fratello, non fosse stato per la gonna), un piccolo pianoforte di stoffa (che le invidiai un po', a dire il vero, ma lo amò così tanto che non dissi nulla), un cappellino rosa e una tutina rosa. Mi chiesi se il rosa le piacesse davvero, perché cominciavo a sospettare che una persona non potesse sorridere così spesso...&lt;br /&gt;In fondo, gli adulti non lo facevano. C'è sempre qualcosa di strano, negli adulti, che li rende diversi dalle altre persone nella stanza: più anni gravano sulle loro spalle, più loro sembrano distratti, quasi timorosi che qualcosa di strano debba accadere da un momento all'altro... come me il giorno del mio compleanno, in effetti. Quanto era passato?&lt;br /&gt;Un'eternità...&lt;br /&gt;Come quella che, ogni anno prima di quello che stavo passando, mi aveva attanagliata aspettando il Natale... chissà cos'avrei detto quando fossi stata piccola se mi fossi conosciuta per quella che ero ora.&lt;br /&gt;"Cristina? Tocca a te!" mi dissero i miei parenti, svegliandomi dalla dormiveglia del pensiero: non capii bene precisamente chi fosse stato, ma sperai che pensasse che fossi in dormiveglia perché stanca, e non per altro.&lt;br /&gt;Quel 'tocca a te' di riferiva al mio ultimo regalo. Finora avevo aperto il regalo delgli zii (la felpa di cui vi parlai), il regalo dei genitori ("Cuore d'inchiostro", di Cornelia Funke, che riconobbi per il libro da cui era stato tratto il film con Brendan Fraiser - che non avevo ancora visto, per mia fortuna, così da potermi godere il libro al 100%), il regalo del nonno (una piccola radio - il nonno andava matto per le cose elettroniche), il regalo di mio cugino (dei cd di alcuni gruppi che non avevo mai sentito - tentava sempre di farmi piacere dei gruppi rocchettari al 200%), il regalo di mia nonna (un set di profumini per vasca da bagno - come volevasi dimostrare), il regalo della mia Zia2 - sorella minore di mamma (un paio di scarpe da ginnastica di quelle che, saltando, s'illuminano... il genere di regalo che farebbe a tutti, la mia ventenne zia...), un regalo della mia amatissima (e spionissima) vicina (una scatola di cioccolatini, come sempre), e quello del mio lontano fratello, il cugino Lolito (un gioco di nome "Uno", con cui mi rompeva sempre perché gli piaceva troppo).&lt;br /&gt;Cosa pensavo dei regali che avevo ricevuto? Il mio preferito era di certo la felpa, assolutamente... e se la guardavo riuscivo quasi a vedere &lt;em&gt;me&lt;/em&gt;, con gli occhi pieni di un affetto incredibile per quella maglia che avrei messo per tutti i giorni a venire della mia vita...&lt;br /&gt;E l'apertura dei regali era già finita. C'era chi aveva trovato dei guanti da forno dal disegno di un paio di pinze, chi aveva apprezzato il suo nuovo orologio, chi aveva fatto un gelido sorriso alla vista dell'ennesima penna: non abbastanza di valore, nonostante fosse costata intorno ai trenta euro, nonostante fosse stata regalata col cuore.&lt;br /&gt;Ma io non ero molto diversa, in fondo, no? Ero o non ero depressa, da un attimo all'altro, solo perché, chissà? Il mio '&lt;em&gt;motivo&lt;/em&gt;' era l'avvicinarsi della fine della serata, che sarebbe stata triste, come un segno di fine della giornata più che come il suo tramonto. Eppure poteva essere solo un pretesto: quando siamo depressi, ogni cosa sembra destinata ad essere il nostro male, no?&lt;br /&gt;"Che cosa sarà?" feci, con un forzato tono allegro, con le labbra atteggiate in un finto sorriso che apparisse vero. Non vi era un biglietto che chiarisse il mittente di quel regalo: di chi era, quella banale scatola dalla carta che mandava bagliori rossi contro il soffitto, quasi fosse lei la sorgente di luce?&lt;br /&gt;Con questa domanda che stava per affiorarmi alle labbra, m'impegnai troppo nell'aprire il pacchetto, per poi dimenticarla: non era difficile capire chi mi avesse mandato quel cappello, i quali decori, seppur verdi, parevano partoriti dalla mia fantasia.&lt;br /&gt;Quell'uomo lo avrei strozzato.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-2202290395883076105?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/2202290395883076105/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=2202290395883076105&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/2202290395883076105'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/2202290395883076105'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/02/kray25.html' title='Kray25'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-1242474213296182372</id><published>2010-01-31T15:58:00.000+01:00</published><updated>2010-01-31T15:58:00.280+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray24</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Premetti 'Press', con la sensazione di avere il cuore in gola.&lt;br /&gt;"Ehi, quanto ci hai messo" mi disse una voce dall'altra parte, appena attaccai l'orecchio.&lt;br /&gt;"Ciao, Michele" sorrisi. Naturalmente lui non poteva vederlo, ma lo feci lo stesso.&lt;br /&gt;"Allora... innanzitutto volevo scusarmi con te per come si sono comportati i miei amici. '&lt;em&gt;Amici&lt;/em&gt;', insomma...; voglio dire, sono stati davvero maleducati."&lt;br /&gt;"Non è colpa tua" lo interruppi. Non volevo che si profondesse in scuse che non stavano a lui fare.&lt;br /&gt;"Oh be'" sorrise Michele: era strano, si sente sempre quando una persona sorride. "Questo lo dici tu."&lt;br /&gt;"Tu non mi hai mai chiesto cose così" continuai a sostenere la sua innocenza.&lt;br /&gt;"Ma sono stato io a invitarti a sederti accanto a me, e a conoscere i miei amici" insistette Michele, costringendomi a fare una pausa, prima di dire, un po' imbarazzata un po' eccitata: "Se non l'avessi fatto sarei morta per la troppa lontananza da te."&lt;br /&gt;Un'altra pausa ci toccò da vicino. Era densa, densissima di attesa, e mi si rivoltava lo stomaco aspettando la sua risposta. Che fu: "Ti voglio bene, Kray."&lt;br /&gt;Chiusi gli occhi, i denti sulle labbra, per godermi meglio la sensazione che si espandeva laddove prima sentivo lo stomaco rivoltarsi, e ora non c'era che un piacevole, assoluto, vuoto.&lt;br /&gt;"Anche io" dissi, dolcemente, volendo disperatamente aggiungere qualcosa alla fine di quella frase. Anche un soprannome sarebbe bastato; ma non volli interrompere quel momento magico chiedendogli: 'Qual è il tuo soprannome?' Se già ripercorrevo le sei parole precedentemente spese, non immaginavo quanto me ne sarei voluta se le avessi rovinate così, per una sciocchezza simile.&lt;br /&gt;Non sentivo più il silenzio pesante; era come se ci stessimo abbracciando, in quell'attimo. Quel pensiero mi stordì un po'.&lt;br /&gt;"Grazie" gli dissi. Non so bene perché, ma almeno lui aveva motivo di chiedermelo: "Perché?"&lt;br /&gt;"Per tutto, immagino" semplificai, non volendo scendere nei dettagli. Perché una risposta, in effetti, c'era. Il problema era che avrebbe suonato come: 'Grazie di esistere', ed era... semplicemente &lt;em&gt;troppo&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;"Ma figurati" si sminuì lui. Era sempre così bello stare con lui, che probabilmente non poteva immaginarselo. (O forse sì? Ma certo. Chissà quante persone lo facevano sentire così... a partire dalla sua ragazza...)&lt;br /&gt;Mi chiesi come cambiare discorso, ma lui mi precedette. "Allora, dimmi se ho capito bene..."&lt;br /&gt;"Yeah?" domandai: non so come mi fosse venuto, ma ne risi. Anche se era la parola più ricorrente in tutte le canzoni americane (a parte le congiunzioni, o gli articoli - ma quelli non valgono...!!!) era strano usarla così.&lt;br /&gt;Anche lui ridacchiò. "Volevi... ripetizioni da me?"&lt;br /&gt;Un sorriso raggiante mi comparve sulla faccia, come per magia.&lt;br /&gt;"Sì" tentai di dire in tono neutro, ma il tono che usai fu tutt'altro che neutro. Evidentemente Michele lo sentì, perché le sue parole seguenti furono dette sorridendo: "Quando si comincia?"&lt;br /&gt;Forse era solo un'impressione, ma le sue parole erano dette con una nota di allegria.&lt;br /&gt;"Non lo so" gli sorrisi; "ma credo che prima di Natale non sia possibile, e preferirei evitare di pensare alla scuola... ecco..."&lt;br /&gt;Michele rise. "Fidati, non sei l'unica!"&lt;br /&gt;"Non stento a crederlo...!"&lt;br /&gt;"Prima dell'Epifania, all'inizio dell'anno nuovo? Si può fare?"&lt;br /&gt;Per fortuna erano solo i giorni di Natale quelli della grande rimpatriata della famiglia. "Certo!" E, anche se avessero all'improvviso cominciato ad esserlo anche i primi giorni dell'anno, avrei obbligato tutti a credere alle mie parole...&lt;br /&gt;"Il due? Si può fare? O è troppo presto?"&lt;br /&gt;"No, no" sorrisi; anche se odiavo le persone che prima domandavano una cosa, e poi un'altra che era la domanda contraria, costreingendoti ad emettere più anidride carbonica... e poi ci si lamentava del suo aumento nell'atmosfera, no? "Si può fare" tradussi.&lt;br /&gt;"Ci sentiamo dopo Natale? Ti va?"&lt;br /&gt;"E come no?" gli risposi (o quasi), sorridendo da un orecchio all'altro, tanto che le guance cominciarono a farmi male.&lt;br /&gt;"Ore quindici e dieci del ventisei dicembre. Attenzione, la comunicazione sta per chiudersi..."&lt;br /&gt;"Okay, okay" mi affrettai a dire, mentre quello sciocco faceva il conto alla rovescia.&lt;br /&gt;"... due... uno... buon viaggio!" concluse. Gli sorrisi, e chiuse.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-1242474213296182372?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/1242474213296182372/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=1242474213296182372&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/1242474213296182372'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/1242474213296182372'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/01/kray24.html' title='Kray24'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-6168822462282487039</id><published>2010-01-30T17:18:00.004+01:00</published><updated>2010-01-30T20:31:43.717+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ringraziamenti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Spiegazioni'/><title type='text'>Kray</title><content type='html'>Kray è una storia che, pur scrivendola, nemmeno io ho capito molto.&lt;br /&gt;Per coloro di voi che ancora non l'hanno cominciata a leggere, eccovi il link, nella data odierna ancora da finire: &lt;a href="http://thecandyjojo.blogspot.com/search/label/Storie%3A%20Kray"&gt;http://thecandyjojo.blogspot.com/search/label/Storie%3A%20Kray&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Per coloro di voi che l'hanno già cominciato (dall'inizio) e non vedono l'ora di finirlo, chiedo un po' di pazienza... perché oggi mi dedicherò a coloro che (giustamente) non ne hanno capito proprio molto, a partire soprattutto da &lt;a href="http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/01/kray19.html"&gt;Kray19&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Di cosa narra questa mia storia?&lt;/strong&gt; Di una storia che si spera possa accadere un giorno a tutti noi, coinvolgente una ragazzina di, invero, quindici anni, e uno di sedici belli e compiuti. E questo è ciò che succede quando s'incontrano... cioè, quando s'incontrano e si conoscono due persone che, apparentemente, sono incompatibili: uno dei ragazzi più popolari della scuola (Michele) e una che (a sentire lei, ma anche a giudicare delle compagne e dei compagni) non è che superflua, sia per la classe, sia per la società. Ecco, come potrebbero due persone del genere essere "compatibili"? Quando Michele passa tutto il giorno in mezzo agli amici, a scherzare e fare battutacce, e quando Kray non riesce a tenere accanto a sé nemmeno la sua migliore amica? (Perché non è "in", per di più. &lt;em&gt;Può un'amicizia spezzarsi perché una delle due amiche vuole essere "popolare"!?!?!?&lt;/em&gt;)&lt;br /&gt;Nemmeno Kray lo pensa, se stavate pensando "no". Ma è perché Kray è così pessimista... "non mi faccio illusioni", direbbe, perché una volta cominciato a 'farsi illusioni' ci prenderebbe troppo gusto. Eppure, come lei si affeziona a Michele in una maniera così inequivocabile, buona e inseparabile, anche Michele continua a tenerla accanto a sé, a scherzarci, a "rendere anche le sue parole più amare più dolci", o qualcosa di simile, come dice la nostra stregata eroina Kray... che si deprime per un nonnulla, pensando di essere altrettanto, e dando ragione al suo più grande nemico.&lt;br /&gt;Una storia un po' bizzarra, un po' scontata, un po' troppo amata anche, perché io continuo a dirvi che non vi capisco...!&lt;br /&gt;Comunque i gusti sono gusti, e anche se continuerò a non capirvi (perché soprattutto alcuni post sono davvero orrendi...) mi sono appassionata a questa storia, e grazie a voi. &lt;em&gt;Voi&lt;/em&gt;:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;a href="http://ianel-lafantasianonhalimiti.blogspot.com/"&gt;Ianel&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://unpoditutto-midnight.blogspot.com/"&gt;Midnight&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://fatadelletenebre.blogspot.com/"&gt;Lunastorta&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://cenina-caterina.blogspot.com/"&gt;Caterina&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://mycrazylife-starlight.blogspot.com/"&gt;Starlight&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://anonyma-thedarknesscomesdown.blogspot.com/"&gt;Anonyma&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://lalocandadellafantasia.blogspot.com/"&gt;Vinci&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;In ordine di "fanatismo"... XD Grazie!!! :)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-6168822462282487039?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/6168822462282487039/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=6168822462282487039&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/6168822462282487039'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/6168822462282487039'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/01/kray-e-una-storia-che-pur-scrivendola.html' title='Kray'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-7326067587295289288</id><published>2010-01-28T14:30:00.000+01:00</published><updated>2010-01-28T14:30:01.741+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray23</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;E' davvero impressionante la quantità di deficienza che si può trovare in un proprio vecchio diario.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Caro Diario,&lt;br /&gt;oggi è successa una cosa davvero strana&lt;em&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/blockquote&gt;Mi erano scappati circa undici errori nelle cinque pagine che avevo letto; non ricordavo niente di niente. Dovevo aver avuto otto anni, per essere così idiota. Ma ora non mi ci allontanavo troppo.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Caro Diario,&lt;br /&gt;è passato moltissimo tempo dall'ultima volta in cui ti ho&lt;br /&gt;scritto: nel frattempo sono successe molte cose, come per esempio l'inizio della&lt;br /&gt;scuola. E' stato fantastico: tutti erano allegri, anche se la scuola non gli&lt;br /&gt;piace, anche se forse gli piace ora che sono piccoli...&lt;/blockquote&gt;Dovevo avere le idee un po' confuse.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Sai, parlano moltissimo, loro. Dicono tante cose, e io non riesco a capirli. Non&lt;br /&gt;riesco a capire come fanno a parlare così tanto, avranno una radio dentro, forse&lt;br /&gt;non hanno spento la tv stamattina.&lt;/blockquote&gt;Eccolo lì, errore numero dodici. C'era un errore ogni cinque righe: bella media, però.&lt;br /&gt;Chiusi il diario di scatto e lo tirai dietro al letto, afferrandone un altro che mi sembrava più recente. E lo era di certo, perché me ne ricordavo: accarezzai la sua copertina consunta senza rendermene conto, prima di toglierne la sensazione strusciando la mano sul pantalone, e aprii il diario.&lt;br /&gt;'&lt;em&gt;12 aprile 2003&lt;/em&gt;' diceva la data, e già seppi molte cose: erano solo sei anni fa, e... che scuola facevo?&lt;br /&gt;Alla faccia delle molte cose. Tirai il diario a fare compagnia all'altro, senza leggerne nemmeno una riga, senza osservare le figure che avevo tagliato con tanta cura e incollato senza che si potessero scollare anche dopo tanto tempo, o sprecare un solo sguardo ai miei disegni di quando ero piccola, e sognavo, e riuscivo a ingoiare il dolore senza renderne partecipi quelli intorno a me.&lt;br /&gt;Mi infilai sotto al letto, scoprendo della polvere che non avevo mai visto, e il mio respiro si fece pesante; afferrai i due diari, e li posai aldisopra del letto, ma solo allungando il braccio. Mi piaceva stare là sotto: era tranquillo, scuro e un po' malinconico, perfetto per pensare. A parte la polvere, che rendeva il mio respiro sempre più affaticato, una sensazione di relax s'impadronì di me: è strano vedere quante cose strane succedono nella vita, da come un bruco si trasformi in farfalla a come quel peso, esasperante, insostenibile, insopportabile e deciso, si fosse come dissolto nel nulla a contatto con la polvere, e il buio, e la solitudine.&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Cristinaaaa&lt;/em&gt;" mi chiamò mia madre, che era nell'altra stanza. Che cos'aveva da gridare?!?!? Bene: tutti i sentimenti piacevoli che si stavano impadronendo di me scomparvero nel cappello del mago, dissipandosi; ma quello che rapidamente il mago ne trasse fuori non era più un coniglio: era una gallina, inacidita dal rimanere rinchiusa in quel cappello tanto a lungo, proprio come io avevo &lt;em&gt;pochissima&lt;/em&gt; voglia di rispondere alla chiamata di mia madre. Così, non lo feci: piano, mi alzai, respirai aria pulita, mi spoverai. COn tranquillità, arrivai da mia madre, e le dissi: "Sì?", con aria di sufficienza; i suoi occhi pulsarono per un attimo, ma il suo tono risultò dolce, quando disse: "C'è una cosa per te."&lt;br /&gt;Ma bene. 'Una cosa' è sempre molto chiaro: in genere è sinonimo di 'tieni questo: vallo a dare alla signora Polli, per favore', perché era &lt;em&gt;sempre&lt;/em&gt; '&lt;em&gt;disponibile&lt;/em&gt;' verso i vicini...&lt;br /&gt;Mia madre scomparve nella sua stanza, ma non la seguii. Non m'importava che cosa potesse esserci, in quella stanza, da chiamarmi così: credevo ci fosse qualcosa in più da aspettare, che qualsiasi cosa insulsa mi si potesse dare ora.&lt;br /&gt;"Ecco" rispuntò mia madre, e in mano mi posò una scatoletta, di cartone. Banalissima, anche se ben trattata.&lt;br /&gt;"Qualcuno l'ha lasciata davanti alla porta, con questo sopra" fece mia madre, porgendomi un foglietto ripiegato con un sorriso represso sul viso: che cosa voleva dire, quella faccia?&lt;br /&gt;'&lt;em&gt;Cara Madame&lt;/em&gt;' iniziava il biglietto. Ebbi un tuffo al cuore.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Cara Madame,&lt;br /&gt;mi dispiace moltissimo per quanto è accaduto, e vorrei rimediare. Purtroppo, non ho fatto in tempo a chiederti il tuo numero di telefono: così mi sono arrangiato.&lt;br /&gt;Segui le istruzioni.&lt;/blockquote&gt;'&lt;em&gt;Michele&lt;/em&gt;' si concludeva, e, senza nemmeno ringraziare mia madre, andai in camera mia per leggere le, cose si chiamavano? '&lt;em&gt;Istruzioni&lt;/em&gt;'.&lt;br /&gt;Era un altro banalissimo foglietto. E sopra c'era scritto: '&lt;em&gt;Premi il tasto dove c'è scritto &gt;Press&lt;&lt;/em&gt;'. Nella scatola, un walkie talkie.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-7326067587295289288?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/7326067587295289288/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=7326067587295289288&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/7326067587295289288'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/7326067587295289288'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/01/kray23.html' title='Kray23'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-8930523733476113625</id><published>2010-01-26T17:21:00.000+01:00</published><updated>2010-01-26T17:21:00.579+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray22</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ventidue dicembre. Ossia, tre giorni al Natale e sedici al ritorno a scuola.&lt;br /&gt;Ma che bello. Non vedevo &lt;em&gt;proprio&lt;/em&gt; l'ora. Non c'era altro che aspettassi.&lt;br /&gt;In effetti non sapevo perché la vedessi così grigia. Il mondo è colorato. Eppure, persino davanti allo specchio non riuscivo a distinguere il colore dei riflessi dei miei capelli, e questo m'intristiva. Eppure non riuscivo a vederla in un altro modo.&lt;br /&gt;Ma almeno, se non riuscivo troppo bene a nasconderlo a me stessa, riuscivo a nasconderlo bene agli altri, e questo non mi dispiaceva molto: io sembravo normale, e loro mi lasciavano in pace; anche se, pensando che fossi "normale", a volte tiravano un po' troppo la corda e mi chiedevo se urlargli contro sarebbe stato considerabile 'incivile' oltre che 'legittima difesa'.&lt;br /&gt;Per fortuna, almeno tutti i compiti me li ero levati dai piedi. Ero ben consapevole delle solite ramanzine: 'I compiti non si concentrano in un periodo soltanto, soprattutto non quando avete la mente ancora fresca' eccetera eccetera, ma se non li avessi fatti già così presto, non so che cosa mi sarebbe accaduto dopo: magari (per sbaglio, naturalmente) sarei caduta da un ponte. (A quel punto, in effetti, i compiti non sarebbero serviti; ma comunque, se non fossi &lt;em&gt;caduta&lt;/em&gt; entro l'Epifania, probabilmente la voglia di fare le ottomila pagine di storia, la guida per il museo, la ricerca per italiano su due scrittori barbosi in tutti i sensi, gli esercizi di matematica eccetera non mi sarebbe &lt;em&gt;mai&lt;/em&gt; venuta. Chissà come avevo fatto a finirli così in fretta, dovevo avere imbrogliato un po', aver saltato qualcosa, o fatto cose del genere, insomma.&lt;br /&gt;Be', chiederselo non ha importanza, giusto? Li avevo fatti, ero libera. Libera di pensare.&lt;br /&gt;O meglio, libera di cercare di non pensare. Non volevo pensare al domani, o al dopodomani, con l'impressione che fossero tutti uguali... ah già, uno di questi era "&lt;em&gt;Natale&lt;/em&gt;"...&lt;br /&gt;Scrollai le spalle. Mi mollai un pugno. Pensai che sedici giorni erano un po' troppi per i miei gusti, e avrei tanto voluto levarmeli dai piedi: che bello, arrivava il periodo delle feste! Tanti auguri da ricevere!&lt;br /&gt;Presi il cellulare e lo spensi, senza pietà. Andai in camera mia, presi una maglia e coprii lo specchio. Poi staccai la spina al computer, e alla lampada, e spensi la luce.&lt;br /&gt;No, non aveva senso quello che stavo facendo. Non aveva &lt;em&gt;proprio&lt;/em&gt; senso. Una volta un senso l'avrebbe avuto, avrei pensato: 'Sei un'imbecille, mia carissima Kray', ma oggi no. Oggi non parlavo da sola, e in effetti non parlavo proprio da un po'; mi si doveva costringere. Oggi non mi chiamavo Kray, ero una persona provvisoria, in uno stato di transizione. Sì, oggi ero un anello della catena evolutiva, tra la scimmia (che fino ad allora ero stata) e una pianta, a cui in effetti mi sentivo più vicina. Mi diedi un nome: 'Stupiditas ducet', che non sapevo nemmeno se fosse coniugato bene, ma così suonava e non l'avrei cambiato.&lt;br /&gt;Ora che ci pensavo, non c'era nessuno che mi chiamasse 'Kray'. A parte una certa sanguisuga, è ovvio. Ma la persona a cui tenevo di più al mondo mi chiamava diversamente, e allora mi sarei chiamata diversamente anch'io: mi piaceva 'Stupiditas'... 'Ciao, Stupiditas, come va?': suonava proprio bene. Forse Giovanni aveva ragione, ero davvero una Loser: Stupiditas.&lt;br /&gt;Sì. 'Stupiditas Ducet Loser'. Era davvero un bel nome.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-8930523733476113625?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/8930523733476113625/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=8930523733476113625&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/8930523733476113625'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/8930523733476113625'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/01/kray22.html' title='Kray22'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-5187903609938940837</id><published>2010-01-24T15:21:00.000+01:00</published><updated>2010-01-24T15:21:00.130+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray21</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Bagnai il cuscino, e le lenzuola, solo curandomi che nessuno mi potesse sentire; poi mi nascosi in bagno, chiudendolo in fretta a chiave, e alzando lo sguardo sullo specchio del lavandino.&lt;br /&gt;Come i miei occhi erano cerchiati di rosso, le mie guance brillavano sotto la luce della lampada. Il naso, dritto, dalle sembianze silenziose, non era silenzioso affatto, per il solo fatto di dover lottare contro la forza di gravità. Le labbra erano rosee, come sempre, né magre né carnose, semplicemente ottuse, e quasi graffiate dai denti, che mi parvero quasi gialli quando ve li passai sopra.&lt;br /&gt;Abbassai lo sguardo, per guardare lo scarico del lavandino senza in realtà vederlo. Il mio viso lo conoscevo, e come lo conoscevo lo odiavo. Non mi sentivo così, e non volevo essere così, anche se alcuni mi dicevano: "Ehi, ma lo sai che sei proprio carina?"&lt;br /&gt;Non me ne fragava niente. Essere carina, essere intelligente, essere dolce non importa a nessuno quando senti che c'è qualcosa che ti manca dentro, e quel qualcosa che mi mancava non era rispecchiato sul mio viso, e lo odiavo. Non me lo concedeva il mio corpo, e lo odiavo. Non me lo avrebbero dato quello che avevo nel cervello, o nel cuore, o nel fegato, perché a nessuno importava niente di me.&lt;br /&gt;Certo, era comodo approfittare di una che ti vuole tanto bene. Comodo servirsi di qualcuno che ha un cuore buono, e un po' di cervello, che però non si occupa del dirti: 'Guarda, ti sta mentendo'. E che se lo dicesse non lo ascolteresti, perché sei troppo buona dentro.&lt;br /&gt;Nella mia vita avevo imparato che cavarsela è dura; è dura aspettare qualcosa che non arriva mai, sentendo che ogni giorno si allontana di più la possibilità della realizzazione del sogno più grande di tutta la tua vita; è dura sapere che ora è l'unica cosa che ti permetterebbe di vivere, quando una volta credevi nella solitudine, e dicevi: 'La solitudine mi piace, sarò sempre me stessa, solo me stessa, e non mi lascerò incastrare.'&lt;br /&gt;Passai una mano sul vetro, desiderando di poterlo rompere solo con lo sguardo, che vidi allo specchio e non potei sopportare.&lt;br /&gt;Non potevo sopportare di vedere tutti i miei ricordi, in fila ordinati sulla scrivania, di quando ero una stupida bambina spensierata che aveva dei motivi per vivere che andavano aldilà di ciò che speri, o di ciò che sogni, perché ero felice solo perché credevo e basta, perché prendevo il "credere" come un dogma di vita.&lt;br /&gt;Era doloroso stare da sola, ad aspettare, e non poter fare niente per farmela passare; 'o forse sì' mi dicevano due cuffiette, poggiate accanto allo schermo del mio fisso, e mi guardavano speranzose, e io le presi e le buttai oltre la scrivania, senza sentire niente, dentro, solo vuoto e basta.&lt;br /&gt;Fissavo lo schermo del cellulare con insistenza, per dirgli: 'Avanti, ricevi un messaggio, magari di Marty così mi sfogo su di lei.'&lt;br /&gt;'Avanti, respira, e credi nel domani.'&lt;br /&gt;'Non ci riesco.'&lt;br /&gt;Chiusi la porta a chiave, e feci un respiro profondo, dicendomi: 'Se continui così diventerai emo'. E mi sorpresi a scoprire che l'idea non mi dispiaceva, l'idea di avere un'identità, di essere odiata da tutti e di combattere contro qualcosa che na. Le strappai via, e le tirai via affinché non tornassero mai più, eppure il mio naso si arricciò, e gli occhi divennero bagnati, e la gola non poté più tacere il suo dolore, richiamando a sè altri suoni, come "Miao".&lt;br /&gt;Un miagolio breve e dolce, che mi si accoccolò sulle ginocchia e fece delle fusa che non meritavo, perché se quello era amore volevo morire.&lt;br /&gt;Presi ad accarezzare FreeDay, e non singhiozzai più.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-5187903609938940837?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/5187903609938940837/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=5187903609938940837&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/5187903609938940837'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/5187903609938940837'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/01/kray21.html' title='Kray21'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-5401922943725301072</id><published>2010-01-21T14:10:00.001+01:00</published><updated>2010-01-21T14:10:00.281+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray20</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Per qualche ragione mi sentivo ancora inquieta di lì a due giorni. Eppure, era vacanza, e la prospettiva di tornare a scuola alle prese in giro, a sguardi vuoti, a sguardi di rimprovero, e a non-sguardi era ancora lontana, anche se ancora troppo disperatamente vicina.&lt;br /&gt;Avrei sperato di passare il mio secondo anno di scuola superiore &lt;em&gt;meglio&lt;/em&gt; del primo, molto traballante. E quando Michele era entrato nella mia vita ci avevo quasi creduto. Ma era stato un errore, uno stupido, banalissimo errore.&lt;br /&gt;Come lo era stato accettare il suo invito di andare dietro, a conoscere i ragazzi. Quelli potevano sembrare tanto carini da lontano, tutti spiritosi e spensierati; ma da vicino erano molto male, proprio come le ragazze: ciance, ciance, ciance. E io, che non capivo i ragazzi almeno quanto non capivo le ragazze, non riuscivo a capacitarmi del perché non andassero troppo d'accordo, del perché per i ragazzi fosse così difficile tentare un'&lt;em&gt;avance&lt;/em&gt; e del perché avessero quasi paura delle ragazze, ritenendole aliene; e non capivo cosa le ragazze ci trovassero nei ragazzi, non riuscivo a concepire nemmeno &lt;em&gt;metà&lt;/em&gt; del motivo per cui fossero così "misteriose", e incomprensibili, a loro modo; non capivo perché alcune ambissero tanto a far soffrire i ragazzi, quando bastava ignorarli.&lt;br /&gt;I misteri dell'universo. Il mondo non era destinato a morire, ma lo facevano morire gli umani: e perché? Perché gli umani sono sempre stati in conflitto fra loro? Perché l'uomo deve sempre avere qualcuno a cui dare la colpa? Perché i potenti devono sempre far vedere che sono potenti, accaparrandosi più potere di quanto non ne dovrebbe spettare a dieci di loro messi insieme? Perché l'idiota deve far vedere di essere superiore a qualcun altro, quando il solo volerlo "dimostrare" palesa il fatto che sia assolutamente inferiore? Perché devo sempre sentirmi come un'idiota, incapace, insensibile, troppo sensibile stupidissima adolescente inutile che sa solo chiedersi perchéperchéperché senza mai darsi per vinta e sapendo credere solo nella stupidità, o nel dolore, o nell'impossibile?&lt;br /&gt;Perché me ne stavo lì, sul letto, stesa, senza sapere quello che succedeva dentro di me, senza riuscire a ricordare quello che era la 'felicità', senza riuscire a sorridere, o ad alzarmi, e nemmeno a piangere?&lt;br /&gt;Mi presi la testa fra le mani, cominciando a stringercela fortissimo, sperando che potesse sanguinare. Era un po' che mi sentivo così, quando ero sola. Ed era strano, perché il pensiero che mi giungeva più spesso in mente non era la solitudine.&lt;br /&gt;In verità, non era nulla quello che pensavo. A cominciare era una sensazione di vuoto che partiva dal cuore: il cuore, vuoto, cominciava a pesare e mi diceva che non ero nessuno, non meritavo niente, e tutte quelle cavolate lì. Se non fossi stata nessuno, allora perché Michele avrebbe perso tempo con me?&lt;br /&gt;Quasi mi veniva in mente Marty, in quel momento, proprio come se l'avesse meritato. Quell'ultimo giorno prima delle vacanze di Natale mi aveva evitata come se avessi avuto la rabbia, come se fossi stata peggio che una sconosciuta, più invisibile di un fantasma.&lt;br /&gt;Ma non era al suo mutamento che volevo pensare, perché faceva male, e sommato al resto non mi dava altra voglia che urlare. Per questo mi concentrai su Michele.&lt;br /&gt;Michele. Michele.&lt;br /&gt;Un sorriso quasi si allargò sul mio viso sciupato dallo stress, dallo stress di soffrire e non sapere perché. Sentivo che i miei occhi, dietro le palpebre, sorridevano; al buio, brillavano.&lt;br /&gt;Avevo le braccia strette sulla testa, a nascondermi dal mondo, come se i miei pensieri potessero essere letti attraverso i miei occhi, come se ci fosse stato qualcuno a guardarmi e non avessi voluto mostrarvi la mia espressione.&lt;br /&gt;Anche se non c'era molto da nascondere, in un sorriso, me ne vergognavo quasi, tanto da non volerne nemmeno parlare al mio diario. Avrebbe reso quella sensazione materiale, quell'affetto delle parole, e credevo che qualsiasi parola non sarebbe bastato a descriverla.&lt;br /&gt;Gli volevo troppo bene.&lt;br /&gt;Singhiozzai, e piansi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-5401922943725301072?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/5401922943725301072/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=5401922943725301072&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/5401922943725301072'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/5401922943725301072'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/01/kray20.html' title='Kray20'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-164130026404384594</id><published>2010-01-18T18:09:00.000+01:00</published><updated>2010-01-18T18:09:00.275+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray19</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;"Signorina Iulia, che cosa mi va a combinare" mi prese da parte la vicepreside, quando fummo arrivati a scuola, senza che potessi difendermi dalle smorfie che mi faceva Giovanni.&lt;br /&gt;Io tentai &lt;em&gt;disperatamente&lt;/em&gt; d'ignorarlo, perché non avevo &lt;em&gt;assolutamente&lt;/em&gt; voglia di sopportarlo... sarebbe dovuto essere all'asilo, quello lì... e invece dovevo sorbirmelo io, che di pazienza ne avevo non poca! Bensì, &lt;em&gt;ASSAI&lt;/em&gt; poca. Per fortuna i era la prof a distrarmi, a continuare le sue ciance: "Ora come faccio a toglierti dai pasticci?"&lt;br /&gt;Forse non erano molto ciance... una volta che avevo smesso di ridere, tutto era diventato così oscuro... non avevo guardato in faccia a nessuno, sedendomi e basta, senza ascoltare gli input esterni che mi venivano inculcati, tentando di non pensare; ben sapendo che, tentare di non pensare con in testa "non pensare - non pensare" non è molto facile. Be', ora vedevo la situazione più chiaramente... ancora grazie a Michele, forse, mi sarei salvata.&lt;br /&gt;"Prof... non è colpa mia... E' &lt;em&gt;quell'essere&lt;/em&gt;" (quando godetti a dirlo), "quell'&lt;em&gt;essere&lt;/em&gt;" (quanto godetti a ripeterlo), "malefico, professoressa, che non mi dà tregua. Continua a dire di me che sono una perdente, e mi mette contro tutti i ragazzi..."&lt;br /&gt;Ma, nel mezzo della frase, m'interruppi. Non c'era davvero molto che lui mi facesse, a parte quella RABBIA IMPLACABILE che ogni volta mi veniva rimembrata soltanto dal sentir pronunciare quel nome maledetto, "&lt;em&gt;Giovanni&lt;/em&gt;". RRR, CHE RABBIA!!! - Ma, di fronte ad un estraneo, sentivo le mie parole come vuote, come non avessero senso; non &lt;em&gt;avevano&lt;/em&gt; senso. Era solo uno stupido bulletto che si divertiva alle spalle si una ancor più stupida ragazzina.&lt;br /&gt;Ma se avessi detto parole con un po' più di rilevanza, avrei mentito; e se avessi detto quello che sentivo, mi sarei sentita ridicola. Così, parlai della cosa da un punto di vista oggettivo: "Be', ero nel gruppo dei ragazzi..."&lt;br /&gt;Quell'inizio non mi piacque. Già sembrava che me la fossi andata a cercare. "Sì, insomma, conversavo pacificamente con un gruppetto di ragazzi", così suonava meglio, anche se mi sentivo una di quelle ragazze di cui sempre si sente parlare nei film (soprattutto quando un uomo vuole insultare una donna); "insomma, chiacchieravamo, e lui è entrato nella conversazione..." Una cosa maleducata, ma non da reagire così. "Dà sempre fastidio..."&lt;br /&gt;"Mi dicono che è un ragazzo diligente" mi interruppe la professoressa, quasi stesse parlando con se stessa. A quel punto m'innervosii parecchio anche con lei.&lt;br /&gt;"Sììì, diligente a copiarsi i bigliettini sul banco" dissi, follemente, odiando sempre di più sia lui, che mi faceva fare la spia, sia me, che non sapevo come farlo zittire per sempre, che non avevo avuto il coraggio di mettergli del veleno nel panino.&lt;br /&gt;"Questa è un'accusa grave" rispuntò la vicepreside dai suoi pensieri; "hai modo di dimostrarlo?"&lt;br /&gt;Eeeh, che modo potevo avere???!!!&lt;br /&gt;"No, prof, non si possono portare telecamere a scuola" ironizzai, con la mente ancora annebbiata dal nervosismo che quell'&lt;em&gt;essere&lt;/em&gt; (quanto godevo a chiamarlo col suo vero nome) provocava in me.&lt;br /&gt;"Ah, certo..." assentì la Daretti, &lt;em&gt;proprio - come - se - dicesse - sul - serio&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;"Però dovrebbero potersi installare delle telecamere, sa?" uscì dai suoi pensieri, dopo qualche minuto: poco per voi, ma un'enternità per me, coronata dallo stupore: "Da... davvero?" domandai sbalordita.&lt;br /&gt;"La scuola è un luogo pubblico" mormorò per tutta risposta la donna, credendo probabilmente che avrei compreso... ma era un legame che non osavo fare. Davvero aveva intenzione di far intallare all'interno della scuola delle &lt;em&gt;telecamere&lt;/em&gt;?&lt;br /&gt;"Sa, è un po' che ci stavo pensando" ragionò ad alta voce la prof, come se io non esistessi, nonostante mi avesse coinvolta.&lt;br /&gt;E, nonostante fossi &lt;em&gt;coninvolta&lt;/em&gt;, mi sentivo quasi &lt;em&gt;sconvolta&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;"Lei ha &lt;em&gt;davvero&lt;/em&gt; intenzione d'installare delle telecamere, solo per..." per cosa? Mi sentivo &lt;em&gt;veramente&lt;/em&gt; un'idiota; e, non fosse stato per Michele, avrei supplicato mia madre su due piedi, anzi, due ginocchia, di portarmi via si lì: senza esitazione.&lt;br /&gt;"Signorina, le sembro il tipo da scherzare?" s'impuntò un poco, e per fortuna non ebbi l'ardire di dire: 'No', anche se ebbi la netta sensazione che avrei voluto farlo... chissà perché.&lt;br /&gt;"Allora, la cosa è decisa: provvederò per far installare delle telecamere nascoste. Non ne faccia parola con nessuno - mi raccomando, signorina Iulia! - e lasci passare il tempo."&lt;br /&gt;Ebbi la sgradevole sensazione che quest'ultima frase volesse dire: 'lasci che il tempo abbia il suo corso', e, per molto tempo ancora, dopo, che quella sgradevole sensazione non riguardasse soltanto quella frase, e che sarebbe rimasta molto a lungo a turbarmi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-164130026404384594?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/164130026404384594/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=164130026404384594&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/164130026404384594'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/164130026404384594'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/01/kray19.html' title='Kray19'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-6485540288549318662</id><published>2010-01-16T14:07:00.000+01:00</published><updated>2010-01-16T14:07:00.798+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray18</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Tutto sommato quei ragazzi erano simpatici. Quelli della mia classe si tennero alla larga per tutto il tempo, quasi vergognandosi di me; ma una parte degli altri, una volta che mi misero seduta nel mezzo di tutti, non fecero altro che interessarsi a me dopo che ebbero dimenticato in un battibaleno il rimprovero di Michele. Forse avrebbero fatto i conti dopo; o, forse, se n’erano dimenticati &lt;em&gt;davvero&lt;/em&gt;...&lt;br /&gt;"Ma tu ce l'hai il tipo?" mi chiese uno di quelli. (Quello biondo.) E fece una faccia impertinente... e poi diceva agli altri che erano impertinenti... E io mi sentivo un'idiota, con l'impressione che persino i miei capelli fossero arrossiti...&lt;br /&gt;Aprii la bocca, e la richiusi. Così mi sentii idiota il doppio; e anche il triplo, pensando che, con il numero di risposte che avevo in mente, non avrei che fatto così per il resto della giornata. Quasi respirassi con la bocca...&lt;br /&gt;Lo feci di nuovo, come immaginavo, e quei brutti NONDICIAMOCOSA dei miei compagni si misero a ridacchiare.&lt;br /&gt;"Chi, Kray Loser? Ma stai scherzando? Quella sciocca bamboccia?" commentò ridacchiando quel brutto NONDICIAMO&lt;b&gt;ASSOLUTAMENTE&lt;/b&gt;COSA di Giovanni Rutini, il più schifoso essere della Terra che si fosse mai visto; e c'era persino chi osava dire che fosse carino.&lt;br /&gt;"Non mi lasci nemmeno il tempo di rispondere, ma grazie" ribattei seccamente, desiderando ardentemente di trovare qualcosa di furbissimo da dire che lo sistemasse per sempre, facendogli desiderare di essere seppellito, magari da &lt;em&gt;me&lt;/em&gt; in persona...&lt;br /&gt;No, ora chiedevo troppo. Mi bastava qualcosa che lo facesse barcollare, di modo che potesse cadere soltanto come un soffio che spegnesse la canna d'una pistola fumante.&lt;br /&gt;"In verità (&lt;em&gt;brutto schifosissimo essere che non sei altro&lt;/em&gt;) preferirei tenermelo per me che dover condividere..." quasi terminai, ma venni interrotta da QUELL'IDIOTA che diceva: "Certo, come no, ma non preoccuparti, noi non ti giudicheremo per la bamboccia che sei...", in una frase FIN TROPPO ERUDITA PER IL SUO CERVELLO DI GALLINA!!!&lt;br /&gt;"... I MIEI AFFARI PERSONALI CON DEI TIZI APPENA CONOSCIUTI" decisi di proseguire imperterrita!&lt;br /&gt;"Oh certo certo certo" commentò Giovanni SCHIFINI, "e noi ti crediamo pure, ma non preoccuparti..."&lt;br /&gt;A questo punto m'innervosii un pochino. "DI' UN PO', MA CHI TI CREDI DI ESSERE BRUTTO IDIOTA DEFICIENTE PER ANDARE IN GIRO A DARE FASTIDIO ALLA GENTE COSI'?!?!?!? MA TI PIACE PROPRIO, VERO??? PERCHE' SE NON E' COSI', ALLORA TI DO' UN CONSIGLIO: SE NON VUOI DARE FASTIDIO ALLA GENTE, NON CI ANDARE IN GIRO, NON FARTI PROPRIO VEDERE!!! &lt;i&gt;VEDRAI&lt;/i&gt; COME NON DARAI FASTIDIO!!!!! E ALLORA &lt;i&gt;TE NE VAI&lt;/i&gt;??? &lt;i&gt;TE NE VAI&lt;/i&gt;, PER FAVORE????? CI FAI QUESTO FAVORE???"&lt;br /&gt;Appena chiusi la gola, vi fu un silenzio di tomba. Persino i professori non avevano nulla da dire, e mi si allargò un sorriso sulla faccia pensando che forse non avevano nulla da dire solo perché la pensavano come me.&lt;br /&gt;Però, un giorno si sarebbero dovuti svegliare. Così arrivò la Daretti (che stava sempre in mezzo...) e strillò anche lei: "ALLORA? CHE COS'HA COSI' DA GRIDARE, SIGNORINA IULIA??? COM'E' CHE GRIDA??? MI DICA CHE GRIDO ANCH'IO!!!"&lt;br /&gt;Era davvero strano vedere come mi venisse da ridere in alcuni momenti della mia vita. Non sapevo come mai, ma quella frase mi fece venire una quasi invincibile voglia di ridere, e dovetti lottare contro tutta me stessa per concentrarmi sulla faccia terrorizzante della prof, anziché sul fatto che lei stava &lt;em&gt;già&lt;/em&gt; gridando; e sul fatto che stavo per finire in guai assai grossi, anziché sul prendere sul serio la mia idea di rispondere gridando a mia volta. E sperai con tutte le mie forze che nessuno ridesse, intorno a me, altrimenti non avrei più risposto di me stessa...&lt;br /&gt;Ma purtroppo risero. E, con mio sommo orrore, nonostante una parte di me non vi trovasse proprio &lt;em&gt;niente&lt;/em&gt; di divertente, in quella situazione, dopo aver urlato su di un pulmino davanti a circa cinquanta persone, professori inclusi; aver dovuto affrontare un'orda di ragazzini che cercano di sembrare adulti pur non sembrando altro che bambini; aver subito una grandissima umiliazione, che continuassi a chiamarla come volevo; aver dovuto subire una delle domande che temevo di più al mondo; lo stare affrontando una delle professoresse che amavo di meno, e che meno si faceva amare non a caso! Nonostante tutto questo, dicevo, mi misi a ridere come un'idiota.&lt;br /&gt;Davanti a tutti.&lt;br /&gt;Cinquanta allievi, quattro professori, la vicepreside.&lt;br /&gt;Per quanti problemi avessi, almeno in quella scuola non ne avrei mai più avuti.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-6485540288549318662?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/6485540288549318662/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=6485540288549318662&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/6485540288549318662'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/6485540288549318662'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/01/kray18.html' title='Kray18'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-2798678863636582440</id><published>2010-01-13T18:11:00.002+01:00</published><updated>2010-01-13T18:11:00.266+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray17</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;"Ecco a voi Cristina" mi presentò Michele. Ero sicura di non essere mai stata così timida... ero semplicemente &lt;em&gt;circondata&lt;/em&gt; da ragazzi. Ero &lt;em&gt;completamente circondata&lt;/em&gt;. Nessuna via di fuga.&lt;br /&gt;C'erano ragazzi della mia classe o meno, piccoli e grandi; ragazzi biondi, ragazzi bruni, ragazzi dai denti bianchi e dai denti gialli, coi capelli rossi o i denti nascosti, con o senza piercing, con le mutande di D&amp;amp;G o senza (voglio dire, senza mutande &lt;em&gt;di D&amp;amp;G&lt;/em&gt;...), insomma d'ogni genere.&lt;br /&gt;Per questo ero terrorizzata. Non avevo mai visto tanti ragazzi in tutta la mia vita, e vederli così, tutti insieme, e pure intorno a me, non era altro che uno shock indicibile, incredibile, insormontabile, insuperabile, insopportabile, e nemmeno inalienabile...&lt;br /&gt;"Ecco Marco" iniziò Michele, e il significato del verbo che usai mi fece tremare dentro.&lt;br /&gt;"Ehi, come te la passi?" disse '&lt;em&gt;Marco&lt;/em&gt;', facendomi un ghigno malefico, quasi fosse un licantropo che prendeva appunto, nella sua mente, di papparmi alla prossima luna piena...&lt;br /&gt;"Ehm, bene" gli risposi, per non sembrare maleducata; ma era turno di tutti gli altri di presentarsi...&lt;br /&gt;"Luca", "Ciao", "Ehm, ciao"; "Nick", "Hey", "Ciao..."; "Giorgio", un cenno, un sorriso terrorizzato; "Paolo", un sorriso svogliato, una dentata a fondo nella lingua; "E il famoso Jeremy... penso che tutti gli altri li conosca", un sorriso furbetto, "Ehm"...&lt;br /&gt;... e quindi...&lt;br /&gt;... l’elenco... l’elenco era finito?&lt;br /&gt;Li guardai: e notai che loro stavano facendo la stessa cosa. Guardai Michele: e capii che loro stavano facendo la stessa cosa. Non ci pensai due volte: e feci loro la linguaccia.&lt;br /&gt;Allora la metà fece una risata. L’altra metà si rotolò sui sedili dalle risate... ed ebbi l'impressione che non fosse stato soltanto il mio gesto, a cavare da solo quell’impressione, ma che fosse quello che avevo stampato sulla fronte a strappare loro quella reazione. E quello che avevo stampato sulla fronte era 'perdente'.&lt;br /&gt;Non risi. Non vi trovavo nulla di comico in quella situazione: la parola che avevo stampata sulla fronte mi si era stampata in mente, e non sapevo come si facesse a toglierla di lì. La sola cosa che mi veniva in mente era mescolarmi in mezzo ad altri perdenti, di modo che non mi si notasse, come invece succedeva là, tra i "'ragazzetti' 'fighi'", per quanto fossi sempre stata una difficile da notare, con i miei capelli comuni, la mia corporatura comune, la mia faccia comune, insomma la mia comunità che comprendeva solo me, e che solo io comprendevo.&lt;br /&gt;Delle dita scivolarono tra le mie, e quasi sussultai per quel gesto, così, praticamente davanti a tutti. Guardai il proprietario della mano, e lo vidi sorridere dolcemente; ma come faceva? Davanti a tutti???&lt;br /&gt;Al che mi guardai intorno, solo per farmi del male da sola, a questo punto, sapendo come mi avrebbero fatto sentire le qualsiasi espressioni che ci guardassero. Eppure non ne colsi, perché il ragazzo del cenno era impegnato in una risata da schiattare contro il finestrino; il ragazzo biondo pareva fare a gara con lui, ma sul pavimento; quello che mi pareva si chiamasse "Luca" era seduto, a tenersi la pancia, e aveva gli occhi chiusi; Jeremy, che stava guardando lo spettacolo di tutti che ridevano, esplose a ridere e si unì a quello contro il finestrino, che gli fece spazio, manco gli fosse stato chiesto; un altro ancora era caduto in mezzo a una pila di zaini, ed era incastrato, facendo ridere molti altri che non l’avrebbero aiutato nemmeno se li avesse pregati in ginocchio (sempre che fosse riuscito a liberarsi per farlo)...&lt;br /&gt;"Aspettiamo che si riprendano?" mi chiese Michele, passando dal suo sguardo dolce ad un atteggiamento da 'macho' che gli si adattava alquanto, anche se non troppo, passando da uno sguardo così dolce...&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Se&lt;/em&gt; si riprendono..." dissi, anche se non avrei voluto. Non so perché; era un pensiero che avrei voluto tenermi per me.&lt;br /&gt;Be', si ripresero, con mio grande sgomento. Continuavo a pensare che fossero decisamente troppi per i miei gusti... e cominciai a domandarmi perché avrebbero voluto conoscermi, quel gruppetto di sciocchi.&lt;br /&gt;"Ehi, ci avevi detto che era simpatica, ma non fino a questo punto" commentò uno, asciugandosi gli occhi marroni dalle lacrime. Era il ragazzo biondo, quello che si rotolava dalle risate sul pavimento.&lt;br /&gt;"Davvero" confermò un altro, che era il ragazzo che aveva &lt;em&gt;galantemente&lt;/em&gt; ceduto il posto a Jeremy accanto al finestrino...&lt;br /&gt;'Siete voi che ridete strano' pensai... e poi, per la seconda volta in tutta la giornata, di nuovo mi resi conto che non lo avevo soltanto pensato...&lt;br /&gt;"Ah sì?" s’impuntò il biondo, ma con aria divertita, "è così che la pensi? Ma che impertinente..."&lt;br /&gt;"Merita una bella sculacciata..." fece Jeremy, e tutti risero. Io no... (e per sua fortuna nemmeno Michele, che altrimenti si sarebbe preso un bel ceffone.)&lt;br /&gt;"Vuoi una sculacciata, tesoro?" rincarò uno con gli occhi azzurri, e, mentre tutti (o quasi) ridevano di nuovo, io lo guardai con odio. La cosa stava prendendo una piega che non mi piaceva, &lt;em&gt;per niente&lt;/em&gt;...&lt;br /&gt;"Ehi, un po’ di rispetto!" li zittì Michele, e la sua esclamazione fece l'effetto di un professore severissimo in una qualsiasi classe... perché tutti, all’improvviso, parvero non trovarci nulla da ridere.&lt;br /&gt;Non potei impedirmi di guardarlo un po' sopresa, per diventare ancora più sorpresa... non lo avevo mai visto così arrabbiato.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-2798678863636582440?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/2798678863636582440/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=2798678863636582440&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/2798678863636582440'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/2798678863636582440'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/01/kray17.html' title='Kray17'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-5477952313756431151</id><published>2010-01-11T15:03:00.001+01:00</published><updated>2010-01-11T15:03:00.352+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray16</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Quella gita non era stata granché. Dopo essermi impuntata contro Chiara, non avevo ascoltato i suoi prolissi discorsi, e lei se n’era accorta. Così non mi aveva più rivolto la parola.&lt;br /&gt;Ma non avevo pensato 'meno male'. Perché non mi piaceva che non mi venisse rivolta la parola, e un po' di dispiaceva di averla fatta dispiacere.&lt;br /&gt;O forse era un po' un sesto, o quello che era, senso: che prevedeva ciò che sarebbe successo. Ovvero, assolutamente &lt;em&gt;niente&lt;/em&gt;: come Chiara e Marty avevano fatto a gara per ignorarmi, lo aveva dovuto fare anche Michele, sempre immerso nei suoi amici.&lt;br /&gt;In quel momento, salendo sul bus per tornare dalla gita, mi chiesi perché mai avessi pensato 'lo aveva dovuto fare': chi aveva mai detto che era stato obbligato?&lt;br /&gt;Certo, era sempre stato carino in quei giorni, sempre un tesoro, sempre gentile, sempre simpatico, e tutto il resto... non riuscivo nemmeno a ricordare una volta in cui non fosse venuto a cercarmi, per farmi compagnia, per rendermi contenta, per consolarmi, per farmi addolcire... eppure c’era qualcosa, dentro me, che vinceva queste convinzioni, qualcosa che era più forte e più tenace: e non sapevo dire cosa fosse. Sapevo solo che mi ero proprio scocciata del non riuscire ad avere una faccia felice per più di pochi, gloriosi minuti.&lt;br /&gt;Eppure, allo stesso modo, sapevo che non avrei potuto recuperarlo in fretta. E ora lo sapevo molto meglio di prima: ora che cercavo un posto.&lt;br /&gt;Mi guardai intorno.&lt;br /&gt;Rosa era come al solito seduta vicino a Serena: non le avevo mai viste staccate, quelle due... probabilmente si conoscevano da quando erano nella culla, se non da prima, da come si comportavano. Dietro di loro sedevano Gabriella e Bianca, che stavano conversando fittamente su di una delle ragazze dietro, com'era presumibile dalle loro frequenti occhiatine e dalle risatine (solite) che uscivano dalla bocca di Gabriella.&lt;br /&gt;Non potei fare a meno di sorridere, guardandola: era una delle più simpatiche ragazze della classe, anche se a volte parlava un po’ troppo...&lt;br /&gt;E, naturalmente, dietro c'erano Marty e Cocò. Il mio sorriso svanì in un attimo, notando &lt;em&gt;subito&lt;/em&gt; che Marty distoglieva lo sguardo da me...&lt;br /&gt;A quel punto non potei fare a meno che chiedermi perché. &lt;em&gt;Perché&lt;/em&gt; lo faceva? Eravamo così amiche, ci eravamo dette tremila volte "ti voglio bene", tanto che sembrava che non potessimo mai averne abbastanza. Sembrava che ci conoscessimo da una vita; lei diceva "La tua diversità è una cosa bellissima: non cambiare mai". E ora se ne stava lì, cercando attenzioni da una solo perché era "&lt;em&gt;famosa&lt;/em&gt;" (&lt;em&gt;disgustosa&lt;/em&gt;!!!), perché cos'aveva quella ragazza??? Aveva i "&lt;em&gt;vestiti giusti&lt;/em&gt;", e basta: non era né carina, né simpatica, né intelligente, e nemmeno ci si sforzava: il che faceva di lei un'essere ancor più disgustosa.&lt;br /&gt;Come chi faceva la lecchina appresso a lei, s'intende, naturalmente.&lt;br /&gt;Mi tolsi l’amaro di bocca passandomi la lingua sulla bocca, improvvisamente asciutta, tentando di non pensare a come sarebbe stata amara di lì a poco, quando mi fossi seduta, da sola, nella prima fila.&lt;br /&gt;E a questo punto mi bloccai, per dovermi sturare le orecchie. Avevo sentito bene?&lt;br /&gt;Evidentemente la voce che sentii la pensava come me: no, non avevo sentito bene. Per questo ripeté: "Madame?"&lt;br /&gt;Mi voltai lentamente, come in una pellicola di un film mandata a rallentatore.&lt;br /&gt;"Mi... chele?" chiesi, alquanto sorpresa...&lt;br /&gt;Mi-chele! Era proprio lui!!!&lt;br /&gt;"L’ho vista spaesata e ho pensato... perché non venire a trovare la madame?" disse gentile, e sorrise, inclinando la testa... io ricambiai, mordendomi le labbra, per tentare di saltargli al collo e dargli un bacio.&lt;br /&gt;"Grazie" dissi semplicemente, continuando a sorridere, e lui mi propose: "Ti va di sederti in mezzo ai maschiacci?"&lt;br /&gt;C'era una sola persona che chiamava così i ragazzi: mia nonna... e non potei trattenermi dal ridere quando lo disse, inframezzando "Okay" tra il primo attacco di risa e un secondo.&lt;br /&gt;Lui sorrise, e i suoi occhi sorrisero con lui facendo sorridere ancor più i miei. Quel ragazzo era fantastico... incredibile... insuperabile... una meraviglia della natura...&lt;br /&gt;E mi trascinò via. "Dai, vieni, i miei amici vogliono conoscerti" mi incitò; ma non avrebbe potuto dire cosa che m'incitasse meno!!!&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Come&lt;/em&gt;!?!?" chiesi, scioccata...&lt;br /&gt;"Vogliono conoscerti" ripetè pacato lui, come se fosse NORMALE che lui andasse in giro a parlare di tutte le tizie che andava conoscendo!!!&lt;br /&gt;"Ma... ma cosa... ma cosa vuoi..." tentai, ben sapendo che i miei tentativi erano vani, con quell'UOMO PAZZO!!! Quello era COMPLETAMENTE PAZZO!!!!! &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-5477952313756431151?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/5477952313756431151/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=5477952313756431151&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/5477952313756431151'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/5477952313756431151'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/01/kray16.html' title='Kray16'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-7742722207465068917</id><published>2010-01-08T18:01:00.000+01:00</published><updated>2010-01-08T18:01:00.466+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray15</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Mi sentivo improvvisamente &lt;em&gt;molto&lt;/em&gt; stanca...&lt;br /&gt;La voce, come l’avevo definita un quarto d’ora prima, “melodiosa” di Chiara era un sonnifero naturale, dato a lei dalla Natura per benedire tutti i poveretti che l’ascoltavano. Un po' meno colei che voleva far ascoltare, ma gli altri poveracci sì.&lt;br /&gt;A meno che non tentassero disperatamente di non ferirla. Allora sì che diventava un problema... e quello, senza che ne sapessi il motivo, era stranamente il mio caso: ma cosa mi era preso? Perché andavo in giro a fare la carità a gente che non conoscevo?&lt;br /&gt;Finora avevo scoperto che Chiara aveva: 1) problemi in scienze e matematica, che odiava e non era mai riuscita a capire ecc ecc; 2) passione per le lingue, studiando inglese, francese e spagnolo, ecc ecc; 3) problemi per via della sua male... &lt;em&gt;giudicata&lt;/em&gt; lingua... (-&lt;em&gt;ccia!&lt;/em&gt;-); 4) una madre commessa, per niente contenta del suo lavoro ma molto felice di avere una famiglia simile e che somigliava molto a Chiara; 5) un padre medico, che adorava il suo lavoro ed era non poco più alto di lei, e, per il resto, le somigliava solo per il naso (che non le piaceva per niente – anche se, devo dire, era un naso normalissimo); 6) un fratello maggiore, “&lt;em&gt;Bill&lt;/em&gt;”, di vent'anni, che andava all’università (Medicina), alto quanto il padre, appassionato del Piccolo Chimico, con il quale una volta aveva cercato di avvelenarci la sorella (-... &lt;em&gt;no comment...&lt;/em&gt;-); 7) un gatto tutto suo, Chiocciola, bianco e marrone, maschio (-poveraccio, che nome...-), che avevano da un anno e che andava matto per gli uccellini che erano sull’albero vicino casa di Chiara, che si trovava a Rudino (dalla parte opposta di Cosetto e Castelletto – e &lt;em&gt;MENO MALE&lt;/em&gt;!!!); 8) un gatto della famiglia, sempre spelacchiato, dal pelo nero e gli occhi marroni, che in verità girava per il quartiere e quindi era un po’ di tutti; 9) un pesciolino rosso, Goldy (-ma che fantasia; che ci sarà mai da dire su un pesce? Che morirà presto? Forse si starà zitta una buona volta-), che ne aveva viste delle belle (-ma non era morto. Anche se probabilmente me ne avrebbe parlato lo stesso...), tra lo scarico del gabinetto alla gola di Chiocciola (-e non era morto lo stesso? Ne dubitavo seriamente; e non vi dico la dinamica della scena-); 10) una cotta per un tizio...&lt;br /&gt;Bene, non scenderò nei particolari, poiché credo che siate stanchi &lt;em&gt;persino&lt;/em&gt; voi, che avete sentito appena un &lt;em&gt;sesto&lt;/em&gt; di ciò che ha detto, del fiume di parole che ha rigurgitato su di me, povera malcapitata, in circa dieci minuti.&lt;br /&gt;Non potei fare a meno di interromperla, per chiederle: “Quanto manca?”, cercando di mascherare il mio tono mezzo addormentato, che tra un po’, temevo, se non avessi fatto quella domanda, sarebbe diventato &lt;em&gt;completamente&lt;/em&gt; addormentato.&lt;br /&gt;“Non lo so” rispose brevemente, e ci credetti &lt;em&gt;così poco&lt;/em&gt;, a quell’avverbio di modo, che volli ripetere la domanda: “Quanto manca???”&lt;br /&gt;“Non lo so” ripeté allo stesso modo lei, un po’ seccata, ma ricominciando lo stesso a narrare: evidentemente la sua cotta era molto più importante della mia vita.&lt;br /&gt;“Lui è così bello, davvero gentile, e simpatico, incredibile, un fenomeno, bravo nello sport e nelle materie comuni, in artistica, non ho mai visto una cosa simile, non posso crederci, non ho mai incontrato uno come lui, non è possibile, è straordinario...” proseguì, e il mio cervello si staccò un attimo dal suo discorso per rimanere scioccato e dire: 'Non credevo che esistessero persone innamorate, al mondo, che si preparassero i discorsi da dire sui propri amori...'... perché era quello che pensavo: come avrebbe potuto, altrimenti, sparare quel mucchio di parole senza mettere nemmeno un punto e virgola???!!!??? Se prima sarebbe dovuta entrare nel Guinness per...&lt;br /&gt;Ma il mio pensiero s’interruppe. Perché, come lei faceva le domande e poi proseguiva senza saperne la risposta, decideva anche quelle che secondo lei gli ascoltatori le avrebbero posto, rispondendovi da sola. E quella risposta conteneva un nome familiare...&lt;br /&gt;“... Michele Collina è così &lt;em&gt;straordinario&lt;/em&gt;, fantastico, incredibile, gentile...” continuava infatti la ragazza, e io ci rimasi: aldilà dei pensieri '&lt;em&gt;oddio, resteremo qui tutta la notte se ripete davvero sempre le stesse cose!!!&lt;/em&gt;', e 'tra un po’ non metterà nemmeno più le virgole se continua su questa via...', la mia mente partì, conoscendo quel nome molto bene...&lt;br /&gt;Certo, i pensieri che stava formulando Chiara in quel momento erano l'espressione a parole di una stima assoluta che provavo per Michele da molto tempo... non credevo ci fossero parole migliori per definirlo, ma, esattamente quando Chiara disse: “, meraviglioso, no, non ci sono aggettivi che lo definiscono abbastanza bene” pensai la medesima cosa. Perché lei lo definiva 'amore' e io 'rispetto', 'ammirazione'? Qual era quella che si sbagliava, delle due???&lt;br /&gt;Doveva essere lei... assolutamente...&lt;br /&gt;Voglio dire... non mi era mai passato neanche di sfuggita, per la mente, che potessi essere innamorata di lui. Non è una cosa che si pensa subito??? Voglio dire... non avevo mai pensato a lui come... cioè, lo &lt;em&gt;trovavo&lt;/em&gt; carino, gentile e tutto il resto, ma si poteva farne a meno? Voleva dire che le amiche non potevano dire a un amico che pensavano fosse meraviglioso, che subito dovevano esserne innamorate?&lt;br /&gt;Questo ragionamento non mi piacque. In fondo, se si conosceva Michele, si &lt;em&gt;doveva&lt;/em&gt; capire che lui era così. Lui, era, &lt;em&gt;così&lt;/em&gt;. Non avrei mai potuto trovare parole migliori di quelle di Chiara, ma se lei lo definiva ‘amore’, come poteva &lt;em&gt;accettarlo&lt;/em&gt;??? Come poteva?&lt;br /&gt;Come...&lt;br /&gt;Non capivo molto del perché mi sentivo così, del perché scorressero pensieri simili nella mia mente.&lt;br /&gt;Era come se fossi &lt;em&gt;sicura&lt;/em&gt; di non essere innamorata di lui, punto e basta.&lt;br /&gt;Decisa a non avere torto, la guardai scettica. Improvvisamente, mi stava &lt;em&gt;molto&lt;/em&gt; antipatica. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-7742722207465068917?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/7742722207465068917/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=7742722207465068917&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/7742722207465068917'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/7742722207465068917'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/01/kray15.html' title='Kray15'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-3118676203001411117</id><published>2010-01-06T11:04:00.000+01:00</published><updated>2010-01-06T11:04:00.085+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Le feste'/><title type='text'>Epiphany!!!</title><content type='html'>E così i tre re magi, 2009 anni fa, arrivarono a casa di Gesù... e gli portarono tanti regalini...&lt;br /&gt;In verità i regalini erano solo tre, ma "solo" è sempre relativo, e "tre" non è male, no? Meglio che niente! E poi il piccolo che se ne sarebbe fatto, che so, di una Playstation? Almeno con la Mirra non avrebbe più puzzato.&lt;br /&gt;A parte questo mio orrido umorismo di oggi, vorrei in verità scrivere qualcosa d'interessante da dedicare a una festa che in parte è mia. Non perché sia una befana, questo no, anche se, per quanto brutta possa essere, non dev'essere male andare in giro su una scopa a fare doni a tutti, no?&lt;br /&gt;No, in verità questa è un po' la mia festa perché sono pur sempre &lt;em&gt;Candy&lt;/em&gt; Jojo... bella forza. Un soprannome che mi sono data da sola... però almeno il concetto legatovi non è male, no? Tante caramelle...&lt;br /&gt;Tante caramelle per voi... ché nemmeno il carbone dev'essere male... Insomma, per concludere in bellezza questo periodo di festività, prima di farci finire bruscamente nella nuda e cruda realtà di tutti i giorni.&lt;br /&gt;Ma non pensiamoci. Personalmente, preferisco ingozzarmi di tanti dolcetti, senza nemmeno pensare a quanto "ingrasserò" (sì, tra virgolette, perché è un verbo idiota), per poi ritrovarmici senza difese... e scoprire che, in realtà, non c'era nessuna difesa da assumere, e che sto affrontando questa realtà "al sangue" nel migliore dei modi, così facendo. Che posso tranquillamente prendermi gioco di lei, senza che lei possa fare lo stesso perché di lei non m'importa nulla.&lt;br /&gt;Va bene, sto delirando. Solo, volevo augurarvi &lt;span style="color:#3366ff;"&gt;BUONA EPIFANIA!!!&lt;/span&gt;, e &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc66cc;"&gt;TANTI DOLCETTI A VOI!!!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; prima che l'alba del sette gennaio incomba sulle nostre teste... (e noi ci mettiamo gli occhiali da sole, e la freghiamo.)&lt;br /&gt;(Bene. Finisco di delirare.)&lt;br /&gt;Baci!!! XD&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;img src="http://data1.blog.de/blog/r/ricominciodame/img/befana.jpg" /&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;img src="http://www.agriturbook.com/public/image/calza_befana_camino.jpg" /&gt; &lt;/center&gt;&lt;center&gt;&lt;br /&gt; &lt;/center&gt;&lt;center&gt;P.S... che la vostra calza sia... COSI' XD&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;img src="http://www.leggievai.it/wp-content/photos/calza_befana_guinnes.jpg" /&gt;&lt;/center&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-3118676203001411117?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/3118676203001411117/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=3118676203001411117&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/3118676203001411117'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/3118676203001411117'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/01/epiphany.html' title='Epiphany!!!'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-2228611868103087193</id><published>2010-01-05T14:43:00.000+01:00</published><updated>2010-01-05T14:43:00.783+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray14</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La ragazza era davvero gentile sotto tutti gli aspetti: oltre ai suoi modi di fare, gentili lo erano anche il suo viso, e, credevo, il suo animo.&lt;br /&gt;Appena mi sedetti tentò di mettermi a mio agio, sciogliendo il restante ghiaccio con una battuta non troppo male e una presentazione, standard ma simpatica allo stesso modo: ci stringemmo le mani, ma sorridevamo entrambe.&lt;br /&gt;“Mi chiamo Chiara Mela” fu la sua presentazione, che, precedendo la mia, si concluse con: “Lo so, con i capelli così scuri non mi si addice molto un nome del genere, ma quando ero bebè ero calva” aggiunse infatti, probabilmente essendo abituata a quel genere di osservazioni.&lt;br /&gt;“Oh be'” risposi io, lasciandole finalmente andare la mano, e asciugando la mia, inumidita dal suo sudore, senza dare nell’occhio. “Con me non ci sono stati questo genere di problemi” terminai, prima di presentarmi, senza aggiustare la mia precedente frase nonostante i tempi non mi sembrassero molto ben concordati.&lt;br /&gt;“Cristina Iulia, II B.”&lt;br /&gt;“Scientifico, nevvero? Come sono le matierie scientifiche viste dal punto di vista delle persone a cui piacciono? Io non ci sono mai andata molto d’accordo, preferisco di gran lunga le lingue (e, immagino, si nota dalla mia pagella); leggo moltissimo, in tutte le lingue, mi piacciono davvero tanto. In verità in italiano leggo da quando ero molto piccola, poi ho cominciato con i libri in inglese, che facevo dalle elementari, mentre lo spagnolo è stata una scoperta delle medie. Eccomi qui, scoperto anche il francese, grazie a mia madre che lo ha fatto al liceo (credo che volesse mandarci anche me fin dall’inizio)! Forse scienze la trovo interessante solo per l’astronomia, ma per il resto, scienze, niente! Matematica, proprio zero... sono un disastro...” disse, tutto d’un fiato. Eh già, credevo che per dire delle frasi così lunghe ci volessero almeno tre fiati ognuna, ma a quanto pare lei era appena entrata nel Guinness della Battuta di un Discorso Più Lunga con Meno Respiri.&lt;br /&gt;'Ma quanto tempo è che non parli con qualcuno?' le domandai, muta, nella mia testa... finché non capii di non essere stata &lt;em&gt;affatto&lt;/em&gt; muta, nel pensarlo. Lo avevo detto.&lt;br /&gt;Chiara scattò con una risatina... quasi nervosa, avrei detto. “Lo so, a casa mi dicono sempre di stare zitta” rispuntò da sotto i capelli: corti, ma tanti.&lt;br /&gt;“E' che è più forte di me” si giustificò. Ma non credevo ce ne fosse bisogno: “Non devi mica scusarti!” la rassicurai: “E' bene che tu dica ciò che pensi. Se poi riesci a trasformare in parole i pensieri a questa velocità... è strabiliante!” le sorrisi, anche se, all’inizio della frase, ne immaginavo la conclusione tutta diversa.&lt;br /&gt;“Dici?” fece semplicemente lei, e si esibì in un sorriso tutto denti, nascondendo non molto bene una presunzione un po’ strana, &lt;em&gt;affilata&lt;/em&gt; avrei detto... e ‘era meglio che sorridesse e basta’, avrei pensato, se solo me lo fossi consentito. Ma il colore e la sporcizia nei suoi denti non era un mio problema, e tale (un non-mioproblema) sarebbe rimasto se avessi continuato a guardarla negli occhi.&lt;br /&gt;“Troppe domande danno anche disagio a un certo punto” aggiunsi: era quello che volevo dire, prima... ma perché lo stavo facendo? Perché facevo conoscenza con una sconosciuta?&lt;br /&gt;Mi accorsi del senso assoluto della mia frase solo dopo averla pronunciata. E, a quel punto, Chiara era ripartita a parlare un’altra volta: “Sei la prima a dire una cosa del genere. Tutti quanti in genere mi stanno alla larga, dicendo che sono una rompiscatole e che parlo troppo, e che ficco il naso dappertutto; io dico che sono così, ma gli altri ci tengono a ripeterlo loro. Non so che gusto ci trovino. In fondo tutti abbiamo dei difetti, no? Eppure ci sono coppiette, no? Ci sono gruppi di amici inseparabili, no? Certo, a volte litigano, ma è normale, no? Aspetta, se dico 'no?' un'altra volta ti mando al manicomio; comunque è davvero sciocco credere che uno possa essere perfetto, è come dire che...”&lt;br /&gt;“Se qualcuno ci ama siamo perfetti, per quella persona...” dissi, riflettendo; pur senza riflettere, perché ora avevo interrotto ciò che lei stava dicendo, e credo che non ne fosse molto contenta.&lt;br /&gt;“Non ti pare?” la incitai ad andare avanti. Pur non capendo cosa stessi facendo... se avessi voluto la cronaca in diretta di una partita mi sarei portata il televisore, o la radio, non una persona a cui non si può togliere il volume. (Inoltre avevo il netto sospetto che una partita di calcio sarebbe stata &lt;em&gt;alquanto più interessante&lt;/em&gt;...&lt;br /&gt;Ma lei non andò avanti. &lt;em&gt;Si guardò&lt;/em&gt; avanti, come se avessi appena interrotto il suo programma preferito, e dovesse cercare di capire cos’era successo nei due millisecondi in cui non vi aveva prestato attenzione.&lt;br /&gt;Allora io la tolsi da lei. Se l’avesse recuperata nel caso del suo discorso, forse, avrei ripreso ad ascoltarla... o forse solo il mio sguardo si sarebbe ri-posato su di lei, mentre pensavo ad altro; ma, per il momento, anche l’oggetto della mia vista non la riguardava, se non per lo stesso rapporto che qualcosa, in me, aveva cercato d’instaurare con entrambi.&lt;br /&gt;Certo, per il ragazzo che guardavo ora la cosa era riuscita molto di più, ma comunque tentai di nascondermi a lui. Lo guardai, in mezzo ai posti dietro, contornato da ragazzi molto diversi tra loro, eppure orrendamente uguali, per modo di vestire (alla moda, alla stessa, ultimissima, inutilissima, &lt;em&gt;maledettissima&lt;/em&gt;, moda), e soprattutto per modo di fare (ridendo sguaiatamente, facendo battutacce sporche o stupide, spintonandosi, persino tirandosi cose addosso).&lt;br /&gt;Anche Michele rideva come loro, vestiva come loro, ascoltava le loro battute. Eppure c'era &lt;em&gt;qualcosa&lt;/em&gt;, qualcosa che non andava che lo tormentava... come lo era il suo sguardo, un po' triste, un po' insicuro, mentre imitava i suoi compagni.&lt;br /&gt;Perché, ne ero certa, li imitava. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-2228611868103087193?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/2228611868103087193/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=2228611868103087193&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/2228611868103087193'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/2228611868103087193'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/01/kray14.html' title='Kray14'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-6550182720730773447</id><published>2010-01-03T15:20:00.000+01:00</published><updated>2010-01-03T15:20:00.268+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray13</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;“Perché &lt;em&gt;cavolo&lt;/em&gt; non me l’hai detto che saresti venuto in gita a Firenze anche tu!?!?!?”&lt;br /&gt;Non so che pazza potessi sembrare dicendo quella frase, occhi spalancati e mani sui fianchi; d'altronde riuscivo a stento a capire cosa provassi, tra rilassamento e contentezza, gioia e felicità assolute, e un po' di confusione... Davvero: &lt;em&gt;perché&lt;/em&gt; non me l'aveva detto?!!!&lt;br /&gt;“Ma per non rovinarti la sorpresa” mi rispose, e mi sorrise; sembrava che stesse dicendo la verità... ma quale mente contorta avrebbe...&lt;br /&gt;Un passetto alla volta (magari ci sarei arrivata.). Aveva detto: “Per non rovinarti la sorpresa”. Ciò voleva dire che sapeva già che sarebbe andato in gita... ah, ma cominciamo bene. Volevo dire, sapeva già che &lt;em&gt;la mia classe sarebbe andata in gita insieme alla sua&lt;/em&gt;... ma perché 'farmi una sorpresa'??? Che senso aveva?????&lt;br /&gt;Lo fulminai con lo sguardo, guardandolo pure dolcemente... cosa che non aveva gran senso, ma che, invero, facevo spesso.&lt;br /&gt;“Vuoi... vuoi dire che...” cominciai. 'Formula bene la frase' ammonii me stessa...&lt;br /&gt;“Vuoi dire che &lt;em&gt;sapevi&lt;/em&gt; che io non sapevo???” completai, ricapitolando, guardando Michele con occhi quasi spiritati (suppongo...) per quanto erano spalancati.&lt;br /&gt;“Avevo espressamente chiesto a un po' di persone di spargere la voce che non venisse detto in giro” mi raccontò lui in risposta, con un tono così &lt;em&gt;tranquillo&lt;/em&gt; che sembrava mi stesse raccontando di aver fatto una cosa qualunque...&lt;br /&gt;“Ma... Ma VA'???” gli feci in risposta, così forte che la gente si girò verso di noi nel raggio di, quanto?, circa dieci metri...&lt;br /&gt;Michele fece un ghigno soddisfatto e poi mi domandò, sempre tranquillamente, ma sorridendo: “Ti dispiace?”&lt;br /&gt;Notai &lt;em&gt;qualcosa&lt;/em&gt; nel suo sguardo... e valutai cosa fosse, prima di rispondergli.&lt;br /&gt;Ma non gli risposi. In quel momento, infatti, venne assalito da un mucchio di ragazzi vocianti ed eccitati, che, a quanto pareva, si stavano contorcendo dalle risate. Riuscii a sentire qualche parola qui e là: “Ma quell’uomo...”, “... che follia...”, “Che fuori!”; parole che non mi sembravano avere molto senso. Praticamente c’era uno che era pazzo, e che c’era di strano? Tutti erano un po’ pazzi a modo loro...&lt;br /&gt;Michele, intanto, venne inghiottito dalla folla, e io tornai ad essere ignorata, come sempre.&lt;br /&gt;D’altronde, loro erano ‘quelli fighi’, i tipi ai cui piedi le ragazze cadevano, con sempre la battuta pronta e la parola giusta da dire.&lt;br /&gt;Non mi stupiva che Michele facesse parte del loro gruppo...&lt;br /&gt;Feci un respiro, che in qualche strano modo mi fece male. Non capii a cosa mi fosse servito, dato che un momento dopo averne espirato sentivo di nuovo i polmoni chiedermene uno, ma comunque non accontentai questo bisogno, probabilmente inutile quanto fuori luogo: sicuramente sarebbe stato identico all’altro, il suo effetto, e sarei arrivata fino a sera come una che sembra non riesca a respirare.&lt;br /&gt;Così lo divenni davvero: ma, piuttosto che fare una figura ridicola come una che continua a prendere respiri profondi, mi infilai in mezzo agli zainetti alla moda dei ragazzi (che, incredibilmente, erano ancora lì) e salii su per la scaletta.&lt;br /&gt;Ero abituata ad andare in gita: quello era il mio ottavo anno di gite, in fondo, no? Quale nono anno di scuola... Ma non mi avrebbe sorpreso se avessi scoperto di aver sbagliato i calcoli, perché non avevo troppa voglia di contare, in quel momento.&lt;br /&gt;Bella domanda: cos’avevo voglia di fare? Cercai Marty con lo sguardo, e credetti di averla trovata, ma, guardandola meglio, vidi che non era lei: anche se aveva gli stessi capelli corti e quasi neri (anche se castani scuro), portava gli occhiali; e, anche se mi sorrise subito come certamente avrebbe fatto Marty, quando aprì bocca, per dire gentilmente “Cerchi qualcuno?”, la sua voce era molto diversa... né più brutta, né, anche se quasi melodiosa, più bella.&lt;br /&gt;“Be’, cercavo Martina Forte” le risposi, gentile a mia volta, troppo ingentilita dalla &lt;em&gt;sua&lt;/em&gt; gentilezza.&lt;br /&gt;“Martina Forte? Capelli neri, occhi castani, magra, II B?” mi domandò, e ci rimasi di stucco...&lt;br /&gt;“Sì, sì, sì, sì...” risposi... non ero sorpresa, o sbalordita, o strabiliata: ero &lt;em&gt;scioccata&lt;/em&gt;... ma, quando formulai questo pensiero nella mia mente, non potei fare a meno di sorridere.&lt;br /&gt;“Terza fila, alla mia destra e alla tua sinistra, accanto a Luisa Corda” mi informò la ragazza.&lt;br /&gt;Non la ringraziai prima di andare a controllare: perché, se aveva ragione (e l’aveva) non avrei nemmeno rivolto la parola a Marty. Questa volta non gliel’avrei perdonata.&lt;br /&gt;Credevo profondamente nel significato dell’amicizia. Per me l’amicizia era &lt;em&gt;aldisopra&lt;/em&gt; della famiglia, della salute e di qualsiasi altro valore importante nella vita, qualunque fosse. Per me, la prima regola per vivere bene era: “&lt;em&gt;Non dubitare mai di un amico&lt;/em&gt;”.&lt;br /&gt;Non l’avevo mai fatto, né l’avrei fatto ora: anche se quella regola mi aveva portato molti guai, molte umiliazioni pur di riconquistare un amico o amica che fosse, mi ero sempre, &lt;em&gt;profondamente&lt;/em&gt;, battuta per quei valori...&lt;br /&gt;“Wow, come fai ad essere così informata?” domandai alla ragazza.&lt;br /&gt;Lei mi sorrise ancor più e mi disse: “Mi piace ficcare il naso nei fatti altrui.”&lt;br /&gt;Be’, la conoscenza delle cose è il primo passo verso la guarigione.&lt;br /&gt;E, proprio mentre stavo per chiedere alla ragazza se mi ci potevo sedere accanto, arrivò la frotta di ragazzi, e venni compressa nel sedile accanto alla ragazza. (Sul corridoio. Perfetto!)&lt;br /&gt;“Vuoi sederti?” mi chiese la ragazza, gentile, nonostante vedesse che ero stata messa alle strette, ormai.&lt;br /&gt;“Certo, se vuoi” dissi, sedendomi accanto a lei, sorridendo... e trattenendomi, mentre guardavo con aria di sfida Marty, dal pensare: 'Se l’amicizia è tutto per te... cos'è 'sto tuo gesto di ripicca nei confronti di Marty?'&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-6550182720730773447?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/6550182720730773447/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=6550182720730773447&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/6550182720730773447'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/6550182720730773447'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/01/kray13.html' title='Kray13'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-6715833032342426295</id><published>2010-01-02T18:10:00.000+01:00</published><updated>2010-01-02T18:10:00.507+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Consistructions'/><title type='text'>What could I do?</title><content type='html'>&lt;em&gt;Sometimes&lt;/em&gt;, a volte, ci connettiamo senza sapere perché. Forse cerchiamo posta, forse cerchiamo qualcuno con cui parlare: e se non troviamo ciò che (consciamente o inconsciamente) stavamo cercando?&lt;br /&gt;Ecco a voi alcuni spunti utili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Scrivere un nuovo post&lt;/strong&gt;. Ma a questo potevate pensarci anche da soli... &lt;li&gt;&lt;strong&gt;Cercare informazioni sui vostri cantanti/attori/ballerini/sportivi/quelcheè preferiti&lt;/strong&gt;... ma anche a questo potevate pensarci da soli, no??? XD&lt;/li&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Cercare immagini&lt;/strong&gt; divertenti, poetiche, carine.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Cercare le parole delle vostre canzoni preferite / di una canzone nuova, e magari tradurla&lt;/strong&gt;... &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Cantare a squarciagola&lt;/strong&gt; questa canzone imparata di fresco... ...&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Chiedervi: ma io esisto?&lt;/strong&gt; (Domanda molto furba)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Cominciare a scrivere una storia&lt;/strong&gt;. (Che poi magari vi frutterà tanta ammirazione... ^^)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Pensare a un'idea con cui infettare tutti i blogger conosciuti!!!&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Scrivere la letterina per Babbo Natale per il &lt;em&gt;prossimo&lt;/em&gt; Natale&lt;/strong&gt;...&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Chiamare un'amica&lt;/strong&gt;. (Anche se non risponde va bene lo stesso.)&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;p&gt;Anche questo stesso post è un esempio di noia-da-far-nulla. Per esempio, in questo stesso istante, mi si è addormentato un piede.&lt;br /&gt;A volte, i nostri piedi sono persino più facili di &lt;em&gt;noi &lt;/em&gt;a darsi una svegliata... e questo è molto, ma &lt;em&gt;molto&lt;/em&gt; strano. Dato che i piedi non hanno cervello... (visto che anche noi non ne abbiamo...)&lt;br /&gt;Bene, sto andando di nuovo in palla... aiuto...!!! XD&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Etichetta "Consistructions"... Consiglistruzioni. Che altri consigli dare?&lt;br /&gt;Per esempio... per quei &lt;em&gt;maledetti &lt;/em&gt;I-pod che ogni volta che apro i vostri blog mi fanno prendere un colpo... XD Abbassate il volume vi pregooo!!! XD XD A volte nemmeno il "pausa" funziona... XD&lt;br /&gt;E poi, un altro consiglio... non sugli I-pod, questa volta: sui commenti. Non credete che siano meglio le finestre popup (come la mia)? Non se ne libera nemmeno quel &lt;em&gt;pignolo &lt;/em&gt;del &lt;em&gt;mio &lt;/em&gt;antivirus... l'importante è che non blocchi il computer, no? ^^ (Una volta mi ha cancellato un commento per cui ci avevo messo mezz'ora a scriverlo =_= Demotivante...)&lt;br /&gt;Be', sono tornati i buoni-vecchi-indescrivibili-ma-soprattutto-insensati post di The Candy Jojo che scrivevo alle mie prime armi!&lt;br /&gt;E questo non va bene... perché mi sento di nuovo tornata piccola... *ngué*&lt;br /&gt;Non che potrò mai crescere. Però.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-6715833032342426295?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/6715833032342426295/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=6715833032342426295&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/6715833032342426295'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/6715833032342426295'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/01/what-could-i-do.html' title='What could I do?'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-3706615483168898361</id><published>2010-01-02T13:14:00.000+01:00</published><updated>2010-12-28T12:12:14.239+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray49</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stavo davanti allo specchio, e mi curavo senza motivo. Mi sembrava che fosse passato un secolo da quando Marco mi aveva invitata al cinema, e mi ero dimenticata del perché avessi accettato. Ma forse non c'era nemmeno mai stato un perché.&lt;br /&gt;Mi sarei vestita da suora, se avessi avuto un vestito adatto, ma non ce l'avevo. Per cui decisi di puntare su nero e verde, per mettere la felpa di Michele e dimostrare a Marco che di lui non m'importava niente. Che ero uscita con lui soltanto per educazione, visto che ero stata invitata. Ma MALEDIZIONE!, &lt;em&gt;perché avevo accettato&lt;/em&gt;!?!?!?&lt;br /&gt;Guardai FreeDay dall'alto in basso, e mi parve che avesse uno sguardo accusatore. Soltanto il giorno precedente mi aveva lasciata da sola con Michele, nonostante la celeberrima possessività dei gatti... e oggi... "Lo so" le dissi, "ti giuro che non lo farò mai più. Mi sento stupida a tradirlo in questo modo... so che dovrei essere da lui..."&lt;br /&gt;Lo sguardo di FreeDay si addolcì leggermente.&lt;br /&gt;"Non posso mancare, o sì?" le chiesi, prendendola in mano per guardarla dritta negli occhi; ma aspettai una risposta che non arrivò, interrotta da una voce: "Come mai sei vestita così?" mi domandò la voce di mia madre. Era entrata, aprendo una porta che non le avevo dato il permesso di aprire, ascoltando qualcosa che non avrei voluto ascoltasse; ed era pure acida nel tono che usò.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Stranamente&lt;/em&gt;, le risposi male: "Come ti aspettavi che mi mettessi? In &lt;em&gt;baby-doll&lt;/em&gt;!?". Normalmente non mi ci sarei rivolta così, ma mi aveva veramente irritata in quel mezzo secondo, e già prima ne avevo abbastanza per conto mio.&lt;br /&gt;Per fortuna capì l'antifona, e uscì dalla stanza. Anche se aveva sentito il mio monologo a FreeDay e questo mi faceva uscire dai gangheri, non mi andava di litigare in quel momento.&lt;br /&gt;"Grazie, FreeDay. Sai, a volte mi sembra che tu sia quasi umana."&lt;br /&gt;FreeDay miagolò.&lt;br /&gt;"Come farei senza di te?" le chiesi, grattandola dietro alle orecchie. Il solo suono delle sue fusa sciolse un nodo che avevo allo stomaco di cui mi accorsi soltanto ora. Il rimorso si attenuò un pochino, e mi preparai ad uscire. Salutai mamma, aprii la porta, e guardai fuori l'aria di febbraio, respirando il freddo. Ebbi un brivido, e lasciai che mi percorresse il corpo, quasi fosse una punizione che meritavo.&lt;br /&gt;Corsi alla fermata del bus appena in tempo per prenderlo, e mi sedetti nel primo posto disponibile. Cominciavano a tremarmi le gambe, e non era perché avevo freddo.&lt;br /&gt;Finalmente il bus si fermò, proprio davanti al cinema. Scesi guardando l'orologio (anche se francamente non m'importava granché dell'ora): erano le otto e cinque minuti, ovvero mi ero fatta attendere sufficientemente da fargli pensare che volevo farmi desiderare. Maledizione.&lt;br /&gt;Quando lo vidi aveva la schiena poggiata contro l'entrata del cinema, e guardava l'orologio, impaziente. Almeno non aveva l'aria presuntuosa di chi sa che prima o poi lei arriverà, nella sua bellissima tenuta quasi elegante: aveva un jeans di un blu molto bello, che aderiva alle gambe soltanto per farne vedere la forma e non per modellarla, e soprattutto il cavallo era al posto giusto; ma il particolare che mi affascinò di più, mentre mi avvicinavo, era la giacca che aveva sopra, di un blu più scuro ma comunque molto abbinato, la quale sembrava da appuntamento galante.&lt;br /&gt;"Ciao, bella" mi fece quando mi vide, nascondendo l'aria sollevata di chi pensa di essere stato scaricato che gli avevo visto un attimo prima che alzasse lo sguardo su di me. Peccato, perché mi era piaciuta molto anche se dava l'impressione di un'impazienza un po' eccessiva.&lt;br /&gt;"Ciao" lo salutai, guardando (sorridendo, con l'impressione di sembrare un pesce lesso, mio malgrado) il suo bel viso che a sua volta mi sorrideva. Compiaciuto, oserei dire. "Wow, sei proprio bella."&lt;br /&gt;Mi sentii le guance avvampare. Avevo voglia di essere in qualsiasi altro posto nel mondo, anche se era così carino.&lt;br /&gt;"Ho scelto 'Biancaneve al college'. Ti va? Ho pensato che fosse abbastanza romantico per te e abbastanza divertente per me. Se no possiamo vedere 'Terminator 2'" mi propose, dandomi molto imbarazzo di scelta...&lt;br /&gt;"Va bene Sydney White" gli risposi, maledicendolo. Era un bel film, e anche se l'avevo già visto non volevo vederlo in sua compagnia. Anzi, volevo annoiarmi a morte, quella sera, per poter dire a tutti che avevo passato una serata orrenda e avere una scusa per non uscire con lui.&lt;br /&gt;Ma entrai lo stesso, seguendolo. Andammo alla biglietteria, e diede loro i biglietti, che aveva prudentemente già comprato prima che arrivassi, mossa assai furba perché così non avremmo ritardato ulteriormente. "E' meglio che vi sbrighiate, il film è già cominciato" disse infatti l'uomo aldilà del bancone, e passammo oltre le tende.&lt;br /&gt;"Dove ti vuoi sedere?" mi domandò Marco, accomodante. La sua galanteria mi intimidì, e quando lo guardai in viso, nella semioscurità del cinema e fissando i suoi occhi verdi (mio malgrado bellissimi) provai lo strano impulso di dirgli che era un bellissimo ragazzo.&lt;br /&gt;"Non so, non vengo spesso al cinema."&lt;br /&gt;"Peccato, è un bel posto. Ti va di venirci ogni tanto con me?" disse, e senza lasciarmi il tempo di rispondere mi baciò.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-3706615483168898361?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/3706615483168898361/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=3706615483168898361&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/3706615483168898361'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/3706615483168898361'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2010/01/kray49.html' title='Kray49'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-1212565431857797062</id><published>2009-12-31T16:26:00.005+01:00</published><updated>2009-12-31T16:26:01.460+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Le feste'/><title type='text'>E fu così che il 2009 morì...</title><content type='html'>Il 2009 finirà...&lt;br /&gt;Come la vedete, voi, che non siete me (per vostra fortuna... XD XD)? Secondo voi è più un anno che sta per finire, o uno nuovo che sta per cominciare, tutto da gustare???&lt;br /&gt;Vorrei tanto sapere come tutti voi la pensate...&lt;br /&gt;Stanno tutti facendo buoni propositi per l'anno nuovo (&lt;em&gt;senza testimoni, mi raccomando... ;P&lt;/em&gt;)?&lt;br /&gt;Stanno tutti pensando a com'è trascorso il loro anno?&lt;br /&gt;Stanno tutti lavorando ai loro biglietti d'augurio "&lt;span style="font-family:times new roman;color:#000099;"&gt;&lt;em&gt;Happy New Year&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;"?&lt;br /&gt;Io? Boh. Vorrei tanto saperlo...&lt;br /&gt;XD A volte il cervello prende svolte tutte sue! &lt;em&gt;Nevvero???&lt;/em&gt; XD&lt;br /&gt;E io che lo lascio pure fare!&lt;br /&gt;Allora, ecco a voi cosa mi dice: "Che schifo di post."&lt;br /&gt;Grazie. Scommetto che tu postresti fare di meglio.&lt;br /&gt;"Eccome."&lt;br /&gt;... Vediamo ):P&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Buoni propositi per l'anno nuovo!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;... Essere me stessa al 100%&lt;br /&gt;... Fare più compiti (&lt;em&gt;ehmmm...&lt;/em&gt;)&lt;br /&gt;... Essere meno imbranata&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ok, credo che come buoni propositi siano abbastanza... (e soprattutto poiché sono in presenza di testimoni... ^^" - XD)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;E l'anno scorso?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Com'è stato il vostro anno 2009?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Per me, non è stato affatto male... Ho scoperto Internet, e ho conosciuto tanta gente a cui voglio molto bene... (e non credo che ci sia bisogno di annoiarvi spiegandovi chi sono, dato che molte di loro le conoscete anche voi!!! :)...)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Come riassumere un anno in quattro parole???&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Semplice... &lt;em&gt;facendolo!!!&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;2009&lt;/span&gt;:&lt;/em&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;p&gt;1. &lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Imprevedibile&lt;/span&gt;!&lt;br /&gt;2. &lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Simpatico&lt;/span&gt;!&lt;br /&gt;3. &lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Insaziabile&lt;/span&gt;!&lt;br /&gt;4. &lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Malinconico&lt;/span&gt;...&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Eh, insomma, non tutto è positivo al 100% ;)&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Auguri...&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="color:#33ccff;"&gt;Happiness&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Love&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;Freedom&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;[E, naturalmente,]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="color:#ff99ff;"&gt;&lt;em&gt;Sweets!&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#993399;"&gt;;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Questo è tutto quello che vi auguro per l'anno prossimo!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;center&gt;&lt;img height="283" src="http://dl.glitter-graphics.net/pub/860/860501ttd15g152v.gif" width="417" border="0" /&gt;&lt;/center&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-1212565431857797062?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/1212565431857797062/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=1212565431857797062&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/1212565431857797062'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/1212565431857797062'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2009/12/e-fu-cosi-che-il-2009-mori.html' title='E fu così che il 2009 morì...'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-5302186629731015888</id><published>2009-12-28T13:50:00.000+01:00</published><updated>2009-12-28T13:50:00.254+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray12</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Mi alzai presto.&lt;br /&gt;Non avevo bisogno di guardarmi allo specchio per sapere che avevo gli occhi pesti, dato che non avevo dormito che quattro orette scarse(tte). Per cui davanti allo specchio non ci andai nemmeno.&lt;br /&gt;Invero, ci passai. Non lo feci apposta, ma ci passai: e quello che vi vidi fu sorprendente, perché ero quasi carina quell’oggi. Wow. Evento!&lt;br /&gt;Tanto quelle sembianze le avrei perse presto.&lt;br /&gt;Sapendo questo, afferrai i miei pantaloni, afferrai la mia maglietta, afferrai la mia felpa, e in men che non si dica (cronometro alla mano) mi infilai tutto. Magari li avevo anche messi al contrario; ma non me ne importava... ormai ero partita, e non mi sarei fermata che all’arrivo.&lt;br /&gt;Vidi FreeDay camminare tranquilla nel corridoio. &lt;em&gt;Quanto era bella!!!&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Sembrava ancora più morbida del solito. La presi in mano, e notai che avevo ragione!&lt;br /&gt;Le infilai la mano in mezzo al pelo, e, come le mie dita e il mio palmo fecero "&lt;em&gt;Che beeeello&lt;/em&gt;...", FreeDay cominciò a fare le fusa.&lt;br /&gt;Contro la mia volontà, la tenni in braccio un altro po’ prima di dire: "Eh, no! Ti conosco birbante! Vuoi per caso trattenermi qui???"&lt;br /&gt;Quella gattina era davvero molto, ma &lt;em&gt;molto&lt;/em&gt; furba. A volte sapeva le cose prima che le sapessi io... (E a me stava anche bene. Mi dava solo fastidio che non le dicesse anche a me, così che ne potessimo ridere &amp;amp; piangere insieme.)&lt;br /&gt;Infatti era addirittura più furba del mio cervello, che non potè lasciarla andare che dopo averla presa di nuovo in braccio e accarezzata un altro po’...&lt;br /&gt;Insomma, non avevo poi molto da fare...&lt;br /&gt;Ma arrivare in ritardo a una gita così attesa &lt;em&gt;no&lt;/em&gt;!!!&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Attesa&lt;/em&gt;", insomma...&lt;br /&gt;Mi scappò un sospiro. &lt;em&gt;Mooolto&lt;/em&gt; lungo...&lt;br /&gt;Bene, zitta ora. Concentrati. Non è da tutti i giorni andare a Firenze. &lt;em&gt;Con la classe&lt;/em&gt;, voglio dire...&lt;br /&gt;Uffa, mi hai proprio scocciata! Ora ti lascio da sola. Hai rotto!!! Non posso stare qui tutto il tempo ad autoconvincerti che tutto ciò ch’è stato e che sarà è fondamentalmente positivo. Non è così. Non vivi in una favola... Non hai uccellini che ti portano le lenzuola e ti fanno il letto!!!&lt;br /&gt;Ma bene, ora anche io ce l’avevo con me stessa...&lt;br /&gt;Parli da sola.&lt;br /&gt;Lo so benissimo. Puoi stare zitta  per un attimo?&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;Oh, brava...&lt;br /&gt;... Per colpa tua mi sono scordata quello che volevo dire. Ma grazie.&lt;br /&gt;Prego, non c’è di che.&lt;br /&gt;Mi guardai male, prima di afferrare Maio e attaccarmelo intorno alla vita. Come sembravo? Sembravo una povera pazza uscita da poco dal Mattatoio solo perché lo avevano chiuso?&lt;br /&gt;Sì. (Eccome.)&lt;br /&gt;Bene. Ciò voleva dire che ero pronta.&lt;br /&gt;Da sola.&lt;br /&gt;No, un momento!!!&lt;br /&gt;La strada verso la scuola avrei potuto percorrerla con Michele!!!!!&lt;br /&gt;Quanto ero sciocca???&lt;br /&gt;Uscii in strada dandomi tante botte in fronte. Ero così idiota! (Che non avevo nemmeno fatto colazione. Rientrai e mi ficcai in bocca un paio di biscotti.)&lt;br /&gt;"Seconda puntata" dissi, tornando in strada. ("Ma che genio" tornò la 'seconda' me stessa.)&lt;br /&gt;("Benvenuta" le dissi, sorridendo pure a lei.)&lt;br /&gt;Ero allegra, ora!!!&lt;br /&gt;Proseguii per la strada verso Cosetto saltellando. In quel momento fui &lt;em&gt;certa&lt;/em&gt; di &lt;em&gt;essere&lt;/em&gt; pazza, e non di &lt;em&gt;sembrarlo&lt;/em&gt; solamente. Ma che m’importava? Sapevo già di esserlo, no?&lt;br /&gt;Stavo per cantare: 'Micheleeeeeeeeee???', davanti a casa sua, ma evitai: non era molto il caso...&lt;br /&gt;"Madame!" disse una voce alle mie spalle.&lt;br /&gt;Mi voltai: anche se non ce n’era bisogno.&lt;br /&gt;"Oui?" dissi, senza riuscire a nascondere la mia sorpresa... anche se non avrebbe dovuto sorprendermi: la velocità e l’agilità erano due caratteristiche &lt;em&gt;tipiche&lt;/em&gt; dei supereroi...&lt;br /&gt;"Allons-nous?"&lt;br /&gt;Come sempre, il suo francese perfetto mi ricordò quanto peccasse il mio. Per fortuna ero brava in matematica, altrimenti mia madre non avrebbe certo scelto di mandarmi allo scientifico... come d’altronde non lo avrei scelto io! Alle elementari, in matematica, non ero &lt;em&gt;per niente&lt;/em&gt; brava... era successo tutto alle medie... e, stranamente, quella caratteristica si era mantenuta in me. Ma, che dire!, se prima non capivo cosa volesse dire 'matematica'... ora non capivo come potesse non piacere, perché era semplicemente ragionamento: al 1000%.&lt;br /&gt;Improvvisamente mi venne in mente un'idea... era un'idea coi fiocchi, pure...&lt;br /&gt;No. Aspetta un momento. Che ne sai che è un'idea coi fiocchi? Non dovresti prima controllare un paio di cosette???&lt;br /&gt;Va bene. "Ehi! Ma tu... sei bravo a scuola?"&lt;br /&gt;Sapevo che la risposta era 'sì' (e non chiedetemi come), ma volevo esserne &lt;em&gt;assolutamente&lt;/em&gt; certa.&lt;br /&gt;"Se così si può dire" mi 'rispose'...&lt;br /&gt;"Ah, certo... ora sì che è tutto più chiaro..." ribattei, e gli diedi una piccola gomitata. Niente di pesante: proprio come la ricambiò lui...&lt;br /&gt;"Come mai me lo chiedi?" mi domandò, sfoderando il suo bianco e luminoso sorriso.&lt;br /&gt;"Perché, be’... ho delle insufficienze... e volevo vedere se... se, insomma..." sfumò la mia frase, ma Michele, con un solo sorriso, mi fece capire che non c’era bisogno di continuarla.&lt;br /&gt;"Se" confermò. Insomma, non era quello che volevo dire, ma era un modo per farmi capire che aveva capito... insomma, capito anche voi???&lt;br /&gt;Ero un po’ confusa...&lt;br /&gt;Sentivo che avrei potuto inciampare nelle mie stesse scarpe. Le guardai: per confermare la previsione, mi pestai uno dei lacci delle mie slacciate Converse nere.&lt;br /&gt;"Ehi, attenta" mi ammonì Michele, ma non ci fu bisogno della sua attenzione perché non cadessi: chissà come, trovai in me stessa dei riflessi che non credevo di aver.&lt;br /&gt;"Forse è meglio che mi allacci le scarpe..." dissi-pensai, e mi chinai per mettere in atto la mia riflessione-ri&lt;em&gt;fess&lt;/em&gt;ione.&lt;br /&gt;"Altrimenti rischi d’inciampare prima di salire. Sai cosa si dice dei conduttori d’autobus, no?" fece Michele con tranquillità, e non finii nemmeno, impegnata nell’alzargli uno sbalordito sguardo.&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Come hai detto???&lt;/em&gt;" fece la mia voce, altrettanto sbalordita...&lt;br /&gt;"Non hai la gita a Firenze, oggi???" rispose la sua, con la testa inclinata, quasi come un cane che ti chiede coccole.&lt;br /&gt;"E tu come fai a saperlo!!!"&lt;br /&gt;Ero sollevata: almeno &lt;em&gt;lui&lt;/em&gt; lo sapeva da prima che (&lt;em&gt;non&lt;/em&gt;) glielo dicessi: almeno si era potuto abituare all’idea di stare lontano da me. Probabilmente non aveva molta importanza per lui, ma almeno io avevo la coscienza pulita!&lt;br /&gt;"Secondo te con sei ore al giorno potrei portarmi dietro solo questo zainetto da asilo?" ironizzò, e mi venne voglia di strozzarlo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-5302186629731015888?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/5302186629731015888/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=5302186629731015888&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/5302186629731015888'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/5302186629731015888'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2009/12/kray12.html' title='Kray12'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-6332545483972641592</id><published>2009-12-26T14:44:00.002+01:00</published><updated>2009-12-26T14:44:00.181+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray11</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Bene. Mancavano solo poche ore.&lt;br /&gt;Otto ore. Otto ore e poi ci sarebbe stata la gita.&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;Bene.&lt;br /&gt;Dormi.&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;Dormi.&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;Dormi, ho detto.&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;[Fruscio delle coperte.]&lt;br /&gt;[Giramento del cuscino.]&lt;br /&gt;[Tramestio delle coperte.]&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;*Pecorella che salta numero uno…*&lt;br /&gt;*Pecorella che salta numero due…*&lt;br /&gt;*Pecorella che salta numero tre…*&lt;br /&gt;Che &lt;em&gt;noiaaaaaaaaaaa&lt;/em&gt;!!!&lt;br /&gt;... Conta, che devi dormire.&lt;br /&gt;1...&lt;br /&gt;2...&lt;br /&gt;3...&lt;br /&gt;4...&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;UFFA!!!&lt;br /&gt;Avevo la merenda.&lt;br /&gt;Avevo Maio.&lt;br /&gt;Avevo la macchina fotografica.&lt;br /&gt;Avevo il block-notes.&lt;br /&gt;Avevo la mia fedele penna-multipunta.&lt;br /&gt;Avevo il mio fedele ombrello.&lt;br /&gt;Avevo la mia fedele sciarpa nera.&lt;br /&gt;Avevo già accanto a chi mi sarei seduta vicino… e allora perché &lt;em&gt;diamine&lt;/em&gt; non riuscivo ad addormentarmi???&lt;br /&gt;Non era certo per le polsiere... certo che no...&lt;br /&gt;Ma ero &lt;em&gt;troppo&lt;/em&gt; eccitata. Quella era la verità... e mi chiedevo: perché!?!?&lt;br /&gt;Perché &lt;em&gt;cavolo&lt;/em&gt; sei così eccitata???&lt;br /&gt;L’hai detto a Michele che vai in gita???&lt;br /&gt;No. Ma brava. E ora? Metti che ti cerchi, e non ti trovi! Che figura ci fai???&lt;br /&gt;Ero così contenta di come stavano andando le cose tra me e lui. Lui era simpatico, ma allo stesso tempo gentile; riusciva sempre a tirarmi fuori qualche parola quasi intelligente, cosa che non era da me poiché avevo la mente matematica, più che umanistica. Era sempre capace di dire qualcosa di intelligente, lui, su qualsiasi argomento: anche se non ne sapeva nulla. E’ bello misurarsi con una persona intelligente, se quella persona non ti tratta come se fossi un idiota… e Michele di certo non lo faceva. Michele ti faceva credere di essere al suo livello, mettendoti a tuo agio, fingendosi meno importante e diventando molto interessato alle tue parole.&lt;br /&gt;... &lt;em&gt;Non l’avrei più rivisto che dopo le vacanze&lt;/em&gt;...&lt;br /&gt;Non avevo più voglia di andare in gita... ... ...&lt;br /&gt;Dovevo ancora recuperare latino, dopo aver preso un sei scarso d’interrogazione... ma probabilmente nel secondo quadrimestre avrei fatto di peggio...&lt;br /&gt;Anche in inglese non avevo che una sufficienza scarsa, e il prof mi aveva detto che il quadrimestre dopo mi sarei dovuta impegnare molto di più, altrimenti non me l’avrebbe concessa...&lt;br /&gt;Non mentiamoci, probabilmente Marty avrebbe badato più a quell’antipatica di "&lt;em&gt;Cocò&lt;/em&gt;" che a me...&lt;br /&gt;O forse no. Forse no... ma se l’avesse fatto, ed ero sempre più sicura che &lt;em&gt;l’avrebbe&lt;/em&gt; fatto, allora io non avrei avuto nessuno accanto a cui sedermi.&lt;br /&gt;Non sono il tipo di persona solare che va in giro a fare amicizie, a conoscere gente, e soprattutto non sono il tipo di persona che si fa conoscere.&lt;br /&gt;Come dire… non sono il tipo di persona che passa inosservata, ma quasi.&lt;br /&gt;E’ più che altro che non mi piace conoscere gente nuova: sono fin troppo fedele agli amici… e, volendo bene a una persona in più, mi sembra sempre di volerne meno a quelle a cui ne volevo prima...&lt;br /&gt;E’ un ragionamento stupido, lo so. Il cuore è infinito: c’è sempre spazio per tutti... (e a volte anche troppo. Ma questa è un’altra storia.)&lt;br /&gt;Mi piace il mio cervello. Sempre pronto a collegare gli argomenti.&lt;br /&gt;E a distrarsi da solo.&lt;br /&gt;Perché, distratto, dormì.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-6332545483972641592?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/6332545483972641592/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=6332545483972641592&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/6332545483972641592'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/6332545483972641592'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2009/12/kray11.html' title='Kray11'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-7818802549754198420</id><published>2009-12-23T17:03:00.000+01:00</published><updated>2009-12-23T17:03:00.369+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Le feste'/><title type='text'>Buon Natale!!!!!</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Natale!!!&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Tutti più buoni!!!&lt;br /&gt;Neve!!!&lt;br /&gt;Fresco!!!&lt;br /&gt;Gente felice!!!&lt;br /&gt;Niente scuola!!!!!&lt;br /&gt;Insomma, tempi allegri da non buttare via.&lt;br /&gt;E cosa fanno i blogger in questi allegri momenti?&lt;br /&gt;C'è chi cambia stile al blog... come me, o &lt;a href="http://ianel-lafantasianonhalimiti.blogspot.com/"&gt;Ianel&lt;/a&gt;!, o &lt;a href="http://thequeenofmusic.blogspot.com/"&gt;Kiky&lt;/a&gt;!, o molti altri... dedicando questo nuovo stile al Natale, o all'anno nuovo, come buon auspicio!&lt;br /&gt;C'è chi fa regali bloggosi, come, per l'appunto, &lt;a href="http://ianel-lafantasianonhalimiti.blogspot.com/"&gt;Ianel&lt;/a&gt;, previdente e buona!!! XD&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5418139767427576194" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 230px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SzEZaXTwMYI/AAAAAAAAAmw/1YwJk821neo/s320/Dolce+e+possente.PNG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href="http://blingee.com/blingee/view/103802757-X-TT"&gt;&lt;img title="X TT" height="300" alt="X TT" src="http://image.blingee.com/images17/content/output/000/000/000/62f/538122145_216360.gif" width="400" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;/center&gt;C'è chi scrive folli storie, come me, che pure vengono apprezzate dalle altre menti. [E non capirò mai perché.]&lt;br /&gt;C'è chi aspetta, paziente; c'è chi scrive cavolate&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:book antiqua;"&gt;&lt;em&gt;[Caro Babbo Natale…&lt;br /&gt;Quest'anno vorrei che entrassi dalla porta, anziché pulirmi tutto il camino… perché ti voglio bene!!!&lt;br /&gt;Questo è lo stereotipo della letterina di Natale della piccola Candy Jojo, di quando era piccola ma sembrava non ancora grande. Ed è appena stata inventata: infatti, sull'ora di quest'orrida ispirazione, è venuta una vera schifezza.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;... XD XD]&lt;br /&gt;C'è chi non sa cosa scrivere, e quindi continua a parlare di sé (è la terza volta che parlo di me... XD XD XD)&lt;br /&gt;C'è chi è ansioso di vedere com'è fatta la gente... [XD XD]&lt;br /&gt;C'è chi vorrebbe continuare una storia e non riesce a cavare un ragno dal buco (e aridaglie che parlo di me); c'è chi vorrebbe scrivere un post sul Natale e non ci riesce per niente. (Bene, con questo posso dire di essere definitivamente diventata egocentrica al 100%...)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;img height="485" src="http://dl6.glitter-graphics.net/pub/1744/1744386rd5f1eb3b5.gif" width="379" border="0" /&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;VI VOGLIO BENE&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;!!!&lt;br /&gt;Ecco il mio regalo per voi... :)...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href="http://img137.imageshack.us/img137/3239/myworld.png"&gt;&lt;img height="350" src="http://img137.imageshack.us/img137/3239/myworld.png" width="500" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;center&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;(Finalmente ho imparato come si mettono le immagini della dimensione voluta ;) XD)&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;/center&gt;E allora... cosa dire???&lt;br /&gt;Appuntamento sotto l'albero??? ^^&lt;br /&gt;Kikkes!!!&lt;br /&gt;And &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:220;color:#ff0000;"&gt;A MERRY CHRISTMAS TO EVERYBODY&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-7818802549754198420?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/7818802549754198420/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=7818802549754198420&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/7818802549754198420'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/7818802549754198420'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2009/12/buon-natale.html' title='Buon Natale!!!!!'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SzEZaXTwMYI/AAAAAAAAAmw/1YwJk821neo/s72-c/Dolce+e+possente.PNG' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-2008487021275903400</id><published>2009-12-21T17:38:00.001+01:00</published><updated>2009-12-21T17:38:00.304+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray10</title><content type='html'>Erano state senza dubbio tra le settimane più belle della mia vita, quelle che avevo trascorso con Michele nelle andate e nei ritorni, negli intervalli e, talvolta, anche qualche volta in più. Senza nemmeno darci appuntamento… Appena nel mio cervello compariva la sua figura, così netta e chiara nonostante non vedessi mai bene il viso delle persone, in sogno, compariva lui. (Certo, a meno che non stessi pensandogli mentre, che so, cenavo: in genere le persone non spuntano dal tuo piatto di pasta…)&lt;br /&gt;E ora si avvicinava il 19 dicembre… ultimo giorno di scuola… prima delle maledette vacanze di Natale…&lt;br /&gt;Maledettissime… come si permettevano??? Non potevano restarsene al loro posto???&lt;br /&gt;E mentre io pensavo con tristezza già malinconica a quel giorno non troppo lontano, tutti erano contenti quando passava la circolare "Vacanze di Natale". Ed erano contenti quando arrivavano quelle di scioperi vari. Ed erano contenti quando c’era una gita…&lt;br /&gt;Ah no, questo no. La gita era STUPENDA!!! Si avvicinava la nostra prima gita dell’anno!!!!! Sarebbe stata il sedici… e sarebbe durata una giornata intera, praticamente…&lt;br /&gt;Non sapevo ancora molto, nonostante avessi già pagato la mia quota. E nonostante mi fossi già organizzata metà bagagli… davvero non vedevo l’ora di andare per tutta Firenze!&lt;br /&gt;Se c’ero mai stata? Certo. Ma con i compagni è tutto diverso… è tutto molto più bello… quello che potrebbe sembrarti noioso può diventare mille volte più interessante!!!&lt;br /&gt;… e viceversa. E’ questo il bello.&lt;br /&gt;Per questo quel pomeriggio, nonostante fosse quasi una settimana prima di quella fatidica data, stavo già preparandomi il mio fedelissimo marsupio (nero, come potrete immaginare). Mentre vi infilavo una merenda che non scadesse quella settimana, ricordavo tutti gli episodi collegati a quel marsupietto: in primo luogo quando me lo avevano comprato, che ero piccola e il mio colore preferito era il rosa. Vedendo il marsupietto avevo detto: "Mamma, me lo compri?"&lt;br /&gt;Forse ancora non sapevo che il mio colore preferito era il nero, convinta nelle supposizioni dei miei genitori che, quando ero piccola, vedendomi amare il sonaglino, avevano dedotto che mi piaceva perché era rosa e non perché era carino. Comunque fosse, non avevo resistito al fascino di quel colore… e mi ero portata lo stesso a casa il mio bottino, soddisfatta di me stessa, naturalmente usandolo subito come la mia natura m’imponeva. E mi ero accorta che mi piaceva moltissimo…&lt;br /&gt;Ricordavo ogni causa di ogni piccolo strappo. C’erano stati piccoli litigi, qualche forzatura, delle abitudini un po’ troppo abitudinarie: e per questo ora Maio (come chiamavo il mio marsupio) dimostrava un po’ più della sua età, come le persone un po’ sfortunate che girano in questo mondo con questa stessa caratteristica.&lt;br /&gt;(Prima di inserirvi automaticamente in questa categoria, sappiate che sotto i quarant’anni questa caratteristica non è che un bene: si dimostra maggiore maturità. – Che non guasta mai. – E, al di sopra di quest’età, a chi volete che importi? Ormai non crescete mica tanto più, non si vede proprio una differenza d’età di cinque anni.)&lt;br /&gt;Diedi un’occhiata nell’armadio: dov’erano? Nel mio cassetto non c’erano… Sul comodino?&lt;br /&gt;Guardai: boh. Chissà dov’erano finite…&lt;br /&gt;Mi infilai le mani nei capelli, che ne subirono un certo rilassamento, come quando una persona, dopo essere stata in piedi tutta la giornata, si siede. E cominciai ad invidiarli, perché a me non spettava quel diritto: se non le trovavo ora, non le avrei trovate mai più… &lt;em&gt;le cose non si trovano mai quando servono&lt;/em&gt;…&lt;br /&gt;Voglio dire, allora le avrei trovate. Il problema era: quando???&lt;br /&gt;Mi strappai qualche capello, così, per rilassarmi.&lt;br /&gt;Tirai un respiro di sollievo, mentre il mio cuoio capelluto strillava incattivito dalla mia inaspettata azione. "Che cavolo vuoi?" gli dissi. "Tu sei mio e con te ci faccio ciò che voglio, capito??"&lt;br /&gt;Non gradii molto quest’ultima frase che mi uscì dal cervello, dato che mi ricordò subito un genitore cattivo (e ignorante, per di più: niente di peggio). Purtroppo i figli non sono dei genitori, ma visto che questi ultimi hanno l’obbligo di educarli, hanno anche dei diritti in più collegati a questa mansione…&lt;br /&gt;"Senti, non pensarci." Va bene. "Pensa ad altro." &lt;em&gt;Ci sto provando…&lt;/em&gt; "No, a &lt;em&gt;qualcos’altro&lt;/em&gt;…" E zitto!&lt;br /&gt;Oooh, finalmente l’avevano piantata di litigare. Mi stavano facendo venire i nervi… la questione importante era un’altra… DOVE CAVOLO ERANO LE MIE POLSIERE NERE DEI GREEN DAY!?!?!? AAAAAAAAAAAH! AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH!!! DOVEVO TROVARLEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE&lt;br /&gt;Bene, zitta, niente panico, vedrai che si sistemerà tutto. Vedrai… forse arriva Babbo Natale in anticipo e te ne dà un’intera collezione… magari te li regala la befana… magari la fatina dei denti…!!! AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH!&lt;br /&gt;DOVE SONOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-2008487021275903400?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/2008487021275903400/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=2008487021275903400&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/2008487021275903400'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/2008487021275903400'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2009/12/kray10.html' title='Kray10'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-4098944277057215330</id><published>2009-12-17T20:17:00.003+01:00</published><updated>2009-12-17T20:48:36.665+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray9</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;"&lt;em&gt;Summer has come and passed&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;"&lt;em&gt;The innocent can never last…&lt;/em&gt;"&lt;br /&gt;Mi concentrai sul suono della mia voce, mentre le parole mi fuoriuscivano dalla gola… Sapevo che non era la cosa migliore da fare, poiché presto avrei stonato: ma non riuscivo a fare altro, ghiacciata da quello che sarebbe successo di lì a poco.&lt;br /&gt;Occhi chiusi, orecchie occupate, tatto inumidito: su cosa potevo concentrarmi, che non fosse &lt;em&gt;quella&lt;/em&gt; mia canzone preferita…? Avevo bisogno di distrarmi… e lo sapevo…Ma quelle parole erano così belle, e la mia voce, tutto sommato, mi piaceva.&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Here comes the rain again&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;falling from the stars&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;drenched in my pain again&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;becoming who we are&lt;/em&gt;"… Quante volte avevo letto quelle parole, quante volte le avevo cantate nella mia mente, &lt;em&gt;quante volte&lt;/em&gt; le avevo sentite parte di me più della stessa me stessa?&lt;br /&gt;Erano belle quelle parole, così tristi ma dolci, dolcissime: poetiche, emozionanti, appassionanti come null’altro…&lt;br /&gt;Mi ero innamorata &lt;em&gt;tantissimo&lt;/em&gt; di quella canzone, non potevo negarlo: sarebbe potuta essere la mia cura, la mia vita e la mia gioia, se solo gliel’avessi chiesto…&lt;br /&gt;Avrei saputo amare persino le lacrime che un giorno mi fossero scorse sul viso se la causa ne fosse stata quella canzone.&lt;br /&gt;E infatti le amai…&lt;br /&gt;Nonostante avessero bloccato la mia gola, le amai.&lt;br /&gt;Erano dolci, e fresche: le sentivo come una rugiada sul mio viso, non come il risultato di tanto dolore, il dolore che Billie aveva provato; lo provavo anch’io… una millesima parte forse, ma ero felice perché era riuscito a trasmettermi quel sentimento. Ero felice perché ero triste… ma soprattutto ero felice perché, in quel momento, ero un tutt’uno con Billie Joe Armstrong, uno dei miei più grandi miti in assoluto.&lt;br /&gt;Sbloccai la gola, ma quello che vi era incastrato, per le tre volte che tentai di ingoiarlo, vi rimase.&lt;br /&gt;Lo lasciai lì, a seminare i suoi futuri figli, affinché fossero meravigliosi come lo era stato il loro padre; aspettai che le lacrime scendessero lungo il mio viso, a smettere di offuscarmi la vista, e guardai Michele.&lt;br /&gt;Non capii esattamente quello che provava. Non aveva gli occhi aperti, erano quasi chiusi, come commossi, mentre mi guardavano; erano illuminati, e anche lucidi.&lt;br /&gt;Già, non capii esattamente cosa pensasse, ma semplicemente lo adorai. Mi si espanse il cuore, a toccare la gabbia toracica, e lo lasciai fare; guardando Michele negli occhi, come lui guardava nei miei, mi dissi che avrei difficilmente potuto fare a meno di lui.&lt;br /&gt;Non mi sentii stupida, ma &lt;em&gt;molto&lt;/em&gt; stupida accorgendomi di quello che avevo pensato. Lo conoscevo da un giorno: pochissimo; era vero che i momenti che avevamo passato insieme erano davvero belli, e non c’erano mai stati fraintendimenti sciocchi; c’era… &lt;em&gt;feeling&lt;/em&gt; fra noi due…&lt;br /&gt;Ma questo non giustificava quello che avevo pensato…&lt;br /&gt;"Wow." fu l’unico commento di Michele; dolce, emozionato, ma l’unico commento.&lt;br /&gt;Ero delusa? Credevo proprio di sì. E non riuscivo a capirmi… "Perché diamine sei delusa, maledetta!?!?!?" mi domandai, ma non mi giunse risposta; mentre giunse un altro commento…&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Accompagnato da un tirar su col naso…&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;"Hai una voce stupenda."&lt;br /&gt;… … …&lt;br /&gt;Se prima ero… stupida…&lt;br /&gt;Ora ero… instupidita…&lt;br /&gt;Faccia-di-marmo come una sciocca bambina.&lt;br /&gt;Capricciosa…&lt;br /&gt;Ma… ma…&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;"… … &lt;em&gt;Grazie&lt;/em&gt;…"&lt;br /&gt;Nella mia collezione avevo "bella voce", "bella voce", "canti bene", "bella voce", un picco su "voce angelica" ma "stupenda" era… era… semplicemente…&lt;br /&gt;"…"&lt;br /&gt;Esatto…&lt;br /&gt;"Figurati" fece la sua voce, piano, emozionata, a venti centimetri da me... "Te lo meriti…"&lt;br /&gt;"Stavi… Stavi per… per farmi piangere" aggiunse, dolce. &lt;em&gt;Dolce&lt;/em&gt;…&lt;br /&gt;Lo guardai negli occhi, ma i suoi erano bassi, a cercare qualche appiglio. Come i suoi denti, che lo facevano sulle labbra.&lt;br /&gt;Sorrisi, addolcita, desiderando di poterlo abbracciare… "La dolcezza è una cosa così bella" pensai, mentre le mie dita scivolavano tra le sue… e le sue, dolci, si incrociavano fra le mie.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-4098944277057215330?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/4098944277057215330/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=4098944277057215330&amp;isPopup=true' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/4098944277057215330'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/4098944277057215330'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2009/12/kray9.html' title='Kray9'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-6229937326382810409</id><published>2009-12-13T12:06:00.002+01:00</published><updated>2009-12-17T20:25:24.853+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray8</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Non avevo torto. Era stata un’ora fantastica… ed era anche stata seguita da un’altra bella ora. Mentre l’ultima, la sesta, non l’avevamo!&lt;br /&gt;Uscii dalla porta della scuola saltellando. Era venerdì, era venerdì! Niente scuola all’indomani!!!&lt;br /&gt;Ero contenta come una pasqua. E, trattenendomi dal saltellare, mi trattenevo dal fischiare. Infatti cantavo.&lt;br /&gt;Cantare… non ero troppo brava, a parer mio. Ma a me, comunque, la mia voce piaceva; e se qualcuno mi diceva che non gli piaceva, fatti suoi. Che se la facesse piacere: io cantavo quando mi piaceva e pareva…&lt;br /&gt;Cosa cantavo ora? Una canzoncina di Natale… strano ma vero. Ero &lt;em&gt;molto&lt;/em&gt; strana, e lo sapevo bene… così come sapevo bene che era normale che, quando ero così allegra, mi piaceva evidenziarlo.&lt;br /&gt;Perché si è allegri? Per tanti motivi… io non sapevo il &lt;em&gt;mio&lt;/em&gt;, ma seppi presto che uno di loro mi raggiunse!&lt;br /&gt;“Michele!!!” lo salutai, quasi cantando: che mi avesse sentita?&lt;br /&gt;Mi imbarazzai un po’…&lt;br /&gt;“Esatto” mi salutò, e sbattei le palpebre confusa. Che cosa voleva dire???&lt;br /&gt;“Continua un po’?” mi domandò, e allora sì che m’imbarazzai…&lt;br /&gt;“Be’, ehm, a cosa ti riferisci???” finsi, facendo l’innocentina. E il suo sorriso si fece furbetto…&lt;br /&gt;Io mi morsi il labbro, senza accennare sorrisi.&lt;br /&gt;“Dai…” mi fece lui, sorridendomi dolce… maledetto.&lt;br /&gt;“E’ che quando sono assieme a qualcun altro divento stonata…” mi imbarazzai, ancora, mostrando i denti nel mio sorriso forzato.&lt;br /&gt;“Eh, sai quanto sono stonato io!?” mi fece; e allora, se sapeva cosa si prova quando si viene resi ridicoli davanti a tutti, perché mi chiedeva di lasciarmi andare così?&lt;br /&gt;“No” risposi, tanto per. Osservai l’espressione del suo viso, che mutò in una disespressione quando storse il naso. Era carino anche così, però.&lt;br /&gt;“Vuoi sentire???” mi domandò, e rimasi spiazzata: “Ma non ti vergogni???”&lt;br /&gt;Era una domanda un po’ strana, detta così: sembrava: “Ma non ti vergogni di dire una cosa simile???”… e non era esattamente quello che volevo dire…&lt;br /&gt;“Abbastanza” fu sincero… glielo lessi nel suo sorriso: non rivolto nei miei occhi, ma nella mia attenzione. “Però… credo che… tu possa capirmi.”&lt;br /&gt;Era così bella quella frase.&lt;br /&gt;E le note che seguirono… era una canzone che non conoscevo, ma mi piaceva. Era dolce, anche se la voce di chi la cantava non azzeccava sempre la nota giusta (si sentiva… e faceva accapponare abbastanza la pelle…)… eppure l’atmosfera era irrinunciabile, molto molto molto molto bella… avevo voglia di fare una fotografia di quel sentimento per tirarlo fuori nei momenti più bui. Così era la seconda volta, quel giorno, che mi faceva sentire così… forse un giorno avrei potuto tenere a bada ogni brutta sensazione solo sentendo il suono della sua voce…&lt;br /&gt;A un certo punto Michele si bloccò, senza guardarmi in viso. Era imbarazzato, ma era soprattutto tenero… come il mio gattino… Avevo tantissima voglia di abbracciarlo. (Non FreeDay, ma Michele…)&lt;br /&gt;Ora toccava a me. Non potevo tirarmi indietro…&lt;br /&gt;Al solo pensare questo, sentii tanti piccoli spillini non molto appuntiti pungermi la pelle da dentro, e non ebbi bisogno di guardarmi le mani per sapere che si vedeva ogni minimo capillare…&lt;br /&gt;“Forse non sembra” esordì Michele, anche se questo “esordì” è alquanto discutibile… poiché quella sottospecie di introduzione sembrava il terminare di una frase.&lt;br /&gt;Eppure… eppure c’era una timidezza nella sua voce che mi suggerì di cosa mi parlava.&lt;br /&gt;“No, sei sempre così sicuro di te stesso…” gli dissi dolcemente.&lt;br /&gt;La sua piccola risatina, &lt;i&gt;strana&lt;/i&gt;, non riuscii a capirla. Be’, era ironica: c’era qualcosa che diceva: “Non è vero.”&lt;br /&gt;E infatti proseguì: “Come no.”&lt;br /&gt;A quel punto, o ora o mai più. Mi avvicinai un po’ di più a Michele, sapendo quanto diventasse &lt;i&gt;docile&lt;/i&gt; la mia voce a contatto con gli sconosciuti per lei, e cominciai a cantare… una delle canzoni che mi veniva meglio.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-6229937326382810409?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/6229937326382810409/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=6229937326382810409&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/6229937326382810409'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/6229937326382810409'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2009/12/kray8.html' title='Kray8'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-6857913645736257459</id><published>2009-12-10T21:38:00.004+01:00</published><updated>2009-12-11T22:30:16.983+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ringraziamenti'/><title type='text'>Oh Thanks... :)...</title><content type='html'>Già arriva un altro di questi post di ringraziamenti... perché c'è ancora gente da ringraziare! ^^&lt;br /&gt;Perché altri due sostenitori si sono aggiunti (o forse aggiunt&lt;em&gt;e&lt;/em&gt;, dovrei dire ;P): &lt;a href="http://anonyma-thedarknesscomesdown.blogspot.com/"&gt;Anonyma&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://alidicristallo-sweetlittleprincess.blogspot.com/"&gt;&lt;strong&gt;Little Princess&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;... grazie... :)&lt;br /&gt;(Che, per chi non se lo ricordasse, sono sostenitrici insieme ai miei carissimi &lt;a href="http://davidesiviero.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Dave&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://thequeenofmusic.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-STYLE: italic"&gt;Kiky&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://unpoditutto-midnight.blogspot.com/"&gt;&lt;strong&gt;Midnight&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://nevertoolate-lusia.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Lusia&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://ilovemypinkstyle.blogspot.com/"&gt;&lt;strong&gt;*pink princess*&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://erikacullen.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Erika&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://ianel-lafantasianonhalimiti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold;color:#ff6600;" &gt;Ianel&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://fificullen.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Fely&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://98giulia.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Giulia&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, &lt;strong&gt;&lt;a href="http://fatadelletenebre.blogspot.com/"&gt;LunaStorta&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;&lt;a href="http://vanessamalachitegreen.blogspot.com/"&gt;Vanessa&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;... ;P)&lt;br /&gt;Ma per ringraziarvi meglio, voglio dare dei premi!!! :)!!!!!&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Non sapete come sia stato difficile trovare un aggettivo adatto... e un'immagine anche XD&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Darò i premi a seconda di come mi capitano sotto al naso...&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;A Ianel...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413694446030712050" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 258px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SyFOamoqbPI/AAAAAAAAAkQ/2bsnfvs5cHQ/s320/Rollers2.PNG" border="0" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="center"&gt;Per Midnight... ^^&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413696761612742754" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 306px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SyFQhY2cMGI/AAAAAAAAAkg/zMQ_RV5HBkA/s320/Forest2.PNG" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;Per Kiky! ^^&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5414092970911120818" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 229px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SyK43zgYvbI/AAAAAAAAAk4/RvoaNaKlyDc/s320/Queen.PNG" border="0" /&gt; &lt;p align="center"&gt;Per LunaStorta... ;)&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413697693599374690" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 217px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SyFRXoxXnWI/AAAAAAAAAko/kqEEybC1Zqs/s320/fata.PNG" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;Guardate... queste siamo noi!!! (XD)&lt;br /&gt;Qual è ognuna di voi??? ^^&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413699435568114546" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SyFS9CHFK3I/AAAAAAAAAkw/1JE532lFLMw/s320/Cats.jpg" border="0" /&gt;Ma arriveranno altri premi... che ho già in mente ^^ ;) ;*&lt;br /&gt;E spero a breve^^&lt;br /&gt;Ma, intanto, &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff99ff;"&gt;Kikk^^&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;!!!&lt;br /&gt;Alla prossima avventura... ;)&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-6857913645736257459?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/6857913645736257459/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=6857913645736257459&amp;isPopup=true' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/6857913645736257459'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/6857913645736257459'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2009/12/oh-thanks.html' title='Oh Thanks... :)...'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SyFOamoqbPI/AAAAAAAAAkQ/2bsnfvs5cHQ/s72-c/Rollers2.PNG' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-5367366504857291336</id><published>2009-12-06T20:50:00.001+01:00</published><updated>2009-12-06T20:52:37.824+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray7</title><content type='html'>“&lt;em&gt;Brutta pazza!!!&lt;/em&gt;” mi strillò Marty, e mi saltò addosso, cominciando a farmi il solletico. Ma come faceva a sapere sempre cosa provavo???&lt;br /&gt;“Esatto, è proprio quello che sei!!!” riuscii ad esalare, in mezzo alle risate.&lt;br /&gt;Dal pavimento, sul quale ero acciambellata per riprendermi dalla… “&lt;em&gt;violenza&lt;/em&gt;” dell’azione, alzai lo sguardo… ero bollente, mi &lt;em&gt;sentivo&lt;/em&gt; bollente… ma questo non c’entrava. O forse centrava, col fatto che, nel vedere l’espressione di Michele, dapprima tesa, poi rilassata, il mio sorriso diventò un sorriso dolce e le guance smisero di farmi male.&lt;br /&gt;“Criminale” mi disse. Bella coppia. Brigante e criminale…&lt;br /&gt;“Brigante” &lt;em&gt;gli&lt;/em&gt; dissi. Che soddisfazione…&lt;br /&gt;“Facevi finta???”: gli occhi di Michele divennero una fessura…&lt;br /&gt;“Più o meno” non mentii, e feci un sorriso di quelli “sono-un-angioletto”. Mi chiesi se la mia falsa aureola avrebbe sortito effetti…&lt;br /&gt;“Ma brava” fece Michele, e nei minuti a venire, in cui parlammo in tre della musica, scoprendo i gusti musicali l’uno dell’altro, scoprii con mio immenso gaudio che il tempo che prima credevo passare infinito non lo era per niente. Anche se infinito (come sarebbe dovuto essere prima secondo la mia percezione) più infinito (come ora sentii passare il tempo) era pur sempre uguale a infinito (cosa che mi ricordò la campanella).&lt;br /&gt;“Driin” fu la diretta conseguenza di un “uff” generale: forse ora Marty, autrice dello sbuffo più forte (e della faccia più stranita dopo di ciò…) aveva capito perché Michele era troppo mitico…&lt;br /&gt;“Au revoir, madames, ça serait tousjours un plaisir de parler avec vous” concluse Michele, prima di scomparire; e, altrettanto prima di scomparire, mi sorrise. E ricambiai… Per fortuna, allora, non ce l’aveva con me perché avevo finto… poiché, in fondo, non avevo finto poi tanto. Ero quasi ancora depressa… no, davvero, &lt;em&gt;stavo tornando&lt;/em&gt; depressa, meno di prima certo; ma stavo tornandola, senza appoggio morale.&lt;br /&gt;“Buongiorno” disse la professoressa; quando esultai! Non mi ricordavo che avessimo la Mitelli l’ora dopo l’intervallo… la prof più MITICA di tutte quelle esistenti &lt;em&gt;al mondo&lt;/em&gt;: spiegava bene, rendeva le cose interessanti, e faceva ridere. Non ero particolarmente esperta di come un prof potesse rendere una cosa interessante o più facile da comprendere, e per questo la ammiravo ancora di più; mentre una persona che &lt;em&gt;non&lt;/em&gt; mi facesse ridere era difficile da trovare.&lt;br /&gt;Mi sedetti sorridendo, e sorridendo mi sedetti. Avevo vicino la mia migliore amica, conoscevo uno &lt;em&gt;fantastico&lt;/em&gt; che voleva conoscermi, stavo per apprendere qualcosa di interessantissimo e per ricevere una lezione (… nel senso scolastico della parola……) della mia prof preferita. Cosa fare, a queste condizioni? Ingoiai l’amaro boccone, pronta a tirarlo fuori la sera, al buio, sotto le coperte, nascosta al mondo crudele…&lt;br /&gt;Quasi mi stavo deprimendo, dicendo così, ma proprio in quel momento la prof disse: “ODDIO!!!”, e allora risi, lasciandomi andare.&lt;br /&gt;“Cosa succede?” domandò la prof, come se la colpevole della mia risata fossi &lt;em&gt;io&lt;/em&gt;… e come se quella strana non fosse &lt;em&gt;lei&lt;/em&gt;… Un suo modo di fare che me la rendeva simpatica sin dal primo giorno di scuola.&lt;br /&gt;“Qualcosa” risposi, tentando di rendere il sorriso normale, senza mostrare i denti; per quanto bianchi fossero.&lt;br /&gt;“Bene! Qualcosa di bello o brutto?”&lt;br /&gt;Sì, lo so, era proprio strana ‘sta prof.&lt;br /&gt;“Bellissimo” mi scappò di scoprire i denti, e una gomitata mi arrivò dalla mia destra… “Che cosa c’è?” sussurai (alla mia destra).&lt;br /&gt;“Lo sai benissimo” mi sussurrò “la mia destra” (Marty) di ricambio, ammiccando alla porta. Cioè… ancora credeva in quella favola?&lt;br /&gt;“Cresci” conclusi, accorgendomi in quel momento della rima che aveva fatto: era stata volontaria? Mah.&lt;br /&gt;Mi voltai nuovamente verso la prof, che mi sorrideva silenziosa. Era simpatica, molto simpatica: ma le piaceva avere gli sguardi puntati su di lei (chissà come!!!!! Non l’avrei mai capita…!!!), soprattutto quando spiegava. E considerava anche solo il suo entrare in classe come una spiegazione.&lt;br /&gt;“Scusi prof” mi scusai, tentando di assumere un’amabile aria pentita e contrita; e, che avesse funzionato o non fosse servita, lessi il perdono sul viso della prof.&lt;br /&gt;“Allora… oggi vi spiegherò qualcosa” esordì; e “Nooooooooooo” fu la reazione della classe.&lt;br /&gt;“E invece sì. Allora…” ripartì la prof, e aprii il quaderno, sorridente, pronta a passare altre sedici ore consecutive di come si stava per proseguire quella.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-5367366504857291336?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/5367366504857291336/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=5367366504857291336&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/5367366504857291336'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/5367366504857291336'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2009/12/kray7.html' title='Kray7'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-3524831277458653614</id><published>2009-12-02T20:35:00.000+01:00</published><updated>2009-12-02T20:37:03.899+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray6</title><content type='html'>Credevo che quella sensazione avrebbe potuto mandarmi avanti al posto dell’acqua, al posto del cibo e dell’ossigeno, al posto della pelle: perché tutto era così bello, così sorprendentemente bello e magico e niente ci aveva interrotti finché non avevamo voluto. Stare sotto la pioggia, insieme, in silenzio, era mille volte più bello e necessario del respirare.&lt;br /&gt;Eppure, ora (sgridata per il ritardo, freddo, mosca che ti perseguita, quattro e mezzo di latino) non c’è molto da stare allegre. Ora quel momento mi sembrava così lontano, ma così lontano… che nemmeno con un telescopio riuscivo a provare la metà di ciò che avevo provato prima.&lt;br /&gt;“Kray?” disse una vocina accanto a me.&lt;br /&gt;Ero così di malumore che le avrei quasi risposto male… se solo non fossi scoppiata a ridere.&lt;br /&gt;“Cosa c’è tanto da ridere?” si seccò la professoressa.&lt;br /&gt;“Rido per non piangere” mi seccai io… infatti, all’improvviso, mi sentivo la faccia come una prugna secca.&lt;br /&gt;“Molto bene” commentò la prof, non facendo che innervosirmi. Era lei che mi aveva messo il quattro e mezzo… perché “NON ERO PRECISA”, secondo lei! La precisione era una delle cose che mi dava più fastidio.&lt;br /&gt;“Già” assentì ironica Marty (“vocina”), così che le scomparve il sorriso, somigliandomi un po’ di più… anche se il mio sorriso, da come mi sentivo, sarebbe stato finto quanto il suo. Mi tirai un po’ su, perché seppi che eravamo tutte e due nella stessa barca; e cos’era più consolante dell’affondare insieme?&lt;br /&gt;“Quanto hai preso?”&lt;br /&gt;Mi accorsi di non averglielo ancora chiesto, rimediando.&lt;br /&gt;“Cinque” fu la sua risposta. Era uno dei suoi voti peggiori; anzi, pensandoci, era IL peggiore, proprio come il mio.&lt;br /&gt;“Collega!” le dissi, finto entusiasmo, finto batti-cinque, finto sorriso. Mi sentii di plastica, all’improvviso.&lt;br /&gt;Marty se ne accorse, e non rispose. Sapeva che avevo preso peggio di lei, e questo per me era una consolazione; ma una consolazione come la sarebbe potuta essere un’interrogazione nella materia preferita in cui prendi quattro anziché tre.&lt;br /&gt;E, in più, nessun’altro aveva preso più di sette… e la prof non avrebbe che valutato la verifica, dicendo: “Se volete recuperare, la prossima settimana interrogo. Anche se volete alzare il voto…”&lt;br /&gt;Chissà perché, quasi tutti avrebbero voluto “&lt;em&gt;alzare il voto&lt;/em&gt;”… in chissà quale maniera, visto che all’orale non si poteva che fare &lt;em&gt;più&lt;/em&gt; SCHIFO!!! Tutti i professori avrebbero mediato il voto secondo la media della classe, a seconda di come era stata la difficoltà per tutti: ma lei no! Lei doveva essere diversa, doveva essere “ORIGINALE”, una parte a sé stante del corpo insegnanti!!!&lt;br /&gt;Mi stavo davvero incavolando (come avrete capito…), ed era ASSOLUTAMENTE necessario qualcosa che mi calmasse. Ma cosa? La mosca non faceva che scocciare; Marty era depressa almeno quanto me, se non di più perché avevo preso un voto più basso di lei; stavo rapidamente diventando un merluzzo surgelato, ma non avevo né la voglia né la possibilità di mettermi qualcos’altro addosso; la finestra era chiusa, e quindi non potevo buttarmi giù; la prof aveva detto “Correggete i vostri errori”, come se fossimo stati noi gli insegnanti, e stava assumendo un atteggiamento sempre più rompi…&lt;br /&gt;E ogni cosa nuova (uno che tirava le cose a una, una che si girava, uno che si era alzato e camminava per la classe impunito) mi dava fastidio. MOLTO fastidio. Mi innervosivo sempre più, senza poterci fare nulla… Avevo ASSOLUTO bisogno di distrarmi, assolutamente sarei esplosa colpendo il primo che mi avrebbe rivolto la parola... e avevo tanto l’impressione che questo “primo” sarebbe stata Marty.&lt;br /&gt;Lo fu. Ma non esplosi…&lt;br /&gt;Quello che sentivo dentro sfumò, lasciandomi vuota e sola. Ero circondata da venti persone, ma ero sola…&lt;br /&gt;Sola, miserabile, incredibilmente &lt;em&gt;DRIIIIN&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Sola.&lt;br /&gt;La classe si svuotò, in un attimo, tutto dimenticato, voci squillanti e allegre, spensieratamente STUPIDE. Frivole. Sciocche. Stupide frivole sciocche stupide, perché per loro quel voto non aveva senso… era un passo verso il baratro, “un piccolo passo per l’uomo”… ma un grande passo per il loro futuro, destinato a finire di vivere.&lt;br /&gt;“Kray?” disse la vocina raddolcita di Marty. Non ebbi la forza di guardarla negli occhi, perché sapevo cosa avrei visto: e mi avrebbe solo dato il vuoto.&lt;br /&gt;“Madame” disse un’altra voce, e il mio respiro si fece pesante, come una coperta d’inverno; ma il gelo mi circondò, e io volevo solo chiudere gli occhi, respirare e dirmi che era finita, che non era così, che ero dove sarei voluta essere.&lt;br /&gt;Su un’isola deserta.&lt;br /&gt;“Madame” disse di nuovo questa voce, quasi stanca.&lt;br /&gt;Avrei voluto che non fosse stanca, ma cos’altro poteva essere?&lt;br /&gt;“Cos’è successo, madame?” mi chiamò per la terza volta, ancora più dolce, ancora più buono, ancora più… &lt;em&gt;e mi venne solo voglia di piangere&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Passarono anni, secoli; sperai che mi lasciassero in pace, sperai di rimanere sola come mi sentivo: almeno sarei stata &lt;em&gt;meno&lt;/em&gt; sola, anche se teoricamente lo sarei stata i più.&lt;br /&gt;Ma non potevano mollare. Non potevano lasciarmi andare, capire cosa mi passava per la testa, quale fosse il mio movente: volevo semplicemente stare sola, davanti al mondo, lasciarmi cadere nella padella senza dover stare in equilibrio sul lungo filo sospeso della vita.&lt;br /&gt;“Love?” disse semplicemente Michele, e inspiegabilmente mi venne voglia di abbracciarlo. Come gli era venuto in mente!?!? &lt;em&gt;Brigante!!!&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;“E’ per latino, Kray?” variò Marty, come se Michele non esistesse; riuscì a tirarmi su. (&lt;em&gt;Anche lei…&lt;/em&gt;)&lt;br /&gt;“No; no” risposi. Ma non alzai lo sguardo, né rallegrai il tono: volevo vedere come se la sarebbero cavata…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-3524831277458653614?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/3524831277458653614/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=3524831277458653614&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/3524831277458653614'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/3524831277458653614'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2009/12/kray6.html' title='Kray6'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-2902207616455496938</id><published>2009-12-02T20:10:00.002+01:00</published><updated>2009-12-02T20:13:25.253+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Consistructions'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Reflexions'/><title type='text'>Sad...</title><content type='html'>&lt;p&gt;Ti siedi, e aspetti.&lt;br /&gt;Nessuno bussa alla porta, nessuno pare avere intenzione di entrare, nessuno sembra ricordarsi di te, quell'oggi; e tu meno di tutti.&lt;br /&gt;Tu, disperso nenell'ambiente circostante, disperso nelle tue emozioni, disperso nei tuoi ragionamenti: che pensi, a te stesso ma in una maniera che più lontana non potrebbe essere.&lt;br /&gt;Perché pensi a quello che vorresti essere, e non a quello che sarai: a quello che vorresti accadesse, e non a quello che accadrà. Perché non capisci ciò che succede, e pensi: "Chi può? Chi è quel gran genio che riesce a capire tutto ciò che gli accade intorno: quello che le ragazze pensano, quello che le persone vogliono, quello che vorrei tanto che mi succedesse e che non succede mai? Chi è che potrebbe spiegarmi come funziona l'universo, perché c'è gente che ottiene sempre tutto quello che vuole, tutto quello che desidera; perché alcuni possono permettersi di desiderare e altri nemmeno di sopravvivere?"&lt;br /&gt;E tu perché ti fai tutte queste domande? Lascia andare via il pensiero.Non pensare che tutto ciò che hai mai fatto era sbagliato, perché non è vero.&lt;br /&gt;Non pensare alle cose che hai sbagliato, perché spesso ciò che credi di avere sbagliato era l'unica scelta possibile, la scelta meno dolorosa.&lt;br /&gt;Non pensare alle persone più mitiche di te, perché nessuno è perfetto. Nessuno è capace di non sbagliare mai, nessuno è in grado di fare qualcosa che non possa saper fare per un motivo valido; e vorrei poterti dire che ce la farai, perché sei bravo in ciò che sai fare, cosa che probabilmente non è quella che credi tu ma una cosa che riescono a vedere solo gli altri, e che prima o poi la scoprirai. Vorrei poterti dire che ce la farai a raggiungere il tuo sogno, vorrei poterti promettere che realizzerai le tue fantasie: &lt;/p&gt;&lt;blockquote&gt;ma purtroppo non è così.&lt;/blockquote&gt;&lt;p align="right"&gt; E questo lo sai.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;blockquote&gt;Non sarà mai così.&lt;/blockquote&gt;&lt;p align="right"&gt; &lt;em&gt;E questo è falso.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-2902207616455496938?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/2902207616455496938/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=2902207616455496938&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/2902207616455496938'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/2902207616455496938'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2009/12/sad.html' title='Sad...'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-7882321420091692775</id><published>2009-11-28T15:42:00.001+01:00</published><updated>2009-11-28T16:00:21.826+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray5</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Mi svegliai, a quell’ora, nel mio lettuccio. Stirai le braccia, e fecero “crack!”, così io feci: “Ohi!”&lt;br /&gt;Dettagli irrilevanti di una vita comunissima… che lo erano anche per me. Forse. Perché quella mattina, la mia prima mattina da quindicenne, ero eccitatissima… sarebbe cominciata la mia nuova vita.&lt;br /&gt;Non che in genere fossi troppo ottimista… ovvero, non avevo mai capito se ero ottimista o pessimista, ma preferivo credere di essere ottimista. O pessimista. Dipendeva, dai punti di vista e da come mi sentivo al momento. Era chiaro che se stavo pensando alla fine dell’umanità preferivo pensare di essere ottimista. Altrimenti no. (Forse.)&lt;br /&gt;Comunque, quei dettagli irrilevanti non li presi come segno della giornata che stava per venire, perché mi ero detta che, visto com’era trascorso il giorno precedente rispetto a come me lo aspettavo, credere in una determinata cosa sarebbe stato alquanto sciocco…&lt;br /&gt;FreeDay mi venne incontro, e mi diede il benvenuto strofinandosi contro la mia gamba. Non chiedetemi perché, ma il mio primo pensiero fu: “Per fortuna non mi ha fatto pipì sul pigiama.”&lt;br /&gt;Lasciai perdere quello stupido pensiero e presi in braccio FreeDay. La accarezzai sul muso, guardandole incantata i suoi bellissimi occhi verdi… Come avevo potuto pensare al mio pigiama in un momento come quello??? Sentii che per quella gattina avrei potuto fare qualsiasi cosa, se solo me lo avesse chiesto.&lt;br /&gt;Cominciò a fare le fusa, e io l’adorai per questo… Cominciai a desiderare di rimanere lì, con lei, a godermi quei dolcissimi suoni coccolosi…&lt;br /&gt;“No. No, no, no. Non puoi permettertelo” riassunse il mio cervello, in una frase che non aveva senso… o che forse lo aveva, ricordandomi della praticamente-proposta del giorno precedente: “Che ne pensi se domani andiamo a scuola insieme?"… andare a scuola con il ragazzo più figo della scuola sarebbe stato molto, molto strano. Moltissimo strano. Una cosa che toccava l’inimmaginabile… e addirittura era stato lui a chiedermelo, lui, e non io. Tutta un’iniziativa sua… tutta colpa sua.&lt;br /&gt;E anche un po’ mia, che gli ero andata contro.&lt;br /&gt;Ma questo era tutt’un altro discorso. Ciò che contava davvero era che non m’importava di cosa fosse lui; per me, lui era lui, e questa era la cosa più importante.&lt;br /&gt;Avevo ancora in braccio FreeDay, ma stavolta non esitai nel posarla a terra. Almeno, però, m’inginocchiai a carezzarle la testina, e a parlarle. “Prima regola di convivenza: mai cercare di convincere la mamma a rimanere qui la mattina. E’ già abbastanza duro andare a scuola senza che ti ci metta pure tu…” le sussurrai. E lei mi guardò con i suoi occhioni…&lt;br /&gt;Tentai di rimanerle impassibile. Eppure, nella frase di congedo che le dissi pochi minuti dopo, “Non fare pasticci, in mia assenza”, erano pieni di affetto. Che potevo farci, quella gattina mi faceva impazzire.&lt;br /&gt;Il mio stomaco brontolò, ma riuscii a prendere positivamente persino quel doloroso segnale… perché mai? Era una cosa un po’ stupida…&lt;br /&gt;Prima di uscire mi guardai allo specchio. I miei capelli erano i soliti disordinati, impossibili da domare col pettine; gli occhi mi sembravano stanchi (se non pesti…), come sempre; la bocca era secca; le guance erano pallide… insomma, ero proprio un figurino. Sospirai: un lungo, luuungo sospiro, prima di indossare la mia giacca di jeans nero (che era leggerissima ma non me ne importava proprio niente) e aprire la porta, a scoprire che forse la giacchettina era &lt;em&gt;un po' troppo&lt;/em&gt; leggera.&lt;br /&gt;Sperando che la colazione andasse giù, a scaldarmi, il più presto possibile, avanzai i primi passi al di fuori di casa, i miei rimi passi da quindicenne… anche se questa frase sembrava destinata ad un bambino di pochi mesi… Comunque, lo feci chiudendomi la porta alle spalle come a definire la mia decisione, e questo mi rese il gesto quasi come il più maturo che avessi mai fatto. Ragionamento che compensava.&lt;br /&gt;Mossi i miei primi passi pensando che mi sarei congelata se non avessi fatto i secondi, seguiti dai terzi. Così li feci in fretta… ma non potei scordarmi il giardarmi attorno, né il nome di quel luogo, né quei denti bianchi e quel carisma che avrei creduto falsi se solo non fossero stati così palesemente veri.&lt;br /&gt;Mi fermai ad un incrocio, che mi pareva d’avere già visto. Era naturalmente logico che l’avessi già visto, poiché ero già passata di lì; ma non ci pensai: ero semplicemente convinta che fosse l’incrocio da dove avrei visto spuntare Michele, sorriso smagliante, maglia splendente… come tutto il resto.&lt;br /&gt;Ma, aspetta un minuto, aspetta due minuti, non arrivò: e io rimasi impalata, imbambolata, come una sciocca, a chiedermi: “Perché mi ha dato buca?”&lt;br /&gt;E la risposta la sapevo. Ero solo una sciocca, demenziale, illusa ragazzina che cercava di fare qualcosa aldilà delle proprie possibilità… e se non era quello che pensavo io, era ciò che pensavano gli altri, di me. Ma avevano ragione. Perché se fossi stata più che sciocca avrei saputo cos’era che mi spingeva a rimanere delusa da quell’attesa.&lt;br /&gt;Mi incamminai piano, lentamente, per la strada di scuola. Mi guardavo i piedi, pensando di essere semplicemente una stupida: non avevamo un appuntamento, né un obbligo morale, né tantomeno uno civile… e poi perché ero tanto delusa??? Quella delusione non aveva alcun senso!!!&lt;br /&gt;All’improvviso sentii una scossa tellurica. Ma non corsi a nascondermi: era così bella, così meravigliosa quella sensazione allo stomaco, e quelle due mani posate sui miei occhi erano così belle.&lt;br /&gt;“Indovina chi è???”&lt;br /&gt;“Michele!!!” esclamai, afferrandogli le mani per toglierle dalla mia faccia.&lt;br /&gt;“Non mi apetti più???” mi chiese, per tutta risposta, in un bianchissimo sorrisone!&lt;br /&gt;Risi. Ero così felice.&lt;br /&gt;“Andiamo, cara gattina?” mi chiese, sempre con il suo sorriso smagliante; a rispondergli, risi.&lt;br /&gt;Ci incamminammo per la strada e nulla ci fermò. Se non la pioggia.&lt;br /&gt;“&lt;em&gt;Scroosh&lt;/em&gt;” disse il cielo, all’improvviso; e io, in cambio, dissi: “Cavolo!!!”&lt;br /&gt;In genere ero sempre la prima ad accorgersi della pioggia che stava per giungere, ma stavolta ero rimasta incantata… voglio dire, ero rimasta &lt;em&gt;distratta&lt;/em&gt;, ecco… &lt;em&gt;persa nei miei pensieri...&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;“Non potrei essere più d’accordo” concordò Michele, facendomi tornare il sorriso. In realtà non avevo idea del perché fosse scomparso: forse perché ero rimasta scioccata dal fatto… ma era comunque un po’ strano, e ci ridacchiai sopra.&lt;br /&gt;“Cosa ridi??? E’ tragico” mi rimbeccò Michele, anche se poi ci rise sopra anche lui.&lt;br /&gt;“Non ti piace la pioggia?” gli domandai, ma solo per andare avanti nel discorso e dirgli quanto mi piacesse; poiché non sembrava molto scandalizzato dalle stille che gli bagnavano il viso.&lt;br /&gt;“Assolutamente sì” mi rispose. Ma io non lo feci, ghiacciata nel fascino dell’osservarlo con il viso volto verso il cielo, a repirare l’acqua della vita.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-7882321420091692775?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/7882321420091692775/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=7882321420091692775&amp;isPopup=true' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/7882321420091692775'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/7882321420091692775'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2009/11/kray5.html' title='Kray5'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-1137741740997719976</id><published>2009-11-25T17:20:00.008+01:00</published><updated>2009-11-28T19:13:41.860+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ringraziamenti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Links...'/><title type='text'>Grazie!!!</title><content type='html'>Ho molta gente da ringraziare.&lt;br /&gt;Innanzitutto coloro che sono miei sostenitori, da oggi undici: &lt;a href="http://davidesiviero.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Davide Silver&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://thequeenofmusic.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Kiky&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://unpoditutto-midnight.blogspot.com/"&gt;&lt;strong&gt;Midnight&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://nevertoolate-lusia.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Lusia&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, &lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;&lt;a href="http://ilovemypinkstyle.blogspot.com/"&gt;*pink princess*&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://erikacullen.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Erika&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://ianel-lafantasianonhalimiti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold;color:#ff6600;" &gt;Ianel&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://fificullen.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Fely&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://98giulia.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Giulia&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://fatadelletenebre.blogspot.com/"&gt;FatadelleTenebre&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; e &lt;strong&gt;Vanessa&lt;/strong&gt;... che posso ringraziare, per la maggioranza, grazie a &lt;a href="http://bimbameggie89-blogs.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;BimbaMeggie89&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, la prima a leggere le mie strampalate righe.&lt;br /&gt;Milioni di ringraziamenti da fare!, a persone grazie alle quali ho scoperto diversi programmi, come ChefImage (per merito di &lt;a href="http://hicaratsukamoto.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Hiraca&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;), PicNik (grazie a &lt;a href="http://unpoditutto-midnight.blogspot.com/"&gt;&lt;strong&gt;Midnight&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;), Blingee (su consiglio di &lt;a href="http://ilovemypinkstyle.blogspot.com/"&gt;&lt;strong&gt;*pink princess*&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;), box404 nick (&lt;a href="http://thequeenofmusic.blogspot.com/"&gt;&lt;strong&gt;Kiky&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;), CBox e Pax e Slide (&lt;a href="http://davidesiviero.blogspot.com/"&gt;&lt;strong&gt;Davide Silver&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;)...&lt;br /&gt;A persone che credono in me, come, sempre, &lt;a href="http://unpoditutto-midnight.blogspot.com/"&gt;&lt;strong&gt;Midnight&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, che non manca mai di dire quanto le piace come scrivo (come pure &lt;a href="http://fatadelletenebre.blogspot.com/"&gt;&lt;strong&gt;FatadelleTenebre&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;... ma anche &lt;a href="http://thequeenofmusic.blogspot.com/"&gt;&lt;strong&gt;Kiky&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; ed altri^^); o tutti coloro che, nel sondaggio "&lt;em&gt;Com'è secondo voi codesto blog???&lt;/em&gt;" hanno risposto positivamente:&lt;br /&gt;~•·&gt; Bellissimo » 5 votanti&lt;br /&gt;~•·&gt; Bello » 3 votanti&lt;br /&gt;~•·&gt; Carino » 4 votanti&lt;br /&gt;... anche se devo dire che per quest'ultima categoria ho votato pure io - &lt;em&gt;ehmm ehmmm&lt;/em&gt;... XD...&lt;br /&gt;O coloro che mi hanno dedicato un'immagine, come &lt;a href="http://thequeenofmusic.blogspot.com/"&gt;&lt;strong&gt;Kiky&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, nel suo &lt;span style="color:#cc66cc;"&gt;&lt;strong&gt;premio al blog più creativo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;... che ancora non credo di meritare molto e per cui ancora ti ringrazio: &lt;em&gt;♥♥♥grazie♥♥♥&lt;/em&gt;...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408101651130877634" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 318px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/Sw1vzGDcBsI/AAAAAAAAAeU/TS5p4zttLVM/s320/Il+blog+pi%C3%B9+creativo.jpg" border="0" /&gt;e &lt;a href="http://ilovemypinkstyle.blogspot.com/"&gt;&lt;strong&gt;*pink princess*&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; (a cui devo molto, tra ringraziamenti e immagini, consigli e richieste di essi...^^), in delle... &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;em&gt;dolcissime&lt;/em&gt; ^^ dediche&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408102423229563314" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 267px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/Sw1wgCWHAbI/AAAAAAAAAec/OCZP4XALuEc/s320/candytx8.png" border="0" /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408103757366500514" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/Sw1xtsZJHKI/AAAAAAAAAek/e3qSxjANmk4/s320/i+love+candy.gif" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;Come avrete notato, la maggior parte di queste cose l'ho scritta pure nel "bottom" della pagina, al fondo. Ma voglio ringraziarvi davvero: in un modo che resti meglio nelle vostre memorie...&lt;br /&gt;&lt;a href="http://fatadelletenebre.blogspot.com/"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408400651994627154" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/Sw5_vPEhfFI/AAAAAAAAAes/UYgrytwR3o4/s200/grazie112.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Voglio ringraziarvi se siete stati sinceri.&lt;br /&gt;Voglio ringraziarvi se mi avete dato qualcosa.&lt;br /&gt;Voglio ringraziarvi se mi avete ringraziata.&lt;br /&gt;Voglio ringraziarvi per i vostri meravigliosi post.&lt;br /&gt;Voglio ringraziarvi per i vostri meravigliosi commenti.&lt;br /&gt;Voglio ringraziarvi per essere qui.&lt;br /&gt;Voglio ringraziarvi per lo strami leggendo.&lt;br /&gt;Voglio ringraziarvi per l'aver potuto fare qualcosa per voi.&lt;br /&gt;Voglio ringraziarvi per l'accettare i miei ringraziamenti...&lt;br /&gt;Se volete qualsiasi cosa, domandate pure! Sarò lieta di aiutarvi, se potrò... :)&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Baci, cari e care^^&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;[P.S.: ditemi quali sono i vostri colori preferiti, così renderò i vostri nomi di quel colore... &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Kikk^^&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;]&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-1137741740997719976?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/1137741740997719976/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=1137741740997719976&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/1137741740997719976'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/1137741740997719976'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2009/11/grazie.html' title='Grazie!!!'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/Sw1vzGDcBsI/AAAAAAAAAeU/TS5p4zttLVM/s72-c/Il+blog+pi%C3%B9+creativo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-7977813945281387783</id><published>2009-11-22T16:20:00.001+01:00</published><updated>2009-11-25T19:58:08.848+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray4</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Quel pomeriggio qualcosa ERA successo. Ma era un 'qualcosa' che andava oltre la mia immaginazione: non avrei mai immaginato che mi sarebbe successa una cosa come quella di quella mattina: a parte incontrare Michele, un bravissimo ragazzo che non aveva timore di prendersi ciò che voleva se era un bene, c'era ancora molto da raccontare. Come quello che vedemmo... Be', dove vi avevo lasciati? Ah sì: "Grazie" mi disse, dolce e modesto. A questo punto la fantasia di qualcuno di voi potrebbe aver lavorato un po' troppo, aver immaginato che lui mi abbia fatta montare sul suo cavallo bianco e mi abbia portata al suo castello, a sposarmi e a rendermi per sempre felice e contenta. Insomma, se vi siete immaginati che mi ha baciata eccetera (e sospetto fortemente che l'abbiate fatto...) vi siete sbagliati. Perché, ebbene, ecco quanto accadde.&lt;br /&gt;"Prego, figurati" gli risposi. Quel suo "Grazie" era stato davvero molto bello: probabilmente me lo sarei ricordato per molto tempo.&lt;br /&gt;"Sai, non credo di essere... molto bravo, anche se probabilmente la mia sicurezza questo può dirti" mi confessò, in un tono quasi sussurrato: come se fosse un segreto. E, non posso tenervelo nascosto, mi venne voglia di mollargli un bacino su di una guancia.&lt;br /&gt;"La tua sicurezza mi dice soltanto che sei sicuro" semplificai. Ero una che si incasinava la vita in continuazione, e quindi semplificare non era da me anche se ero bravissima in matematica... ma questo glielo avrei magari spiegato più avanti. Per ora volevo solo tentare di toglierlo dall'imbarazzo.&lt;br /&gt;Mi sorrise. Non era un sorriso come i precedenti, ma mi parve un po' spento; e mi venne voglia di fermarlo, di prenderlo per un braccio e guardarlo negli occhi finché non si fosse liberato del peso che portava dentro... ma, anche se ne avessi avuto il coraggio, il tempo non me lo permetté: visto che un tornado m'investì. Una palla di pelo.&lt;br /&gt;"Ehi, ehi" disse il mio accompagnatore alla palla di pelo. "Che ti prende?" le domandò, e cominciò ad accarezzare il pelo nero e fitto della cosa, piccola, che sembrava tenera in verità anche se mi aveva molto spaventata... "Che ci fai qui?" continuò Michele, come se il gattino avesse potuto comprenderlo.&lt;br /&gt;Michele le prese la medaglietta. "Katie... ciao Katie. Ti restituiremo ai tuoi..." cominciò. E si bloccò, con una faccia come in un fermo immagine di un film che fece ghiacciare anche me.&lt;br /&gt;"Cosa c'è???" mi allarmai, e lui completò la frase: "Cerutti."&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;'Oh-cavolo-fritto.' Questo fu il mio pensiero, naturalmente. Perché non potevo immaginare quello che sarebbe accaduto: che la suddetta serissima-severissima-crudele vicepreside ci avrebbe accolti gentile, sorridendo, ci avesse offerto un té, ci avesse intattenuti, avesse PERSINO riso e ci avrebbe obbligati ad essere pagati per quel ritrovamento. Cinquanta euro."Allora sono venticinque a me e venticinque a te" propose mr gentleman, e accettai anche se la situazione mi metteva un po' a disagio: non mi piacevano i soldi, e non mi piaceva condividere in modo così diseguale. Anche se il gatto l'avevo &lt;em&gt;trovato&lt;/em&gt; io (per così dire, ma i soldi non si potevano mica dare al gatto che si era fatto trovare...) lui lo aveva calmato e aveva pensato a cercarne i padroni. Anche se probabilmente ci avrei pensato anch'io, la cosa non contava. Ma non importava.&lt;br /&gt;"Dove siamo?" domandai a Michele: non che mi scocciasse stare con lui, anzi era bello, molto più bello di quello che magari mi sarebbe presto accaduto... però la domanda mi uscì da sola.&lt;br /&gt;"Non saprei. Non sono molto pratico di cartelli e cose varie... tu?"Per tutta risposta mi guardai intorno: francamente di cartelli non ce n'erano, e anche se fossi stata brava a leggerli non ci sarebbe stato molto da fare in loro assenza. Attesi che ne comparisse uno ma, naturalmente, non cadevano dal cielo.&lt;br /&gt;Finalmente riuscimmo a capire dove ci trovavamo, a Cosetto. Non c'era che una breve svolta tra il mio paesino e il suo, e inoltre la sua casetta era una delle prime che si vedeva: la cosa mi fece piacere, pensando follemente che magari saremmo potuti andare a scuola insieme il giorno dopo. E rimasi alquanto sorpresa quando lui mi rivelò avere la medesima idea: "Che ne pensi se domani andiamo a scuola insieme?"&lt;br /&gt;Niente peli sulla lingua. Evidentemente ero una calamita per quel tipo di persone. "Per me va bene" risposi, e, poco dopo, sulla via di casa, credetti di stare tradendo l'eccitazione di quel momento, poco prima; e quell'eccitazione non se ne andò nemmeno quando andai a dormire, quindi mi accompagnò per tutta la giornata, nella buona e nella cattiva sorte... cattiva sorte? Vediamo.&lt;br /&gt;Bussai alla porta di casa ma nessuno si decise ad aprirmi. A quanto pare ero scomparsa dalle loro vite... oppure...&lt;br /&gt;"Sopresa!" urlarono tutti, sbucando da tutti gli angoli, nel mezzo di una vera festa: un tavolo ben nutrito, tutti sorridenti, cappellini e festoni colorati eccetera. E qualcuno mise un disco dei Green Day: American Idiot, che naturalmente conteneva la mia canzone PIU' PREFERITA DEL MONDO.&lt;br /&gt;Corsi incontro al primo che trovai: era la mia vicina di casa, con cui eravamo amiche da molto tempo, Go Copoldi. Naturalmente non si chiamava Go ma io l'avevo praticamente sempre chiamata così: e avevo visto giusto, visto che era energica come poche persone sulla Terra (probabilmente aveva fatto tutto lei, lì, nei dieci minuti prima che arrivassi.)&lt;br /&gt;Quell'anno solo un regalo mi spettava anziché i soliti tre, e se quella doveva essere la sfiga della giornata la sfiga sarebbe rimasta tutta lì: perché era un regalo STUPENDO, dal pelo nero e gli occhi verdi che sembravano farmi le fusa solo a guardarmi. Insomma sembrava proprio il gatto della vicepreside, solo che non aveva collare né medaglietta. Era libero e bellissimo e se avessi dovuto dargli un nome forse lo avrei chiamato Green, così avrebbe richiamato i suoi splendidi occhi e i Green Day (mai da trascurare) ma mi piaceva anche l'idea della libertà... così lo chiamai FreeDay, che mi piaceva anche come suonava, sperando che potesse ricordarselo.&lt;br /&gt;In quanto alle informazioni sul gatto seppi solo che era femmina, aveva circa un anno e mezzo ed era stata in cattività fino a qualche mese prima, ovvero fino a quando i miei genitori non le avevano messo gli occhi addosso. Era stupendo quel gatto, e non me lo sarei lasciato scappare per NULLA al mondo.&lt;br /&gt;E i miei genitori lo sapevano. Volevano capire se ora avrebbero potuto fidarsi di me, ora che ero grande e avevo più responsabilità di prima. Sapevano che ero responsabile, ma mi stavano chiedendo di dimostrarglielo nel più duro dei modi: badare a un gatto non era cosa di tutti i giorni, e in più quel giorno mi chiesero di camminare anche da scuola fino a casa. Impegno che naturalmente mi presi volentieri: tra Michele, FreeDay, Green Day e torte alla crema sottile, come avrei potuto dir loro di no? Era il compleanno più bello della mia vita.&lt;br /&gt;Infatti non vi ebbi alcuna sfiga.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-7977813945281387783?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/7977813945281387783/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=7977813945281387783&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/7977813945281387783'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/7977813945281387783'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2009/11/kray4.html' title='Kray4'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-7082403861307359014</id><published>2009-11-18T21:02:00.003+01:00</published><updated>2009-11-19T14:10:52.199+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Middy... a mitic couple'/><title type='text'>Elyon - prima stesura</title><content type='html'>Ecco la prima stesura del romanzo a due mani delle mitiche Midnight&amp;amp;me (modestamente...)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Modificato direttamente sul testo dell'&lt;em&gt;Elyon&lt;/em&gt; originale (&lt;a href="http://unpoditutto-midnight.blogspot.com/2009/11/elyon.html"&gt;sul blog di ★ §✿ midnight ✿§ ★&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;Per Midnight: punti insicuri... in &lt;span style="color:#3333ff;"&gt;blu&lt;/span&gt;... e note in &lt;span style="color:#999999;"&gt;grigio&lt;/span&gt;^^&lt;br /&gt;Per tutti voi: ...&lt;em&gt;via alla storia&lt;/em&gt;...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;In un tempo ormai lontano, una ragazza dormiva.&lt;br /&gt;Più precisamente, &lt;/em&gt;sognava&lt;em&gt;...&lt;br /&gt;Sognava se stessa, nel mezzo di una grande battaglia, che prima o poi sarebbe avvenuta.&lt;br /&gt;Sognava di combattere fino allo sfinimento.&lt;br /&gt;Sognava di essere ancora in groppa al suo cavallo nero... quando qualcuno o qualcosa la spinse a terra.&lt;br /&gt;Era un mostro, enorme, nero come la notte, dagli occhi luccicanti quanto le stelle ma senza il loro fascino... e &lt;/em&gt;due volte più grande di lei&lt;em&gt;.&lt;br /&gt;Ma la ragazza non aveva paura. Nei suoi occhi verde smeraldo si accese qualcosa, un qualcosa di molto antico, quasi &lt;/em&gt;arcaico&lt;em&gt;... una rabbia, intensa, che le dava forza, che sentiva arrivare dal profondo...&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spalancò gli occhi, ansimante, sudata, improvvisamente seduta.&lt;br /&gt;Quando si rese conto di essere davvero tornata alla realtà tirò un respiro di sollievo; poi scese dal letto, e andò fino alla finestra che dava sui giardini reali. Guardò in alto e vide la luna, che la rassicurò completamente. Eppure ancora pensava alla battaglia. Sapeva che si sarebbe dovuta combattere: ne era certa, eppure qualcosa la turbava...&lt;br /&gt;Iniziò a vestirsi, &lt;span style="color:#3333ff;"&gt;con abiti di raffinata pelle nera&lt;/span&gt;. Aveva bisogno di allenarsi: lo faceva sempre quando era turbata o confusa da qualcosa.&lt;br /&gt;Quando fu pronta aprì la porta della sua camera e iniziò a vagare per il corridoio buio. Ma, sicura, proseguì per una via che conosceva da sempre: attraversò alcune stanze, trovando infine una rampa di scale che portava ai sotteranei; scese quelle scale fino a quando non si ritrovò in uno spiazzo circolare largo due-tre metri che si divedeva in tre cunicoli. Sapeva che doveva prendere il primo. Entrò, camminò per qualche metro e infine giunse nell’armeria, uno spazio circolare dove erano riposte armi di tutti i tipi, da mazze ferrate a spade dall’elegante lama, da lance di legno ad asce affilate capaci di rompere un’armatura in un solo colpo.&lt;br /&gt;Ma non le servivano tutte quelle armi: aveva il suo arco e la sua spada, e quelle le bastavano.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;In quella confusione di lame, punte, frecce e altro ancora&lt;/span&gt; scovò una porta. La aprì e si ritrovò in una piccola arena a cielo aperto... si poteva scorgere la luna, e questo a Elyon faceva piacere.&lt;br /&gt;Iniziò ad allenarsi con l’arco. Puntava ad un manichino imbottito di paglia, e non sbagliò un colpo soltanto.&lt;br /&gt;Quando decise che poteva bastare iniziò a lavorare con la spada. Colpiva e affondava, &lt;u&gt;giocava di gambe&lt;/u&gt;&lt;span style="color:#666666;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#999999;"&gt;mi piace troppo questa frase XD&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Quando si fermò, asciugandosi il sudore dalla fronte, la luna era quasi scomparsa &lt;span style="color:#3333ff;"&gt;dallo spazio circolare che dava sul cielo&lt;/span&gt;: era l’alba, e il castello iniziò a svegliarsi, prima la servitù poi i reali.&lt;br /&gt;Ripose le armi e risalì il cunicolo e le scale, finchè giunse alla sua porta, si svestì e fece un lungo bagno caldo.&lt;br /&gt;Quando fu asciutta e fresca, e affamata, scese per fare colazione.&lt;br /&gt;La aspettava suo padre.&lt;br /&gt;"Elyon, figlia mia... Siediti e facciamo colazione"&lt;br /&gt;"Salve, padre" rispose la ragazza, accettando l'invito, per quanto invito fosse.&lt;br /&gt;Tutti e due iniziarono a mangiare.&lt;br /&gt;Quando ebbero finito Elyon si alzò, senza aspettare che venisse sparecchiata la tavola, e uscì all’aria aperta. Ad accoglierlavi era Syrius, il suo gatto, &lt;span style="color:#3333ff;"&gt;che, qualche tempo prima, aveva trovato ai margini della foresta, durante una battuta di caccia alla quale l'avevano costretta a partecipare; felice di poter distogliere l'attenzione dall'obbligo, custodì il gatto, dandogli per come prima cosa del cibo. Ma, come allora non aveva idea del perché fosse tutto solo in un bosco, ora non sapeva perchè si trovasse lì; per cui lo prese e lo portò in casa&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Quel giorno sarebbe stato molto pesante: una lezione l'aspettava, ed era la lezione di magia. Il suo maestro avrebbe gettato le prime basi della lingua antica.&lt;br /&gt;Ritornò in camera e mise i vestiti adatti per la lezione di magia, una tunica color porpora.&lt;br /&gt;Scese di nuovo e camminò fino alla stanza adibita all’ora di magia.&lt;br /&gt;Quando entrò l’aspettava un professore un po’ grassottello, basso ma con occhi vivaci. Non sembrava nè giovane nè anziano, &lt;span style="color:#3333ff;"&gt;ma la sua voce, vivace quanto l'aspetto, non poteva che farlo sembrare giovane, per quanto quel saluto&lt;/span&gt;, "Salve Elyon", fosse così standard.&lt;br /&gt;"Buongiorno professore" rispose Elyon, nella stessa semplicità, ma nello stesso calore.&lt;br /&gt;"Allora... sei pronta per apprendere la lingua antica?" le domandò il suo maestro.&lt;br /&gt;"Credo di sì" rispose l'apprendista; ma la sua voce, solitamente sicura e piena del suo carattere, fu scossa.&lt;br /&gt;"Perché tutto questo turbamento?!" si allarmò il maestro, &lt;span style="color:#3333ff;"&gt;che la conosceva da molto tempo&lt;/span&gt;... e che le era molto affezionato."Sapete, questa notte ho fatto un sogno..." spiegò la ragazza, piano, senza alzare lo sguardo.&lt;br /&gt;"Ancora la battaglia!?!" esclamò il professore. Ora era turbato anche lui, poiché era molto affezionato all'alunna... e sapeva che il sentimento era ricambiato, se poteva fare quell'affermazione.&lt;br /&gt;"Sì" ammise la ragazza, guardando il maestro negli occhi.&lt;br /&gt;"Vorrei aiutarti, ma non so cosa fare" le confessò il maestro, in una voce dolce, compresiva.&lt;br /&gt;"Non fa niente, allora quando si comincia?" disse Elyon, con poca convinzione, per quanto tentasse di mascherare come si sentiva.&lt;br /&gt;"Se non ti senti non fa niente, si può fare domani" le abbuonò il maestro, senza nasconderle la sua apprensione; ma "No, preferisco distrarmi" decise Elyon, e la lezione fu pronta a cominciare.&lt;br /&gt;"Va bene... Come sai, oggi studieremo la lingua antica.&lt;br /&gt;Albero si dice: &lt;em&gt;ercol&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Vento: &lt;em&gt;sura&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Acqua: &lt;em&gt;lemua&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Terra: &lt;em&gt;aert&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Foglia: &lt;em&gt;lisa&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Ghiaccio: &lt;em&gt;ays&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Pioggia: &lt;em&gt;esa&lt;/em&gt; &lt;span style="color:#999999;"&gt;Che bella lingua^^&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Questi sono alcuni vocaboli. Per fare il plurale metti la "-s" e per il femminile la "-e": tutto chiaro?"&lt;br /&gt;L'alunna, concentrata, non rispose: semplicemente, annuì.&lt;br /&gt;"Ah, e se c’è già una esse al plurale si lascia invariato. Avanti, adesso scrivili al plurale"&lt;br /&gt;"Va bene, maestro" fece Elyon, pronta.&lt;br /&gt;Dopo qualche attimo, il maestro le prese delicatamente il foglio di sotto mano e lesse: &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:pristina;"&gt;Alberi: ercols&lt;br /&gt;Venti: suras&lt;br /&gt;Acque: lemuas&lt;br /&gt;Terre: aerts&lt;br /&gt;Foglie: lisas&lt;br /&gt;Ghiacci: ays&lt;br /&gt;Pioggia: esas&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:pristina;"&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;"Bene vedo che impari in fretta!" esclamò. &lt;span style="color:#3333ff;"&gt;Ogni volta riusciva a rimanere sorpreso dalla precocità di Elyon... per quanto potesse conoscerla&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;"Grazie maestro" gli sorrise l'apprendista, e il suo maestro ricambiò.&lt;br /&gt;"Per oggi la lezione è finita, puoi andare... ma per dopodomani voglio sentire tutte queste parole alla perfezione! E adesso vai" la congedò il maestro. Così dava i compiti: in tono severo ma buono, perché non era veramente severo.&lt;br /&gt;"Arrivederci, maestro" lo salutò l'allieva uscendo, con un sorriso stampato sul viso.&lt;br /&gt;La lezione per oggi era finita... a Elyon parve una buona idea fare una passeggiata nella foresta. Sapeva già dove sarebbe andata, conosceva ogni angolo di quel verde sconfinato.&lt;br /&gt;Andò prima in camera sua e si cambiò: mise pantaloni di pelle porpora, una camicetta dello stesso colore e sopra un corpetto nero, e infine degli stivali fino al ginocchio, neri anch’essi.&lt;br /&gt;Scese di nuovo e uscì. Andò alle stalle e prese Arya, il suo cavallo &lt;span style="color:#999999;"&gt;che bei nomi *__*&lt;/span&gt;; poi prese arco e spada.&lt;br /&gt;Si inoltrò nella foresta, osservando il cielo che iniziava a scurire, sorridendo... per Elyon era un bel segno: le piaceva la notte. Probabilmente suo padre si sarebbe preoccupato, ma a lei non importava.&lt;br /&gt;Si fermò in una radura: era decisa a fermarsi la notte, non le andava di stare nella sua camera e di sognare di nuovo la battaglia...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Non vi ho ancora detto che Elyon era una principessa, una principessa vampira...&lt;br /&gt;Una vampira come tutti quelli che abitavano nel regno. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;C’erano questioni importanti da risolvere, come la guerra fra umani e vampiri, che ormai da secoli si insidiava nel regno.&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-7082403861307359014?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/7082403861307359014/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=7082403861307359014&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/7082403861307359014'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/7082403861307359014'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2009/11/elyon-prima-stesura.html' title='Elyon - prima stesura'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-675696668817338893</id><published>2009-11-17T18:49:00.004+01:00</published><updated>2009-11-17T19:02:10.397+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Middy... a mitic couple'/><title type='text'>The Candy Jojo &amp; Midnight... mitic couple!!!</title><content type='html'>Io ero criticona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;Midnight aveva dimenticato una virgola.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;Ed era convinta che io scrivessi bene.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Così mi propose: "Riscrivilo!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;E lo scrivemmo insieme.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Signore e signori, &lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;a href="http://unpoditutto-midnight.blogspot.com/2009/11/elyon.html"&gt;Elyon&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; presto su questi schermi!!!&lt;br /&gt;Con copyright di &lt;span style="color:#3333ff;"&gt;★ §✿ midnight ✿§ ★&lt;/span&gt;, ideatrice della storia, e &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;The Candy Jojo&lt;/span&gt;, consulente d'immagine scritta!!!&lt;br /&gt;;) &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-675696668817338893?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/675696668817338893/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=675696668817338893&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/675696668817338893'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/675696668817338893'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2009/11/candy-jojo-midnight-mitic-couple.html' title='The Candy Jojo &amp; Midnight... &lt;b&gt;mitic couple&lt;/b&gt;!!!'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-3347784148261447895</id><published>2009-11-10T15:11:00.002+01:00</published><updated>2009-11-16T16:55:19.822+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray3</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Quel mattino ancora nulla mi era successo. Ed era per questo che mi sentivo strana: né prima di scuola né a scuola era accaduto qualcosa. Allora sarebbe accaduto nel pomeriggio.&lt;br /&gt;Mi avviai all'uscita con questa idea in testa. Mi sarei quasi aspettata Michael comparire all'improvviso: ma non ci speravo. Altrimenti sarebbe stato troppo... e avrebbe ancor più insospettito Marty... ... Decisi che, nel caso io e Michael fossimo diventati amici (in questo LEGGERMENTE improbabile caso), l'avrei tenuta all'oscuro della cosa, o almeno avrei tentato di rendergliela meno simile a come lei pensava che fosse. Avere un'amica senza peli sulla lingua, per quanto possa essere bello e rilassante, talvolta sgarrupa un po'.&lt;br /&gt;Ma, come avevo previsto, attraversai la porta d'uscita senza che nessuno mi avesse raggiunta. Nemmeno Marty, che questa volta era rimasta indietro ad aiutare Lu, una ragazza che io trovavo davvero simpatica... tranne quando ci evitava, ovvero sempre (e soprattutto me). Dalle altre me lo aspettavo, ma non mi piaceva che Marty tentasse di rabbonirsi Luisa. Forse perché ero un po' gelosa... ma che ci potevo fare? Eravamo amiche solo da un anno, e anche se mi pareva di conoscerla da sempre era logico che così non fosse.&lt;br /&gt;Diventavo sempre più depressa ad ogni passo. E, più diventavo depressa, meno mi veniva voglia di tirarmi su. E questo mi deprimeva ancor più. Così come mi deprimeva aspettare, che implicava anche lo stare sola che era &lt;em&gt;molto&lt;/em&gt; male per una come me...&lt;br /&gt;Insomma, se non mi fosse accaduto qualcosa istantaneamente sarei sprofondata nella depressione per poi non uscirne più se non ascoltandomi i Green Day... cosa che non avrei fatto volentieri, depressa. Insomma, proprio a scavarmi la fossa da sola.&lt;br /&gt;Ma quel diversivo arrivò: ed era sotto forma di ragazzo. Indovinate chi? Proprio lui.&lt;br /&gt;Mi bastò vederlo per sentirmi meglio. No, NON E' COME PENSATE... è semplicemente che indossava il cappellino al contrario, ed era una cosa che a me piaceva fare &lt;em&gt;moltissimo&lt;/em&gt;. (Ma quella mattina non ce l'aveva...)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Heilà madame" mi salutò, da una distanza ravvicinata. (Che strano saluto!?)&lt;br /&gt;"Heilà tipo" risposi; mi sembrava meglio combinato come saluto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Ti piace il cappellino?" mi domandò, andando dritto al punto. Eppure lo stavo guardando negli occhi: boh.&lt;br /&gt;"Sì, carino... il nero è il mio colore preferito" commentai, osservando il soggetto della nostra conversazione più da vicino: certo che mi piaceva, sembrava disegnato dalla mia fantasia con quelle sfumature blu a forma di fiamma che lo contornavano, e un qualcos'altro che non avrei ben saputo definire.&lt;br /&gt;"L'ho vinto ad una scommessa" si vantò un poco il Tipo.&lt;br /&gt;"Davvero? Che scommessa: 'Chi si butta dalla finestra?'" ironizzai, quando mi venne in mente di una pazza che, qualche anno prima, aveva preso e si era buttata dalla finestra della nostra classe. Per fortuna che si era al piano terra, altrimenti quella tizia si sarebbe spappolata quel poco che le restava di cervello. E sarebbe stato un peccato: perché poi chi mi avrebbe restituito i miei dieci euro!?!?&lt;br /&gt;Lui sgranò gli occhi: "Come fai a saperlo!?!?"... e allora fu il &lt;i&gt;mio&lt;/i&gt; turno di sgranare gli occhi. E lui rise. "In verità ho scommesso con Jay - il mio amico, che ho salvato dalle grinfie della vicepreside - che la Daretti sarebbe venuta alla quarta ora a chiamarci."&lt;br /&gt;"E come facevi a saperlo?" m'incuriosii.&lt;br /&gt;"Ho tirato a caso. Tanto se mi fossi sbagliato non ci avrei rimesso nulla" mi spiegò, facendomi sorridere: una scommessa &lt;i&gt;davvero&lt;/i&gt; molto intelligente.&lt;br /&gt;"Hai fatto bene" lo lodai, ma tanto l'aveva già capito da solo.&lt;br /&gt;"Modesta-meeente" si lodò, dal modo in cui lo disse.&lt;br /&gt;Per allentare la tensione del momento, una ragazza abituata ad ascoltare versus un ragazzo abituato a gente che fa la figa, diedi un risolino del quale lui rise. "Come ridi? Sembri un gattino."&lt;br /&gt;"Miao" feci, senza pensarci troppo: e così ridemmo tutti e due. Anche se, se aveva capito che la mia era una risata, era strano che l'avesse confusa con un miagolio; ma lasciai andare, nonostante probabilmente lui avrebbe tirato fuori una delle sue frasi piacevoli che rendono più dolce quello che hai detto quanto più amaro ti è sembrato.&lt;br /&gt;'Sei davvero mitico, sai?' avrei voluto dirgli; ma magari aspettare un mesetto o due non avrebbe fatto male.&lt;br /&gt;In quel momento mi domandai cosa potesse rendere 'mitiche' le persone. Cosa poteva essere? Un gene del DNA? Una medicina presa fin da piccoli? Una caratteristica dovuta al segno zodiacale?&lt;br /&gt;No, sperai che non fosse quest'ultima perché non avrei mai voluto che tutti i poveracci che erano dovuti nascere sotto il mio stesso segno fossero orridi come me. Scartai questa ipotesi, ma altre non me ne venivano... più che altro perché non avevo voglia che mi venissero, probabilmente.&lt;br /&gt;"Dove abiti?" mi domandò, a bruciapelo. E non capii a cosa si riferisse, così partii per la tangenziale: inteso astrattamente, intendo, ovvero mi fece sentire in quel modo che per fortuna non avrei saputo come esprimere visto che non sapevo arrossire.&lt;br /&gt;"A Castelletto" risposi, anche se non era una risposta di grande aiuto; ma questo lo capii solo quando, intuendo probabilmente il mio malinteso, rincarò la dose: "E si va di quà o di là?" chiarì.&lt;br /&gt;Mi sentii abbastanza sprofondare, ed ero sicura che se avessi saputo arrossire sarei stata scarlatta in quel momento. "Di là" risposi, indicando la strada alla mia sinistra.&lt;br /&gt;"Anche Cosetto, dove abito io" mi rispose, sorridendomi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Cosetto!?!?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Cosetto!?!?&lt;/em&gt;" gli feci.&lt;br /&gt;"Eh, già. Purtroppo ce l'avrò sulla carta d'identità per tutta la vita, visto che ci sono nato" riflettè, ma a me non parve tanto sfortunato: anche se poteva abbastanza essere un'allusione... era un nome originale per un posto, non come 'Pisa', che era la città che sarebbe apparsa sulla &lt;em&gt;mia&lt;/em&gt; carta d'identità per sempre.&lt;br /&gt;"Almeno ti intitoleranno una scuola quando sarai famoso" lo consolai. Era vero... Nelle città grandi se ne sarebbero fregati di uno scrittore secondario di qualche secolo prima.&lt;br /&gt;"E' vero" disse lui, ma si vedeva che lo aveva fatto solo per gentilezza. "Andiamo?" mi invitò a seguirlo, e lo seguii. Era un quarto d'ora che aspettavo che mi venissero a prendere: evidentemente avevano avuto qualche contrattempo. Meglio per me.&lt;br /&gt;"Be', allora vediamo... vuoi fare il politico?" gli domandai. Indagando avrei scoperto qualcosa in più, di molte cose.&lt;br /&gt;"No grazie" si schifò. &lt;em&gt;Ottimo!&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Grande! E lo scienziato?"&lt;br /&gt;"Non ci penso nemmeno. Se c'è una cosa scientifica che voglio fare è scienze umanistiche, ma nemmeno quelle mi interessano."&lt;br /&gt;"Fai lingue?" gli domandai: questo avrebbe spiegato molte cose. E, quando arrivò la sua risposta ("Sì!"), glielo dissi: "Aaah, ecco spiegata la tua pronuncia francese perfetta."&lt;br /&gt;Lui mi sorrise, sorpreso. Non se l'aspettava mica. "Grazie."&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-3347784148261447895?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/3347784148261447895/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=3347784148261447895&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/3347784148261447895'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/3347784148261447895'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2009/11/kray3.html' title='Kray3'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-8927516788470721157</id><published>2009-11-02T11:54:00.001+01:00</published><updated>2009-11-02T11:56:35.623+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray2</title><content type='html'>Quel mattino mi sentivo un po' strana. Non perché non capissi molto delle lezioni, o perché volessi a tutti costi volare fuori dalla finestra, o perché non so nemmeno io perché; fatto sta che capivo tutto, dalla finestra ci volavo sempre e, forse, l'unica cosa a distrarmi era stata la stranezza di quella mattina. Che persino nel'intervallo mi perseguitava... e Marty se ne accorse: "Che c'è, Kray? Ti sei innamorata?"&lt;br /&gt;Mi fece imbarazzare di brutto. "Innamorata? Ma scherzi?"&lt;br /&gt;Non volevo nemmeno pensarci. Lungi da me questa idea! Era l'ultima cosa che volevo. Non perché volessi pensare prima alla carriera. Ma semplicemente perché mi ero rotta di sperare, mangiare poco, dormire poco, vedere tutto con un binocolo al contrario: semplicemente volevo vedere il mondo com'era da un punto di vista vero, quello che sempre avevo avuto dentro fin da bambina. E la differenza l'avevo notata, eccome. E mi piaceva molto di più così, il mondo.&lt;br /&gt;"No, non scherzo" ribatté Marty, che peli sulla lingua non ne aveva; e sapeva che io lo sapevo, quindi sapeva anche che la mia era una domanda retorica, e che la sua era una risposta stupida.&lt;br /&gt;"Michele Collina è un gran figo" continuò, come a dimostrare la sua tesi. A volte la odiavo, quando faceva così: ma ora non potevo che darle ragione, sentendomi un po' imbarazzata, un po' violata, un po' stupida. "Peccato che sia più grande di te" aggiunse, in un tono di "peccato" che nemmeno io avrei saputo dire più finto: perché sapeva che mi davano fastidio quelli più piccoli di me. Gli altri no.&lt;br /&gt;"Potresti smetterla per favore? Ti prego. Vorrei evitare l'argomento" la pregai cortesemente, sperando che la campanella di fine intervallo suonasse, anche se sapevo che questo non l'avrebbe fermata.&lt;br /&gt;"Vuoi farti un giro?" propose Marty. Nella sua lingua voleva dire: 'Usciamo'. E opporsi a lei era come tentare di abbattere un muro a testate.&lt;br /&gt;"Okay, MURO" la provocai; e le afferrai il cappuccio grigio e glielo tirai, così, per darle fastidio. E lei mi tirò la cintura.&lt;br /&gt;"Aaah, questo non dovevi farlo!": cominciai a punzecchiarla, proprio con le dita; lei non ci pensò un attimo a ricambiare. Pensai che mi avrebbe tirato i capelli se ne avesse avuta l'occasione, ma non lo fece, perché l'occasione non ci fu: infatti comparve una figura sulla porta, che la fece bloccare con un'espressione di Ommioddio sulla faccia così palese che mi fece pensare che fosse comparsa la Daretti, così mollai Marty come se niente fosse e mi voltai con lentezza studiata. Ma non era la Daretti."Michele!?!?": non ero sorpresa, ero SORPRESA. Ma lui era davvero lì: con i suoi denti bianchi, capelli castano chiaro quasi biondi e occhi verdi nel suo vestito elegantissimo.&lt;br /&gt;"Ebbene sì, madame" rispose lui, mostrando denti ancor più bianchi di quanto non avessi notato appena tre ore prima. Questo voleva dire una cosa: niente merenda, un'altra cosa che avremmo potuto avere in comune. Oppure che si era lavato i denti, ma era piuttosto improbabile la cosa."Bonjour monsieur" gli dissi, un po' stonata dalla sua apparizione."Bonjour madame. Qu'est-ce que vous étiez en train de faire?" domandisse, e ci misi un po' ad elaborare la frase, anche se si capiva molto bene quello ce aveva detto grazie al suo accento perfetto.&lt;br /&gt;"Boh" risposi, non sapendo come esprimere il concetto né in italiano, né tantomeno in francese.&lt;br /&gt;"Uao. Interessante" commentò, e mi fece sorridere; sorriso che venne sostituito da un'espressione sorpresa quando domandò: "Posso partecipare anch'io?". Infatti mi ci volle un po' perché riuscissi ad emettere un suono. "Vuole dire che sarebbe disposto a farsi dissanguare ad unghiate da KrayMa?" fu il suono, che chissà in quale straordinario modo riuscì ad interpretare in maniera divertente, perché i suoi occhi si dipinsero di ilarità. Magari pensava che fossi ridicola: anche questo era possibile. Anzi, conoscendomi, probabile.&lt;br /&gt;"Magari un'altra volta, allora... quando mia madre avrà evitato di ficcare il naso nel mio guardaroba" rispose. Ah, ecco perché mi sembrava elegante. In genere l'eleganza è un gene raro negli uomini, figurarsi nei ragazzi.&lt;br /&gt;"Et vous? Comment vous vous appelez?" domandò a Marty, che gli sorrideva... probabilmente sperando di fare colpo. Mi fece quasi pena, pensando che probabilmente tutte le ragazze dell'edificio avrebbero voluto mettersi con lui: perché mai avrebbe dovuto scegliere proprio lei? Che non era la ragazza più bella che avessi mai visto, in verità. Ma era carina: anche se i capelli, che lei odiava perché erano mossi, erano neri senza molti riflessi, gli occhi non erano chiari come a molti piacevano ed era decisamente un po' troppo magra. Ma io la trovavo bellina, e secondo me avrebbe potuto farcela.&lt;br /&gt;"Je m'appelle Martyne Forte" francesizzò, anche se quella era l'unica frase che sapeva dire in francese.&lt;br /&gt;"Enchanté" le fece Michele, e si inchinò elegantemente. "Che esibizionista" dissi, sorridendogli.&lt;br /&gt;"Temo di non poterne fare a meno, madame" disse lui, sorridendomi. E così la campanella suonò.&lt;br /&gt;"Escusez-moi, mais j'ai qu'aller à un cours de français. Pour pouvoir mieux parler la prochaine fois avec vous... donc, je vais. A' bientot, madames" si dileguò Monsieur, e Marty mi gomitò (bel verbo eh!?!?) nel gomito.&lt;br /&gt;"Bella presa" ammiccò, e non capii bene a cosa si riferiva... a cosa si riferiva? Glielo domandai: "A cosa si riferiva, Marty?", e lei mi rispose con un'occhiata che voleva dire: 'Ma come, non hai capito che intenzioni ha!? Non sei molto sveglia...' ... e quel gesto mi fece alzare di molto le sopracciglia. Di certo non dovevo avere capito cosa intendeva.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-8927516788470721157?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/8927516788470721157/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=8927516788470721157&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/8927516788470721157'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/8927516788470721157'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2009/11/kray2.html' title='Kray2'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-3213800634464491825</id><published>2009-10-29T15:16:00.002+01:00</published><updated>2009-10-30T15:40:27.483+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Le feste'/><title type='text'>Hαℓℓoωɛɛи!!!</title><content type='html'>Streghe, scheletri, fantasmi, Addams, dr Jeckyll and mr Hyde che girano per le strade...&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;Halloween is back!!!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Con le sue maschere, le sue richieste pazze, i suoi scherzetti fantastici, e le indigestioni di zucca, le carie ai denti...&lt;br /&gt;Ma mi sento proprio elettrizzata, ragazzi. Mi piace sentirmi così!!!&lt;br /&gt;Ed è per questo che mi piace Halloween: nero è bello... e, abbinato al rosso e all'arancione, ricorda una festa fantastica!!!&lt;br /&gt;Perché mi senta così??? Non lo so... in effetti Halloween è una festa più consumistica che altro... Non più delle altre: ma è fondata fondamentalmente su quello, al giorno d'oggi, dato che i bambini che vanno in giro a chiedere dolcetti di certo non hanno bisogno di "treak" per sopravvivere... e, nella maggioranza dei casi, non sanno fare maledizioni nel caso in cui non gli venga abbuonata una buona dose di zuccheri.&lt;br /&gt;Che si possa parlare di superstizione, in collegamento con Halloween? All'inizio delle sue origini, per i Celti, era così. Accendevano le famose pumpkins per tenere lontani gli spiriti maligni, di notte, nel giorno che ritenevano avvicinarsi all'inverno.&lt;br /&gt;Ma se questa storia la sapete già, io non mi dilungo troppo...&lt;br /&gt;Invece mi piace parlare di ciò che sta dietro ad una festa. Ciò che è alle fondamenta di ciò che rende quella festa tale festa, e non un'altra...&lt;br /&gt;Insomma, cos'ha spinto l'uomo a creare la festa di Halloween?&lt;br /&gt;Un giornalista parla dell'abitudine degli americani di rendere le cose più leggere, collegando il tentare di allontanare gli spiriti al 2 novembre, il giorno dei morti. E così gli Italiani, nel loro timore reverenziale della morte, avrebbero allontanato il futuro e il passato all'americana, come spesso si usa fare in quest'era consumistica? Voi cosa ne dite?&lt;br /&gt;Per me, mi divertirò come potrò. E' una festa a tutti gli effetti, simpatica e fantasiosa...&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;BUON HALLOWEEN!!!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;img height="355" src="http://dl8.glitter-graphics.net/pub/1667/1667328pb31s5v7p6.gif" width="325" border="0" /&gt;&lt;/center&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3529148752258776666-3213800634464491825?l=thecandyjojo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/feeds/3213800634464491825/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3529148752258776666&amp;postID=3213800634464491825&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/3213800634464491825'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3529148752258776666/posts/default/3213800634464491825'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thecandyjojo.blogspot.com/2009/10/ho.html' title='Hαℓℓoωɛɛи!!!'/><author><name>The Candy Jojo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10397069139236925194</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_bSfZWJWemZo/SwfpHRpeMXI/AAAAAAAAAdc/xAcMMoh3dys/S220/always+smile.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3529148752258776666.post-1881180232039396792</id><published>2009-10-25T19:47:00.002+01:00</published><updated>2009-10-25T20:40:33.200+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie: Kray'/><title type='text'>Kray</title><content type='html'>Quel mattino non mi sentivo particolarmente di buon umore.&lt;br /&gt;Non perché davanti allo specchio mi fossi trovata un po' più grassa o con un brufoletto nuovo, o perché non avessi mangiato una buona colazione, o perché avessi litigato con mia madre, o perché mio fratello avesse cominciato a fare l'antipatico, o perché mio padre mi avesse innervosita, o perché non avessi trovato un libro per finire la cartella, o perché stessi arrivando in ritardo a scuola, o perché avessi perso il pulmino, o perché stessi andando a scuola, o perché il tempo fosse brutto.&lt;br /&gt;Anche perché io non ingrassavo e di questi problemi non me ne facevo, la colazione era la stessa da anni, mia madre la mattina era sempre di buon umore, mio fratello era un santo, mio padre era sempre già al lavoro a quell'ora, la cartella la facevo la sera, partvio da casa alle sette, a scuola ci andavo a piedi e volentieri perché là c'erano le mie amiche e camminare mi piaceva e... no, il tempo non era particolarmente bello, però non ero mai stata metereopatica e probabilmente se avessi deciso di cambiare idea prima ci avrei fatto un pensierino. Decisamente, non era colpa di nessuno se ero nata esattamente quindici anni prima. O forse, in qualche modo, lo era. Però prima o poi sarebbe dovuto arrivare: e, anche se era quello il mio problema, continuai a percorrere la via rassegnata.&lt;br /&gt;Non mi andava di compiere gli anni. Ogni volta il mio compleanno era l'evento più triste dell'anno: ogni volta, immancabilmente, succedeva qualcosa di strano. E se sembrava stare andando tutto per il meglio, TA-DAH!!!&lt;br /&gt;Insomma, non me n'era mai andata bene una e credevo proprio che nemmeno questa volta mi sarei salvata.&lt;br /&gt;Ma tanto, casa o scuola, qualcosa sarebbe successo. Così camminavo guardandomi intorno, tentando di anticiparmi il dispiacere prima possibile, insistento nei punti sulla via che, speravo, avrebbero potuto avere meno conseguenze nel mio futuro. Ad esempio un bel tir enorme: quello sì che sarebbe andato bene. Ma speravo di non dover arrivare allo sperare al quello: e che qualcosa di meglio sarebbe accaduto. Per esempio un alieno che mi rapisse. Sarebbe stato fico...&lt;br /&gt;Pensai intensamente: "Alieno-alieno-alieno-alieno-alieno-alieno"... E andai a sbattere, contro qualcuno. Tenni gli occhi chiusi ancora per un po', esprimendo il desiderio che fosse un qualcuno verde con le antenne: ma, quando li aprii (aprendo anche la bocca per chiedere umilmente "Scusa..."), notai che il viso del ragazzo che mi guardava un po' stranito non aveva niente a che fare con un alieno. E, anzi, aveva un bel viso da ragazzo normalissimo.&lt;br /&gt;"Tutto bene?" mi chiese, apparendo preoccupato, a dirmi: 'Non importa. Tu, piuttosto, sei suonata???'&lt;br /&gt;"Aha. Anche se non sembrava" non potei trattenermi dall'aggiungere. Così come non potei trattenermi dal sorridergli. Magari avrei intavolato una bella conversazione con il ragazzo.&lt;br /&gt;"Ehm... direi di no" mi rispose, sorridendomi anche lui in un bell'incurvamento delle labbra che gli scoprì perfetti denti bianchissimi.&lt;br /&gt;Che fosse lui la mia sfigadicompleanno? Meglio non correre il rischio... anche se sembrava gentile, insomma... ma poteva nascondersi un Dracula II dietro le sue mentite 
